Anglotedesco

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lunedì 21 dicembre 2015

FRANCESCO ROTONDI (Giuslavorista): “Con il Jobs Act fermi agli anni 60’



Ottime le risposte date dal giuslavorista Rotondi a Stefano Zurlo.Il mondo va in questo modo,i ceti medio-bassi sono schiacciati dalla dittatura neoliberista e grazie alla tecnologia in certi settori sono stati persi milioni di posti di lavoro e quei pochi che vengono creati li devi accettare e devi essere  trattato esattamente come venivano trattati i nostri genitori ( io sono nato nel 1976) negli anni 60’.

Da IL GIORNALE del 2 dicembre 2015-Stefano Zurlo

“L’orario di lavoro? Poletti ha fatto bene  a dire che ormai è un concetto superato. Anzi, per dirla tutta,il ministro si è accorto dell’enorme ritardo che c'è su tutto il tema della contrattazione ed è corso ai ripari lanciando una provocazione”.

“Purtroppo siamo ancora fermi,anzi imbalsamati,alla legislazione degli anni Sessanta e Poletti tocca solo uno dei tanti punti all’ordine del giorno”.

“ L’unica novità è la decontribuzione che però è un capitolo della legge di Stabilita’ invece siamo all’anno zero sull’orario ,ma ancora prima sul luogo di lavoro”.

“Dobbiamo fare un passo indietro.Quello decisivo: dobbiamo abbandonare  il modello della contrattazione nazionale e sviluppare quello della contrattazione aziendale.Flessibile e capace di adattarsi alle esigenze reali del mondo produttivo”

“Ogni euro in più è benedetto ,sia chiaro ,ma parliamo di uno scheletro di norme che è totalmente superato e che dev’essere ripensato di corsa ,se vogliamo stare al passo con il mondo che cambia e vogliamo creare nuova occupazione”.

Oggi i due terzi dei lavoratori non devono più andare in ufficio o in fabbrica.La tecnologia ha cambiato tutto ,ma qui siamo ancora ai vecchi contratti ,ingessati da regole e regolette che bloccano lo sviluppo.Da qui può partire una rivoluzione radicale sull’ orario e poi,a cascata ,sulle pause,gli straordinari e tutto il resto”.

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