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giovedì 17 dicembre 2015

Salari e produttività, l’Italia non cresce dal 1995



Certo le percentuali non si mettono in discussione però la crisi non solo per l’Italia ma per i ceti medio-bassi è cominciata nel 1989,con la dittatura neoliberista che ha cominciato a spadroneggiare.

Da Repubblica Affari e Finanza del 14 dicembre 2015- Marcello Esposito

L’ economia italiana va male più o meno dal 1995 ,quando si esaurirono gli effetti dell’ultima svalutazione competitiva con cui la lira uscì di scena.La colpa non è solo dell’euro anche se per l’Italia ,abituata sin dai primi anni 60’ a periodiche svalutazioni ,l’adesione è stata più problematica che per gli altri paesi.Se guardiamo all’economia reale, prima della crisi (1995-2007) la crescita media annua è stata dell’ 1,6% in Italia e del 2,4% nella media dell'Eurozona.In totale, 20,8 punti contro 31,2: l’Eurozona è rimasto fermo (-0,1%) ,ma l’Italia ha perso 9 punti.Malgrado la minore esposizione del sistema bancario, la crisi ha fatto emergere in modo evidente il declino dell’economia italiana, tenuto per anni sotto silenzio.Dal 2008 da relativo è diventato assoluto.
Tra il 1995 e il 2014, l’Italia ha accumulato uno svantaggio di 19,3 punti di PIL rispetto alla media dellEurozona : questa è cresciuta del 31,1%,l’Italia dell’ 11,8%,poco più di un terzo! Nel 2015 le previsioni per l’Italia sono finalmente positive (0,7-0,9%) ma quelle della media dellEurozona sono di un +1,6% ,con la conseguenza di un’ulteriore ampliamento della forbice.
Nel declino italiano il ruolo più evidente è quello della produttiva’.Tra il 1995 e il 2012 la produttività per ora lavorata è cresciuta del 25% in Germania ,del 23% nella media dell’Eurozona,del 6% in Italia.Tra il 2005 e il 2012 l’occupazione italiana è in effetti cresciuta dell’8% :più crescita, più produttività, più occupazione.

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