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lunedì 25 gennaio 2016

A Cipro la crisi è finita?



I soliti discorsi,il PIL che cresce,le banche solide bla bla bla,tipico discorso del servo neoliberista.Contano più le banche degli esseri umani.In Cipro la disoccupazione giovanile continua ad essere spaventosa,la classe operaia non sa più dove sbattere la testa e grazie alla schiavitù di migliaia di immigrati,la produzione industriale cresce.Ditelo a loro se la crisi è passata ..



Da La Repubblica economia e finanza del 18 gennaio 2016- pezzo di articolo di Salvatore Giuffrida

Marzo 2013: Cipro è in default ,le due principali banche, la Nazionale e la Popolazione, sono fallite e l’UE prepara in extremis un piano di salvataggio da 16 miliardi dalle condizioni durissime.I conti correnti sono congelati dal governo ,che garantisce solo quelli inferiori ai 100.000 euro.La Banca Popolare dichiara bancarotta e i ciprioti scendono in strada per protestare contro un futuro pieno di incognite.
Oggi,meno di tre anni dopo, lo scenario è totalmente cambiato e l’isola è di nuovo sulla via di una stabile ripresa è economica .La Repubblica di Cipro ,che divide l’isola mediterranea con la “Repubblica di Cipro Nord” che è parte del territorio turco, è rinata.Gli investitori stranieri stanno tornando in settori come turismo ,commercio, costruzioni e servizi finanziari.Già nel 2015 il PIL è tornato a crescere dell’ 1,5% per quest’anno le stime indicano quasi il 2%.La disoccupazione al 15,5%,rimane alta ma è in fase di riduzione da due anni e sopratutto il deficit fiscale migliora ,passando dal 7% del PIL del momento della crisi a 0,1 quest’ anno (proiezione 2016). Anche se il debito pubblico è ancora al 106% ,il saldo delle casse erariali è sostanzialmente questa in parità e il fantasma del default è ormai un ricordo.Anche il sistema bancario si sta riprendendo dopo la batosta.Prima del 2013 ,le banche cipriote rappresentavano un volume d'affare sei volte superiore del PIL nazionale: quando la crisi ha toccato i due principali istituti di credito ,è crollata tutta l’economia.Oggi le banche sono meno esposte e si sta dedicando una maggiore attenzione a proteggere la liquidita’ : il 52% dei prestiti concessi sono garantiti grazie a una fase di rinegoziazione e a settembre Standard & Poor’s ha elevato il rating del paese a BB- con outlook positivo,anche se la stabilità rimane un punto di preoccupazione “.E’ vero.I “ non performing loand” ,prestiti problematici ,sono ancora il 47% del totale degli attivi bancari: ma banche e governo stanno portando avanti una strategia di mediazione e rinegoziazione che punta a dimezzarli”.

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