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martedì 19 gennaio 2016

Michael Spence:”Esiste il pericolo di crisi globale “



Ascoltate bene quello che dice Michael Spence premio nobel per l'Economia.Anni fa nessuno aveva ascoltato certi economisti che prevedevano la crisi, adesso mettiamoci il cuore in pace...

Da La Stampa del 19 gennaio 1016 .Spence risponde alle domande di Paolo Mastrolilli

“Non sono ridicole ,le preoccupazioni di chi vede il rischio di una nuova crisi come nel 2008.Non dico che sia dietro l’,angolo ,ma il pericolo esiste.Cominciamo dalla frenata in corso a Wall Street ,che è dovuta principalmente un fatto.Negli ultimi anni c’è stato un forte apprezzamento dei titoli, ma ora analisti e operatori hanno realizzato che esiste una discrepanza fra questa impennata ,i fondamentali ,e i dati reali della crescita “.

"Il prezzo basso di tutte le materie prime è un problema.Negli Usa si pensava che avrebbe avuto un effetto misto:da una parte,parecchie compagnie avrebbero sofferto,ma dall'altra ci sarebbero stati dei benefici dovuti all'aumento dei consumi.Ora possiamo dire che il primo effetto è stato piu significativo del secondo".

"Fuori dagli Usa è un disastro sopratutto per i Paesi emergenti e i Brics,che a questo punto faticano a conservare l'equilibrio fiscale.Ma non sono loro a soffrire.L'Arabia Saudita,ad esempio,ha bisogno del petrolio a 70 dollari al barile,per pareggiare il  bilancio naturalmente ha grandissime riserve che le consentono di sopportare la situazione,ma non dureranno in eterno".

"Le previsioni in crescita sono state riviste verso il basso un po in tutto il mondo,e poi sta frenando il colosso cinese.Se le cose stanno così,il costo del petrolio e di tutte le materie prime è sceso per ragioni economiche piu gravi della disputa geopolitica fra Usa e Arabia".

"Non voglio sembrare critico nei confronti della Fed,però penso che la Banca Centrale comincerà a realizzare presto l'opportunità di prendere una pausa.Il problema di fondo è che abbiamo dato troppa importanza alle politiche monetarie per uscire dalla crisi:erano utili e necessarie,ma non potevano bastare:in Europa la BCE ha fatto tutto quello che doveva,e lo ha fatto bene,ma bisogna tener presente che i suoi interventi avevano lo scopo di non far saltare tutto.La crescita sana e sostenibile è un altro discorso,che non può essere scaricato solo sulle spalle della politica monetaria".

"Bisognerebbe stimolare la domanda in maniera diversa,e fare le riforme strutturali che la Bce sul lavoro,fisco,impiego pubblico,ci sarebbe ancora tanto da fare".




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