Anglotedesco

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giovedì 18 febbraio 2016

J.Stiglitz:”Abbassare i tassi d’interesse non basta…”



Quello che ho sottolineato ti spiega il motivo perché non c’è crescita.I giornali e TV cosa fanno? Ti rincoglioniscono con le unioni civili.

Da l’Internazionale

Sono passati sette anni dalla crisi finanziaria globale del 2008,e l’economia mondiale continua a zoppicare.Secondo il rapporto World economic situation and prospects 2016 delle Nazioni Unite,dall’inizio della crisi il tasso di crescita medio nelle economie avanzate è sceso di oltre il 54%.Nei paesi sviluppati ci sono 44 milioni di disoccupati ,circa 12 milioni in più rispetto al 2007 ,mentre l’inflazione ha raggiunto il livello più basso dal 2008.
Negli USA il quantitative easing non ha fatto ripartire i consumi e gli investimenti ,anche perché la liquidità è tornata nelle casse delle banche sotto forma di riserve in eccesso: la legge che ha autorizzato la Federal reserve a pagare gli interessi sia sulle riserve obbligatorie sia su quelle in eccesso ha in gran parte vanificato l’impulso del quantitative easing .L’effetto è stato un aumento vertiginoso delle riserve in eccesso della Fed ,passate da una media di 200 miliardi di dollari durante il periodo 2009-2016.Le istituzioni finanziarie hanno deciso di affidare alla Fed i loro soldi anziché prestarli all’economia reale,guadagnando 30 miliardi di dollari negli ultimi cinque anni senza correre alcun rischio.È stato un aiuto generoso ,e in gran parte occulto,al settore finanziario.

Abbassare i tassi d’interesse non basta a stimolare il credito o gli investimenti.Quando si dà alle banche la libertà di scegliere ,quasi sempre scelgono i profitti sicuri o la speculazione finanziaria piuttosto che concedere crediti per sostenere la crescita economica. Al contrario ,quando la Banca Mondiale o il FMI offrono prestiti a condizioni favorevoli ai paesi in via di sviluppo,impongono una serie di condizioni su come utilizzare i fondi.Per ottenere l’effetto desiderato ,il quantitative easing avrebbe dovuto essere accompagnato non solo dallo sforzo di ripristinare canali di finanziamento svantaggiati (specialmente quelli per le piccole e medie imprese), ma anche da specifici obiettivi di credito per le banche .Invece d’incoraggiare di fatto le banche a non prestare denaro ,la Fed avrebbe dovuto penalizzare le banche per le riserve in eccesso.
Una conseguenza dell’alleggerimento monetario è stata un  forte aumento dei flussi internazionali di capitale.Dal 2008 al 2010 i flussi in entrata nei paesi in via di sviluppo sono passati da 20 a oltre 600 miliardi di dollari.Molti di questi paesi hanno avuto difficoltà a gestire l’afflusso dei capitali .Solo una minima parte è stata destinata agli investimenti fissi .Anzi,negli anni successivi alla crisi la crescita degli investimenti nei paesi in via di sviluppo ha rallentato 

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