Anglotedesco

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domenica 28 febbraio 2016

Le banche europee scricchiolano




L'estrema instabilità delle borse ha avuto una svolta preoccupante negli ultimi giorni, quando i mercati hanno dimostrato di considerare le banche europee una fonte di instabilità finanziaria.Non si tratta piu solo del rallentamento della crescita cinese,del crollo del prezzo del petrolio o dei tassi d'interesse della Federal reserve statunitense (considerando l'instabilità mondiale è probabile che la sua presidente Margaret Yellen ci penserà due volte prima di andare avanti con il piano di rialzo dei tassi).Il problema è che tutti questi fattori influiscono su quello che è considerato uno degli anelli piu deboli della catena:le banche europee.Le borse hanno fatto crollare vertiginosamente i titoli bancari,in modo particolare quelli delle banche italiane, della Deutsche Bank e delle Sociètè Gènèrale.
La situazione della Deutsche Bank è particolarmente difficile,non solo per l'entità delle sue perdite (6,7 miliardi di euro nel 2015),ma perchè gli investitori pensano che buona parte dei suoi crediti sia irrecuperabile nel breve periodo e che in troppe occasioni:la banca abbia ritoccato i suoi conti.I dubbi si stanno allargando a macchia d'olio ad altri istituti europei.Alla fine i costosi stress test condotti negli ultimi anni per superare la crisi bancaria non hanno raggiunto l'obiettivo.
In questo momento è del tutto secondario che molte delle banche europee siano consolidate:l'incertezza generale non distingue i casi particolari.
In un'unione monetaria i dubbi sulla solvibilità dei maggiori istituti bancari compromettono tutto il sistema.Inoltre gli investitori sono terrorizzati  dalla possibilità di una nuova recessione,e le banche costituiscono la prima linea davanti a un'ipotetico rallentamento.Se la contrazione del pil europeo provocasse un aumento della morosità,gli effetti sarebbero devastanti per un settore bancario che ha appena consolidato la sua capitalizzazione e i cui margini di profitto sono in caduta costante da prima del 2008.
Ormai è tardi per effettuare nuovi test.Sono accolti con scetticismo dai mercati e non costituiscono una garanzia contro l'incertezza.La cosa migliore è che le banche centrali vadano fino in fondo nell'esame di solvibilità di tutti gli istituti che si trovano al centro di questa tempesta bancaria.Inoltre la stretta connessione tra le banche e l'economia reale rende indispensabile un intervento  sulla crescita e sull'occupazione.Se non ci sono previsioni di un aumento della domanda in Europa,ben presto le terapie finanziarie si  riveleranno  inefficaci.

da EL PAIS -traduzione l'Internazionale

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