Anglotedesco

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venerdì 12 febbraio 2016

Le promesse mancate di Alexis Tsipras



Nonostante i difficili negoziati con i creditori internazionali nel 2015,durati sette mesi , e la capitolazione del 13 luglio nei confronti di Bruxelles ,Tsipras è riuscito a lungo a conservare la sua immagine di “,bravo ragazzo” che “ha fatto tutto il possibile”. Rafforzato dal successo del no al referendum del 5 luglio e dalla vittoria alle elezioni anticipate del 20 settembre, il primo ministro ha approfittato e in parte lo fa ancora,del fatto di essere considerato una specie di “ male minore” in un paese dove la destra e il centrosinistra hanno perso ogni credibilità. Ma è bastato un progetto di legge sulla riforma del sistema previdenziale per scatenare una rivolta nei confronti di quella che i greci chiamano la forotatagida ,un neologismo che si potrebbe tradurrebbe con valanga di tasse a cui si aggiunge anche un forte aumento degli oneri sociali.

Il primo ministro in pubblico conserva tutta la sua disinvoltura. E continua a chiedere una riduzione del debito in cambio di riforme.Ma le sue proposte continuano a non soddisfare i creditori,che esigono maggiori sforzi e più risultati concreti.
“Tsipras non è riuscito a mettere fine all’austerità, ma in Grecia si presenta sempre come il difendere dei più deboli.Il problema è che il suo ultimo progetto di legge soffoca di tasse e di oneri i piccoli imprenditori e gli agricoltori ,che sono la base dell’economia greca.In Grecia non ci sono solo i poveri, c'è sopratutto questa classe media che ancora una volta ha l’impressione di essere spremuta come un “limone”, spiega l’analista politico Giorgios Sefertzis.

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