Anglotedesco

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domenica 27 marzo 2016

Joseph Stiglitz.La disuguaglianza e il male alla crescita economica



Solo un cretino può credere a Conrad,basta guardare come va il mondo e quelle poche persone che comandano il mondo non fanno nulla per migliorarlo anzi lo peggiorano creando delle vere proprie lotte fra ceti sociali.
Detto questo,visto il menefreghismo della gente (d'accordo su alcuni punti degli ultimi post di Paolo Barnard),questo mondo è del tutto meritato.

da LA GRANDE FRATTURA-Joseph Stiglitz

Conrad sostiene che la disuguaglianza crescente è un fattore positivo,perchè quando i ricchi accumulano denaro,lo investono e migliorano l'economia.Inoltre,la loro ricchezza è la prova certa del loro contributo all'innovazione.Come lei fa giustamente notare, questo ragionamento ha talmente tanti difetti che non so da che parte cominciare.Proverò ad analizzarne tre.
Innanzitutto,si basa sul concetto di economia del trickle down,ossia quell'idea secondo cui se i  ricchi stanno bene,staranno bene anche tutti gli altri.Ma è vero esattamente il contrario:il reddito reale della maggior parte degli americani (adeguato all'inflazione) è piu basso oggi rispetto al 1997.
In secondo luogo, parte dal presupposto errato che la disuguaglianza faccia bene alla crescita economica,ma anche in questo caso è provato il contrario.Piu e più volte è stato dimostrato che la disuguaglianza ritarda la crescita economica e promuove l'instabilità,come emerge da studi economici mainstream.Persino il FMI ,che certo non si distingue per avere posizioni economiche radicali,ha riconosciuto gli effetti negativi della disuguaglianza sulla performance economica.
Infine,non è vero che i super ricchi usano il loro denaro per assumersi rischi finalizzati a promuovere l'innovazione.Ciò che abbiamo visto,piuttosto chiaramente,è che un impiego molto piu comune della ricchezza è quello finalizzato a trarre vantaggio dall'appropriazione di rendite di posizione,il cosidetto rent seeking.Quando gruppi ristretti di persone detengono una ricchezza spropositata,utilizzeranno il loro potere per ottenere un trattamento di favore da parte del governo.Alcuni tra i piu ricchi (storicamente ,e ancora oggi) hanno fatto fortuna con l'esercizio del monopolio,impedendo ad altri di competere ad armi pari.
Questi comportamenti di ricerca della rendita rappresentano un utilizzo terribilmente inefficiente delle risorse:chi punta alle rendite non crea valore,ma utilizza le proprie posizioni di privilegio sui mercati per mercati per accaparrarsi quote sempre maggiori del valore esistente,distorcendo così l'economia oltre a limitare l'efficienza e la crescita economica.
I reali motori della crescita e dell'innovazione sono le aziende giovani e le piccole e medie imprese,specie nei settori high tech,che in genere fanno ricerca finanziata con investimenti pubblici.Parte del problema dell'America oggi è che troppi super ricchi non vogliono fare la loro parte e contribuire,per quello che gli compete,a questi "beni pubblici".Molte di queste persone agiate pagano tasse minime rispetto a quelle che gravano su soggetti economicamente molto piu deboli.Ma non deve sorprendere che alcuni degli americani piu facoltosi tentino di contrabbandare una fantasia economica in cui un loro ulteriore arricchimento andrebbe a vantaggio di tutti..
Nella "ripresa" del 2009-2010,l'1% degli americani appartenenti alle fasce di reddito piu elevate si è accaparrato il 93% della crescita del reddito nazionale.Non penso che Conrad riuscirà a persuadere i quasi 23 milioni di americani che vorrebbero un lavoro a tempo pieno ma non lo trovano a trarre conforto da questo.

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