Anglotedesco

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giovedì 31 marzo 2016

La nuova strategia dei jihadisti



Ho preso alcuni appunti qua e là e vorrei fare il punto visto quello che è successo a Bruxelles.

A Bruxelles l'ultimo attentato era stato compiuto il 24 maggio 2014,quando Mehdi Nemmouche avevaucciso quattro persone all'ingresso del museo ebraico.L'aereoporto di Zaventem,invece,era già stato preso di mira nel 1979,quando tre terroristi palestinesi avevano intaccato alcuni turisti di ritorno da Israele.Ma per molti abitanti della città,gli attentati del 22 marzo fanno riaffiorire un  ricordo meno lontano,quello del blocco della città dello scorso novembre.In quei giorni Bruxelles era sotto la "minaccia" concreta e imminente di attacchi coordinati.Il centro della città era chiuso,come le scuole,i cinema e gli impianti sportivi,e per strada erano schierati militari armati.

La rivendicazione degli attentati di Bruxelles  da parte del gruppo Stato Islamico (Is) è arrivata come la conferma di un dato già evidente,tanto piu che di rado quest'organizzazione tarda ad attribuirsi i suoi atti peggiori.Questi attentati sono il "marchio" del gruppo,che li rivendica con orgoglio.Ancora prima della rivendicazione,la logica era chiara:l'arresto il 18 marzo di Salah,uno dei terroristi che hanno realizzato gli attacchi del 13 novembre a Parigi, aveva inferto un colpo al "prestigio" dell'organizzazione terroristica.Anche se quel giovane francese nato in Belgio aveva "tradito" il gruppo stato islamico annunciando a farsi saltare in aria allo Stade De France,come ha dichiarato agli inquirenti il fatto stesso che un militante fosse caduto nella mani della giustizia belga e francese e poi si fosse messo subito a parlare,a confessare! era indiscutibilmente una sconfitta per il gruppo jihadista.

Il Belgio può sembrare un posto improbabile come epicentro della violenza estremista in Europa.Ma la grande concentrazione di radicalismo in questo piccolo stato ha le sue ragioni.I problemi che spingono le persone alla militanza sono gli stessi in tutto il mondo sviluppato e in quello in via di sviluppo:possono essere piu o meno gravi, ma hanno sempre le stesse conseguenze.In Belgio  convincono una maggioranza islamica di considerevoli dimensioni è poco integrata,un alto tasso di disoccupazione giovanile tra i musulmani,la disponibilità di armi, reti di comunicazioni e trasporti ben sviluppate,autorità poco attente e con scarse risorse,e instabilità politica.
Alcune ricerche condotte dall'università di Oxford confermano l'importanza dei legami sociali e dimostrano che gli amici e i coetanei svolgono un ruolo fondamentale nel reclutamento di 3/4 dei combattenti dell'Isis.Al secondo posto c'è la famiglia,responsabile di 1/5 dei reclutamenti ,mentre nelle moschee è reclutato solo un combattente su venti.Il ruolo delle moschee è discusso.Al Dè Emeh (un ricercatore di Molenbeek che studia il radicalismo islamico) ha saputo da diversi religiosi di moschee locali che l'anno scorso sono andati in Siria."Potete immaginare  che cosa predicavano alle loro congregazioni",dice.Secondo lui ci sono due tipi di militanti;gli idealisti ingenui che sono stati i primi a partire per la Siria,e gli estremisti della seconda ondata,molto piu violenti e pronti a colpire anche in patria.Spesso questi ultimi hanno un passato da criminali.

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