Anglotedesco

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Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

lunedì 7 marzo 2016

L'Italia non ama i giovani ,e il governo si vanta di grandi cose...




Difficilmente l'Unità scriverà articoli come questo perchè ormai il quotidiano fondato da Antonio Gramsci lecca i piedi a Renzi come Il Giornale fa con Berlusconi.
Comunque anche in Italia,come negli Usa, trovano piu spazio gli over 50 che i giovani.E' il modello neoliberista che sta massacrando i ceti medio-bassi di tutto il mondo.

da LA STAMPA del 6 marzo 2016

Gli ultimi dati Istat lo confermano;l'Italia è un paese che non ama i giovani.Toccati marginalmente  dal successo dai contratti a tutele crescenti,che premiano gli over 50,gli under 25 mantengono un livello di disoccupazione intorno al 40%:peggio di noi solo Grecia e Spagna.Eppure gli strumenti non mancano sulla carta e dovrebbero  fare da stimolo alla creazione di lavoro.Così  non è. La misura principe,Garanzia giovani,ha ottenuto un elevato successo di adesioni.Il numero degli utenti registrati supera le 979.000 unità ,al netto delle cancellazioni sono 845.981.Le prese in carico  da parte dei servizi per l'impiego sono 624.553.Fin qui tutto bene.Ma solo 288.719 giovani è stata proposta almeno una misura (il 13,6%).Le offerte sono sopratutto formative o per strage,molto poche le opportunità di lavoro.Eppure i finanziamenti ci sono  (1,5 miliardi di euro).La dotazione è terminata con il 2015.Vedremo come verranno spesi nei prossimi mesi.Quella che doveva essere  la prova generale del funzionamento dei servizi,dei centri per l'impiego e delle agenzie private si sta rivelando una forte operazione promozionale a basso impatto concreto.
Non si può dire che le risorse manchino.Forse non è solo un problema di soldi.Gli altri strumenti come il bonus assunzioni non aiutano.Il bonus under 29 anni introdotto dal Governo Letta (arriva a uno sconto finoa 650 euro al mese a tempo indeterminato) non è mai decollato.Le ragioni  sono tante, ma quella decisiva forse è l'obiettivo rigidamente incrementale delle assunzioni rispetto a quello  di partenza:un traguardo poco realistico e ostico per le imprese ancora alle prese con la crisi.

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