Anglotedesco

Anglotedesco

domenica 17 aprile 2016

I conti dell'austerità,piu debito e meno Pil




Per chi legge questo blog e altri di economia sa che gli Stati della zona euro sono imprigionati (Diego Fusaro giustamente lo chiama Eurolager) in un sistema dove sei costretto ad applicare misure di austerità per ridurre il debito.In realtà ,e lo spiega bene l'articolo sotto, non è servito a niente, sono solo balle.Certo poi c'è il 95% della gente poco intelligente e disinformata che da tutta la colpa alla Casta, che, ha molte colpe ,ma non per la dittatura neoliberista che comanda e che sta mettendo i ceti medio-bassi di tutto il mondo, uno contro l'altro.

da LA REPUBBLICA AFFARI E FINANZA dell'11 aprile 2016 -Nicola Acocella

L'Unione europea ha imposto severe politiche fiscali, un rapporto fra deficit pubblico e Pil non superiore al 3% e la tendenza  alla riduzione del rapporto fra il debito pubblico e pil,sia per l'ingresso nell'Unione monetaria sia successivamente.Francia e Germania sono state le prime, insieme al Portogallo,a violare la regola del deficit nel 2003.2004,ma hanno evitato la punizione prevista, anche la complicità del governo Berlusconi.Nel 2011,quando la crisi era ormai iniziata,la seconda norma è stata resa piu dura con il Fiscal Compact,che prevede la riduzione annuale del rapporto debito/pil di 1/20 della differenza fra il valore effettivo e il livello del 60%.

Che si può dire degli effetti della cura deflattiva a distanza di 5 anni dall'intervento della Troika? Due studiosi che lavorano presso l'istituto di politica macroeconomica tedesca, Sebastian Gechert e Ansgar Rannenberg,hanno calcolato questi effetti.Anzitutto,la riduzione totale delle spese pubbliche nei 5 anni dal 2010 è stata di circa 30 miliardi di euro e ad una cifra simile si attesta l'aumento delle entrati fiscali.
Si sa che l'aumento delle imposte ha l'effetto di ridurre il reddito nazionale e che la riduzione delle spese ha un effetto simile anzi superiore a quello delle entrate.Applicando appropriati moltiplicatori fiscali, ossia i rapporti fra variazioni del Pil e variazioni delle entrate e delle spese (calcolati insieme ad uno studioso britannico,Andrew Hughes Hallett), essi hanno dedotto che la riduzione del Pil conseguente all'austerità è stata superiore al 25% ,rispetto al livello del reddito che ci sarebbe stato in assenza di consolidamento fiscale.
La conseguenza della riduzione del Pil è stata che,contemporaneamente,il rapporto fra debito e Pil è cresciuto del 2% o poco piu,mentre,in assenza della cura di cavallo dimagrande imposta ,il rapporto si sarebbe ridotto del 13%.In altri termini ,la cura non ha prodotto il desiderato "consolidamento" del debito.un semplice rinvio del tentativo di consolidamento fino a quando il Pil fosse ritornato su un sentiero di crescita,avrebbe assicurato il risultato desiderato di ridurre ulteriormente il rapporto fra debito e Pil.

Nessun commento:

Posta un commento