Anglotedesco

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domenica 10 aprile 2016

Ma siamo veramente in guerra?



“Siamo in guerra” ha tuonato il presidente francese,dopo la strage parigina del 13 novembre 2015.La stessa cosa ha detto Obama due settimane dopo,a seguito dall’attentato di San Bernardino.Peccato che sia Hollande che Obama si sono dimenticati di dire con chi sono in guerra. Con l’Isis ?Ma non è uno Stato riconosciuto dalla comunità internazionale, per cui non si sa bene come dichiarargli guerra e tanto meno quali conseguenze avrebbe una simile dichiarazione ,visto che l’intervento aereo è già in atto da più di un anno e sembra che quello di terra sia escluso ,almeno per ora.
Bisogna cominciare a capire bene chi è il nemico e chi sono gli alleati; e se tutti gli alleati sono davvero tali, e se tali sono tra loro o fanno in qualche misura il doppio gioco.
Gli occidentali ,a causa delle sciagurate decisioni dei propri governanti,questa situazione sono andati a cercarsela :tre guerre ,una più insensata dell’altra ,occupazioni brutali,errori politici ,europei e statunitensi non avrebbero potuto far di meglio per ottenere il disastro presente.Gran parte di opinione pubblica occidentale si sono schierate contro e dunque non portano la responsabilità del massacro reciproco.
Non è l’Islam che ci minaccia ,nonostante l’indubbia componente guerriera e perfino violenta della sua cultura che è però, appunto,una componente .È contro l’ingiusto assetto del mondo,contro l’assurdo squilibrio di un’umanità divisa fra pochissimi troppo ricchi e troppo poveri ,che è necessario volgerci.Quello è il nemico da sconfiggere.Non si tratta di esportare la democrazia ,come alcuni sostennero nel 2003 dall’invasione in Iraq,che già fa allora si pronosticava fosse fallimentare,ma costruire sul piano mondiale,perché, con la globalizzazione, tutto è uguale,la giustizia sociale:non si tratta più di impegno etico e neanche di scelta ideologica,ma di una inevitabile necessità obiettiva.

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