Anglotedesco

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lunedì 4 aprile 2016

OXFORD ANALYTICA:" I report di Regeni sui tavoli dei potenti"




Avevo scritto questo  articolo  sul quaderno dove solitamente prendo appunti ma mi ero dimenticato di pubblicarlo.E' molto interessante che fa riflettere,purtroppo su questo caso la stampa e la politica va a senso unico...Per carità, è una cosa tragica che un ragazzo di 28 anni sia morto in quel modo...

Massimo Campanini,orientalista,docente di storia del vicino oriente arabo contemporaneo dice a Davide Nitrosi:

"Un ricercatore non si comporta così.Ci sono troppe anomalie.Il fatto che Regeni sia tato giustiziato in questa maniera così violenta e atroce,non è normale.Anche in un Paese del genere per eliminare una persona basta una sventagliata di mitra.Perchè torturarlo così? La seconda anomalia è l'aspetto del nascondersi,dell'usare pesudonimi,del non essere limpido.E poi si continua a insistere a dire che era un ricercatore,ma non è vero". 



da IL RESTO DEL CARLINO del 17 febbraio 2016-Luca Bolognini

Governi e multinazionali.Le analisi della Oxford Analytica, il Think Tank britannico dove Giulio Regeni ha lavorato per un anno,raggiungono ogni giorno le scrivanie dei piu influenti leader."Tra i nostri clienti,spiega Chris Oates,uno degli uomini di punta della soietà di conseguenza,ci sono gli Usa,la Francia,l'onu,gli emirati arabi Uniti, l'Arabia Saudita e grandi aziende come ernst e Young,Chevron o Shell".

"Si è unito a noi nel settembre del 2013.Era un ricercatore,si occupava di Medio oriente.Io,invece,curavo gli Usa.Non lavoravamo assieme sui singoli progetti,ma facevamo parte dello stesso team.Ci parlavamo ogni giorno,eravamo buoni amici.Uscivamo spesso assieme.Si beveva un drink e si parlava di tutto.Era una persona divertente e appassionata.La sua morte è stata una tragedia".

"All'interno di Oxford Analytica Giulio Regeni aveva un ruolo tecnico, ovvero si assicurava che il sito funzionasse e che il nostro magazine giornaliero raggiungesse tutti gli iscritti,e svolgeva attività di ricerca.Il Medio Oriente era il suo campo.Non so quanti report abbia scritto,ma sicuramente ha collaborato alla stesura di molti:il nostro è un lavoro di squadra".

"Vedevo sempre Giulio Regeni.Escludo che poteva essere in contatto con qualche 007.E' normale usare uno pseudonimo.Quando si lavora a un dottorato ci sono certe cose che si vogliono.Evitare.Ad esempio a volte si trattano temi sensibili e per non pregiudicare le proprie ricerche sul campo,si preferisce non usare il proprio nome".

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