Anglotedesco

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mercoledì 11 maggio 2016

Francia, la riforma del lavoro imposta dalla dittatura neoliberista



Il premier Manuel Valls ha deciso di forzare il passaggio della contestata riforma del Lavoro, il Jobs Act alla francese,il cui obiettivo è contrastare il livello record della disoccupazione rendendo piu flessibile il mercato del lavoro.
Nel corso di un consiglio dei ministri convocato d'urgenza all'Eliseo,l'esecutivo ha dato il via libera all'uso dell'articolo 49-3 della Costituzione che impone l'adozione della legge senza passare per il voto dell'Assemblèe Nationale.
Flessibilità, taglio dei salari, lenta distruzione dei ceti medio-bassi.Qui non si trartta di Italia,Francia o Europa ma di tutto il mondo.

da L'INTERNAZIONALE

Al centro di una mobilitazione sociale da più di due mesi, il progetto di legge sulla riforma del lavoro è all'esame dei deputati francesi dal 3 maggio:scrive Le Monde.
Il testo è molto diverso da quello che era stato sottoposto a febbraio dalla ministra del lavoro socialista Myriam El Khomri.Di fronte alle proteste dei sindacati e delle organizzazioni studentesche a marzo il governo ha infatti modificato la legge,che in seguito è stata corretta  anche dalla commissione affari sociali dell'assemblea  nazionale.Il relatore delle legge,il socialista Christophe Sirugue,ha calcolato che per l'approvazione mancano 40 voti, ma ha aggiunto che con una riequilibrata del testo questo vuoto potrà essere colmato".La critica principale rivolta alla riforma riguarda la cosidetta inversione della gerarchia delle norme,che darebbe agli accordi d'impresa maggior peso rispetto a quelli di categoria e alle leggi,la riforma è anche accusata di rendere piu facili i licenziamenti e di consentire alle imprese di allungare l'orario di lavoro.Ecco alcuni dei punti piu importanti della riforma.Orario di lavoro introduzione della possibilità di derogare alla durata legale dell'orario di lavoro (35 ore settimanali) mediante accordi d'impresa (e non piu di categoria) in caso di attività straordinario e per  motivi legati all'organizzazione dell'azienda.
Se un accordo di impresa non è fermato dai sindacati che rappresentino almeno il 50% dei dipendenti, le sigle minoritarie possono chiedere un referendum per convalidarlo.
In periodi di difficoltà le imprese e i lavoratori possono firmare accordi che sostituiscono i contratti collettivi.I dipendenti che li rifiutano possono essere licenziati per motivi economici.Viene ridotto il potere dei tribunali nei casi di licenziamento e sono fissati criteri piu precisi in materia.Le imprese possono licenziare per motivi economici se registrano un " calo" significativo degli ordinativi o del fatturato " rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

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