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domenica 1 maggio 2016

LAURIE PENNY:"L'utopia pragmatica del reddito di base"




Nel post di qualche giorno fa dove pubblicai un pezzo dell'articolo scritto da Alberto Bagnai sul Fatto Quotidiano spiega questa mossa del capitalismo che preferisce dare alla gente una mancia piuttosto che il lavoro.
Sono contrario al reddito di base perchè  se già adesso la gente se ne sbatte completamente su come va il mondo, figuriamoci se gli dai soldi senza far nulla .La società dove andrebbe a finire?Io sarei per maggiore severità nei posti di lavoro, ridurre le ore e aumentare i posti statali con licenziamenti nei confronti di chi fa il furbo.Le femministe e altri movimenti ipocriti sono a favore,loro stanno sempre dalla parte del capitalismo.

C'è da dire però che ormai non c'è piu nessuna speranza, hanno vinto le poche famiglie che detengono la ricchezza mondiale, ci sarebbe da tornare indietro prima del 1989,ma purtroppo non è piu possibile.


da L'Internazionale-(pezzo di articolo di Laurie Penny)

Il reddito di base è un'idea semplice,pragmatica e incredibilmente radicale allo stesso tempo.E' semplice perchè è l'unica soluzione concreta all'aumento della  disuguaglianza,all'invecchiamento della popolazione e all'imminente fine del lavoro salariato.E' pragmatica perchè il reddito di base è cosa rara,come un unicorno socioeconomico:è un compromesso che è stato giudicato positivamente da tutti, dal Financial Times  alle femministe,dai tecnolimilionari libertari ai giovani militanti di sinistra.Infine è radicale perchè spinge a ripensare la struttura economica ad etica del capitalismo neoliberista che ha governato le nostre vite per generazioni.Tutto ciò che serve è che ci fidiamo gli uni degli altri.
Il principio organizzativo dell'economia moderna è che, senza la minaccia della povertà,la gente non sarebbe motivata a lavorare.Secondo questa tesi non esiste alcuna intraprendenza individuale nè spirito di comunità:se fosse per loro gli esseri umani resterebbero seduti sul divano a mangiare patatine fino all'estinzione della specie.Dunque la paura è indispensabile.L'idea di un sistema economico basato sulla fiducia piuttosto che sulla paura sembra uscita dalle favole.Ma mentre cresce il numero di mansioni affidate alle macchine e il lavoro salariato è sempre meno credibile come base dell'organizzazione sociale,anche i governi piu conservatori potrebbero ritrovarsi senza alternative.
Possiamo scegliere di permettere alla paura di indirizzare la nostra vita e faticare sempre di più per sopravvivere al collasso del sistema.Oppure possiamo scegliere di fidarci gli uni degli altri abbastanza da permettere a tutti di godere dei frutti della tecnologia.E' un'idea folle,impensabile.Ma è anche l'unica soluzione che abbiamo.

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