Anglotedesco

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mercoledì 4 maggio 2016

TTIP.I contrari...Clinton,Sanders,Krugman e... Trump



Sabato a Roma ci sarà una manifestazione contro i Ttip.Il trattato di libero accordo Usa-Europa è una cosa sbagliato ma purtroppo, e lo dico con profonda amarezza, nel mondo in cui viviamo, è necessario...Tornare al 1989 è quasi impossibile...

da LA REPUBBLICA del 3 maggio 2016-Federico Rampini

Anche l'America ci ripensa.La culla del neoliberismo  è assalita dai dubbi.In questa campagna elettorale nessun candidato osa difendere i trattati di libero scambio.Ripudiati da destra e da sinistra, con argomenti simili.Dice Hilary Clinton:"voglio essere sicura di poter guardare negli occhi un americano del ceto medio e dirgli:questo trattato aumenterà il tuo stipendio.Purtroppo non posso dirlo".
L'ha preceduta Bernie Sanders,ancora piu esplicito:"nella storia trattati di questo genere sono stati scritti su misura per i banchieri,per le multinazionali,le case farmaceutiche;sono sempre stati un disastro per i lavoratori americani.Piu duro di tutto,Donald Trump vuole stracciare perfino il padre di tutti gli accordi di apertura delle frontiere, quel Nafta (North American Free Trade Agreement) che entrò in vigore sotto Bill Clinton nel 1994 ,creò il grande mercato unico tra Usa,Canada e Messico,spianò la strada alla successiva cooptazione della Cina negli scambi mondiali con il Wto.

Se una parte delle opinioni pubbliche europee è convinto che questo trattamento svenderebbe le loro conquiste e aprirebbe nuovi spazi agli Stati Uniti,almeno gli americani dovrebbero sostenerlo,no? E' possibile che un'apertura ulteriore delle frontiere si traduca in un gioco a somma negativa, in cui tutti perdono?
In effetti non è impossibile,se prendiamo per buona la tesi redistributiva di Sanders:la globalizzazione con le regole attuali rafforza i capitalisti contro i lavoratori,le multinazionali contro i consumatori.E' una tesi che ha l'avvallo di uno dei massimi studiosi del commercio internazionale,il premio nobel Paul Krugman.Pur essendo pro-Hilary,sulla globalizzazione Krugman è diventato piu critico.
"Un'analisi economica seria, ,non conferma la visione idilliaca presentata dalle èlite,secondo cui  siano tutti beneficiari negli scambi internazionali".
Krugman aggiunge però che il protezionismo non è l'unica alternativa.Spiega che "molti danni associati con la globalizzazione sono in realtà le conseguenze di scelte  politiche".
Punta il dito su tre fattori:il ridimensionamento dei sindacati, i tagli allo Stato sociale,le politiche fiscali a favore delle grandi imprese.Krugman indica come modelli alternativi i paesi scandinavi.Seguendolo alla lettera gli americani dovrebbero aderire con entusiasmo al Ttip.Ma gli scettici obiettano che questi trattati troppo complessi,troppo voluminosi,sono il terreno ideale per occultare nuovi regali alle lobby.Anche su questo terreno,le critiche americane riecheggiano spesso quelle europee".

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