Anglotedesco

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martedì 7 giugno 2016

J.P FITOUSSI:"Il Jobs Act di Renzi rafforza i diritti"...Intervista presa dall'Unità....



Seguo con interesse Jean-Paul Fitoussi, è sempre stato contro le politiche di austerità e mi sembra strano che Fitoussi possa dire schiocchezze del genere.Ricordiamoci che ho preso l'intervista dall'Unità, quotidiano fondato da Antonio Gramsci ma che ora lecca ol culo in maniera sproporzionata a Matteo Renzi.una specie di IL GIORNALE di sinistra.

da L'UNITA' del 4 giugno 2016-Jean-Paul Fitoussi risponde alla domande di Umberto De Giovannangeli

"Il Jobs Act di Renzi mira a rafforzare ,regolamentndoli,i diritti all'interno di un mercato del lavoro unico in un'ottica di stimolo alla crescita.Purtroppo non è questo il caso della riforma francese.Hollande  evita la necessaria flessibilità con una deregolamentazione del mercato del lavoro che deprime la domanda e allena diritti sociali".

"Questa politica è la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso dell'insoddisfazione popolare nei confronti della presidenza Hollande,segnalata peraltro dai sondaggi che segnalano un crollo di popolarità del presidente.Hollande ha elargito tanti soldi alle imprese,40 miliardi di euro.Come contropartita le imprese avevano promesso la creazione di un milione di posti di lavoro.Una promessa rimasta totalmente inevasa.Come non bastasse,Hollande per non avere una esplosione del disavanzo di bilancio,ha aumentato le tasse per tutti, sopratutto alle classi medie.Tutto questo non era nel programma elettorale.Quello nel quale aveva chiesto ai francesi di eleggerlo presidente alla prova dei fatti è andato nella direzione opposta.Insomma ,un vero disastro compiuto quando manca solo un anno alla fine del mandato."

"La logica di questa riforma del mercato del lavoro porta a una perdita di potere dei lavoratori,il mercato del lavoro diventa una giungla dove la competitività non è regolata dai più elementari vincoli sociali,l'impresa piu forte detterà le sue condizioni,a cominciare dai salari.Vale l'accordo d'impresa e non quello del settore.E questo avrà la pesante  ricaduta anche in termini di crescita,perchè salari e retribuzioni abbattuti significa intaccare fortemente la domanda e dunque pregiudicare la crescita.Agire in  questo modo significa non capire piu la società,aver perso contatti con i corpi intermedi e con vasti settori della popolazione,dalla classe media operaia al ceto medio.E questo per un politico è un errore mortale.E lo è ancor piu se viene dalla "gauche" e da chi dovrebbe essere portatore di una visione progressiva del cambiamento.Si può ancora cambiare rotta, ma il tempo è sempre piu stretto e le idee sempre meno chiare".

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