Anglotedesco

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Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

domenica 5 giugno 2016

La Banca Mondiale:"L'uscita della GB peserà sui paesi emergenti".



Hanno una paura tremenda che la Gran Bretagna esca dalla Ue e si inventano qualsiasi pagliacciata per condizionare la gente che ha già il cervello manipolato.La Gran Bretagna non subirebbe nessun danno, ha la forza per camminare con le proprie gambe.La maggiore preoccupazione di queste marionette pro Ue è che, se la Gran Bretagna uscisse dall'Unione europea, altri paesi importanti come Francia e Italia potrebbero seguirla e così sarebbe la fine della dittatura europea.
La speranza è l'ultima a morire, io però ci credo poco perchè l'euro  permette agli  Stati Uniti di essere ancora piu forte nei confronti dell'Europa ed è questo il motivo che ha spinto Obama a fare un discorso ai cittadini britannici perchè votano per restare dentro alla Ue.
Per quanto riguarda la Banca Mondiale, dovrebbe stare zitta.I danni ai paesi emergenti li hanno fatti loro e il FMI indebitando paesi di tutti continenti,riducendoli in miseria che per ripagare il debito sono stati costretti a tagliare i servizi essenziali per i cittadini.
Per salvare l'Europa li stanno inventando tutte,purtroppo la gente si sta facendo fregare.


da LA STAMPA del 3 giugno 2016-Giuseppe Bottero

Non c'è soltanto l'economia europea a guardare con il fiato sospeso al referendum sulla Brexit del 23 giugno.Anche i Paesi emergenti, nel caso Londra uscisse dall'Ue,si troverebbero in affanno."Abbiamo esaminato l'impatto e l'effetto sarebbe negativo",spiega Kaushik Basu, capo economista e vicepresidente della Banca Mondiale".
L'istituto con sede a Washington non dà numeri, e neppure disegna scenari di panico.Non è il suo compito.Quela che secondo i ministri delle finanze del C7 sarebbe una "minaccia globale" e potrebbe costare 100 miliardi soltanto alla Gran Bretagna,però finirebbe per aumentare le incertezze che già circondano i cosidetti "Brics",alle prese con la Cina che ha ridotto la corsa,la Russia in affanno e il Brasile in profondo rosso.

Secondo Basu,per uscire dallo stallo, servirebbe invece un vecchio Continente più solidale bisogna condividere la responsabilità attraverso l'emissione di Eurobond,scandisce al Festival dell'economia di Trento.Mentre gli Stati Uniti,agli occhi degli investitori,sono tornati al porto sicuro dell'economia "perchè hanno accesso alla Fed e non falliranno mai", per Basu i Paesi Ue sono "vittime di un equivoco:l'unità fiscale e nessuno capisce bene la complessità del contesto che si è venuto a creare.Per ripagare il debito,la BCE non interviene con i singoli Paesi,perchè ci sono regole specifiche che impediscono il salvataggio".

Una delle soluzioni,spiega, seppur senza entrate nella strategia degli Stati,è mettere in comune i rischi, anche conservando dei limiti e una organizzazione maggiore,prosegue,servirebbe anche alle banche centrali:ognuna va per la sua strada,cinque o sei con i tassi negativi,altre che cercano di alzarli,mentre l'economia globale è sempre piu integrata.
Sullo sfondo,la vera emergenza.La grande corsa delle disuguaglianze,che innesca conflitti e migrazioni.Un rischio amplificato dall'avanzata dell' hi-tech,che erode la manodopera e appiattisce le buste paga."La quota di salario che va ai lavoratori sotto forma di salario continua a diminuire",dice.La soluzione? Il professore sorride:"distribuire una quota di utili e profitti sotto forma di reddito universale,per evitare che la povertà diventi ereditaria".

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