Anglotedesco

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giovedì 9 giugno 2016

Quello che ha fatto la Germania...e che Renzi sta facendo in Italia




L'euro è stata creato a favore della Germania,chi lo nega può essere solo in malafede.Proviamo a ragionare come fa il 98% del popolo italiano.L'euro non c'entra, abbiamo i peggiori politici del mondo,che rubano, abbiamo avuto Craxi ma sopratutto Berlusconi, il colpevole numero uno di questa situazione, è colpa dei suoi governi se 11 milioni di persone rinunciano alle cure mediche.Per fortuna che c'è il Movimento 5 Stelle, nessun indagato o pregiudicato e che si tagliano lo stipendio.
La Germania non ha Berlusconi e grazie alla riforme e all'onestà sono i primi in Europa".Dobbiamo farle anche noi "dicono i soliti ignoranti da osteria che purtroppo sono costretto ad ascoltare tutti i giorni,ma di legge Hartz non ne hanno mai sentito parlare.Bene, Renzi sta imitando la Germania...operai costretti a  lavorare da schiavi con stipendi bassi...ti lamenti? chissenefrega,spalanco le porte ai migranti ,ci pensano loro a tenere in piedi l'economia...il profitto è l'unica cosa che conta non il benessere della gente.
Nonostante tutto io sono fiducioso, c'è il Movimento 5 Stelle, poi quando ieri ho letto che sulle politiche economiche chiedono aiuto agli economisti bocconiani, mi sento ancora piu tranquillo...

da MUTTI-Angela Merkel spiegata agli italiani (Michael Braun)

The economist formula una diagnosi tanto infausta quanto, col senno di poi, incredibile:Germany :the sick man of the Euro, la Germania,il malato della zona euro.E nel 2003 Angela merkel,allepoca leader dell'opposizione,formula un giudizio altrettanto perentorio:"a Germania è un paese in stagnazione",decreta senza troppi giri di parole.
I costi dell'unificazione,infatti,gravano pesantemente  sul paese.Ogni tanto dall'Ovest all'Est viene trasferita la cifra ingente di circa 100 miliardi di euro,vale a dire fra il 3 e il 4% del PIL.E le conseguenze non tardano a farsi sentire,in forma di tasse e contributi crescenti per i cittadini dell'Ovest,di tassi di disoccupazione altissimi nell'Est deindustrializzato.Nella ex DDR i senza lavoro si attestano al 20%,al 12% in tutta la Germania;il picco si raggiunge nel 2005,con quasi cinque milioni di disoccupati.E' una cifra che fa paura ai tedeschi:nel 33' Hitler aveva preso il potere quando l'esercito dei senza lavoro aveva toccato la quota di sei milioni.
E ricomincia a correre anche il deficit pubblico,che nel 2002 sale a quasi il 4%:ben al di sopra della soglia fissata dai trattati di Maastricht ,che obbligano gli Stati membri della zona euro a tenersi al di sotto del 3%.La Germania rimane fuori parametro per quattro lunghi anni,fino al 2005.

Il governo Schroder-Fischer reagisce in modo brusco- per non dire brutale,se ci atteniamo all'opinione di molti seguaci del sindacato e del partito socialdemocratico del Cancelliere.Vara "L'agenda 2010" con le sue riforme Hartz (dal nome dell'allora capo del personale del colosso Volkswagen,Peter Hartz,presidente della commissione incaricata dal governo di formulare delle proposte per il mercato del lavoro).Già a dicembre del 2003 vengono votate diverse leggi in merito:deregolamentano il mercato del lavoro,rendono piu facili sia i contratti interinali che i mini jobs,ma sopratutto tagliano drasticamente i sussidi a chi è senza lavoro da piu di un anno.
La riforme "Hartz" hanno sgravato le casse dello Stato e quindi delle imprese chiamate a pagare i contributi in misura notevole, hanno aumentato la pressione sui disoccupati, spingendoli ad accettare lavori anche sgraditi,pena la perdita del sussidio,hanno creato margini anche piu ampi del "lavoro flessibile",spesso volentieri malpagato.Ma sebbene quel pacchetto di riforme sia decantanto come origine del "miracolo tedesco",non esistono ricerche serie e precise che ne possono misurare l'impatto sul mercato del lavoro e sull'economia".
E' curioso invece il fatto che in Germania quasi nessuno,fatta eccezione per un manipolo di economisti fuori dal coro,guardi all'euro come origine dei mali,ma della meravigliosa inversione di tendenza vissuta dal paese nel periodo fra il 2000 e il 2010.L'euro entra nelle tasche dei cittadini di dodici paesi nel gennaio del 2002,ma già dal 1 gennaio 1999 è diventato moneta virtuale (grazie al fatto di avere fissato in modo definitivo il cambio fra le varie monete,lira,peseta,franco,marco o fiorino che siano).

Mentre la Germania ancora si piange addosso,commiserandosi come "malato d'Europa",va all'incasso dei benefici della nuova moneta,e il bello è che non se ne accorge neanche troppo.E' illuminante lo sguardo sulla bilancia commerciale.Nel 1999 il surplus della Germania nell'export di merci verso la zona euro parte da un dato solido,40 miliardi di euro.Ma già due anni dopo è salito a 60 miliardi.Anche negli anni della recessione cresce continuamente,a colpi di ulteriori miliardi all'anno: nel 2004 siamo a 90 miliardi di surplus,nel 2005 a quasi 100,fino a raggiungere i 110 miliardi nel 2007.Uno sviluppo a razzo quale non si era mai registrato nei deceni precedenti:un tempo,infatti, le svalutazioni di lira,franco o peseta furono da valvola e rimettevano in equilibrio le bilance commerciali degli altri paesi con la Germania.
I primi anni della moneta unica, invece, sono quelli in cui si avvera non già la teoria ingenua della convergenza,bensì la dura realtà di una crescente divergenza nella zona euro.Gli uni, la Germania e pochi altri, accumulano un surplus commerciale e quindi un credito crescente di anno in anno, gli altri diventano paesi debitori: chi sul versante dei deficit statali,chi su quello dei debiti delle banche e dei privati.E la Germania,che nel 2000 vantava un attivo di capitali all'estero di 200 miliardi di euro,nel 2007 arriva a un bilione,a mille miliardi.



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