Anglotedesco

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lunedì 11 luglio 2016

JUVENTUS.Accordi tra dirigenti(qualcuno), ultrà e n'drangheta




E le società hanno il coraggio di dire che non conoscono gli ultrà? Quante volte lo abbiamo sentito da quando è nato il calcio...in realtà hanno sempre fatto affari loschi con la tifoseria organizzata e l'articolo che pubblico sotto preso dal Corriere della Sera di oggi è l'ennesima prova.
Oggi mi sono dedicato all'argomento calcio perchè proprio ieri sono finiti i mediocri campionati europei con giocatori di livello vicino allo 0 e poi  vedere delle persone diversamente intelligenti (per non dire altro) piangere perchè la propria nazionale di pallonari corrotti, omertosi e che hanno rapporti con tutti i tipi di delinquenza, è stata eliminata ai rigori dalla Germania.
Come gioco il calcio mi piace, la domenica se non ci sono manifestazioni o convegni da seguire, lo guardo (piu calcio inglese,spagnolo,tedesco che italiano),mi piacciono le giocate, le mosse tattiche degli allenatori, ma finito il match spengo il televisore e di commenti non ne voglio proprio sentire.Ogni tanto sull'autobus ne parlo con una persona, però gli concedo sempre 61 secondi e non di piu.
Il problema è che tutti sono rincoglioniti da questo sport, pure persone che dovrebbero fare ben altro...

da IL CORRIERE DELLA SERA dell'11 luglio 2016-Gianni Santucci 

Lo storico capo dei Drughi proclama uno sciopero del tifo per Juve-Toro del febbraio 2014.La telefonata interessante avviene due giorni prima.Rocco Dominello,all'epoca 38 anni, figlio di Saverio,apparentemente alla cosca Pesce/Bellocco di Rosarno (il gotha della ndrangheta) si offre  di fare da mediatore.Non chiama un criminale,ne un picchiatore da stadio.Telefona ad Alessandro D'Angelo, "security manager" della Juventus.Ed è proprio quest'ultimo a pronunciare la frase che scolpisce il marcio nei rapporti tra società calcistica e tifosi in Italia".Io voglio che voi state tranquilli e che viaggiano insieme,allora se il compromesso è questo a me va bene! Se gli accordi saltano,ognuno faccia la propria strada".Gli accordi sono :la società (o almeno alcuni suoi dirigenti apicali) concede i biglietti che gli ultrà (o la criminalità) sfruttano per il bagarinaggio; in cambio,ottiene la calma nei rapporti con i tifosi.

Lo Juventus Stadium viene celebrato fin dalla sua costruzione come il simbolo della società che stia traghettando il calcio italiano verso il Rinascimento.Secondo l'inchiesta della Procura di Torino,tra le tribune di quello stadio,si sarebbero invece intrecciati,tra 2013 e 2014,torbidi  accordi tra alcuni dirigenti della società (non indagati), ultrà n'drangheta.
Il 23 ottobre si gioca  Real Madrid-Juventus (Champions League).E' qui emerge una figura chiave nell'inchiesta.Fabio Germani: fondatore di "Bianconeri d'Italia" ,organizzazione no profit di tifosi.E' lui che ha accreditato il giovane Dominello ai piani alti della Juve.Ed sempre lui che, prima della partita di Champions,contatta Giuseppe Marotta,amministratore "massima riservatezza" negli stessi giorni Dominello smercia 10 biglietti e se li fa pagare (750 euro) con un assegno intestato alla Juventus,piu di 200 euro in  contanti,che sono il suo guadagno.Storicamente i gruppi ultrà hanno una primaria fonte di guadagno.Quando le partite sono da tutto esaurito,hanno comunque i biglietti.Potere e guadagni che solo le società possono concedere (o meno).
Secondo  i pm e il gip torinese,in questo caso è stata direttamente la n'drangheta a "fondare" un gruppo ultrà (i gobbi) per entrare nel business del bagarinaggio.Ma ogni tanto qualcosa va storto.A gennaio 2014,un tifoso manda via email alla Juve lamentandosi di aver pagato 640 euro un biglietto per Juve-Real Madrid.La società scopre che quel tagliando rientra nella quota "nera" trattata da Rocco Dominello.Allora Stefano Merulla,responsabile "ticket office"del club chiama il suo contatto Germani e si lamenta:"L'hai portato tu e l'hai presentato in un certo modo.Non so che mestiere faccia,ma ho la percezione che abbia un'influenza abbastanza forte nella curva".
Come dire:lucrare si,ma con cautela.Dalle carte si comprende che alcuni dirigenti della Juve probabilmente non avevano idea dello spessore criminale dell'interlocutore.Il security manager però,spiega il gip, "trovata comunque un espediente per aggirare i divieti ufficiali a favore di Dominello".Il 15 febbraio 2014,in un bar do via duchessa Jolanda a Torino,gli investigatori seguono un incontro tra Germani,Dominello e Marotta secondo la ricostruzione, i tre parlano di un provino alla Juve per il figlio di Umberto Bellocco ,del clan di Rosarno (il ragazzo non verrà presa).

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