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domenica 31 luglio 2016

Strage stazione di Bologna 2 agosto 1980.Lo strano caso di Mauro Di Vittorio



Sempre per restare nella città di Bologna, la casa editrice Chiarelettere è la stessa che ha pubblicato il libro di Giovanni Spinosa L'ITALIA DELLA UNO BIANCA.Sia Spinosa che Cutonilli cercano di mettere in discussione le sentenze.Ognuno è libero di dare la propria versione ,giusto leggere e ascoltare tutti (come Anglotedesco fa) ,però sinceramente sono due libri al di fuori della realtà.
Qui pubblico il pezzo dove ricorda Mauro Di Vittorio ultima delle 85 vittime scoperte, che i suoi genitori credevano fosse a Londra e dunque sono stati gli ultimi ad interessarsi ,magari non lessero neppure i giornali.Non è un caso che l'autore del libro cita Enzo Raisi tanto per far capire da che parte sta...
In un altro capitolo del libro, altro tentativo per confondere la gente,Cutonilli parla della misteriosa scomparsa del corpo di Maria Fresu madre della piccola Angela, la vittima piu piccola.Sappiamo tutti che il corpo di Maria Fresu fu disintegrato perchè si trovò proprio a pochi cm dalla bomba.


da I SEGRETI DI BOLOGNA-Valerio Cutonilli (Chiarelettere)

Mentre in carcere si svolgono i colloqui tra Russomanno e il falso testimone,nell'obitorio di Bologna  accade un fatto che resterà sconosciuto per oltre trent'anni.Nella camera mortuaria giace un ultimo cadavere senza nome.Potrebbe trattarsi di uno straniero,considerato che a distanza di giorni nessuno lo ha reclamato.Il maresciallo Gianfranco Ceccarelli, il carabiniere in servizio all'obitorio,nota due giovani che si comportano in modo strano.Una donna e un arabo che, alla vista della salma,hanno un soprassalto.Il sottoufficiale si avvicina per chiedere spiegazioni,ma la coppia sfugge via improvvisamente.Verrà inseguita per strada da Ceccarelli e dal professor Giorgio Sabattani.Il militare e il medico ce la mettono tutta per fermare gli sconosciuti,ma la differenza di età è troppa e i giovani riescono a dileguarsi.L'episodio suscita inevitabile clamore nel dipartimento di Medicina legale,ma non riscuoterà alcun interesse negli inquirenti.Solo l'8 aprile 2012,l'ex parlamentare Enzo Raisi rende il fatto pubblico in un'intervista a "il Resto del Carlino".Le parole del deputato provocano la reazione immediata di Sandro Padula,ex brigatista e marito di Margot Frohlich,all'epoca militante del gruppo Carlos.
Il 12 agosto 1980 il cadavere senza nome viene finalmente identificato.Apparteneva a Mauro Di Vittorio,un ragazzo romano residente nel quartiere di Tor Pignettara.Raisi sostiene che il giovane gravitava nell'area di Autonomia operaia.Padula replica accusando il deputato di speculare su una vittima dell'attentato di Bologna.Di Vittorio,infatti, era stato un semplice simpatizzante del movimento del 77".Uno dei tanti ragazzi dell'epoca,con idee di sinistra, che non conduceva attività politiche.Raisi viene subito convocato in procura.Il pm Enrico Cieri e la Digos di Bologna vogliono capire quanto ha scoperto sulla vicenda dell'obitorio.Le successive indagini sul caso Di Vittorio porteranno a ritenere infondati i dubbi di Raisi.Il giovane,incensurato, risultava persona orientata verso il movimento Lotta continua,di cui però non faceva parte.L'informazione risale sicuramente agli anni precedenti la strage di Bologna,in quanto nel 1980 Lc non esiste piu come organizzazione,ma si limita a pubblicare l'omonimo giornale.Cieri,tuttavia, accerta che l'episodio rivelato da Raisi è avvenuto realmente.All'istituto di Medicina legale se ne parla da sempre.
Sulla salma del giovane romano non è stata eseguita l'autopsia.Il verbale di descrizione,ricognizione e sezione del cadavere certifica un trauma aperto del capo con dispersione di materiale encefalico e unioni estese a larga parte della superficie corporea,con tratti di carbonizzazione primaria sulla cute del viso,sul dorso e sugli arti di destra.Dati da cui potrebbe ricavarsi solo che il ragazzo era molto vicino al luogo dell'esplosione.
Il 23 marzo 2013,Anna Di Vittorio,sorella della vittima,ha reso dichiarazioni volontarie alla procura di Bologna.Da tempo la donna è nota per un encomiabile impegno civile.Contraria alla strumentalizzazione politica delle commemorazioni,ha lanciato  numerosi appelli alla pacificazione nazionale.anna Di Vittorio ha replicato in modo cortese ma deciso ai dubbi sollevati da Raisi sul conto del fratello.Ha spiegato che,nei mesi precedenti la morte,Mauro si era trasferito a Londra.A fine luglio del 1980,dopo un breve soggiorno a Roma,aveva deciso di tornare in Inghilterra partendo in automobile assieme a un certo Peppe.Quest'ultimo,purtroppo, non ha potuto confermare la circostanza in quanto deceduto a sua volta  nel periodo successivo alla strage.In assenza di testimoni,il viaggio di Mauro Di Vittorio verso Londra è stato ricostruito grazie a un diario rinvenuto tra le macerie della stazione assieme alla carta d'identità.Nel quaderno,il giovane aveva riassunto parte delle ultime giornate di vita.Al confine tra la Svizzera e la Germania,Peppe era stato fermato dalla polizia per una morosità.Due anni prima,infatti, non aveva pagato  un biglietto della metropolitana di Monaco.Di Vittorio,rimasto solo,avrebbe proseguito il viaggio in autostop.Il breve riassunto termina con la visione, dalla prua della nave, delle bianche scogliere di Dover.
Quanto avverrà dopo resta avvolto dall'incertezza.I familiari ritengono che il ragazzo sia stato respinto alla frontiera britannica,per non aver saputo indicare domicilio e mezzi di sostentamento necessari per il soggiorno a Londra.L'unica certezza è rappresentata dal passaggio in Francia,provato da un biglietto della metropolitana di Parigi che era nelle tasche della vittima.Tornato in Italia,Di Vittorio si è trovato per caso alla tazione di Bologna.Nella richiesta di archiviazione dell'indagine sulla pista della ritorsione palestinese,depositata il 30 luglio 2014,il pm Cieri ha ritenuto gli elementi emersi  del tutto insufficienti per collegare il giovane alla strage di Bologna con una qualità diversa da quella oggettiva di vittima.Una conclusione ineccepibile.Un attentato "kamikaze",da parte di una formazione marxista,è un'ipotesi del tutto inverosimile.

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