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martedì 30 agosto 2016

EFFETTO BREXIT.+1,4 l'aumento delle vendite al dettaglio




No caro Cavalera,questo non è un mini-boom ,sarà l'inizio di un grande boom della Gran Bretagna. Comunque è notare che poco alla volta i giornalai di regime sono  costretti ad ammettere che il Brexit sta portando grandi vantaggi alla Gran Bretagna.

da IL CORRIERE DELLA SERA del 27 agosto 2016-Fabio Cavalera

Evviva la Brexit,gongolano i piu irriducibili avversari dell'Europa osservando gli ultimi dati sui consumi dopo il referendum del 23 giugno.In effetti i numeri dipingono una situazione tutta rosa e fiori visto che in luglio il volume delle vendite al dettaglio è cresciuto dell'1,4%,se poi si aggiunge che gli ordini per le esportazioni hanno invertito la tendenza al ribasso ecco il quadretto appare idilliaco:all'indomani dell'addio alla Ue (nel mese di luglio) la contrazione dell'export era stata del 22% sull'anno precedente, adesso in agosto rileva la Confederazione dell'industria britannica,i flussi commerciali vrso il continente sono risaliti e il segno meno si attesta sul 6% rispetto al 2015.Evitata la catastrofe,c'è un mini-boom.Così i "brexiters" hanno di che gioire:ve lo avevano detto che fuori da Bruxelles si vive meglio.Gli allarmismi che si erano accavallati poco prima e poco dopo l'esito della consultazione sembrano essere un lontano ricordo,la Brexit è la manna dal cielo.I partigiani della campagna per il "leave" sorridono.Dunque,la domanda è scontata:la Banca d'Inghilterra e molti analisti avevano toppato gli scenari?
E' facile cadere nella suggestione e nel trionfalismo antieuropeo.La realtà è un pò diversa e non sono queste statistiche a certificare che la Brexit debba essere già considerata un successo.Il Financial Times titola: "L'economia britannica è un enigma.Sintesi efficace per rappresentare una situazione d'attesa in cui è come se esistessero due economie parallele.
La prima è quella suggerita dalle statistiche e ci racconta  che la congiuntura di luglio e agosto è favorevole sia perchè i consumi viaggiano bene §(sui livelli del 2014),anche se tirati dal flusso turistici stagionale, sia perchè le esportazioni del "made in Uk" hanno le vele spiegate grazie alla sterlina debole sia infine perchè la domanda per ottenere i sussidi di disoccupazione sono diminuite anche qui a causa della precarietà e della periodicità estiva.La seconda è quella che ripropongono le ricerche,segnalando un forte calo di fiducia dei produttori che prevedono la contrazione del forza lavoro dell'autunno e il pericolo di una dolorosa frenata (le aspettative del mondo industriale sono addirittura le stesse del periodo piu critico,ossia il 2008-2009.In sostanza non è tutto oro ciò che luccica.Se è vero che il primo atterraggio post Brexit è stato ed è morbido,ciò non significa che il peggio da alle spalle.Anzi la Banca d'Inghilterra,il 4 agosto, h dato il via a un piano di stimoli monetari per sostenere il credito imprese e alle famiglie.Resta,e forte,l'incertezza ,sia la politica per i tempi di uscita dalla unione europea sia economia per le ricadute reali che avrà a lungo termine la stima della Banca centrale non cambia:gli effetti della Brexit si sentiranno nel 2007 quando il Pil non crescerà del 2% ma dello 0,8.Dopo il mini-boom,il Regno Unito dovrà allacciare le cinture di sicurezza.

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