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venerdì 12 agosto 2016

Gli effetti negativi del Jobs act




Libero è un giornale di gufi che fa di tutto per denigrare il grande lavoro fatto dal governo Renzi.Questo è quello che sentirete dire dal Pd e dai leccapiedi di Renzi.Che vuoi ,Libero giornale fascista ,di Casapound ,non è credibile.Peccato che solo ieri sul Fatto Quotidiano Alberto Bagnai, anche se in maniera piu completa,scriveva le stesse cose di Franco Bechis.
Vedo tante persone alle feste del Pd.Per loro provo un gran pena, voteranno Si al referendum perchè non vogliono essere presi per fascisti...Ignoranza ai massimi livelli.

da LIBERO del 12 agosto 2016-Pezzo di articolo scritto da Franco Bechis

Il rapporto di monitoraggio sulla nuova occupazione generata dalle disposizioni normative contenute nel Jobs Act realizzato. dall'osservatorio statistico dell'ordine professionale guidato da Marina Calderoni, segnava che il vero balzo registrato nel 2015 è stato quello delle trasformazioni di contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, passati dai 331.396 del 2014 a 574.646 del 2015 (+73,4%).Questo effetto è senza dubbio dovuto al Jobs Act che concedeva per 3 anni sui contratti a tempo indeterminato,senza vincolarli alla nuova occupazione così nessuno si è fatto scappare l'occasione di trasformazione un contratto esistente in uno assai meno costoso,con effetti però nulli sul mercato della disoccupazione,perchè i beneficiari risultano tutti occupati.Vero che invece del precariato ora i lavoratori hanno in mano un contratto a tempo indeterminato ma alla fine del triennio sempre grazie alle norme del Jobs Act, quei contratti potranno agevolmente essere interrotti e quindi indeterminati sono al momento solo sulla carta.

Gli ultimi dati sull'occupazione forniti da Eurostat sono relativi al mese di giugno 2016.L'Italia ha un taso di disoccupazione dell'11,6%,e cioè un punto e mezzo superiore alla media dell'Europa a 28, che comprende anche i paesi che hanno consegnato la loro moneta (8,6%).Nel gennaio 2014,ultimo mese prima dell'inizio del governo Renzi,la disoccupazione italiana era al 12,9% superiore a quella attuale.
Ma quella dell'area euro era al 12%,cioè solo 0,9 punti inferiore.E quella media dei 28 paesi Ue era al 10,8%,cioè migliore di 2,1 punti rispetto al dato italiano.Quindi fra gennaio 2014 e giugno 2016 la forbice fra Italia e area euro sulla disoccupazione si è allargata di 0,6 punti percentuali e quella fra Italia ed Europa a 28 si è allargato di 0,9 punti percentuali.
Cosa significano queste cifre?
Molte cose.La prima evidenza che soffrono meno per problemi di disoccupazione i paesi che hanno conservato la loro moneta,tanto è che sia nel 2014 che nel 2016 c'è sensibilmente meno occupati nella Ue e 28 rispetto all'area euro.
L'Italia in questi due anni e mezzo non è riuscita a stare dietro nemmeno al ciclo economico generale, che era di ripresa,e non ce l'ha fatta a mantenere il miglioramento medio degli altri paesi,che si prenda riferimento l'area dell'euro o (peggio) l'Ue a 28.Questo significa che le scelte in materia occupazionale del governo,centrate sul Jobs Act non solo non ha aiutatoil mercato del lavoro,ma sono state di intralcio rispetto al vento di ripresa che spirava nel continente,frenandolo con grande evidenza.

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