Anglotedesco

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domenica 21 agosto 2016

PAOLO CREPET:"I problemi che può avere un bambino nato dall'utero in affitto"



Bel libro veramente e visto chi lo ha scritto (Enrica Perucchietti) non sono per niente sorpreso come non mi sorprende che nessuno la invita in televisione. No problem , c'è internet e dobbiamo cercare di far circolare il piu possibile i suoi video e i pezzi di libri che scrive.
Ormai ,come dice giustamente in ogni suo intervento Diego Fusaro (in questo libro ha scritto la postfazione) dopo il 1989 tutto è diventato merce per fare enormi profitti e non si risparmiano neanche i bambini.La stragrande maggioranza di mummie che popolato questo pianeta è convinta che si sta facendo di tutto per i diritti umani, in realtà si sta facendo tutto per accontentare le grandi corporation padrone assolute del mondo insieme ai colossi bancari e a famiglie di potenti come Rockfeller, Rotschild, Soros, Dupont ecc ecc.

Una breve descrizione del professor Paolo Crepet.

da Wikipedia:Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Padova nel 1976, in Sociologia presso l'Università di Urbino nel 1980, nel 1985 ottiene la specializzazione in Psichiatria presso la clinica psichiatrica dell'Università di Padova. È il figlio di Massimo Crepet, in passato pro-rettore dell'Università di Padova e Professore di Clinica delle Malattie del Lavoro sempre nello stesso Ateneo.

E voglio pubblicare anche un commento di una certa Emanuela sul sito www.macrolibrarsi.it .D'accordo al 100% con lei:

"In un suo precedente libro, Enrica Perucchietti aveva dedicato un capitolo all’utero in affitto, cosa, questa, che le era valsa l’epiteto di “nazista”, nonché l’augurio di essere messa al rogo insieme all’altro autore del libro. Per fortuna non si è lasciata intimidire e ha quindi deciso di scrivere un intero libro sull’argomento, descrivendo le origini ideologiche di questa pratica, lo stato attuale e i possibili scenari futuri, legati ad esempio all’utero artificiale. Oggi la vulgata comune vuole convincerci che sfruttare donne in stato di bisogno e vendere/comprare bambini sia un atto d’amore, mentre invece si tratta di una pratica abominevole che riduce l’uomo ad un livello inferiore a quello della bestia. Restiamo umani."


da UTERO IN AFFITTO -Enrica Perucchietti (Revoluzione editori)

ARTICOLO DEL PROFESSOR PAOLO CREPET

Mentre le piazze si popolano e si dividono sul tema dei diritti delle persone omosessuali,vorrei sottoporre un punto di vista su una parte della questione oggetto di dibattito parlamentare,ovvero quella che si riferisce al cosiddetto "utero in affitto".
Premetto che mi batto da piu di 30 anni in difesa dei diritti civili di chi si professa omosessuale.Fin dagli anni in cui la Società Internazionale degli Psichiatri annoverava ancora l'omosessualità tra le malattie mentali, fin da quando nei primi anni 80' in collaborazione con il Fuori denunciammo l'alto numero dei suicidi correlato a quella orrenda discriminazione sociale e culturale (erano gli anni della terribile diffusione di HIV).
Nonostante l'assoluta necessità di provvedere a colmare questo grave vuoto legislativo però, nel dibattito riguardo ai, per me sacrosanti, diritti civili cui tutti i cittadini dovrebbero godere senza discriminazione sessuale o di reddito,si è voluto "infilare" una questione che non riguarda soltanto gli adulti,ma anche e sopratutto i bambini.
E mentre gli adulti hanno sindacati,partiti,lobby, i piu piccoli non hanno portavoce,non sono ascoltati,e i loro diritti non sono presi in considerazione.Immaginiamoci di essere un/a bambino/a che a un certo punto della sua crescita inizia a fare una domanda fondamentale, che implica una risposta sulla quale si fonda un diritto inalienabile della persona."di chi sono figlio!",che risposta vorremmo?
Chiunque abbia adottato un bambino sa bene chi è obbligato a rispondere e a rispondere con parole di verità e che quel giorno è il piu difficile e critico della loro vita genitoriale.
Ora vi chiedo;se, chiunque sia la persona che dovrà rispondere o la coppia di persone che si deve porre questo compito non può indicare una persona, ma soltanto un organo di una donna o una fialetta congelata che contiene sperma umano (il tutto ovviamente comprato) ,quale sarà la reazione emotiva di quel bambino/bambina? C'è qualcuno che se la augurerebbe per se stesso?
La mia esperienza professionale mi dice che questa risposta costituisce un evento dalle ripercussioni psicologiche difficilmente prevedibili,in quanto sul contenuto di questa risposta si basa la costruzione dell'identità di ognuno di noi.Come non tener conto del legame affettivo che si stabilisce tra un feto e una donna che lo ha in grembo per 9 mesi? Come si può pensare che esso possa essere trattato alla stregua di transito soltanto biologico,effimero e obbligato dalla violenza altrui?
Non si delinea forse come pratica eugenetica quella di chi decide (potendo economicamente,altro lato profondamente illiberale) di voler scegliere razza e magari fattezze (o chissà quali altri fondamentali) della donna che dovrà "ospitare" il nascituro? Perchè Elton John e il suo compagno non hanno scelta una donna nera per assolvere al loro "istinto genitoriale"?
Queste mie riflessioni non inficiano certo nessun'altra considerazione in merito alla capacità educativa di una coppia eterosessuale o omosessuale (non è verto l'appartenenza di genere a fare di un genitore un buon educatore,come dimostrano gli innumerevoli fallimenti educativi delle famiglie eterosessuali),ma vogliono essere semplicemente un richiamo affinchè il buon senso non dipenda dalle mode,dagli egoismi adultocentrici o, peggio,dalle necessità di marketing di certa scienza capace,pur di aumentare a dismisura i propri consumatori,di prospettarci un futuro orwelliano.

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