Anglotedesco

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mercoledì 21 settembre 2016

Dal 2000 ad oggi l'Italia ha versato a Bruxelles 203 miliardi..



C.'e poco da aggiungere all'ennesimo articolo-capolavoro della coppia Becchi-Sacchetti.Da far leggere a quelle mummie che continuano ad insistere tutti i santi giorni che il problema sono gli stipendi dei parlamentari e di queste cose non sanno nulla

Da Libero del 21 settembre 2016-Paolo Becchi e Cesare Sacchetti

Sembra passata un'era geologica dalla pubblicazione del rapporto Cecchini,l'economista incaricato dalla Commissione Ue nel 1986 di stilare i benefici della creazione del mercato unico europeo,sotto poi nel 1992 con la firma del Trattato di Maastricht.L'economista italiano incaricato dalle istituzioni europee stimo' che l'Unione avrebbe permesso la creazione di milioni di posti di lavoro,grazie all'abbattimento dei costi doganali e alla libera circolazione dei capitali ,e arrivò ad ipotizzare una crescita media del Pil annua per l'intera Ue pari a circa il 4,5 %.
Se diamo uno sguardo a quella che è stata la crescita reale del Pil dell'intera Ue dal 1995 al 2016, ci accorgeremo che la performance dell'Unione nell'ultimo ventennio è stata deludente con una crescita media del Pil di circa lo 0,43 %,un ritmo piuttosto anemico.Se invece prendiamo in considerazione la crescita dell' Eurozona nello stesso periodo i risultati sono ancora piu negativi ,in quanto si è riscontrata una crescita media dello 0,37 %.All'epoca veniva preso in considerazione il costo di non appartenenza all'Unione europea,ovvero quanto in termini economici sarebbe costata all'Italia la mancata partecipazione al mercato unico europeo.
Non solo l'Italia si ritrova ad essere uno dei maggiori contribuenti dell'Ue ,avendo versato alle istituzioni europee,una cifra pari a 203 miliardi di euro e ricevendo indietro solamente 141 con un saldo negativo di 62 miliardi di euro (a cui vanno aggiunti,circa 60 miliardi che abbiamo prestato ad altri stati dell'Unione in crisi),ma si ritrova ad essere uno dei paesi meno ascoltati a Bruxelles,inflessibile nei suoi confronti quando si tratta del rispetto dei parametri europei sul deficit) Pil (il famigerato 3 percento),ma allo stesso tempo molto piu morbida verso la Germania e la Francia che hanno piu volte infranto questa assurda regola che non trova nessun valido supporto nella letteratura economica.
Bel ringraziamento per chi ci costa circa 25 milioni al giorno (e pensare che la riforma del Senato fa risparmiare solo 50 milioni all'anno).Il dato di fatto inconfutabile è che se uscissimo dalla Ue risparmieremmo un sacco di soldi da investire per la crescita del Paese.

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