Anglotedesco

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martedì 13 settembre 2016

I banchieri americani tifano Renzi e per il "si"...



Mi chiedo:ma la gente cosa sa di tutto questo? Basta guardare i video che ci sono su Youtube dove intervistano la gente alle Feste del Pd , e capite che vivono a milioni di km dalla realtà e non si rendono conto che votare "si" vuol dire accettare le regole della dittatura bancaria...ma è come parlare al muro...

da LIBERO dell'8 settembre 2016-Francesco De Dominicis

Secondo Renato Brunetta ,è la prova che dietro il governo di Matteo Renzi ci sono sempre i "poteri forti".Di là dalle affermazioni di parte dell'esponente di Forza Italia e dalle legittime preferenze politiche (anche se si tratta di colossi bancari) non passa certo inosservato la presa di posizione di Goldman Sachs.Il gigante Usa della finanza,ieri, ha diffuso un'analisi tutta in favore del "si" al referendum costituzionale del nostro Paese.
Il voto,salvo ulteriori cambiamenti da parte di palazzo Chigi,verrà fissato tra la fine di novembre e i primi di dicembre;e per la banca d'affari quell'appuntamnto elettorale "sta riaccendendo le ansie degli investitori"  sulla scia della Brexit.Renzi ha parzialmente rimodulato  la sua posizione per ora non parla piu degli effetti del voto sul suo governo (negli scorsi mesi aveva promesso di dimettersi in caso di sconfitta),ma Goldman Sachs analizza anche questa eventualità,prevedendo un parlamento bloccato con due partiti (Pd e M5S) attorno al 30% dei consensi.
Tutto dipende dal referendum:il report di G8 assegna il 40% di probabilità di vittoria al "no" (meno dei sondaggi).Uno scenario che non porterebbero,dicono gli sherpa della banca americana,a elezioni anticipate ,ma sarebbe comunque capace di frenare le riforme di cui l'Italia ha bisogno.Occhi puntati,in particolare,ai risvlti sul settore bancario italiano,con la ricapitalizzazioni che si avvierebbero su un sentiero incerto.L'operazione piu delicata,già in agenda, è  quella del Monte dei Paschi di Siena e un altro colosso Usa, JpMorgan,è in prima fila per garantire il successo.E da questo punto di vista Goldman Sachs mnda un avviso preciso al premier:se vince il no ,i soldi per salvare Mps potrebbero imboccare la strada del ritorno negli Stati Uniti:"Gli investitori,si legge nel documento della banca dello Zio Sam,potrebbero preferire di aspettare in attesa di maggiore chiarezza".Un bel guaio,per il governo.Che potrebbe avere qualche grana,sempre secondo le "indicazioni" degli analisti americani,anche con i titoli di Stato,ma su quel versante,per fortuna, c'è lo scudo della BCE.Il messaggio arrivato dalla sponda atlantica,in ogni caso, è chiaro.

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