Anglotedesco

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Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

mercoledì 12 ottobre 2016

Attaccate solo Trump oppure sarete licenziati...



Libera la stampa americana? Solo i tonti possono considerare gli Stati Uniti sono un paese democratico.Vi consiglio di leggervi i libri sulla notizie censurate.


Da Il Resto del Carlino del 12 ottobre 2016-Cesare De Carlo

Almeno tre grandi media ,dice alla Fox Bill O'Reilly,hanno ordinato ai loro giornalisti di "distruggere Donald Trump pena il licenziamento".La denuncia,ripresa dal Wall Steet Journal e da altri giornali ,lascia sbalorditi.Possibile? Il giornalismo americano è considerato il piu libero nella libera competizione dei mezzi di informazione e anche il piu coraggioso nella sua affidabilità investigativa.Non è necessario risalire al Watergate.Basta ricordare che fu il New York Times ,benché filodemocratico ,a tirar fuori la vicenda delle e-mail cancellate da Hillary Clinton.
Che cosa sta accadendo? Una cosa mai vista dal dopoguerra in poi:l'ostilità martellante contro uno dei candidati ,quasi un linciaggio mediatico.Lo stesso New York Times sembra esserne consapevole,seppur dando a Trump la colpa di aver rotto per primo "l'argine dall'obiettivita' giornalistica".Scrive Jim Rutenberg:"Se sei un giornalista e pensi che Donald Trump sia un demagogo,un razzista ,un pericoloso amico di dittatori ,devi mettere da parte gli standart normali".
Per standart normali s'intende appunto obbiettività.E obbiettività non vuol dire imparzialità (che è solo un'ipocrita assunzione).Vuol dire onestà.
Ebbene,l'autorevole columnist ora riconosce che i giornalisti debbono trasformarsi in tifosi.E,dunque,dovendo riferire su due eventi contemporanei ,cioè sulla frasi volgari di Trump e sulle rivelazioni di una mezza dozzina di signore che accusano Hillary Clinton di avere distrutto la loro reputazione nel coprire i denunciati abusi sessuali del marito, hanno privilegiato,gonfiato le intermperanze verbali e hanno ignorato le seconde.Stessa cosa per lo scandalo delle 33.000 email cancellate,dei telefonini distrutti a martellate ,delle donazioni di governi stranieri e corporation alla Clinton Foundation negli anni in cui l'ambiziosa signora era segretario di Stato.I grandi giornali e le grandi tv non ne parlano.Non una sorpresa.Sono prevalentemente di  sinistra.Come in Italia.
Ma questa volta c'è un altro motivo.C'è la consapevolezza della distanza crescente fra l'elettorato bianco e la casta multiculturale.Fra la pancia della profonda provincia e la mente delle èlite newyorkesi.Fra l'establishment ,la politica di professione che pretende di imporle la political correctness dell'appiattimento multietnico ,sociale economico,generazionale,transessuale.
Senza Obama non sarebbe venuto fuori Trump.Dice Ben Smith,direttore di BuzzFeed:ai nostri giornalisti diciamo di essere obiettivi nei commenti,ma non su Trump.Trump agisce "al di fuori delle regole comuni...e poi un bugiardo razzista".Dunque ha ragione O'Reilly? Chi lo contesta ricorda,come fosse un marchio d'infamia ,che è un conservatore e che la Fox è dello stesso orientamento.Come il filosofo Paul Gottfried.Il quale di recente ha detto:" Trump mi era indifferente.Ma se la sinistra lo attacca tanto ferocemente,vuol dire che qualcosa di buono c'è...".E' improbabile che quel qualcosa basti per vederlo alla Casa Bianca.

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