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lunedì 17 ottobre 2016

La svalutazione della sterlina aumenta il potere d'acquisto dei britannici...



The'Indipendent è un sito britannico che leggo sempre volentieri , lucido e libero nelle sue analisi.
La stampa sulla Brexit ha scritto e continua a scrivere un sacco di falsità e lper un semplice motivo:è schiava degli speculatori finanziari,loro si che con la Brexit sono danneggiati,ed è giusto cosi perché sono degli infami.
La gente invece con la svalutazione della sterlina avrà un potere d'acquisto migliore e potrà comunque andare in vacanza all'estero.Qualche falsario,e ci metto dentro anche Gianroberto Casaleggio,sostiene che cn la vecchia Lira svalutata non si andava da nessuna parte...balle colossali.Pubblico un pezzo dell'articolo pubblicato su Voci dall'estero.È li che lo troverete intero.

di Ashoka Mody, 10 ottobre 2016

Un ex funzionario del Fondo Monetario Internazionale sostiene che la rapida caduta del valore della moneta britannica aiuterà l’economia della Gran Bretagna a riequilibrarsi e a crescere in modo sostenibile.
Il voto sulla Brexit ha innescato un rapido deflusso di fondi speculativi che avevano investito nel settore privato – e questo deflusso ha causato un deprezzamento della sterlina britannica, in precedenza molto sopravvalutata.
E così, senza che nessuno se lo aspettasse, la Brexit ha fatto sgonfiare la bolla finanziario-immobiliare e, al tempo stesso, ha favorito la parte di economia britannica più orientata alle imprese produttive. Contrariamente alla narrativa dominante, la svalutazione della sterlina è una buona notizia.
Secondo la narrativa dominante, la svalutazione della sterlina sarebbe stato un avvertimento preliminare del fatto che la Brexit sarebbe finita male.
Essa segnala, dice qualcuno, che gli investitori hanno perso fiducia verso la Gran Bretagna per il fatto che essa commercerà di meno con l’Unione Europea, e che perciò in futuro sarà più povera.
Altri insistono sul fatto che la caduta del valore della sterlina renderà di per sé i cittadini britannici più poveri, per il fatto che potranno comprare meno valuta straniera e, perciò, meno beni e servizi dall’estero. I vacanzieri britannici, dice l’ex vicegovernatore della Banca d’Inghilterra, Rupert Pennant-Rea, saranno i primi a sentire lo shock di una sterlina più debole.
Quelli che hanno una visione più positiva della Brexit guardano al veloce recupero dei mercati azionari.
L’indice FTSE 100, che include le grandi multinazionali, è ben al di sopra dei livelli pre-Brexit. L’indice FTSE 250, basato su aziende a media capitalizzazione che guadagnano metà dei propri profitti dal mercato interno britannico – è anch’esso chiaramente al di sopra dei livelli pre-Brexit.
Perfino l’indice FTSE “locale”, che include le aziende che derivano il 70 percento o più dei propri profitti dal mercato di beni e servizi britannico è ora del 15 percento superiore rispetto al minimo post-Brexit, e comunque entro il 5 percento di differenza dal proprio livello medio pre-Brexit
Cosa sta succedendo? Uno sguardo attento agli indicatori di mercato suggerisce che, lungi dall’essere il disastro che era stato prospettato, la Brexit potrebbe anzi essere vantaggiosa.

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