Anglotedesco

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venerdì 18 novembre 2016

I DIECI UOMINI DI DONALD TRUMP.C'è anche John Paulson





Articolo di Eugenio Occorsio su Repubblica Economia e Finanza



STHEPHEN MOORE




Ricercatore della Heritage Foundation,un think-tank dichiaratamente conservatore,commentatore del Wall Street Journal (da quando è di Murdoch e si è spostato a destra),è l'artefice del progetto fiscale di Trump,che prevede la riduzione del numero e dell' entità delle aliquote ed è quindi visto con la maggior preoccupazione per l'inevitabile sforamento del debito pubblico che comporterebbe.Un'esperienza simile è stata piu volte vissuta con altre amministrazioni repubblicane ,e si ricorderanno le drammatiche sedute notturne estive del Congresso nel tentativo di chiudere i conti del budget federale (l'esercizio fiscale chiude il 30 settembre).Ma Moore e anche Trump,resta convinto che con meno tasse gli investimenti fioccheranno,e ha recentemente fondato il Club  for Growth per diffondere la sua free market ideology.




STEVEN ROTH




Non è l'ennesimo immobiliarista alla corte di The Donald ,ma è il piu potente di tutti:la redazione politica di Time ,che ha fatto  uno straordinario lavoro d'indagine su tutti i personaggi che ruotano intorno al tycoon ,scrive che Roth ha costruito e possiede ,limitatamente a New York ,dieci volte i palazzi di Trump,con il quale tra l'altro co-gestisce un grattacielo a Manhattan.In piu,non è nato con il cucchiaio d'oro in.bocca come il neopresidente ma è figlio di rudi operai del Bronx ,dove è cresciuto studiando proprio in quel liceo classico che ora si chiama Clinton High School perché finanziato dalla ex first couple.Non ama le luci della ribalta,non è neanche andato alla convention ,e la sua unica apparizione in pubblico è stato alla mega-festa di Trump in aprile ,quando già si cominciava a subordare il trionfo che doveva arrivare.






TOM BARRACK




È stato uno dei pochi grandi sponsor di Trump ad avere l'onore di parlare alla convention repubblicana di Cleveland che ha consacrato la candidatura del tycoon.Il suo intervento è stato zeppo di ricordi personali e di battute alcune poco politically correct,come nello stile della casa:del resto Tom Barrack,fondatore del gruppo finanziario Colony Capital ,conosce Trump da 35 anni.Con lui ha fatto decine di affari ,alcuni fortunati altri piu ingarbugliati come la trasformazione dell'Old Post Office di Washington in un albergo di lusso da 263 stanze,operazione naufragata dopo una serie di controversie fra i due e una complicata mediazione ad opera di Ivana Trump.I fondi Colony peraltro sono specializzati in real estate,dove hanno investito finora 45 miliardi di dollari (su 60 miliardi totali) con 14.000 proprietà.Ma nessuna ruggine,anzi la candidatura ha riunito i due amici.




STEPHEN CALK





È orgoglioso di due cose:di aver frequentato la celeberrima Military Academy di West Point ,diventando pilota di elicotteri dell'esercito,e di avere una lunga carriera di banchiere,con un focus sempre piu orientato verso il private banking ,quello per i ricchi.Meno orgoglioso è del fatto di essersi beccato nel 2014 una denuncia da Citygroup per avergli ceduto 4,5 milioni di mutui camuffandone le caratteristiche,il rischio e in un caso l'identità stessa del debitore dando un numero sbagliato di social security (codice fiscale).La causa è finita in primo grado con il.riconoscimento dei danni per 9 degli 11 prestiti,e ha portato allo scioglimento della Chicago Bancorp,di proprietà di Calk.I suoi asset ,in pendenza di appello,sono stati rilevati dalla Federal Saving Bank,sempre di Calk.Comunque,niente paura:il suo.sostegno a The Donald non manca né mancherà.




DAN DIMICCO




Ha un sogno:vendicarsi dei cinesi e delle loro esportazioni di acciaio in.dumping contro cui ha combattuto tutta la vita come Ceo della Nucor;il maggior gruppo siderurgico del Paese con sede a Charlotte in North Caroline,incarico che ha lasciato nel 2012.Trade cheating lo chiama "inganno commerciale" ,e al tycoon newyorchese,che non ha mai dato segno di essere particolarmente familiare con questione di commercio internazionale,la definizione è piaciuta e l'ha rilanciata La definizione non è mai piaciuta e l'ha rilanciata per tutta la campagna.Di Micco,di origini abruzzesi,per completare il suo sogno ha un piano molto preciso:intanto,pur non avendo mai incontrato in persona Trump fino alla convention,l'ha convinto nel suo team.Ora punta disperatamente al ruolo di  addetto commerciale,assolutamente centrale per l'amministrazione.



JOHN PAULSON






Master ad Harvard,sarebbe il candidato naturale al dicastero del Tesoro per la sua impareggiabile esperienza nel mondo finanziario :la sua società  di investimenti Paulson & Co,con tanto di divisioni global merger,event arbitrage e credit strategies ,fondata nel 1994 e registrata presso la Sec,gestisce 19 miliardi di dollari.Paulson si è creato una solida fama scommettendo al ribasso sui titoli relativi ai subprime alla vigilia della crisi del 2008,il che ha contribuito notevolmente alla sua fortuna personale che supera oggi i 10 miliardi.Ma proprio perché è abituato a giocare con.cifre del genere,lui non.sembra intenzionato ad accettare un incarico governativo che comporterebbe ovviamente la sterilizzazione di tutti gli investimenti e uno stipendio annuale di 232.000 dollari.




DAVID MALPASS






Mba all'università di Denver e specializzazione alla Georgetown University's School of Foreign Service,David Malpass a 64 anni,ha già vissuto tutte le esperienze:consulente  della Arthur Andersen ,consigliere economico (fra il 1984 e il 1993) delle amministrazioni Reagan e Bush senior sia presso il Tesoro che il Dipartimento di Stato,quindi capo economista della Bear Stearn's infine dopo il fallimento di quest'ultima nel 2008 presidente della società di ricerca e consulenza da lui fondata ,la Encima Global.In tutto questo ,scrive commenti per Forbes e per il Wall Street journal da cui traspare una personalità si conservatrice ma in fondo meno radicale che il Big Boss.Con il quale ha perfino avuto degli scambi dialettici:di fronte alla certezza di Trump che il riscaldamento globale sia una bufala,si è limitato a peronare la continuità nell'impegno a favore delle fonti fossili.Questionevdi sfumature.



STEVEN MNUCHIN




Mnuchin è un convertito al trumpismo dell'ultima ora ,e fino al recente passato ha finanziato Hillary Clinton,Al Gore ,Barack Obama e John Kerry (quando corse contro Bush nel 2004).Proprio quest'esperienza gli ha consentito di realizzare un'operazione di fund raising che,cominciata solo nell'ultima settimana di maggio ,quando Trump in persona gli mandò un appello perché aveva finito i soldi ,ha dato i suoi frutti pur senza avvicinarsi lontanamente ai livelli della rivale .Figlio di un partner di Goldman Sachs,53 anni ,master a Yale ,ha lavorato anche lui per 17 anni nella grande banca d'investimenti.Dopodiché ha investito i suoi considerevoli profitti in varie iniziative,comprese alcune produzioni  hollywoodiane.Infine ha creato un hedge fund,il Dune Capital Management.Se diventerà ministro ,la prima a dolersene sarà Janet Yellen :Mnuchin  è infatti il piu esplicito critico della politica attuale della Fed,che accusa di distruggere i patrimoni dei fondi pensione tenendo i tassi bassi per cosi tanto tempo.Ma le sue critiche ,sposate da Trump,sono ancora piu sostanziali: secondo lui andrebbe drasticamente    ridotta l'autonomia della Banca centrale ,e bisognerebbe studiare qualche forma di coordinamento con l'amministrazione e il Congress.E per prima cosa,mandare a casa la Yellen.



PETER NAVARRO




Quando Trump dice che l'America è in disgrazia ,il ceto medio perde paurosamente potere d'acquisto ,milioni di posti nel manifatturiero sono evaporati ,non fa altro che prendere a prestiti le teorie di Peter Navarro ,uno dei pochissimi non miliardari fra i suoi consiglieri bensì docente alla School of Business dell'University of California di Irvine.Il professore ha un'idea ben precisa suo colpevoli di questo disfacimento che rende indispensabile fare l'America great again com'è scritto sui cappellini dei fan di Trump:sono il libero
Globale e sopratutto la mano libera che si è lasciata alla Cina.Di qui tutti i bellicosi proponimenti di rescindere gli accordi internazionali di free trade ,alzare i dazi,fare la voce grossa con i cinesi ma anche con i messicani ,i vietnamiti ,i cingalesi ,chiunque insomma proponga importazioni o delocalizzazioni a buon mercato.
Per non lasciare dubbi interpretativi sulla sua ideologia,Navarro ha realizzato un documentario intitolato Death by China ,morire per la Cina,con Martin Sheen come voce narrante ,inserito nel bouquet Neflix.Non contento ,ha appena dato alle stampe il libro Crouching Tiger (la tigre in agguato) sulle presunte mire militaristiche cinesi e sulle conseguenze su tutto il mondo di tale atteggiamento.




STEVE FEINBERG





Fondatore del Cerberus Capital Management ,basato a Manatthan ,gestisce piu di 30 miliardi di dollari.È un amico di lunga data di Donald Trump ,che tiene particolarmente a lui non solo per la sua oggettiva conoscenza dei mercati finanziari,ma soprattutto perché è l'uomo del possibile collegamento con l'establishment del partito repubblicano:l'ex vicepresidente di George Bush padre,Dan Quayle,è tuttora il capo degli investimenti globali di Cerberus ,e l'ex ministro del Tesoro di Bush figlio,John Snow,è il presidente dello stesso fondo.
Fra i sottoscrittori di Cerberus ci sono governi,università,fondi sovrani ,family officer,istituzioni caritatevoli,fondi pensione di molti Paesi.Ma quello per cui è noto il gruppo,e che gli ha fruttato la poco commendevole definizione di "fondo locusta",è la capacità fin dalla sua fondazione nel 1992 di identificare aziende e pacchetti di finanziamento in disgrazia,comprarli a sconto e farli fruttare nonostante tutto.È quello che sta cercando di fare anche con alcuni titoli cartolarizzati delle sofferenze bancarie Italiane .A fine 2008 ,in piena crisi finanziaria e nel mezzo della transizione fra Bush e Obama,Feinberg e il suo fondo parteciparono anche al maxi-salvataggio del settore auto degli Usa.

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