Anglotedesco

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mercoledì 9 novembre 2016

JONATHAN LETHEM:"Usa rovinati dalle elite neoliberiste".



Jonathan Lethem è uno scrittore e saggista statunitense.

La vittoria di Trump fa capire che gli americani,soprattutto il ceto medio-basso ,sono stufi della globalizzazione e dell'ipocrisia dei democratici,anche se sono convinto che Trump duri poco,il  popolo non conta piu nulla e l'èlite sta con i democratici.

Da Il Corriere della Sera del 9 novembre 2016-Viviana Mazza

"È un fortissimo atto d'accusa contro i decenni di fantasie neoliberiste,e il fatto che abbiamo celebrato le elite,gli imprenditori e i vincitori del boom tecnologico e abbndonato le idee della vecchia sinistra.Sono stato commosso dal movimento Occupy e credo che abbia portato direttamente alla candidatura di Bernie Sanders.Dall'altra parte ,il movimento popolare per Trump si è nutrito di ansie nazionaliste paranoiche:questa è una tragedia ,ma è inevitabile per via dell'incuria delle èlite neoliberiste".

"Hillary è una figura strana,perché nella sua essenza e in una singola pennellata rappresenta una straordinaria incarnazione della libertà e delle possibilità ma al contempo ha vissuto nella difesa delle fantasie di Davos ,concepite da miliardari che decidono per il mondo ,senza alcun contatto con la base,con i lavoratori ,con i movimenti di liberazione ai margini della cultura.Trump incanta perché incarna la noncuranza  nei confronti della ragione,della civiltà,della logica.È una figura profondamente anti-intellettuale,e questo sdegno per le posizioni sfumate e l'esitazione non è una novità nella cultura americana.Siamo affascinati dall'arroganza imperiale,dalla certezza.George W.Bush  aveva segnato il punto massimo ,ora è stato sorpassato.È un problema che riguarda tutti noi,anche gli intellettuali si ritrovano a indulgere nel romanticismo degli impulsi ,nell'individualismo da cowboy.Dobbiamo guardarci dentro anziché accusare Trump di avere inventato questo problema,lui è solo un sintomo".

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