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martedì 1 novembre 2016

Quello che i giornalai italiani non scrivono sui soldi dell'Isis



Su 14 stati ,dodici sono in buoni o ottimi rapporti con gli Usa.Dopo l'abbattimento di Saddam Hussein ,agli Stati Uniti mancherebbero ancora due Stati  :l'Iran e la Siria ,dove la partita è ancora aperta.
La ragione principale che gli americani non si sono mai impegnati nella lotta contro l'Isis dipende dal fatto che vogliono prima assicurarsi un governo amico in Siria.Eliminare l'Isis dalla Siria,in questo momento ,significherebbe liberare Bashar al- Assad da un suo nemico ,aiutandolo a stabilizzare il suo potere.Se accadesse,gli Usa dovrebbero rifare tutto il lavoro per ridestabilizzare la Siria,perché è soltanto nei periodi di grande instabilità che è possibile sostituire un governo tradizionalmente nemico con un governo amico.Se poi uno Stato si schianta al suolo precipitando da vette inesplorate ,meglio ancora,perché occorre ricostruire tutto daccapo e allora gli spazi di penetrazione politica diventano enormi.
C'è anche un discorso economico da non sottovalutare:gli Usa hanno speso tanti soldi per sostenere la guerriglia contro Bashar al-Assad e adesso devono rientrare da quella spesa ,ottenendo qualcosa in cambio.
La prima fonte di guadagno dell'Isis è la tassazione "regolare" imposta alla popolazione.La seconda è il petrolio,che viene venduto in nero.Molte persone trovandosi alla fine della catena del contrabbando ,non sanno esattamente da dove venga e,soprattutto ,non si pongono troppe domande sul perché costi poco.
L'Isis produce circa 44.000 barili di petrolio al giorno in Siria e 4000 in Iraq.Gli uomini di al-Baghdadi vendono il petrolio greggio ai camionisti o ai mediatori per 20-35 dollari al barile ,mentre le raffineria lo pagano 60  dollari al barile,mentre le raffinerie lo pagano 60 dollari al barile.I contrabbandieri a loro volta ,pagano 5000 dollari in "mazzette" per corrompere il personale ai posti di controllo che consentono il passaggio del petrolio dai territori dell'Isis ai Paesi confinanti.Questa attività illecita frutta all'Isis circa 1 milione di dollari al giorno.Si tratta di dati interessanti ,ma il vero contributo della Shelley consiste nel mettere a nudo l'ipocrisia della retorica anti-Isis.
L'Isis è frutto di una cospirazione congiunta tra la NATO e il Consiglio di cooperazione del Golfo che risale al 2007 ,quando i governanti statunitensi e sauditi tentarono di scatenare una guerra settaria in tutta la regione pur di sottrarre il Medio Oriente all'influenza iraniana ,che si spinge fino in.Siria,Iraq,Libano e sulla costa del Mediterraneo.L'Isis ha avuto appoggio ,addestramento,armi e denaro da una coalizione composta dalle Nazioni Unite e da vari Stati del Golfo Persico ;ha ricevuto tutto ciò in territorio turco (cioè di un paese appartenente alla NATO) e ha invaso il Nord della Siria anche grazie all'artiglieria e alla copertura aerea turche".

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