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Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

mercoledì 2 novembre 2016

THE ECONOMIST:"Votando NO l'Italia scatenerebbe una crisi economica in Europa



In un primo momento come dicevo in un video su Youtube, pensavo che il referendum del 4 dicembre 2016 fosse inutile, adesso visto l'interesse di Obama e le preoccupazioni di certi giornali leccapiedi della grande finanza , ho cambiato idea e bisogna votare No. Anche se poi sono convinto che in caso di vittoria del No, Matteo Renzi non si dimetterà...

da THE ECONOMIST (traduzione l'INTERNAZIONALE)

L'esito del referendum del 4 dicembre sarà cruciale  per il Premier Matteo Renzi,che mesi fa ha promesso di dimettersi  se gli italiani voteranno contro le riforme costituzionali.Quella di Renzi è stata una scelta avventata.Personalizzando il voto,infatti, il presidente del Consiglio ha dato ai lettori l'opportunità di esprimere un voto di protesta contro la sua coalizione,formata da partita di destra e di sinistra,e di punire il governo per non essere riuscito a far ripartire l'economia.La vittoria del governo,che inizialmente sembrava certa ,oggi appare molto meno scontata.Secondo un sondaggio dell'istituto Eumetra ,gli oppositori della riforma sono in vantaggio di dieci punti percentuali.Come è possibile?
L'obiettivo della riforma è rendere l'Italia,che dopo la nascita della repubblica ha avuto 63 governi ,un paese piu governabile.Ma se in Italia i governi non riescono a portare a termine i loro programmi non è solo perchè durano poco.La camera dei deputati e il senato hanno gli stessi poteri ,e una proposta di legge deve fare avanti e indietro da una camera all'altra finchè non viene approvata da entrambe nella stessa forma.La riforma costituzionale ridurrebbe drasticamente i poteri del senato.Un altro motivo per cui in Italia è difficile cambiare le cose è che le amministrazioni regionali hanno competenze che si sovrappongono a quelle del governo centrale.La riforma affronterebbe anche questo problema.
I sostenitori del no dicono anche che la riforma,abbinata del no dicono anche la riforma, abbinata alla nuova legge elettorale approvata dal parlamento (ma che potrebbe essere ridiscussa), concederebbe troppo potere al premier.Se fosse attuata,il capo del governo resterebbe in carica per cinque anni con una maggioranza parlamentare garantita,senza doversi preoccupare di una ribellione all'interno dei suoi ranghi,perchè la prospettiva di rielezione dei deputati non dipenderebbe piu dalla loro popolarità nei collegi ma dalla fedeltà dei leader.

Gli investitori sono spaventati non tanto perchè l'Italia potrebbe perdere un'occasione unica per rimettersi in sesto, ma perchè l'uscita di scena di Renzi  potrebbe gettare nuovamente il paese nel caos politico e scatenare una grave crisi nell'economia dell'Unione europea.L'Italia è un anello debole nel continente:ha un debito del 132,7% del pil e un settore bancario appesantito da debiti tossici dopo anni di crescita stentata.Inoltre, il principale partito di opposizione,che beneficerebbe di un'eventuale crisi di governo,è il Movimento 5 stelle,il partito fondato da Beppe Grillo e composto in gran parte da politici esordienti.Non è affatto detto che un partito simile saprebbe gestire l'economia nazionale.Le possibilità di vittoria di Renzi aumenterebbero se arrivassero buone notizie dall'economia.Ma la situazione economica resta preoccupante.Nonostante l'apprezzata riforma della legge sul lavoro,il numero di contratti a tempo indeterminato  si è ridotto ad un terzo dei primi sette mesi del 2016.



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