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giovedì 15 dicembre 2016

Tra il 2000 e il 2015 i salari medi in Germania sono scesi dell'1,8%



Tra il 2000 e il 2015 i salari medi in Germania sono scesi  dell'1,8% ,mentre nel decennio precedente l'aumento era ancora del 6%.Tuttavia le riforme da sole non bastano come approccio esplicativo.L'attuale forza della Germania si basa su vantaggi strutturali,di cui per esempio l'ex cancelliere Gerhard Schroder era ben consapevole.In un colloquio con David Marsh nel 2007 rivelo':"Poiché la competitività tedesca è aumentata,la Germania non si trova a essere piu debole,ma piu forte.In un certo senso è logico e anche inevitabile,perché noi siamo l'economia piu forte d'Europa,e gli altri non possono piu svalutare".
Anche l'ndustria tedesca ha ben presto compreso la benedizione derivante dall'eurozona ,divenendo dunque uno tra i sostenitori piu decisi di una valuta comune."Daimler poteva ora concorrere con Fiat,senza doversi preoccupare che una lira debole procurasse agli italiani un vantaggio all'interno dell'Europa o nel resto del mondo.Il beneficio per le imprese tedesche era enorme,rappresentando le esportazioni nell'eurozona all'incirca la metà di tutte le loro esportazioni nell'eurozona all'incirca la metà di tutte le loro esportazioni," cosi il magazine americano Time descriveva,nell'estate 2013,i vantaggi del nuovo assetto monetario per il forte settore tedesco delle esportazioni.Allo stesso tempo questo turbo messo all'economia tedesca faceva in modo  che il suo surplus cercasse possibilità di investimento,rendendo così possibile la bolla creditizia negli Stati periferici.
L'economista Jorg Bibow,che insegna in America,giunge alla seguente conclusione:i bassi salari tedeschi erano il problema centrale dell'eurocrisi ,non la voglia di spesa degli Stati meridionali della Ue.La Germania divento' semplicemente così competitiva da rendere insuperabile il divario in Europa.Doveva investire il surplus,e per questo scelse i mercati delle attuali nazioni in crisi,che promettevano  elevati rendimenti.Come si procedette in modo imprevidente e leggero,lo descrisse la Frankfurter Allgemeine Zeitung."Il Deutsches Institute fur Wirtschaftsforshung ha calcolato che le perdite patrimoniali della Germania,solo negli anni dal 2006 al 2012,ammontano a 600 miliardi di euro.Che siano finanziamenti all'industria cinematografica,miniere d'oro in Canada o navi container che solcano gli oceani,già da tempo ridono all'estero del denaro tedesco.Alla fine si dice sempre:l'altro ha il denaro e l'investitore di qui si è arricchito di un'esperienza".
Ma ,diversamente da quanto si racconta oggi, non si sentivano provenire moniti preoccupati dalla Germania quando le banche tedesche facevano a gara per le obbligazioni piu redditizie.Tra il 2003 e il 2007, in soli quattro anni,il sistema  bancario irlandese ha importato piu della metà del suo Pil in obbligazioni,scrive il giornalista della Bbc Gavin Hewitt nel suo libro The Lost Continent.Tra i maggiori fornitori c'erano le banche tedesche,che sottoscrissero in tutta responsabilità piu di 200 miliardi di euro di crediti.
Geert Mak ha parole dure:" I banchieri tedeschi,che a casa propria si comportano da apostoli della morale finanziaria,agivano sui mercati internazionali come borghesucci disinibiti in un casinò:21 miliardi li hanno giocati nelle evanescenti banche islandesi,47 miliardi nelle banche irlandesi e nella loro bolla immobiliare,60 miliardi nei mutui ipotecari Usa e 65 miliardi in Grecia,sebbene tutti sapessero che là il sistema fiscale non funzionava nemmeno".

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