Anglotedesco

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mercoledì 18 ottobre 2017

Grazie al globalismo e al neoliberismo, non ci sarà via d'uscita



Articolo sacrosanto di Mejer.Lo farei leggere e rileggere a coloro che pensano che la salvezza sia il Movimento 5 Stelle cioè quelli che ti vogliono  convincere che al globalismo e il neoliberismo bisogna adattarsi o la Lega Nord di quel Salvini  che esalta liberisti come Kurtz.
 I banchieri centrali non hanno mai fatto tanti danni all’economia mondiale quanti ne hanno fatti  in questi ultimi dieci anni. Possiamo anche dire che finora non hanno mai avuto tanto potere per farlo. Se i loro predecessori avessero avuto questo potere … chissà? Comunque, l’economia globale non è mai stata più interconnessa come lo è oggi, soprattutto per effetto dell’avanzamento del globalismo, del neoliberalismo e forse anche della tecnologia.
Ironia della sorte, tutti e tre questi fattori vengono continuamente magnificati come forze del bene. Ma gli standard di vita per molti milioni di persone in Occidente sono scesi – o sono pieni di incertezze – mentre milioni di cinesi ora hanno un livello di vita migliore. Alle persone in occidente hanno detto di guardare a questo come ad uno sviluppo positivo; dopo tutto, permette di comprare prodotti che costano meno di quelli che produrrebbero le industrie nazionali.
Ma insieme al loro posto di lavoro nella produzione, è sparito anche tutto il loro way of life, il loro modello di vita. O, piuttosto, si è nascosto dietro un velo di debiti, tanto da non poter credibilmente negare che circa tre quarti degli americani hanno difficoltà a pagare le bollette. Cosa che sicuramente non succedeva dagli anni ’50 e ’60. In Europa occidentale questo è un po’ meno evidente, o forse è solo in ritardo, ma con il globalismo e il neoliberalismo, che sono ancora le religioni economiche dominanti, non ci sarà via d’uscita.
Che è successo? Beh, NOI non facciamo più le cose. Ecco tutto. Dobbiamo comprare da altri tutte le cose che ci servono. Sempre di più, e di conseguenza non abbiamo nemmeno le competenze per fare altre cose. Siamo diventati dipendenti per la nostra sopravvivenza, da nazioni che stanno dall’altra parte del pianeta. Dipendenti da nazioni che sono interessate solo a venderci le loro cose, se le possiamo pagare. Nazioni che vedono le richieste di salario interno salire e che – dovranno – farci pagare i loro prodotti a prezzi sempre più alti.
E  NOI non avremo altra scelta che pagare. Ma possiamo pagare solo con quello che possiamo prendere in prestito. Come nazioni, come imprese e come individui. Dobbiamo prendere in prestito perché, come nazioni, come società e come individui NOI non facciamo più le cose. È un circolo vizioso con cui la globalizzazione ci ha benedetto. E da cui – ci viene detto – potremo uscire solo se riusciremo a crescere ancora. Cosa che non possiamo fare, perché NOI non facciamo nulla.
Quindi ci affidiamo ai banchieri centrali per gestire la crisi. Perché ci viene detto che LORO sanno come gestirla. Non lo sanno. Ma fingono di saperlo.Però a leggere bene tra le righe, ammettono la loro ignoranza. A Janet Yellen, poche settimane fa, le è scappato di dire che non ha idea del motivo per cui l’inflazione è debole. Mario Draghi ha detto più o meno la stessa cosa. Perché non lo sanno? Perché conoscono solo i modelli attuali, che non vanno più bene, perché non si adattano. E i modelli sono tutti quelli che hanno.
Nel settore bancario centrale i modelli economici sono più importanti del buon senso. La Fed ha almeno un migliaio di Dottorati PhDs sotto contratto. Ma la Yellen, il loro capo, continua a sostenere che “forse” sono sbagliati i modelli che dicono che se cresce l’inflazione aumentano i salari. Non hanno idea del perché i salari non crescano. Perché i modelli dicono che invece dovrebbero crescere. Perché LORO hanno tutti un lavoro – i 1000 dottoroni ben pagati. E questo è tutto quello che hanno da dire. Dicono che il fatto che i salari non aumentano è un mistero.
Io dico che quelli per cui questo è un mistero non sono le persone giuste per fare il lavoro che fanno. Se si esportano milioni di posti di lavoro in Asia, si sposta anche il potere negoziale dei lavoratori e li si spingere a fare dei lavori di merda e senza nessun benefit, e allora c’è solo un risultato possibile. E questo risultato non include né inflazione, né crescita dei salari. L’unico risultato possibile, invece, è una erosione continua delle economie.
Il mantra globalista afferma che riempiremo lo spazio che perdono le nostre economie offrendo  posti di lavoro migliori, nel settore dei servizi e nel settore della conoscenza. Ma la realtà non segue il mantra. La maggior parte dei nuovi posti di lavoro non sono sicuramente “migliori”. E mentre aspettiamo di vedere questi posti di lavoro migliori, salutiamo i clienti di Wal-Mart, vediamo che i robot cominciano a prendersi cura di quel poco che ci rimane della nostra capacità produttiva e i servizi pronta consegna eliminano dagli scaffali anche quello che restava nei nostri magazzini di mattoni e di calce. Sì, questo significa che stiamo perdendo anche i lavori “di minor qualità”.
Nel frattempo, i cinesi che ora fanno i nostri vecchi lavori, sono stati capaci di farli grazie ad una folle quantità di inquinamento prodotto. E come se non fosse abbastanza, recentemente, solo per mantenere in vita il loro nuovo magico paradiso produttivo, sono stati costretti a prendere in prestito tanto quanto abbiamo preso in prestito noi – a livello statale, a livello di governo locale e ora anche a livello individuale.
In Cina, le funzioni del credito sono come gli oppiacei in America. Milioni di persone che non erano mai entrate in contatto con le cose – e avrebbero continuato a viver bene anche se non ci fossero mai entrate in contatto – ora sono state agganciate. Ma sono stati agganciati anche i governi locali, che hanno creato un sistema bancario ombra che minaccerà presto Pechino, ma per i cittadini, questo, è un fenomeno relativamente nuovo.
E si vede gente che dice cose come: “se non compri un appartamento oggi, non te lo potrai mai più permettere” oppure … ” una persona senza un appartamento non ha futuro a Shenzhen”. Sappiamo tutti che è sbagliato, ma i cinesi sono gente che ha visto solo che i prezzi dei beni salgono e che non ha mai pensato che esistono delle città fantasma e che ha pochi altri modi per parcheggiare i soldi che si guadagna, grazie al lavoro importato dagli Stati Uniti e dall’Europa.
Pensano, senza avere mai dubbi, che i loro salari continueranno a crescere, proprio come il “valore” degli appartamenti. E’ gente che non ha mai visto i prezzi scendere. Ma se NOI dobbiamo prendere soldi in prestito per permetterci di comprare i prodotti che (i cinesi) fanno per ripagare i soldi che hanno preso in prestito per comprare i loro appartamenti, … allora siamo tutti in difficoltà, siamo tutti in mezzo ai guai.
E allora è la stessa globalizzazione ad essere in difficoltà. I beneficiari assoluti, i proprietari della globalizzazione saranno in mezzo ai guai. Anche se lo saranno non prima di essersi pappati la maggior parte dei frutti del nostro lavoro. Che cosa ci farete poi, con tutti i vostri miliardi quando il tipo di società che avevate conosciuto quando siete cresciuti, saranno state sradicate dal processo stesso che vi ha permesso di fare quei miliardi? Da qualche parte però, quei miliardi dovranno andare!
Se quei 1000 dottoroni vogliono studiare un nuovo modello, potrebbero cominciare da qui.
La globalizzazione provoca molti problemi. Il fatto che il lavoro scompaia dalle società – in modo che i cittadini di queste società possano però acquistare gli stessi prodotti per pochi centesimi di meno, se vengono in Cina – è un grande problema. Ma il problema principale della globalizzazione è quello finanziario: i soldi svaniscono continuamente dalle società, che devono indebitarsi sempre più per non regredire. La globalizzazione, come qualsiasi tipo di centralizzazione, fa questo: chiede soldi lontano, li chiede alle “periferie”.
Il modello di Wal-Mart, McDonald’s, Starbucks ha già portato via lavoro, negozi e soldi incalcolabili dalle nostre società, ma non abbiamo ancora visto nulla. L’avvento di Internet farà prendere gli steroidi a quel modello, ma perché bisogna lasciare che un gruppo di capitalisti- avventurieri di Silicon Valley gestisca certi affari, come Uber o Airbnb, anche nel posto in cui viviamo noi, quando noi potemmo farlo benissimo e utilizzare i profitti di questi affari per migliorare la nostra comunità, invece di lasciarla diventare più povera?
Vedo che nel Regno Unito, Jeremy Corbyn, ci aveva già pensato, e aveva fatto bene. La Gran Bretagna può diventare la prima grande vittima del lato oscuro della centralizzazione e, dopo essere uscita dall’organizzazione che l’appoggia – l’Unione europea – l’idea di Corbyn di creare una cooperativa locale per sostituire Uber è proprio il modo di pensare di cui avrà bisogno. Ma perché devi accentrare tanti soldi e tanta capacità produttiva e poi lasciare tutto nel posto in cui si vive? Non si riuscirà mai a correre abbastanza velocemente, e non si deve farlo.
Questo è il succo del dibattito sulla centralizzazione dell’Impero Romano. Anche se i Romani non spingevano mai le loro periferie a smettere di produrre i beni essenziali, però chiedevano di versare a Roma una parte. Il loro problema era che, verso la fine dell’Impero, la quota-parte che richiedevano – con la forza – divenne sempre più grande. Fino a che le periferie non si ribellarono – anche loro con forza -.
Il club delle Banche Centrali del mondo presto avrà delle nuove leadership. La Yellen potrebbe andar via, così come Kuroda in Giappone e Zhou in Cina; la BCE e Mario Draghi – della Goldman – cambieranno un po’ più tardi. Ma non c’è nessun segnale che le religioni economiche a cui aderiscono tutti, saranno sostituite,  così si andrà avanti con la centralizzazione, e se non dovesse funzionare, imporranno ancora più centralizzazione.
Come finiranno i giochi in questo processo è dolorosamente ovvio già dall’inizio. La centralizzazione alimenta forze centrali, siano esse governative, militari o commerciali, pagate con i frutti del lavoro delle popolazioni locali, delle periferie. Questo è un processo che, sempre ed inevitabilmente, andrà a sbattere contro un muro, perché sono troppi i frutti di quel lavoro che vengono tolti. Troppo è il peso di quei frutti che continuano a scorrere verso il centro, sia verso la Silicon Valley, sia verso Wall Street o sia verso Roma Antica. Non c’è nessuna differenza.
Ci sono cose che si possono tranquillamente centralizzare (come le trattative di pace), ma non si possono centralizzare beni essenziali come il cibo, la cassa, i trasporti, l’acqua, l’abbigliamento. Hanno un costo troppo alto a livello locale per essere centralizzati. Oppure tutti e ovunque finiremo per romperci l’osso del collo solo per sopravvivere.
E’ molto facile, forse perché nessuno ci fa caso.
 RAUL ILARGI MEIJER

martedì 17 ottobre 2017

BLOOMBERG:"All'Italia non serve tornare alla lira..."



L'Italia non fa investimenti perchè ha il pareggio di bilancio in Costituzione.Se spendi in alcuni settori, togli soldi in altri ecc ecc.
Sono da sempre contrario alla moneta unica ma uscendo dall'euro non esci dalla dittatura neoliberista, dalla società dove esistono o cittadini di serie A o di serie D, dalla globalizzazione.


Siamo talmente abituati alle brutte notizie economiche in arrivo dall'Italia che pochi hanno notato che la terza economia dell'eurozona sembra tornata sulla retta via.Questa crescita ha portato nuovi posti di lavoro ,ma ha anche un significato piu profondo per il futuro dell'eurozona:si sta sgretolando il dogma,diffuso tra gli euroscettici ,che l'euro sia un ostacolo per le esportazioni italiane.Il governo italiano ha rivisto al rialzo le sue previsioni di crescita per il 2017,portandole dall'1,1 % di aprile all'1,5%. Secondo le previsioni,l'economia italiana crescerà con un ritmo simile nei prossimi due anni:un miglioramento rispetto alle attese di cinque mesi fa.La ragione principale di questa crescita sono le esportazioni.Il ministero dell'economia ora prevede che aumenteranno del 4,8% rispetto al 2016,mentre ad aprile aveva previsto un aumento del 3,7%.
La ripresa e il commercio mondiale hanno un ruolo importante,ma c'è dell'altro.L'economia italiana si sta specializzando in alcuni settori,come i prodotti farmaceutici,che non soffrono per la concorrenza cinese.Inoltre c'è una maggiore concentrazione su prodotti come bevande e specialità alimentari ,in.cui l'Italia ha una buona reputazione,a prescindere dai prezzi.Infine l'Italia è competitiva perché gli stipendi e i prezzi stanno crescendo piu lentamente rispetto ad altri paesi europei.
La nuova competitività dell'Italia è importante anche per la stabilità dell'eurozona.Prima dell'euro il modello economico italiano si affidava alla svalutazione competitiva ,stampando piu lire per rendere piu economiche le esportazioni,favorendo la vendita di prodotti e servizi all'estero a spese di una maggiore inflazione.I partiti euroscettici ,come la Lega Nord e il Movimento 5 stelle ,sostengono che con la lira si ritroverebbe la competitività.L'esperienza degli ultimi due anni,però,ha reso questa tesi molto piu difficile da sostenere.
Il problema della nuova strategia italiana è che potrebbe non durare a lungo.I ricercatori della Banca d'Italia sottolineano che la crescita ridotta degli stipendi e la qualità non possono risolvere tutti i problemi in assenza di una ripresa della produttività italiana negli ultimi 25 anni è stata  molto scarsa e anche se la ripresa sta contribuendo ad aumentare i posti di lavoro i miglioramenti della produttività restano limitati.
Per essere piu produttiva l'Italia dovrebbe aumentare i livelli d'investimento.L'anno scorso il governo ha adottato una serie di sgravi fiscali per le aziende che acquistano nuovi macchinari.La risposta iniziale è stata deludente:nei primi mesi del 2017 gli investimenti nelle attrezzature e in ricerca e sviluppo sono calati rispetto al 2006.Tuttavia uno studio piu recente dalla Banca d'Italia,relativo al secondo trimestre dell'anno,mostra che è tornata la carica vitale:piu di un terzo delle aziende coinvolte nel sondaggio ha dichiarato di voler aumentare gli investimenti rispetto al 2016 e solo il 15% intende ridurli.Per questo il governo italiano dovrebbe confermare gli sgravi fiscali,perché potrebbero rivelarsi piu efficaci ora che la ripresa è in corso.
Ma le imprese italiane hanno bisogno di qualcosa di piu degli sgravi fiscali per ritrovare la fiducia e la voglia di investire.Il World economic forum ha inserito l'Italia al 43esimo posto nella sua classifica della competitività,evidenziando problemi relativi alla qualità dell'istruzione,del lavoro e dei mercati finanziari.I partiti dovrebbero trovare soluzioni a questi problemi e respingere il vecchio ritornello secondo cui l'Italia ha bisogno di una lira svalutata e non di un euro forte.L'Italia non ha bisogno di uscire dall'eurozona per crescere.La sua prosperità nelle mani dei suoi leader.

Ferdinando Giugliano.Bloomberg

lunedì 16 ottobre 2017

In Germania quanti ultrasettantenni vanno a distribuire i giornali per sopravvivere



Esattamente quello che si sta facendo in Italia e che venerdi ha portato nelle piazze italiane migliaia di giovani che non ne possono piu dell'alternanza scuola-lavoro che li rende schiavi.
Purtroppo questa è la dittatura neoliberista: schiavitù e salari bassi.


In Germania per molti giovani il ricorso ai minijob si è prolungato assai piu del breve periodo di ingresso nel mercato del lavoro,diventando fisiologico soprattutto per la componente femminile (un 70% sono donne), e l'istituto è stato utilizzato anche da altre fasce d'età,compresi gli anziani in pensione (sono numerosi gli ultrasettantenni che distribuiscono giornali,riempiono gli scaffali dei supermercati e sbrigano altri mestieri poco attraenti per incrementare le proprie pensioni).
Nel decennio successivo l'istituto ha subito piccole variazioni (una leggera limatura verso l'altro della retribuzione massima) e una crescita vertiginosa nel numero degli utilizzatori,piu che triplicati rispetto ai primi anni,tanto che si valuta che oggi rappresentino circa il 20% del mercato del lavoro (4,9 milioni di minijobbers puri e 2,7 milioni di nebenjobbers,che uniscono a un lavoro a tempo determinato o indeterminato anche un minijob) impiegati non solo nei settori piu marginali.
Si può aggiungere che in Germania solo un terzo delle persone comprese nella fascia d'età tra i 30 e i 40 anni è laureato (una percentuale inferiore alla media Ocse), e che quando il governo ha tentato di incoraggiare le iscrizioni all'universita' ,ha generato le resistenze delle imprese manifatturiere,preoccupate dal declino delle immatricolazioni al sistema apprendistato,che oggi rappresenta il principale canale di passaggio scuola-lavoro.
Il sistema  bancario tedesco è tra i piu fragili in Europa,nonostante le enormi risorse versate in questi anni dal governo.

Marco Revelli-Populismo 2.0 (Giulio Einaudi editore)

domenica 15 ottobre 2017

Se Goldman Sachs consiglia di scommettere sulla prossima crisi...


Goldman Sachs è molto più credibile dei giornali e televisioni che in questi giorni ci stanno massacrando di Rosatellum e di chi fa opposizione a questa legge anticostituzionale,mi dispiace che qualche giornalista indipendente stia perdendo tempo per questa cretinata.
Comunque leggete bene l'articolo e preparatevi, il bello deve ancora arrivare...


Poco più di dieci anni fa, mentre S&P raggiungeva livelli record e c’era la fila attorno ai manager di hedge fund, desiderosi di mettere i soldi altrui in investimenti ultra-rischiosi, Goldman ebbe un’illuminazione: creare prodotti che avessero un’enorme convessità, cioè che promettessero un po’ di crescita (come alcuni basis points in rendimento) o un calo illimitato, collegarli ai peggiori asset possibili e venderli agli idioti in cerca di profitti (raccogliendo una commissione di transazione), facendo profitti enormi una volta che tutto fosse andato in rovina. Gli strumenti, ovviamente, erano CDO, e non molto tempo dopo che Goldman ne vendette una gran quantità, il sistema finanziario è crollato ed ha avuto bisogno di un multitrilionario salvataggio da cui il mondo non ha ancora recuperato.
Dieci anni dopo, Goldman lo sta facendo di nuovo, solo che, al posto dei mutui subprime, stavolta si è concentrata sulle banche europee quasi insolventi.
E proprio come prima dell’ultima crisi, GS sta ancora una volta offrendo ai propri clienti la possibilità di trarre vantaggio dall’imminente crollo, o, come la mette Bloomberg, “meno di un decennio dopo l’ultima crisi bancaria, Goldman Sachs e JPMorgan stanno offrendo agli investitori un nuovo modo per scommettere sulla prossima”.
L’operazione in questione è un total return swap, un prodotto con elevata alta leva, simile ad un CDS, ma con sottili differenze. Prende infatti di mira i titoli Tier 1 o AT1 o “buffer” rilasciati dalle banche europee, di solito sono i primi ad essere cancellati quando c’è anche un modesto evento di insolvenza (vedasi Banco Popular), per non parlare di una vera e propria crisi finanziaria.
GS e JPM stanno offrendo agli investitori di scommettere a favore o contro obbligazioni bancarie ad alto rischio, che i regolatori finanziari possono cancellare se un prestatore è in difficoltà. Secondo Max Ruscher, direttore di indici di credito della sede londinese di IHS Markit Ltd., che amministra i parametri di riferimento cui gli swap sono collegati, anche altre banche sperano di unirsi alla festa ed iniziare a fare operazioni sui contratti TRS.
Perché ora? Spiega Bloomberg:
    In un momento in cui i mercati finanziari corrono da un record all’altro, il mondo si getta a capofitto verso gli investment returns.
Proprio come per i CDS, il valore mobiliare sottostante a questi mercati è il debito, in questo caso i bond addizionali Tier 1, o AT1, che le banche hanno iniziato ad emettere dopo la crisi del debito europeo. Essendo stati creati per impedire che i contribuenti pagassero i bailout ai governi – ed essendo perciò il primo strumento ad essere salvato internamente alla banca (di solito assieme al patrimonio netto) – danno alti rendimenti. E proprio come i CDO dieci anni fa, nell’epoca attuale di tassi di interesse quasi nulli, sono diventati ricercati dagli investitori di debito di tutto il mondo, diventando un mercato da 150 miliardi di dollari: secondo l’indice di Bank of America, il rendimento medio sul debito AT1 è di circa il 4,8%, circa 10 volte di più rispetto a quello delle obbligazioni bancarie senior.
La buona notizia per Goldman è che, per motivi di hedging o prop trading che sia, i TRS sono richiestissimi:
    “Alcuni partecipanti stanno cercando di ottenere un’esposizione verso una data classe di asset, mentre altri sono in posizioni di hedging”, dice un report sul sito di IHS Markit. “Da un lato del commercio di TRS, l’acquirente dell’indice anticipa che il rendimento totale dello stesso salirà. Il venditore dall’altra parte assume la visione opposta”.
Ma se tutto quel che il TRS fa è ripagare in caso di default tecnico, perché semplicemente non comprare CDS per coprire l’esposizione AT1 (o per vendere totalmente allo scoperto)? La risposta è che le banche possono saltare i pagamenti delle cedole sulle obbligazioni senza attivare un default di CDS.
Avevano dunque bisogno di qualcosa di nuovo, ed è qui che nasce il TRS di Goldman. Per quanto riguarda le similarità col CDS, i total-return swaps permettono agli investitori di fare hedging su un AT1 singolo o su una pluralità di essi, e gli operatori possono ottenere guadagni amplificati – o potenzialmente massicce perdite – senza dover possedere le note sottostanti o impegnare grosse quantità di garanzie.
La buona notizia – per i clienti GS – è che ora possono iniziare a fare un hedging molto, molto economico, con quasi nessun negative carry prima della prossima crisi. E proprio come prima dell’ultima, GS è lieta di fare da intermediario, in questo caso di swap legati ad un indice iBoxx di bank-capital notes denominate in dollari ed un insieme di obbligazioni simili in euro. I due indici includono AT1 emessi da finanziatori come Banco Santander SA, Deutsche Bank AG ed HSBC Holdings Plc. In altre parole, dovessero alcune delle banche più grandi d’Europa soffrire di un'”inaspettata” crisi, chi venderà allo scoperto il prodotto se la caverà, proprio come un bandito.
Proprio come Lehman.
Spiegando la necessità del TRS, Manav Gupta, co-capo del commercio europeo dei flussi di credito a Goldman, che ha confermato a Bloomberg che la banca sta facendo da intermediario per tali prodotti, ha dichiarato che gli swap sugli indici delle obbligazioni bank-capital “saranno un’aggiunta molto preziosa agli strumenti che i nostri clienti usano per gestire il rischio e per esporsi ampiamente sul mercato AT1”. Similmente, anche un portavoce JPM ha confermato che la banca sta offrendo swap su indici iBoxx. Anche altri sono saliti a bordo: Deutsche Bank ha iniziato lo scorso mese a commercializzare TRS riferiti agli indici Bloomberg Barclays e prevede di scambiare con parametri iBoxx. Il che è ironico: il payoff più grande al TRS arriverebbe se DB soffrisse un’altra crisi di liquidità, o di solvibilità, ed i propri AT1 venissero cancellati.
La domanda viene automatica: i trader DB scommetteranno contro la propria banca? Naturalmente, se avessero ragione, non ci sarerebbero middle o back office a raccogliere i fondi.
Per quanto riguarda le altre banche, ora che Goldman e JPM hanno nuovamente annunciato che è “aperta la stagione” di caccia, farebbero bene ad aspettarsi una crisi, prima quelle europee, poi le altre.
Fonte: www.zerohedge.com


venerdì 13 ottobre 2017

INTERNET.Come difendersi dagli spioni



8 consigli del docente di informatica all'Università di Padova ,Massimo Marchiori.

1) Vai alla pagina "privacy" dei principali account (Google,Facebook,Pinterest..) e togli le autorizzazioni piu invasive;

2) installa l'estensione Scriptblock (Chrome) o NoScript (Firefox): fa eseguire programmi (Java,Flash) solo a siti autorizzati da te;

3) dal sito www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte puoi disattivare da una sola schermata molti siti che raccolgono dati su di te;

4) installa Adblock sul browser:impedisce a gran parte delle pubblicità di caricarsi quando apri un sito;

5) usa il browser in modalità incognito;

6) sullo smartphone,vai su gestione app e verifica quali autorizzazioni hai concesso a ognuna ,cancellando le piu invasive o non necessarie (posizione ,rubrica,microfono,registro chiamate);

7) quando ti scrivi a un sito Web,a una newsletter o a una carta fedeltà ,autorizza l'uso dei dati solo per gli scopi che ti interessano ,e vieta la cessione dei dati a terzi;

8) se vuoi sapere quali dati una società (banca ,finanziaria ,negozio,sito) conosce su di te,e vuoi che li corregga o li cancelli,scarica dal sito del Garante della privacy (www.garanteprivacy.it) il modulo per l'esercizio dei diritti in materia di protezione dei dati personali.Sono obbligati a rispondere entro 15 giorni.

Da FOCUS

giovedì 12 ottobre 2017

PAUL DE GRAUWE:"L'indipendenza della Catalogna sarebbe una grave perdita per la Ue"




Sono tutti terrorizzati ,Enrico Mentana continua a fare noiosissime dirette.Se riuscisse ad ottenere l'indipendenza, le altre regioni piu ricche d'Europa seguirebbero l'esempio della Catalogna e salterebbe l'Unione europea.E sarebbe una gran cosa perchè è giusto che ognuno cammini con le proprie gambe.

PROFESSORE,RAGIONIAMO PER SIMULAZIONI TEORICHE.SI APRIREBBE L'ENNESIMA CRISI NELL'EURO?

Per l'euro sarebbe un vulnus ,così come per l'Europa perdere uno Stato da 200 miliardi di pil,poco meno della Grecia ,sarebbe sicuramente un passo indietro.Ma la solidità.dell'euro ,a differenza del caso greco, non è in discussione.La disgrazia finanziaria si abbatterebbe tutta sulla Catalogna".

PERCHÉ?

Perché sarebbe automaticamente espulsa dall'Unione europea,e quindi anche dall'euro.Le sue banche perderebbero il canale  di rifornimento di valuta diretto dalla Bce e si troverebbero isolate,a far fronte a una fuga precipitosa di capitali come poche se ne ricordano nella storia,a quel punto le strade che si aprirebbero per il nuovo Stato sarebbero due: creare una propria moneta ,che lo metterebbero di fronte a una sicura svalutazione,o creare una permanenza forzata  nell'euro che però sarebbe  complessa".

COME FUNZIONEREBBE?

Il mondo è pieno di Stati che usano,del tutto o parzialmente,una moneta diversa dalla propria.Pensate ai tanti Paesi sudamericani che in varie fasi  della loro storia hanno adottato il dollaro.Ora in Europa c'è il caso della  Macedonia pur fuori dall'Ue sta cominciando a usare l'euro.Il problema è che gli euro se li deve "comprare" dalla Bce,pagando non il tasso zero applicato ai membri dell'eurozona ma un interesse,contenuto certo,ma comunque non indifferente.Non saprei cosa scegliere:se deve farsi la propria moneta per esempio,deve attrezzare in tutta fretta gli stabilimenti di stampa.Può essere che ci siano dei piani segreti per farlo in quattro e quattr'otto,ma al momento non riuscita.Però a fronte di tutto questo c'è una via d'uscita.

OVVERO?

Tutto dipenderà dal livello di tensione con la Spagna in cui avverrebbe il divorzio.Se trovano un accordo per l'uscita soft,non è tecnicamente impossibile che anche il problema monetario si risolva"

Da La Repubblica dell'11 ottobre 2017-Eugenio Occorsio

mercoledì 11 ottobre 2017

Impossibile fermare Stephen Paddock .Articolo davvero ridicolo di Phillip Carter (Slate)




La versione della strage di Las Vegas è ridicola come quella dell'11 settembre 2001.Paddock non era in grado in pochi minuti di uccidere 573 persone ad una distanza paragonabile a quattro campi di football.E' sempre la solita storia:la CIA sceglie con grande cura persone con problemi, le droga o le intontisce con  psicofarmaci e li usa per compiere stragi.
Quella sera al massacro parteciparono piu persone.

Ci sono tre insegnamenti che possono trarre dalla strage di Las Vegas.Tre elementi che hanno reso l'attacco contro migliaia di persone a un concerto country uno scenario da incubo per le forze dell'ordine ,e per tutti i cittadini.
Il primo aspetto riguarda il potere distruttivo di armi moderne come quelle ritrovate nella stanza di Stephen Paddock,l'autore della strage.Anche nelle mani di un tiratore mediocre,un'arma automatica (Paddock aveva modificato il suo fucile trasformandolo in un'arma automatica) può sparare centinaia di colpi al minuto .Il potere distruttivo di queste armi è limitato solo da quanti proiettili riescono a contenere.
Le pallottole sparate da queste armi viaggiano a una velocità compresa tra duemila e tremila km al secondo.Sui campi di battaglia queste armi sono usate per neutralizzare,ferire o uccidere i soldati nemici.Tra i civili,possono facilmente uccidere decine o centinaia di persone prima che la polizia riesca a intervenire.
La seconda lezione riguarda la risposta delle forze dell'ordine.Paddock ha aperto il fuoco dal trentaduesimo piano di un casinò,neutralizzando tutte le misure di sicurezza di Las Vegas,una città con migliaia di poliziotti armati e un personale di sicurezza in servizio ventiquattr'ore su ventiquattro,con telecamere di sorveglianza che coprono quasi ogni centimetro di strada e un dipartimento di polizia abituato a far intervenire le forze speciali.Paddock ha sparato al buio,quando sarebbe stato difficile notare una finestra aperta dalla strada.Distanza,altezza e assenza di luce rendono attacchi come questo un problema tattico quasi irrisolvibile per i servizi di sicurezza.Per prevenire stragi simili servirebbero precauzioni come quelle usate dai servizi segreti per proteggere i presidenti dai tempi dell'assassinio di John Kennedy.
Terza lezione: sarebbe stato estremamente difficile per un cittadino comune,e anche per i poliziotti che erano sul posto, rispondere al fuoco e neutralizzare Paddock durante la strage.I soldati sono addestrati a rispondere ai cecchini mettendosi al riparo,nascondendosi dietro granate fumogene e rispondendo al fuoco con mitragliatrici pesanti,lanciarazzi a spalla o fucili di precisione.Una persona che si fosse recata al concerto con un'arma da fuoco avrebbe potuto fare poco,vista la posizione di Paddock.Le pistole raggiungono con difficoltà obiettivi che si trovano a 50 metri di distanza.Sarebbe servito un fucile,meglio ancora se munito di mirino e con un'ampia scorta di munizioni.E anche in questo caso sarebbero state necessarie la disciplina e l'abilità delle forze speciali per colpire Paddock senza peggiorare la situazione.Neanche un'ospite dell'albergo armato avrebbe potuto fare qualcosa,visto che individuare la stanza di Paddock non è stato facile neanche per gli agenti armati fino ai denti.
La National rifle association (Nra) sostiene che l'unico modo per fermare un cattivo con una pistola è dare una pistola a un buono.Quello che è successo a Las Vegas dimostra che non è cosi.Stragi come quella del 1 ottobre non dovrebbero somigliare a campi di battaglia.I criminali non dovrebbero essere armati come militari.E i poliziotti non dovrebbero agire come forze speciali per affrontarli.Invece è quello che succede,perché la diffusione di armi sempre piu micidiali rende sempre piu difficile un'azione di prevenzione.

Phillip Paddock (Slate)

martedì 10 ottobre 2017

Ogni anno si perde il 39% dell'acqua che viene immessa...



ITALIANI...

Nonostante qualche passo avanti compiuto negli ultimi anni ,i servizi pubblici legati all'acqua ,dalla fornitura ai rubinetti di casa alla depurazione,dall'agricoltura agli usi industriali hanno urgenza di colmare la distanza che ci separa dal resto d'Europa.Secondo le stime,occorrono almeno  5 miliardi di investimenti all'anno soltanto per migliorare i parametri che ci vedono in fondo alla classifica per età delle infrastrutture e quantità di acqua sprecata  a causa delle inefficienze della rete.Per non parlare dei ritardi  nella depurazione,con un italiano su dieci ancora privo  del servizio.E che ,a breve,comincerà a pagare in bolletta le multe di Bruxelles per infrazione alle direttive Ue.
Ogni anno ,all'interno dei 500.000 km di  tubature che costituiscono la rete idrica Italiana ,ai perde il 39% dell'acqua che viene immessa.In pratica ,ogni 100 litri,39 vengono sprecati a causa di tubature vecchie e malfunzionanti : anche perché il 25% della rete nazionale è stata posata oltre 50 anni fa e il 60% ha piu di 30 anni.Non è cosi dappertutto: le regioni del nord sono piu virtuose,con gli sprechi limitati al 26% ,mentre nelle regioni del centrosud si arriva al 45%.Secondo i dati forniti da Utilitalia ,la federazione che raccoglie le aziende dei servizi pubblici in Italia,le famiglie che lamentano  ancora irregolarità nell'erogazione dell'acqua sono pari al 9,4% del totale degli utenti.Mentre è pari al 3% dei volumi immessi nella rete,l'acqua che viene "rubata" o non rilevata dai contatori.
Ad aumentare le bollette dell'acqua ci penserà l'Unione Europea.Bruxelles ci ha multato perché siamo in ritardo nella costruzione di depuratori:l',11% della popolazione italiana non ha un servizio per le acque reflue.A essere fuori regola sono 931 "agglomerati urbani",concentrati per lo piu in tre regioni meridionali (Sicilia,Calabria,Campania) e Lombardia.Le infrazioni sono state commesse un po ovunque,visto che l'unica regione "esente" dalle procedure d'infrazione è il Molise.La multa complessiva è pari a 62,7 milioni di euro,a cui andranno aggiunti 346.000 euro per ogni giorno fino a quando non verranno sanate le irregolarità.

lunedì 9 ottobre 2017

La dittatura neoliberista vuole una società senza sentimenti



Alexander Dugin lo seguo da  tempo , come si fa a non essere d'accordo con lui?
Quello che mi mette molta tristezza è girare per le città e trovare la stragrande maggioranza delle gente che non capisce chi sono i colpevoli . Di fronte ai problemi tornano indietro nel tempo :comunismo vs fascismo, Movimento 5 stelle ultima speranza...

Alexander Dugin è un filosofo russo, attento osservatore della società globale, che con le sue interviste e i suoi saggi pone al centro la vita umana , cerca di avvisarci del pericolo che corriamo a seguire questa ideologia, perciò ci lancia un avviso sui rischi che corre l’umanità a stare in mano a questi governi gestiti da criminali ultraliberisti che hanno come scopo finale l’eliminazione completa dell’umanità dei suoi valori tradizionali a favore di una società completamente senza sentimenti umani.

“I globalisti hanno bisogno di un nemico, ma un nemico adeguato , che in realtà sono loro stessi, perchè distruggeranno l’umanità rimpiazzando il genere umano con l’intelligenza artificiale , una specie di cyborg.
Cercano di distruggere tutti i legami dell’umanità con la sua essenza. E questo è totalmente negativo!
Il loro obiettivo è quello di andare contro la normalità.
Per sviare l’attenzione , hanno bisogno di un nemico e hanno nominato la Russsia come il loro nemico numero uno.
Li aiuta a distogliere l’attenzione dagli autentici crimini che essi stessi commettono.
il nostro Presidente è un autentico democratico ed è un leader molto ragionevole e pragmatico. Rifiuta la globalizzazione del governo mondiale.
Cerca di difendere, riaffermare e rafforzare la sovranità russa, e questo è tutto!
Putin è un ostacolo per la globalizzazione e la consumazione dei malvagi piani dei globalisti.
La battaglia non è politica, bensì metafisica e non ha a nulla a che vedere con interessi superficiali, a breve termine o nazionali.

Globalizzazione dei mercati
La lotta è molto più profonda, e Putin svolge un ruolo di difensore della civiltà cristiana e della società tradizionale.

È il difensore della natura umana.

La globalizzazione è un tipo di ideologia molto speciale che cerca di tagliare tutti i legami tra l’essere umano e la propria identità collettiva… come Chiesa , nazione, popolo, etnia, tradizione e perfino di genere.

La politica di genere è ora un’arma della propria teoria ultraliberale del globalismo.

Però quando iniziamo ad opporci al globalismo cadiamo nella trappola , o andiamo verso il comunismo, che è completamente falso… perchè è un ramo della stessa radice, o adottiamo una specie di nazionalismo o fascismo, che è sempre una via errata.

I globalisti utilizzano questo atteggiamento di tacciare tutti coloro che sono contro di loro etichettandoli di essere comunisti, nazionalisti o fascisti.

Siamo umani perchè apparteniamo ad una comunità tradizionale, organica e storica. I liberali cercano di tagliare questi legami, perchè, per loro, la natura è qualcosa che si deve superare, controllare e infine distruggere!

Il proseguimento della strategia globalista presto significherà la fine di tutta l’umanità in un futuro molto , molto vicino.

Orbene, dobbiamo unirci per lottare contro l’élite globalista che cerca di manipolare tanto i russi che gli americani.

i nostri popoli sono dalla stessa parte e in prima linea.”

Fonte: Sa Defensa

domenica 8 ottobre 2017

Hanno chiuso il canale Youtube di Scenari Economici.Chi dice la verità riceve questo trattamento




Poco alla volta si sta avverando quello che scriveva il grande George Orwell nel suo famosissimo libro "1984".
Sono dispiaciuto per la chiusura del canale Youtbe di Scenari economici che io stesso seguo con molto interesse da anni perché sull'Economia va controcorrente e soprattutto dice cose sacrosante contro l'Europa e l'euro.E purtroppo questo non è permesso.
Qualche mese fa ,per la precisione il 7 marzo 2017, pubblicai un post dal titolo L'UNIONE EUROPEA CHE MONICA MAGGIONI NON TI RACCONTERA' MAI.Ricevetti un messaggio da un utente che chiedeva più spiegazioni...Bene, è da un paio di settimane che questo commento è stato rimosso...ma non per colpa mia ma da un amministratore di Blogger perché lo spazio per questo blog non l'ho comprato ma viene concesso gratuitamente da  blogger.com.

Sul mio canale YOUTUBE ho qualche conferenza di Antonio Maria Rinaldi

IN BOCCA AL LUPO E NON MOLLATE

venerdì 6 ottobre 2017

SPAGNA.Paura per le secessione? Certo,la moneta unica rischierebbe di saltare...




Ottimo l'articolo di Elena Comelli.Chiunque è in grado di capire che la polizia si è comportata in maniera vergognosa nei confronti dei catalani e dietro a questa assurda violenza c'è sempre...la dittatura europea con la sua arma micidiale:l'EURO.

Lo scontro fra Madrid e il governo catalano alimenta le incertezze sull'economia europea e abbatte l'euro, prima vittima  della balcanizzazione del Vecchio Continente.Un ipotetico distacco della Catalogna  dalla Spagna,infatti, danneggerebbe entrambi i contendenti e l'Europa intera.La Catalogna si ritroverebbe isolata dall'Unione europea e potrebbe perdere gran parte delle multinazionali che hanno sede a Barcellona ,mentre la Spagna sarebbe privata  della sua economia piu dinamica ,con tutte le conseguenze sulla competitività internazionale e sulla tenuta dei conti pubblici.
Barcellona è indubbiamente la capitale industriale della Spagna ,come Milano dell'Italia.Insieme alla Lombardia,al tedesco Baden-Wurtttemberg e alla regione francese Rhone-Alpes,la Catalogna è considerata uno dei quattro motori d'Europa,distretti in grado di trainare,come locomotive,le economie dei loro Paesi.Il suo prodotto interno lordo vale circa un quinto del totale spagnolo:223,6 miliardi di euro nel 2016 su un totale di 1.120 miliardi,malgrado gli abitanti della Catalogna siano solo 7,5 milioni,su 46 milioni di spagnoli.Il peso dell'export è ancora piu incisivo: 65,1 milioni di euro su 254,5 milioni.In Catalogna ,d'altronde,Nissan e Volkswagen hanno insediato le loro fabbriche di automobili,insieme a 7000 aziende straniere.E la città della Sagrada Familia è una delle mete turistiche piu frequentate al mondo.A gennaio il ministro del turismo spagnolo ha dichiarato che nel 2016 la Catalogna ha accolto 17 milioni di visitatori.Questi dati hanno alimentato le ragioni del fronte separatista.La Catalogna ,è la tesi,dà a Madrid piu di quanto le sia restituito e, di conseguenza,può fare meglio da sola.
La Generalitat de Catalunya,il governo locale, ha maturato però un pesante debito,che grava ancora sui conti regionali,come ricorda Moody's.Per il ministro spagnolo dell'Economia,Luis de Guindos,l'autonomia potrebbe costare alla Catalogna un tracollo del valore aggiunto dal 25% al 30%.E abbandonare la Spagna metterebbe in discussione i rapporti con l'Unione europea,che non vede di buon occhio le spinte separatiste e ha riconosciuto alla Catalogna 1,4 miliardi di euro di aiuti dal 2014 al 2020,in ragione della crisi che mantiene la disoccupazione al 13,2%.
Gli analisti di Goldman Sachs escludono che la vittoria del referendum possa avere effetti pratici sull'economia spagnola nel medio termine.Allo stesso tempo,però ,invitano Madrid a fare retromarcia sulla decisione con cui nel 2010 ha limitato il percorso di autonomia della Catalogna.
E riducono le stime di valorizzazione della Caixa,l'istituto di credito catalano,proprio per via dell'escalation della crisi tra governo centrale e Generalitat.Jp Morgan,da parte sua, già nei giorni scorsi,aveva consigliato gli investitori di disfarsi dei titoli spagnoli.

ELENA COMELLI (Quotidiano Nazionale)

giovedì 5 ottobre 2017

Dopo le elezioni la Germania avrà una politica piu espansiva?



La Germania nei prossimi anni potrebbe avere una politica piu espansiva di quella della scorsa legislatura.Se la Bce accompagnasse  questa espansione monetaria  che rimane accomodante ,i partner europei potrebbero trame qualche beneficio.
Dove invece è probabile che non si osservino cambiamenti significativi ,è nella politica europea.Se l'atteggiamento euroscettico dei liberali era funzionale alla campagna elettorale,e sarà probabilmente annacquato nell'accordo di coalizione ,rimane vero che nessuno dei partiti mainstream in Germania è pronto a concedere ai partner europei piu condivisione dei rischi macroeconomici ,percepiti come un farsi carico dell'indisciplina dei paesi  periferici  e della Francia.Questo non è un problema puramente tecnico.In una lettera aperta ai governanti di Francia e Germania apparsa su Le Monde ,un gruppo di economisti francesi e tedeschi argomenta che sarà impossibile rinforzare la zona euro e renderla piu resistente a futuri choc ; se non si introducono dei meccanismi di stabilizzazione a fronte di choc asimmetrici tra cui figurano in primo piano un budget europeo con fondi propri e un'assicurazione comune dei depositi.
Come sperare che l'Europa riesca infine a dotarsi delle istituzioni necessarie ad evitare crisi future,di fronte a questa chiusura apparente mente totale? La risposta non va cercata a Berlino,ma a Parigi.Emmanuel Macron ha delineato il suo programma per l'Europa,solo due giorni dopo le elezioni tedesche ,dando prova di notevole abilità.In primo luogo infatti,mettendo fine alla colpevole  e incomprensibile eclisse  dei cinque anni di Hollande ,ha ribadito che il futuro della Francia  è in Europa.
In secondo luogo ha volutamente messo la sordina sugli aspetti piu controversi della Germania,sviluppando invece proposte  su cui un accordo con Berlino sarebbe molto piu facile.
In poche parole ,la Germania da sola non farà passi avanti su maggiore integrazione e solidarietà macroeconomica ,e sarà quindi compito dei suoi partner,e in particolare della Francia,proporre un pacchetto complessivo di riforme  che diventi politicamente difficile da rifiutare.

mercoledì 4 ottobre 2017

Con la Brexit rischi per la pace tra Regno Unito e Irlanda?



In Irlanda sta per scoppiare una crisi dei confini.Quella che oggi è una linea di passaggio tra due paesi dell'Unione europea diventerà la prima linea della Brexit tra l'Unione  e il Regno Unito.Durante la sua visita in Irlanda del Nord ,ad agosto,Leo Varadkar ,il nuovo taoiseach della Repubblica (il capo del governo) ,si è rivolto con toni cupi alla folla radunata alla Queen's university di Belfast."Ogni aspetto della vita",ha detto,rischia di essere colpito della Brexit."I diritti dei cittadini,il lavoro transfrontaliero,la mobilità,il commercio,l'agricoltura,l'energia,l'industria ittica,l'aviazione,i finanziamenti dell'Unione europea,il turismo ,i servizi pubblici,e l'elenco continua".
Da entrambi le parti dei negoziati sulla Brexit c'è  la consapevolezza che il confine invisibile è un elemento cruciale per il mantenimento della pace in Irlanda del Nord.Questo rende la questione particolarmente delicata,tanto piu che qualche mese fa è saltata anche l'intesa sulla condivisione del potere tra repubblicani e unionisti ,introdotta nel 1998 grazie agli accordi di pace del venerdi santo.A Belfast ,tuttavia, Varadkar ha fatto chiaramente capire che il tema sia tra le priorità dei negoziatiori dell'Unione."Faremo tutto il possibile", ha detto, "a Bruxelles,a Londra e a Dublino".
Ma Barnier non può ignorare il peso della questione del confine irlandese sul negoziato,soprattutto  come strumento come strumento contro la minacciosa posizione della premier britannica Theresa May ,secondo la quale "nessuno accordo" è un ritorno a un passato remoto" : una giusta osservazione in una regione con una storia di divisioni e conflitti che evocano brutti ricordi e paure profonde.C'è il timore che la Brexir spacchi in due l'isola ,con risultati catastrofici.E Dublino potrebbe far slittare l'accordo commerciale tra Londra e Bruxelles finché non sarà chiarita la questione del confine.Questo potrebbe fare il gioco dell'Unione,che avrebbe la possibilità di sfruttare la situazione per ottenere.
La vita nelle zone di confine sarà sconvolta.L'assistenza ospedaliera ,soprattutto negli interventi specialistici e di emergenza,oggi è erogata indifferentemente ai due lati del confine.Lo stesso vale per l'energia,il turismo e lo scambio d'informazioni di sicurezza.Ogni giorno circa 30.000 persone ,tra cui molti studenti,attraversano il confine per lavorare e il timore è che l'Irlanda del Nord diventi una specie di porta di servizio per tutti gli immigrati che provano a entrare  nel Regno Unito  è una materia ancora incerta.
Lo spettro  del ritorno a un confine rigido riporta alla mente le violenze che hanno segnato il paese durante l'ottocento e il novecento.Con tutti i loro difetti ,il  nord e il sud oggi sono due realtà molto diverse rispetto al passato,e uno dei motivi è che fanno parte di una Unione europea piu ampia e cosmopolita.Ma le vecchie ruggini covano ancora sotto la cenere,e inevitabilmente si riaccendono ogni volta che qualcuno,magari con il tono condiscendente ,propone che i porti e gli aereoporti irlandesi siano trattati come surrogati di quelli britannici o incoraggia la "Irexit",come ha fatto recentemente il Policy exchange ,un centro studi britannico di destra.
La pace non è solo assenza di minacce:è assenza di ostacoli.Anche se i giovani nordirlandesi si stanno via via lasciando alle  spalle il settarismo ,le divisioni fanno ancora comodo a chi è al potere.Questo favorisce l'esportazione di una risorsa che Belfast non può permettersi di perdere:i giovani.In realtà ci sono molti motivi per sperare.La regione non è piu quella di tanti anni fa.Il centro di Belfast di notte non è piu la città fantasma di anni fa.E,in generale ,in Irlanda del Nord c'è piu diversità di prima.Nonostante le resistenze di tutte le fazioni,c'è una presa d'atto del fatto che la nostra realtà è diversa e che siamo considerati come qualcosa di "altro" dal resto dell'Irlanda e del Regno Unito.

PROSPECT

martedì 3 ottobre 2017

LE MONDE:"L'intesa tra Italia e Libia per fermare i migranti"



Articolo sicuramente interessante anche se poi bisogna chiedersi chi è che scatena tutto questo...la dittatura neoliberista.

"Esiste un accordo tra gli italiani e la milizia di Ahmed Dabbashi", conferma a Le Monde in un colloquio telefonico un personaggio molto importante di Sabrata,che ha chiesto di restare anonimo.E precisa:"Chi prima faceva il trafficante ,oggi combatte il traffico di esseri umani".Ahmed Dabbashi,soprannominato Al Ammu (lo zio) , è capo della brigata dei martiri Anas Dabbashi ,dal nome di un cugino ucciso nel corso della rivoluzione del 2011,che fino a luglio controllava il traffico dei migranti in partenza da Sabrata.Dabbashi è il rampollo di una famiglia potente della città,che tra i suoi componenti ha anche un ex ambasciatore alle Nazioni Unite e l'ex leader locale del gruppo Stato Islamico.Dabbashi è così potente che il governo italiano aveva stretto con lui un accordo per garantire la sicurezza dell'impianto del gas dell'Eni a Mellitah ,a ovest di Sabrata.La collaborazione di Dabbashi sarebbe il motivo principale della diminuzione dei flussi migratori verso l'Italia.Secondo il Corriere della Sera,alcuni responsabili della polizia libica hanno dichiarato che Dabbashi ha avuto contatti con funzionari italiani prima  di ricevere cinque milioni di dollari per bloccare le partenze delle imbarcazioni.
Il sindaco di Sabrata ,Hassen Dhawadi,non nega l'esistenza di questi contatti."Personalmente posso capire che gli accordi con Dabbashi del governo di Tripoli guidato da Fayez al Sarraj abbiano aspetti ambigui", ha dichiarato al  quotidiano italiano."Con la milizia di Dabbashi del governo c'era poco da fare.Il modo migliore era integrarla ,comportandosi in maniera pragmatica.Cosa che i servizi d'informazione italiani e Minniti ,con il quale mi sono incontrato piu volte in Libia e a Roma ,hanno ben intuito".
Questi risultati saranno duraturi? Non è la prima volta che una città costiera della Tripolitania blocca in modo brutale l'accesso al mare.Era già successo a Zuwara ,città berbera situata in prossimità della frontiera con la Tunisia,fino al 2005 considerata la "capitale" libica del traffico di migranti.L'estate di quell'anno un naufragio che aveva provocato 200 morti scatenò la protesta contro i trafficanti.Il consiglio municipale affidò a una milizia di uomini dal volto coperto il compito di sopprimere il traffico.I risultati a Zuwara furono immediati ,ma le reti criminali si spostarono un po' piu a est,a Sabrata ,che da allora si è imposta come il punto principale per le partenze.
A Sabrata la situazione resta poco chiara.Lo "zio" è affidabile? Potrebbe cambiare idea da un momento all'altro?,avverte una fonte locale.Soprattutto è l'unico capo a essere coinvolto nell'accordo.Altri due importanti trafficanti di esseri umani,il "dottore" Mossab Abu Grein e un altro soprannominato Mohamed "Al Bible" ,i suoi principali rivali,restano in disparte.Per questo sulle spiagge di Sabrata continua a regnare la confusione."Non c'è nessuna milizia a impedire alle imbarcazioni di salpare" ,dice al telefono un migrante senegalese che aspetta di essere imbarcato per raggiungere l'Italia.In compenso la maggior parte dei gommoni viene intercettata una volta al largo ,e non sempre dalla guardia costiera,per poi essere rimandata sulla terraferma."Li ci torturano per costringerci a pagare per un'altra partenze",spiega il giovane senegalese.
L'estersione ai danni dei migranti prosegue indisturbata ,sotto la copertura dell'argine imposto ai flussi migratori.I trafficanti,legati o meno allo "zio", non dicono mai ai migranti che la rotta via mare è chiusa.Al contrario,l'illusione viene alimentata per mantenere il rachet.A Sabrata sono sempre i trafficanti a dettare legge,ma le statistiche non lo dicono,non ancora.

Frederic Bobin e Jerome Gautheret (Le Monde)

lunedì 2 ottobre 2017

ENRICO LETTA"L'euro non si tocca"



ERASMUS= mondialismo,sesso,droga

Nei sondaggi di opinione,l'euro e l'Europa vengono  criticati aspramente.Ma,alla domanda se si debba abbandonare la moneta unica per tornare alla lira ,al franco francese,alla peseta spagnola o alla dracma greca,la risposta prevalente è"no".Tale impegno è una base solida da cui partire.I paesi che condividono la stessa moneta vanno considerati quelli su cui è possibile compiere passi in avanti nella costruzione europea.In conformità con i rispettivi compiti e mandati ,Francia e Germania,insieme agli altri paesi della zona euro,devono lavorare congiuntamente all'istituzione forte dell'area ,cioè la Banca centrale europea ,legittimata dalla propria iniziativa sotto la guida del presidente,Mario Draghi,che ha una visione del futuro dell'Europa.Devono lavorare insieme anche con gli altri due grandi paesi della zona euro,l'Italia e la Spagna.
Il primo cantiere consiste nel far fronte a un'eventuale prossima crisi.Negli anni compresi tra il 2000 e il 2013 la zona euro si è dotata di un fondo di salvataggio (Esm),di un inizio di unione bancaria e di un irrigidimento della sorveglianza di bilancio.Ora bisogna consolidare l'opera improvvisata durante la tempesta.Approfittiamo della tregua.
Stando ben preparati ,potremo reagire appena sarà necessario,e quindi reagire meglio:non come si reagì per salvare la Grecia,facendo spendere all'Europa un totale  di 283 miliardi di euro!Una cifra ,credo,senza precedenti nella storia,che supera il prodotto nazionale greco.Tuttavia quel denaro rese insoddisfatti  sia i creditori che lo prestarono,sia i greci che lo ricevettero.Come mai? Perché fu dato al momento sbagliato,cioè troppo tardi.Quella cifra colossale finì col produrre lo stesso effetto che si sarebbe ottenuto se 50 miliardi fossero stati stanziati al momento giusto.
Concretamente,la tregua ci deve permettere di consolidare il fondo di salvataggio degli Stati ,di completare l'unione bancaria attraverso la creazione di una singola garanzia dei depositi.In poche parole,di fare tutto ciò che una persona di buon senso compirebbe d'estate nel Grande Nord,in attesa dell'inverno.Una grave tormenta finanziaria può abbattarsi di nuovo,che essa sia legata alla Grecia,alle instabilità monetarie ,alla fragilità delle banche o a elezioni nazionali dai risultati imprevisti che provocherebbero una crisi politica nel paese.Tutto questo si può fare senza toccare i trattati fondamentali dell'Unione europea,ma modificando il trattato del fondo di salvataggio degli Stati.
Bisogna poi far evolvere l'architettura dell'euro dotando la zona euro di un ministro delle Finanze e,accanto al fondo di investimento ,di un bilancio.Ricordiamo che il bilancio europeo rappresenta solo l'1% del totale  della ricchezza prodotta in Europa.Questo è insufficiente se si vuole condurre una politica di bilancio a livello europeo.
Il Fondo europeo per gli investimenti strategici ,noto come "Piano Juncker",è un primo esempio di tale politica di tutta l'Unione europea.Essa si basa sulla leva finanziaria generata dall'impegno di denaro pubblico sugli investimenti privati.Tra i paesi della zona euro si potrebbe andare oltre, e "istituzionalizzare" tale piano in modo che diventi permanente.Potrebbe essere chiamato "GrandEuropa".Non sostituirebbe i bilanci nazionali,ma sarebbe composto di fondi che avrebbero un impatto maggiore a livello europeo,nel campo della ricerca e dell'innovazione.Servirebbe per esempio per i progetti in materia di istruzione,banda larga,trasporto urbano.In questo modo si potrebbe lanciare un grande piano  di poli di ricerca  europei da una parte e,estendendolo alle scuole superiori,rendere l'Erasmus non piu un'attività limitata a coloro che vanno all'università,bensì un'opportunità per tutti i giovani europei di passare qualche mese a srudiare in un altro paese.In questo senso,il "Piano Juncker" oggi potrebbe essere un embrione di "GrandEuropa".

ENRICO LETTA dal suo libro CONTRO VENTI E MAREE

domenica 1 ottobre 2017

La storia del debito pubblico in Europa




Non tutta però perchè ci vorrebbero 10 ore...

Nel 1700 in due città molto lontane tra loro ,Londra e Parigi avvennero quasi contemporaneamente due crisi che si possono definire gemelle ,poiché accumunate  dalle stesse cause e dal medesimo svolgimento.La bolla della Compagnia dei Mari del Sud,infatti, seguì di pochi mesi quella della Compagnia del Mississippi fu uno sbaglio,originato da un meccanismo finanziario di cui si perse il controllo.La crisi dei Mari del Sud,invece,fu una truffa,poiché macchiata  sin dall'inizio da uno schema volutamente fraudolento.All'origine di tutto,come detto,v'era la penuria di monete.In Inghilterra,nel 1640,l'unico luogo ritenuto sicuro ove depositarle era la Zecca reale,all'epoca con sede tra le mura della torre di Londra.L'istituzione non si rivelò poi così sicura,poiché re Carlo I s'impadroni' di 130.000 sterline depositate  dai risparmiatori per pagare i suoi debiti.In fondo erano debiti pubblici.Il termine era stato coniato da Michael de l'Hospital nel 1561:" Il debito del re è debito di tutti! Quindi è pubblico".Dopo trent'anni il successore Carlo  II,non trovò piu nessun risparmiatore disposto a prestare denaro alla Corona per finanziare le guerre in Europa ,visti i precedenti.Il problema fu in parte risolto nel 1694 con la lotteria.
Nel 1711 Robert Harley ,ministero del Tesoro,annunciò che oltre 9 milioni di sterline del debito pubblico non erano coperti dal futuro gettito di entrate,quindi si rischiava il default.Pochi mesi dopo apparve la soluzione:incorporare  questi debiti in una società per azioni denominata  South Sea Company ,la Compagnia dei Mari del Sud.La società fu fondata dallo stesso Harley insieme a un certo John Blunt,di professione scrivano comunale,descritto come un personaggio alquanto viscido:"Teneva un libro di preghiere nella mano destra e un modulo di sottoscrizione dei titoli della compagnia nella sinistra,senza mai permettere che la mano destra venisse a conoscenza di quanto stava facendo la sinistra.
La pace di Utrecht del 1714 confermò la concessione del commercio degli schiavi all'Inghilterra,ma ben poco per quanto riguardava i traffici commerciali.L' Inghilterra era,infatti,autorizzata a inviare in Sud  America una sola nave all'anno,e il 25% dei profitti era riservato alla Spagna.Meglio di nulla,ma poco.Di conseguenza le azioni della compagnia viaggiavano sotto il prezzo di emissione,e la Corona era anche in ritardo nel pagamento degli interessi del debito acquisito: un disastro.La svolta fu l'avvento al trono di re Giorgio I,che decise con un colpo di teatro di risolvere definitivamente il problema del debito pubblico: la conversione totale in azioni della South Sea Company.Tale operazione tecnicamente complessa,data la presenza di diverse tipologie di strumenti rappresentativi del debito,avveniva in modo facoltativo.In ogni caso la compagnia accettava una remunerazione inferiore a quella facciale ,impegnandosi anzi a finanziare la Corona a fondo perduto,cioè senza rimborso,per un ammontare di tre milioni di sterline.
Per mettere ordine,ma anche per togliere una fastidiosa concorrenza alla Compagnia dei Mari del Sud ,il parlamento emano' un decreto,passato alla storia come Bubble Act,che impediva la costituzione di nuove società per azioni.Avendo via libera,le azioni passarono nel giro di pochi mesi dal valore iniziale di cento a oltre mille sterline nell'estate del 1720.