Anglotedesco

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Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

domenica 1 gennaio 2017

La società capitalista e gli schiavi che l'accettano...




La diffusione dei contratti di lavoro a tempo determinato ha prodotto un aumento di precariato con scarse tutele e retribuzioni.
quando è un personaggio autorevole dell'economia italiana ed europea come Mario Draghi ad affermarlo,nell'ultimo discorso da governatore della Banca d'Italia,si è colti sul momento da un senso di sollievo.Forse ,si è indotti a pensare,qualcosa sta cambiando.Dopo un lungo periodo in cui le istituzioni hanno esaltato gli effetti del lavoro flessibile su ogni aspetto dell'economia,l'occupazione,la crescita ,la produttività,la competitività,uno dei maggiori rappresentanti delle istituzioni stesse ci dice che la realtà ha proceduto in tutt'altra direzione.E si noti che Draghi parla di un quindicennio di diffusione del precariato,non di un solo decennio.In quest'ultimo caso si sarebbe riferito principalmente agli effetti deleteri della legge 30 del 2003,e sopratutto del suo decreto attuativo di pochi mesi dopo.Mentre riferendosi a un quindicennio la dichiarazione abbraccia anche la legge del 1997,che introdusse in Italia lavoro in affitto e aprì le porte a una enorme serie di occupazioni precarie.
Un'inciso della dichiarazione in parola lascia intravedere in quale direzione la legislazione sul lavoro dovrebbe muoversi per ridurre il precariato.La flessibilità del mercato del lavoro,dice l'inciso, oggi è quasi tutta concentrata nelle modalità d'ingresso.L'implicazione è ovvia:occorrerebbe dare maggiore stabilità alle assunzioni,e accrescere per contro la libertà di licenziamento.Qui le dichiarazioni di Draghi riflettono pari pari le proposte di giuslavoristi vicini al Partito democratico e di non pochi dirigenti del partito.Non è forse meglio essere assunti con un contratto a tempo indeterminato invece che con uno da co.co.pro avente pochi mesi di durata,anche se si sa che il tempo cosidetto indeterminato può terminare in modo brusco perchè il portafoglio ordini dell'impresa si è ridotto?
Il regime dei contratti senza data di scadenza iniziale è una elevata libertà di licenziamento da parte dell'impresa ha un nome:si chiama flessicurezza.E' sviluppato in particolar modo in Danimarca,dove il sussidio di disoccupazione può durare fino a quattro anni,e ammontare al 90% del salario degli ultimi tre mesi ,i servizi di formazione,riqualificazione professionale e avviamento al lavoro sono assai efficienti,e i servizi alle famiglie,che permettono alle donne se lo vogliono di lavorare fuori casa senza problemi,sono piu diffusi ed estesi dei nostri.Un paese,anche,dove la pressione fiscale,non a caso, supera di parecchi punti quella italiana.
Tra il 1976 e il 2006 la quota salari è scesa dal 68 al 53%,secondo i calcoli dell'Ocse,una quota che ha visto l'Italia al terz'ultimo posto nella Ue a 15.
15 punti in meno rappresentano un colossale trasferimento di reddito dal lavoro a favore dei profitti,renditi e altri redditi non da lavoro.A tale trasferimento ha di sicuro contribuito anche la diffusione dei lavori precari  e dei loro scarsi redditi;ma la parte del leone l'hanno fatta le politiche fiscali,l'indebolimento dei sindacati cercato in  ogni modo, non solo in Italia,dai governi di centrodestra,la globalizzazione intesa sopratutto come ricerca del luogo al mondo dove si può produrre a costi minori perchè sono bassi i salari,inesistenti i contributi sociali ,assenti i sindacati,minime le aliquote fiscali e le difese ambientali  interne ed esterne alle unità produttive.



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