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martedì 31 gennaio 2017

Starbucks assumerà 10.000 rifugiati? Gli servono nuovi schiavi...




Adesso per dar contro a "The Donald" fanno passare per buone anche multinazionali criminali come Starbucks ,colosso del caffè.
Gunter Wallraff ,straordinario giornalista d'inchiesta tedesco  ha scritto un libro GERMANIA ANNI DIECI dove racconta le sue esperienze come lavoratore (finto) delle grandi multinazionali .Leggete un po come vengono trattati i lavoratori e poi capirete perchè vogliono assumere 10.000 rifugiati...



Ogni dipendente di Starbucks conosce il mission statement,che occupa una sola pagina e viene affisso in tutte le filiali del gruppo.Iris trova particolarmente irritante la frase sui "partner" ,cioè su di lei e i suoi colleghi.E,io posso capirne il motivo,mentre in una calda d'estate mi racconta ancora una volta cosa significhi lavorare presso il piu grande distributore di caffè del mondo.
"Non penso che i dipendenti fingano;semplicemente il loro fisico non ce la fa piu.Tre persone si sono messe in malattia all'improvviso e questo ha fatto saltare tutto il piano orario di lavoro.Vanno di moda i doppi turni con i cosidetti cambi brevi.Vuol dire che uno finisce il turno di notte alle sette o alle otto del mattino e poi deve riprendere già a mezzogiorno,oppure si trascina per turni di 14 ore,come il nostro shifi supervisor".
Conosco Irish da un po di tempo.E' una giovane donna di poco piu di trent'anni. Continuiamo a incontrarci di tanto in tanto e lei mi descrive la cultura trendy,moderna e globalizzata dei caffè della multinazionale."Shifi supervisor?" le chiedo,dal momento che non riesco proprio a memorizzare gli appellativi che l'azienda attribuisce ai suoi collaboratori.
Lo shifi supervisor è il coordinatore dei turni, responsabile dei cicli di lavoro e della suddivisione dei compiti tra i vari dipendenti.Nonostante la pomposa designazione riceve solo 100 euro in piu al mese rispetto ai comuni baristas,come vengono chiamati da Starbucks i lavoratori che stanno alla cassa,alle macchine del caffè e al bancone degli snack,oltre a svolgere qualsiasi altro tipo delle mansioni.

Alla variegata provenienza del personale di servizio corrisponde la multiculturalità della clientela.Salta agli occhi e anche alle orecchie.L'apertura di Starbucks nei confronti degli stranieri ha un effetto collaterale di primaria importanza:questa forma di nuovo internazionalismo attira all'interno dell'azienda ogni tipo di forza lavoro a buon mercato.Emigrati, persone altrimenti quasi prive di chance di trovare lavoro,spesso con percorsi percorsi professionali discontinui.Da Starbucks trovano un posto di lavoro precario e il barlume di un sentimento di appartenenza.Come minimo sono contenti di non essere vittime di discriminazioni razziste.In compenso devono adattarsi alla comune legge dello sfruttamento.

Il sindacato americano Rww  qualche anno fa denunciò che:

1) Il 100% dei dipendenti impiegati negli store di Starbucks negli Stati Uniti (baristas e shift supervisors) lavorano part time senza la garanzia di un numero minimo di ore settimanali.

2)Solo il 40,9% dei dipendenti di Starbucks possiede un'assicurazione sanitaria.Persino WalMart ,famigerato per la sua pessima politica contributiva, arriva al 47%.

3) I baristas di Starbucks ricevono uno stipendio assolutamente infimo,dell'ordine di 6,7 o 8 dollari all'ora,a seconda della città e della filiale.

4)L'Autorità federale per i rapporti di lavoro (NRLB) ha presentato piu volte reclami a causa delle intimidazioni e delle discriminazioni attuate contro gli appartenenti al sindacato.

GUNTER WALLRAFF-Germania anni dieci (L'Orma editore)

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