Anglotedesco

Anglotedesco

mercoledì 22 febbraio 2017

Quando Berlinguer criticava la politica della crescita per uscire dalla crisi...



Il rifiuto  della ripresa della crescita produttivista e l'uscita della religione della crescita sono posizioni molto piu difficili da difendere del semplice rifiuto dell' austerità.In teoria essa è proposta solo dagli "obiettori di crescita", e in pratica  è ammessa solo da alcuni ecologisti per quanto riguarda il lungo termine,ma stranamente è dimenticata per il breve termine dalla maggior parte di quelli che preferiscono,come Daniel Cohn-Bendt,salvare L'Europa dei mercati piuttosto che il pianeta,e la Banca piuttosto che la banchisa.
In passato troviamo un alleato nella persona di Enrico Berlinguer.In nome dell' austerità egli contestava,nel 1977,la politica di crescita per uscire dalla crisi."Per noi l' austerità è il mezzo per opporsi alle ragioni di un sistema i cui caratteri distintivi sono lo spreco e lo sperpero,l'esaltazione dei particolarismi e dell'individualismo sfrenati,dal consumismo insensato,sistema che è entrato in una crisi strutturale e fondamentale  e non congiunturale , e di porre le basi del suo superamento".
Joseph Stiglitz e altri raccomandano le vecchie ricette keynesiane del rilancio dei consumi e degli investimenti per fare ripartire la crescita,"verde" se possibile.Tuttavia,questo programma socialdemocratico che costituisce il corredo dei partiti della sinistra classica,addirittura dell'estrema sinistra,non è piu credibile dell'austerita'.Innanzitutto,perché questi partiti non sono piu in condizioni di rimettere in discussione la disciplina di ferro della cornice neoliberista  che loro stessi hanno contribuito a costruire nel corso degli ultimi trent'anni e che,per l'Europa,si è incarnata nella moneta unica.Al massimo si può sperare il rilancio provvisorio dell'economia dei casinò e quella della speculazione borsista ed immobiliare.La cornice dell'economia mondializzata  e,piu ancora,quello dell'Eurolandia,suppongono una sottomissione senza sosta ai dogmi monetaristici.L'esempio della Grecia è qui abbastanza eloquente.
Il rilancio della crescita non è possibile di fatto a causa dell'esaurimento delle risorse naturali ,e dei guadagni di produttività scontabili.Fin dagli anni 70', i costi della crescita (quando a luogo) sono superiori ai suoi benefici.
Si tratta di uscire dall'imperativo della crescita che non costituisce piu nemmeno un mezzo per eliminare la disoccupazione.

"Il sistema dominante è una società che salta su un piede solo,ossia che si regge su un simbolico a misura di una parte dell'umanità,quella che ha prodotto valori e favorito priorità qu ali la proprietà privata,uno spiccato senso di individualismo,lo sviluppo abnorme l'aggressività e dell'ego dei maschi della specie ,destinati a esercitare il dominio o a mettersi al servizio del signore/padrone di turno,scaricando l'aggressività accumulata sul nemico,all'interno di un orizzonte economico e sociale basato sulla competizione e sullo sfruttamento,della terra come delle persone"

Luciana Percovich

Non tutto quello che diceva Enrico Berlinguer era sacrosanto,ma sulla crescita aveva ragione e quello che ho pubblicato sopra bisognerebbe ricordarlo a quei tanti comunisti venduti del Pd ....sua figlia compresa

Nessun commento:

Posta un commento