Anglotedesco

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mercoledì 15 marzo 2017

Guerra in Siria tra battaglie fasulle e vittorie di facciata...



I media propongono una visione manichea e semplicistica della guerra civile siriana,ma l'albero geneologico delle organizzazioni armate "moderate" in Siria ,quelle che l'ambiziosa coalizione del presidente Obama ha sostenuto apertamente fin dall'estate del 2014 con campagne di bombardamenti,addestramento militare,fornitura di armi e mezzi finanziari,è molto intricato.Piu che a un albero assomiglia a una rete incestuosa di alleanze,rapporti personali,inganni,partnership deliquenziali ad hoc e joint-venture tra gruppi armati di piccole e medie dimensioni,tutti operanti in una situazione di vuoto politico.Per queste bande,la guerra per procura in Siria è diventata una copertura per fare soldi con i fondi dei finanziatori o con attività criminali come i rapimenti.
"Nel 2012 ho deciso di andare in Siria per aiutare i ribelli contro il regime di Assad" dice Luis Munar,un.ex pilota di caccia spagnolo.Ha chiuso la sua società di sicurezza e si è unito agli insorti "perché chiaramente non sapevano combattere.Tra gli altri ho addestrato la brigata Farouq che nel 2012 contava piu di 12.000 combattenti.L'insurrezione era composta da molti gruppi che,nel 2011 e nel 2012,erano finanziati dagli Stati del Golfo.Ho visto sauditi e qatarioti che distribuivano grosse somme in.dollari o in lire turche a vari gruppi,compresa la brigata Farouq.Il denaro veniva consegnato al capitano,che poi lo divideva tra i combattenti.Era la loro retribuzione".
A volte i finanziatori si facevano accompagnare da giornalisti e troupe televisive del loro Paese per mostrarsi attivi e coinvolti nella guerra civile."Ho visto combattenti simulare battaglie per la tv qatariota cosicché le troupe potessero filmarle senza correre rischi.Ho assistito a uno di questi finti scontri di notte.È stato messo in scena dalla brigata Farouq mentre la addestravo.Sparavano nel buio,ma non c'erano nemici dall'altra parte" ricorda Munar.
I finanziatori hanno alimentato,in patria e all'estero,una macchina propagandistica che ha confuso tutti,compreso l'Occidente.Tra battaglie fasulle e vittorie di facciata,gli spettatori hanno cominciato a credere che l'insurrezione fosse destinata a vincere,mentre in.realtà stava sprofondando nelle sabbie mobili del jihadismo delinquenziale.L'Occidente e i media,in sostanza,sono stati ingannati sia dagli alleati nel Golfo sia dagli insorti".

LORETTA NAPOLEONI -Mercanti di uomini (Rizzoli)

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