Anglotedesco

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mercoledì 19 aprile 2017

Chi vota il Pd ,merita la precarietà a vita




Il politologo francese Alain de Benoist  ha analizzato,con estrema puntualità e lucidità,il nesso tra il mutamento della struttura di classe  nell'ambito del capitalismo di terza fase,globalizzato e finanziarizzato,e la metamorfosi,in senso "edonostico-libertario",della cultura politica della sinistra,de Benoist sottolinea infatti come la sinistra liberal e socialdemocratica sia divenuta,con il passaggio alla "terza fase"del capitalismo,il referente politico privilegiato della Global class e parte integrante della nuova classe media globale,o "circo mediatico".È infatti,a questo punto,assai importante ricordare come il nesso causale di comunanza all'origine del liberalismo e del marxismo sia,sostanzialmente, l'ideologia economica che accompagna l'avvento della classe borghese.Il liberismo "storico" è l'ideologia economicistica della Modernità europea mercantilistica borghese ,centrata sulla figura antropologica dell'Homo oeconomicus.Il liberalismo odierno è l'ideologia della Postmodernita' americanocentrica tecno-mercantile postborghese,centrata sulla figura antropologica dell'Homo globalis.Il citato de Benoist ravvisa inoltre,nella cultura del postmoderno declinato a sinistra,il primcipale fautore del processo di involuzione dell'immaginario e dei riferimenti politici dei ceti subalterni,cioè della mutazione antropologica del proprietario in gente,in masse alienate e desideranti,moltitudini omologate,a livello di forma mentis,non solo e non tanto al "regno delle cose" di matrice borghese,bensì al "regno delle immagini" dell'apparenza e della simulazione,di derivazione postborghese.
La crescita di una cultura di sinistra d'ispirazione edonistico-libertaria ha contribuito a separare i partiti di sinistra dagli strati popolari,che hanno assistito con stupore alla formazione di una sinistra mondana e arrogante,piu incline a difendere l'omogenitorialita', l'arte contemporanea,il politicamente corretto,che a difendere gli interessi della classe operaia.La gente ha cosi preso il posto del popolo.Eletta dalla mondializzazione,si è installata una nuova classe politico-mediatica,che unisce,all'interno di una medesima situazione elitaria di potere e di apparenza,dirigenti politici,uomini d'affari e rappresentanti dei media,tutti intimamente legati gli uni agli altri,tutti convinti della pericolosità delle aspirazioni popolari.
La mutazione antropologica della sinistra in senso edonistico-libertario,avvenuta a tappe a partire dal 1968 e significativamente ravvisabile dopo il 1989,determinato la ridefinizione della categoria dicotomica classica destra/sinistra,con lo spostamento verso destra delle classi popolari,provinciali,marginalizzate dai processi di globalizzazione,attratte dalla retorica identitaria dei nuovi populisti,e con l'adesione alla sinistra dei ceti medi semicolti,urbani,cosmopoliti,liberali,neoborghesi,attratti dalle sirene "liberalizzatrici" dei "nuovi progressisti.
Il "circo mediatico" manipolatore,succeduto all'intellettuale moderno (intellettuale universale,intellettuale organico e intellettuale specialista), dopo essersi posto interamente dalla parte di chi è soddisfatto dalla globalizzazione,esercita esclusivamente una funzione cosi ripartita:

-svolgere il ruolo di patrocinatore dell'apologia,diretta o indiretta,del capitalismo contemporaneo e della "democrazia di libero mercato",attraverso la sistemica demonizzazione del Novecento come "secolo mostruoso della dittatura fascista e comunista.

-Scagliare il seguente anatema politico-mediatico contro le masse resistenti ai processi di globalizzazione e liquefazione delle identità collettive (nazionali-statali,religiose,di classe,di genere): "Globalizzatevi,fascisti e plebei!...O sarà peggio per voi".

ALAIN DE BENOIST

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