Anglotedesco

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lunedì 17 aprile 2017

IL PROFESSOR GIOVANNI ADORNINO:"Conflitto molto vicino"



Professor Adornino,la Cina riuscirà a frenare Pyongyang?

"La Cina farà quello che può fare.Ma lo spettro delle opzioni in mano a Pechino è piu limitato rispetto a quello che si creda in Occidente,dove si ritiene che la Corea del Nord sia quasi uno stato vassallo di Pechino.Non è piu così e da lungo tempo.La Cina è oggettivamente preoccupata per le scelte del regime di Pyongyang,oltretutto in un momento nel quale Pechino si avvicina a un momento di ricambio della sua leadership.Quello che sta accadendo è tutto fuorchè quello che Pechino vuole vedere,ma il fatto che avvenga nonostante ciò è già indicativo della libertà di manovra del nordcoreano.Che è ampia"

Cosa può fare di concreto la Cina per costringere il leader nordcoreano a più miti consigli?

"L'arma piu forte tra quelle realistiche è applicare forti sanzioni commerciali,che provocherebbero la Corea dell'unico Paese con il quale ha scambi commerciali.Per la Nord Corea sarebbe molto dura.Sul medio periodo non resisterebbe e,sapendolo,il regime sarebbe costretto a scegliere".

Trattare o combattere?

"Faccio tre scenari.Il primo è che il regime scelga di cedere e trattare.Il secondo è che,invece,messo alla mala parata,faccia un colpo di testa clamoroso come un nuovo test nucleare che provocherebbe una risposta militare degli Stati Uniti,successivi attacchi nordcoreani magari contro le basi americane del Sud Corea e di risposta in risposta scalerebbe a guerra aperta,con danni enormi e il rischio di spostamenti di milioni di civili dalla Nord Corea verso la Cina.Il terzo scenario,per fortuna improbabile perchè il regime sa che sarebbe la sua fine,è simile al secondo ma ancora peggiore,perchè implica l'uso di armi nucleari,con devstazione delle due Coree e indirettamente,pensiamo al fallout,anche della Cina stessa e del Giappone.Ovvio che prima di spingere sull'accelleratore delle sanzioni,Pechino sia molto  cauta, perchè ha a che fare con un leader imprevedibile e sa che se non calibra bene rischia di subire piu danni di quanti sarebbe in grado di sopportarne.Deve essere autorevoe,ma lavorare di cesello".

Basterà la moral suasion?

"Spero di si,ma ne dubito.Pechino ha un reale timore che ci possa essere un colpo di mano statunitense in qualche modo simile a quello visto in Siria e credo che sarà piu impegnata che in passato nel trasmettere ai nordcoreani il concetto che ci saranno conseguenze gravi se nei prossimi giorni ci saranno comportamenti avventati.Ma credo la moral suasion non basterà.Certo,reata la carta delle sanzioni ,che però,come abbiamo visto,ha i suoi rischi.Il tasso di imprevedibilità di questa crisi è altissimo.Trump e Kim Joung-un stanno correndo verso il burrone cercando entrambi di essere gli ultimi a fermarsi.Il rischio è che non si rendano conto che nel burrone possono finire entrambi,chela crisi può sfuggirgli di mano".

E' realistico che la Cina possa tentare con un colpo di Stato?

"Non ho mai sentito colleghi cinesi argomentare che la Cina abba questo livello di accesso al regime nordcoreano.Mi pare piuttosto improbabile".

Quale è il reale obiettivo di Kim Jong-un?

"Sicuramente c'è una dinamica interna al regime che noi non conosciamo pienamente e che richiede al leader di dimostrare la sua tenuta di fronte alle pressioni esterne.Ma probabilmente c'è anche il calcolo di alzare la posta per tornare a trattare da posizioni di forza.E' una logica perversa già vista in passato.Il problema è che non credo che ciò paghi con la presidenza Trump e che di questo non vi sia consapevolezza in Corea del Nord"

da IL RESTO DEL CARLINO del  15 aprile 2017-Alessandro Farruggia

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