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giovedì 20 aprile 2017

La massoneria francese è terrorizzata da Marine Le Pen


La massoneria francese ha fatto un appello al voto contro la candidata del Front National, Marine Le Pen, nelle presidenziali francesi della prossima Domenica.Numerose associazioni massoniche hanno sottoscritto un manifesto in cui chiedono ai francesi di tenere una “maggiore vigilanza” dentro e fuori del paese ed hanno messo in allerta circa” le istanze nazionali improntate all’egoismo ed alla identità” ed alle “visioni regressive della vita nella società”.
Inoltre le associazioni massoniche hanno riaffermato il loro “impegno con la Repubblica” e la separazione dei poteri, e chiedono “di restare uniti nella costruzione di società fraterne che rispettino la dignità umana”. “Il razzismo e l’odio si oppongono alla volontà di costruire ponti”, questo secondo la visione propugnata dalle associazioni massoniche.“Invitiamo i cittadini a votare secondo coscienza e per garantire che , con le loro decisioni venga assicurato il rispetto dei valori e dei principi che unificano”, hanno sentenziato i massoni.La campagna elettorale francese entra ormai nell’ultima settimana con quattro delle undici candidature con possibilità di vittoria nel primo turno, che si celebrerà la domenica 23 di Aprile, senza tuttavia un unico candidato favorito.La massoneria francese, molto potente in Francia e di cui il massimo rappresentante è lo stesso presidente Hollande, è preoccupata che, con una eventuale vittoria della Le Pen, possa arrestarsi il processo di laicizzazione del paese e le “conquiste” ottenute sui diritti delle coppie gay ( matrimonio parificato ed adozione libera), sulla scristianizzazione del paese (ormai molto avanzata), sulla libertà di aborto, sull’inseminazione artificiale, sull’eugenetica, ecc.. Come anche preoccupa i massoni la possibilità che si arresti il processo di promiscuità multiculturale, che è uno degli obiettivi primari delle massonerie, in Francia come in Europa.La Le Pen minaccia di voler ripristinare la sovranità dello Stato Francese, difendendo i confini, bloccando l’immigrazione incontrollata, arginanado l’islamizzazione e rimpatriando i clandestini. Inoltre la candidata del F.N. vuole difendere la famiglia tradizionale e l’identità culturale francese contro l’ibrido del multiculturalismo e soprattutto vuole l’uscita della Francia dalla UE e dal sistema dell’Euro, dalla NATO e dalla sudditanza totale della Francia alla politica degli USA.Questo programma preoccupa molto le autorità della UE che prevedono uno sgretolamento della UE se in Francia dovesse vincere la Le Pen. Ancora più preoccupati sono i responsabili della politica atlantista, in particolare a Washington per una possibile vittoria della Le Pen, visto che la stessa ha manifestato per un riavvicinamento alla Russia, per l’annullamento delle sanzioni e per l’appoggio alla causa siriana, sostenendo il Governo di Bashar al-Assad in Siria contro i ribelli (terroristi jihadisti), attualmente spalleggiati dagli USA e dalla NATO. La domanda che circola presso gli analisti è quella se l’elite di potere, quella dell’oligarchia della UE, quella dei grandi potentati finanziari e l’Amministrazione USA potranno mai permettere uno “scollamento” della Francia da queste istituzioni internazionali.Gli ultimi sondaggi mostrano una situazione inedita in cui questi quattro candidati si situano dentro il margine di errore: il social liberale Macron e la candidata della destra alternativa, la Le Pen, in pareggio con circa il 20%, ed il conservatore Fillon con il 19%.Il socialista Benoît Hamon rimane fuori dalla fase finale, con un 7,5%, penalizzato dalla fuga di voti della sinistra verso Melenchoin o Macron.Fillon si dice sicuro di essere presente nel secondo turno, nonostante i suoi procedimenti e le accuse di malversazione e falsificazione gli abbiano fatto perdere una buona parte dei consensi. Anche Mélenchon si dice sicuro di arrivare al secondo turno e sostiene che lui si presenta per vincere, considerando che questo candidato ha effettuato una grossa rimonta rispetto a come era partito.La campagna delle presidenziali si è focalizzata sul convincere gli indecisi e tentare di ridurre le astensioni, in un momento in cui soltanto il 66% dei francesi (secondo i sondaggi) sarebbe deciso su chi votare.Tutti i candidati hanno fatto appello alla mobilitazione dei propri simpatizzanti e potenziali elettori: la posta in gioco è l’Eliseo e la presidenza di Francia per sostituire l’ormai screditato Francois Hollande.La dinamica che favorisce il FN della Le Pen si nutre principalmente delle adesioni della popolazione dei giovani, maschi e lavoratori al di sotto dei 35 anni, così copme un 60% dei sostenitori sono particolarmente motivati dal rifiuto degli altri partiti più che per adesione alle idee del FN. In questo ultimo scorcio di campagna la leader del Front National ha sostenuto le sue sue tesi contro la politica migratoria del Governo, con forti critiche alle tesi dei rivali come il Melenchon, il quale vorrebbe favorire l’immigrazione libera in Francia consentendo a tutti di entrare nel paese.Il rappresentante della “Francia non sottomessa”, da parte sua, tenta di frenare le paure agitate contro di lui per la sua proposta di instaurare una politica di cooperazione e sviluppo con l’America Latina ed il Caribe “unendosi all’Alba (Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nostra America).
“Vogliamo un progetto dicooperazione e che sia commerciale e non militare”, ha dichiarato in un meeting molto frequentato a Tolosa.
Di una cosa molti osservatori sono sicuri: i sondaggi sono in buona parte manipolati o falsati dagli stessi Istituti che cercano di influenzare le intenzioni di voto sulla base degli interessi per cui lavorano. In ogni caso il risultato sarà una sorpresa rispetto alle previsioni ufficiali.
Fonti: La Gaceta.es
Traduzione MAURIZIO LAGO (www.controinformazione.com)

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