Anglotedesco

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venerdì 14 aprile 2017

La vergognosa stampa americana



Tradizionalmente i giornalisti statunitensi non si fidano ciecamente delle loro agenzie d'intelligence o del governo.Gli americani non hanno dimenticato con quale disinvoltura nel 2003 i servizi segreti mentirono sulle armi di distrazione di massa in Iraq e,piu di recente,come il capo dell'agenzia  per la sicurezza nazionale (Nsa) abbia negato le attività si spionaggio nei confronti di milioni di americani.Il sano scetticismo dei giornalisti,tuttavia,viene meno quando si occupano di Russia.Alcuni autorevoli giornali hanno riferito che le autorità russe erano senza dubbio responsabili degli attacchi informatici contro il Partito democratico.Ma le agenzie d'intelligence statunitensi non hanno fornito prove concrete.Eppure la stampa sembra accettare ogni fuga di notizie che porti ad accusare i russi d'influenzare le elezioni americane.Il documento,tuttavia,non contiene informazioni nuove o prove concrete del diretto coinvolgimento di Vladimir Putin:in gran parte riguarda le attività del canale televisivo russo Rt.
Un altro esempio è un articolo sulla propaganda russa e la diffusione di notizie false negli Stati Uniti usciti il 24 novembre sul Washington Post.L'articolo era in parte basato sul lavoro di un gruppo di analisti chiamato  PropOrNot che ha classificato come propaganda russa praticamente ogni critica nei confronti di Barack Obama,della Nato o della Ue.La pochezza dell'articolo è stata molto criticata da altri giornali statunitensi,e alla fine il Washington Post ha aggiunto alla versione online un chiarimento sulle fonti usate.
Il sito The Intercept e il suo direttore Glenn Greenwald,il giornalista a cui si è rivolto Edward Snowden per diffondere i suoi documenti sull'Nsa,hanno prestato particolare attenzione alla demonizzazione della Russia sulla stampa statunitense.

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