Anglotedesco

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lunedì 19 giugno 2017

In Ungheria i salari sono aumentati del 12,8%



Nell'Ungheria del nazista,xenofobo anti europeista Orban, i salari dei ceti medio-bassi crescono piu che nei paesi dove si crede nel " + Europa".
 L'autore dell'articolo ha cercato in tutti i modi di nascondere lo straordinario successo di Orban,ma non ci è riuscito.
Mi raccomando italiani continuate ad essere un popolo di zombi senza orgoglio.

Era da tanto che i salari non aumentavano cosi.Andras Vertes,direttore del piu autorevole istituto di ricerca economica dell' Ungheria,il Gki,ha in mano gli ultimi dati: a marzo gli ungheresi hanno guadagnato in media il 12,8%  in piu rispetto allo stesso periodo del 2016.Tenendo conto dell'inflazione, oggi pari al 2% ,nel giro di un anno il potere d'acquisto reale è cresciuto del 10%.È un dato  piu che confortante in un paese dell'Europa orientale dove il salario medio,circa mille euro al mese,è ancora piuttosto basso.
La crescita dei salari è stata maggiore in Ungheria che in paesi vicini come la Polonia ,la Repubblica Ceca e la Slovacchia ,dove comunque c'è stato  un aumento significativo.
Secondo Vertes gli aumenti vanno in parte ricondotti alla politica:"In vista delle elezioni del 2018,il governo di Viktor Orban sta cercando di guadagnare consensi".Per questo ha imposto alle parti sociali un drastico aumento del salario minimo.All'inizio del 2017 quello per il lavoro non qualificato è stato alzato del 15% ,mentre quello per i lavoratori qualificati è salito addirittura del 25%. Neanche i sindacati avevano mai chiesto tanto.Hanno beneficiato degli aumenti circa un milione di ungheresi,pari a un quarto dei lavoratori.
In parte il rialzo dei salari dipende dal mercato:in.Ungheria c'è carenza di manodopera.Di conseguenza  le aziende devono offrire paghe piu alte per attirare il personale."Il deficit di forza lavoro è reale ,lo dimostra anche il fatto che nel 2016,senza alcun intervento politico, i salari erano già cresciuti del 6% ,spiega Eva Palocs, dell'istituto di ricerca Kopint-Tarki.
In Ungheria è diminuita la disoccupazione,ma questo calo dipende solo in parte  dal fatto che le persone hanno trovato un lavoro.Certo,dall'entrata  in carica di Orban nel 2010 sono stati creati 200.000 nuovi posti a tempo indeterminato,ma secondo Vertes un dato piu significativo è che molti ungheresi sono emigrati in altri paesi dell'Unione europea o hanno trovato lavoro in un paese confinante e ora fanno i pendolari.Per il direttore del Giki gli ungheresi che lavorano all'estero potrebbero essere 500.000.
Il governo di Orban ha inserito circa 200.000 disoccupati nei programmi per il pubblico impiego ,ma non tutti hanno ottenuto davvero un posto di lavoro.La disoccupazione reale sarebbe quindi un po piu alta di quella ufficiale.

La crescita dei salari  non fa felici le aziende.La Vosz,la confindustria ungherese,ha criticato l'aumento del salario minimo ,perché eserciterebbe sulle piccole e medie imprese una pressione  che rischia di portare a licenziamenti,fallimenti o a un aumento del lavoro nero.Ci si chiede infatti come se la caveranno gli imprenditori con questa drastica impennata dei salari.Il governo ha varato delle misure per alleggerire le aziende,ma cui un taglio dei contributi del 7,5%.Ma gli sgravi fiscali concessi coprono solo un terzo dell'aumento dei salari.Cosi molte aziende devono inventare stratagemmi per far fronte a un costo del lavoro salito all'improvviso del 10%.

Matthias Benz (NEUE ZURCHER ZEITUNG)

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