Anglotedesco

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lunedì 17 luglio 2017

Il problema degli squilibri commerciali nell'Eurozona



Il deficit di aggiustamento dell'eurozona riguarda gli squilibri commerciali e finanziari,pubblici e privati.Squilibri interconnessi come in un sistema di vasi comunicanti.Un dominio.Per descriverne la complessità,immaginiamo una crisi di fiducia che colpisca,alternativamente,il debito pubblico di Usa ed Eurozona.Nel caso americano,si assisterebbe ad un'ondata di vendite di titoli di stato con la caduta dei prezzi e la salita dei tassi interesse.Ai dollari sarebbero preferite altre valute,indebolendone il cambio.Ma favorendo le esportazioni e la bilancia commerciale.Nel mercato statunitense una parte dei dollari sarebbe riutilizzata per acquistare,a prezzi inferiori,quote del debito pubblico.L'offerta eccedente sarebbe invece assorbita dalla Fed.Con l'effetto di accrescere l'offerta di moneta e di ridurre i tassi di interesse.Perciò,la Fed garantisce la stabilità del sistema monetario americano ,scongiurando crisi di liquidità.E la svalutazione del dollaro trasferisce  all'estero il peso della ripresa.Questo è ciò che è accaduto negli Usa all'indomani  della crisi del 2008.
Immaginiamo ora cosa succederebbe nell'eurozona ,e cosa è effettivamente accaduto nel 2011,se la crisi colpisse un paese considerato poco affidabile,come l'Italia.I tassi di interesse sul debito italiano salgono in risposta al deprezzamento dei titoli.Ma il tasso di cambio fisso dell'euro,abolendo il rischio di cambio tra i paesi dell'eurozona  incoraggia: l'arbitraggio tra attività finanziarie denominate in euro.E d'altra parte sfavorisce l'esportazione (verso l'eurozona) deprimendo  la domanda interna del paese in crisi.Chi detiene euro reinveste,sempre in euro,ma in un altro  paese dell'eurozona,diciamo la Germania.Gli investitori acquistano perciò titoli di stato tedeschi con tassi di interesse minori (anche negativi) ma senza rischi.Come risultano ,gli euro lasciano  il mercato monetario italiano verso quello tedesco ,e parimenti,il tasso di interesse in Italia aumenta mentre in Germania diminuisce.Il differenziale,lo spread ,tra i due interessi cresce.In Italia ne segue  una crisi di investimento e di liquidità non compensata da un recupero della domanda estera.
Se Italia e Francia fossero spinte in una deflazione per la competitività si avrebbe  il risultato opposto di ampliare  le asimmetrie dell'eurozona.Anche perché il conseguente inasprimento fiscale provocherebbe ulteriori rallentamenti interni.In effetti,nel breve periodo la strategia piu concreta  sarebbe quella di far crescere i salari piu di quanto debbano tornare a crescere nei paesi ritardatari come l'Italia.Per riequilibrare la domanda aggregata nell'eurozona.E per riallineare il costo del lavoro per unità di prodotto da cui dipende la competitività.Con inflazione invece che deflazione.E con riequilibrio dei saldi.Una manovra di breve che favorisca investimenti e consumi ,per creare nuove condizioni favorevoli alla riqualificazione del tessuto produttivo europeo.Non solo tedesco.Certo ,aggiustamenti che hanno costi per la Germania.E tuttavia necessari per difendere l'euro e l'intero impianto europeo.Probabilmente una visione piuttosto consolatoria che non realistica.

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