Anglotedesco

Anglotedesco

martedì 25 luglio 2017

ZYGMUNT BAUMAN.La sociologia



Volgendo lo sguardo al passato,come mi dite, fatico a individuare uno spartiacque o un violento scontro di fonti di ispirazione.Andandomene dalla Polonia ,avevo già intrapreso la mia rotta sociologica e approdare in Gran Bretagna non causò nulla che segnasse un cambiamento significativo nel mio itinerario.Separata dalla Polonia da una barriera linguistica,la "sociologia  polacca" sembrava un universo differente ,ma vi pregherei di ricordare che la barriera era unilaterale :l'inglese era la lingua ufficiale nel regno della sociologia e i sociologi in Polonia leggevano gli stessi libri,seguivano gli stessi capricci della moda e coltivavano gli stessi interessi dei loro colleghi che si trovavano dall'altra parte della Cortina di ferro.Inoltre,la sociologia britannica nei primi anni Settanta non era esattamente all'avanguardia nel panorama mondiale,e per un nuovo arrivato dall'Università di Varsavia non c'era granché da imparare; in realtà,le scoperte fatte in quegli anni nelle isole britanniche erano,quasi sotto ogni profilo,roba vecchia e talvolta già sorpassata nel bacino della Vistola.La maggior parte dei fremiti di eccitazione che coglievano i miei colleghi britannici in mia presenza (come il pensiero di Gramsci,la Scuola di Francoforte,la culturologia,l'ermeneutica ,l'irrilevanza del funzionalismo strutturale,la grandezza dello strutturalismo) io li avevo già vissuti in compagnia dei miei colleghi polacchi molto prima di atterrare in Gran Bretagna.Per farla breve,il mio primo decennio in Gran Bretagna potrà anche essere pieno di grida e furia,per diverse ragioni (e in realtà lo è stato,come confessai a Keith Tester un bel un bel po di tempo fa),ma,in ogni modo,significo' ben poco rispetto alla mia visione della vocazione sociologica.
Volenti o nolenti,deliberatamente o no,dobbiamo ammettere che la sociologia è profondamente coinvolta nella politica.In una società piena di  conflitti come la nostra,con le sue lotte di interesse e le sue politiche antagonistiche ,si è fin troppo spesso obbligati a prendere una posizione.Ciò che rende la sociologia un'attività  intrinsecamente politica è inoltre il fatto stesso di offrire una fonte separata ,e una legittimazione  dell'autorità,alternative alle politiche istituzionalizzate.Nella nostra società multivocale e multicentrica questa non è,comunque,l'unica fonte di autorità che abbia ingaggiato una competizione con l'establishment politico,né tanto meno la sua unica alternativa.Date le politiche governate dallo Stato,originate dallo Stato e autorizzate dallo Stato aveva costituito il centro di un'autentica o tentata condensazione e monopolizzazione ,la tendenza è oggi quella di uno spettro costantemente crescente di obiettivi vitali da diffondere su tutto il corpo sociale.

Nessun commento:

Posta un commento