Anglotedesco

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giovedì 31 agosto 2017

La sinistra italiana lavora molto sulla privatizzazione dei valori morali



La fenomenologia politica del neoliberismo  è centrata sulla privatizzazione dei valori morali ,che restano soggettivi e che ,in una "democrazia liberale",possono essere espressi ,senza però poter dar luogo a una linea politica ,cioè senza la facoltà di tradursi in un processo di trasformazione,fondato sul primato di un'economia dei diritti sociali ,collettivi, nazionali,dettati da esigenze di pubblica morale  come ad esempio l'aspirazione a veder concretizzati principi di sovranità,emancipazione e giustizia.Dinnanzi  alle esigenze del mercato ,in una società postmoderna regolatore unico e ultimo della vita dei singoli individui ,le istanze dettate dalla "morale" e dall'etica devono cedere il passo, per lasciare campo libero a un'economia dei diritti individuali,il cui fattore dominante è il desiderio di profitto e di riconoscimento dei singoli.Il liberismo condanna gli esseri umani alla condizione bestiale perché permette loro di perseguire i propri interessi privati,svincolandoli da obblighi e legami comunitari e di solidarietà.
È questo il sistema dell'alternanza senza alternativa,in cui segnatamente nei Psesi di democrazia liberale anglosassone (Usa e Ue in testa),ossia quelli regolati dal modello politico tanto esaltato dai radicali e dai liberali di sinistra ,governi di destra e di sinistra  si succedono applicando le medesime politiche,atlantiste in politica estera,liberiste in economia e liberali riguardo a tematiche che comprendono i cosiddetti diritti di libertà individuali al consumo postmoderno.Per quel che concerne i programmi di politica economica,infatti,per rappresentare gli interessi dei cosiddetti imprenditori,si sgomita assai tra centrodestra e centrosinistra e il Pci-Pds-Ds-Pd da partito della classe operaia si è progressivamente trasformato in concorrente della destra nella difesa degli interessi padronali,dalle ordinanze della Bce alla Confindustria.
Il "sogno americano" di un finanzcapitalismo globalizzato ,culturalmente senza classi sociali e garantito dalle forze armate della Nato o della occasionale Coalizione dei Volenterosi,è ormai considerato ,dai teorici della fine delle ideologie  e del trionfo del nichilismo capitalistico postmoderno ,il destino ultimo e ineludibile dell'umanità.Coloro i quali dissentono da questa dittatura sono genericamente sanzionati come consumatori  difettosi ,asociali,soggetti le cui vite non rappresentano motivo di lucro.
Anglotedesco è orgoglioso di far parte di questa categoria.

mercoledì 30 agosto 2017

Le scemenze di Donald Trump sull'Afghanistan



Avete capito chi comanda negli Usa? Tutti tranne che il presidente democraticamente eletto.

Ci sono due aspetti degni di nota nel discorso di Donald Trump sulla sua strategia in Afghanistan.Uno è la sua  brusca inversione di marcia.Un tempo chiedeva il ritiro delle truppe statunitensi dal paese,mentre oggi è favorevole al rafforzamento della presenza militare.Questa decisione potrebbe allungare di anni quella che è oggi la guerra piu lunga nella storia degli Stati Uniti.La decisione dimostra la crescente influenza dei generali sulla politica di Trump e la marginalizzazione  degli ideologi isolazionisti di destra.
Trump potrebbe aver ragione quando afferma che ritirarsi dall'Afghanistan lascerebbe un vuoto che i Talebani,Al Qaeda e il gruppo Stato islamico sarebbero felici di riempire.Non sarebbe solo una sconfitta politica e militare ,ma anche un grosso rischio per la sicurezza.In realtà finora l'azione delle truppe statunitensi in Afghanistan ha spinto sempre piu persone tra le braccia dei talebani ,che si sono rafforzati.
Questo potrebbe succedere di nuovo,visto che il secondo aspetto di nota del discorso del presidente statunitense è la rinuncia agli obiettivi della missione militare e l'enfasi  sulla "lotta".Infatti la costruzione di uno stato democratico non è piu l'obiettivo dell'intervento americano,ha spiegato Trump.
In sostanza,per Washington la democrazia,i diritti umani ,l'istruzione femminile e uno stato efficiente non hanno piu molta importanza in questo conflitto.Conta soprattutto "uccidere i terroristi".Questa retorica  fa temere il peggio,perché l'invio di altri soldati statunitensi potrebbe bastare a inasprire il conflitto e a far aumentare le vittime anche tra i civili.
Nei suoi discorsi intrisi di slogan patriottici ,Trump promette la vittoria.Ma non è affatto chiaro come intenda raggiungerla.Nel migliore dei casi la sua strategia,che non è degna di questo nome,non farà che rinviare la sconfitta,lasciando in eredità il problema del conflitto afgano  a chi gli subentrerà alla Casa Bianca.Nel peggiore dei casi,dopo migliaia di altre vittime gli Stati Uniti in Afghanistan saranno piu odiati che mai.

Sven Hansen (Die Tageszeitung)

martedì 29 agosto 2017

La conversione al neoliberismo della sinistra italiana





  Ce lo spiega bene Domenico De Masi:


Il capolavoro strategico del neoliberismo in Italia è rappresentato dalla progressiva conversione del Pci dal comunismo al liberismo ,pagando il prezzo della totale abiura ideologica pur di trasformarsi da partito di lotta in partito di governo a tutti i costi.La partita è stata giocata in quattro mosse e ha avuto come posta in gioco il cambiamento radicale del partito sia nel nome sia nell'ideologia,nel programma,nelle alleanze e nell'azione.
Da Gramsci a Berlinguer,passando per Togliatti,il Partito comunista italiano fa il punto di riferimento del proletariato,fedele all'idea democratica,sempre piu europeista e autonomo dall'Unione Sovietica.A partire dal 1991 il nome fu trasformato in Partito della Sinistra e il Pds,capeggiato da Achille Occhetto e Massimo D'Alema,viro' verso una socialdemocrazia che amava definirsi postcomunismo.Nel 1998 un nuovo cambio di nome: Democratici di Sinistra .Il Ds,capeggiato da D'Alema ,Veltroni e Fassino,si coloro' di "liberalismo sociale".A partire dal 2007 il nome mutò ancora una volta in Partito democratico e il Pd,capeggiato da Veltroni,Franceschini,Bersani ed Epifani,viro' ancora colorandosi ,oltre che di liberalismo sociale,anche di cristianesimo sociale.A questo punto il partito era pronto ad approdare ,sotto le mentite spoglie del Pd,in una formazione politica compiutamente liberista  che,secondo voci insistenti ,si sarebbe chiamata Partito della Nazione.Per compiere questa quarta e ultima mossa necessaria per dichiarare scacco matto al comunismo e alla socialdemocrazia è stato scelto Matteo Renzi che,in soli due anni ,ha fatto tutto il lavoro sporco:ha emarginato i sindacati,ha ridotto le tasse,ha avviato il condono dei capitali all'estero,ha rottamato Equitalia e cancellato molte sanzioni relative,ha impoverito il welfare ,ha abolito l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori,ha distribuito a pioggia ,in chiave populista,alcuni sussidi destinati piu a procurare consensi che a incoraggiare i consumi ,ha cercato di modificare la Costituzione in senso piu accentratore.Intanto i poveri sono.raddoppiati ,i disoccupati sono leggermente diminuiti in coincidenza con alcuni incentivi finanziari alle imprese,i lavoratori hanno perso le garanzie dell'articolo 18.
Trattenendo nel partito la sempre piu esigua e innocua fazione socialdemocratica (Bersani,Cuperlo e Speranza),Renzi ha cercato di salvare la parvenza di sinistra  necessaria a nascondere e concludere la virata a destra.Nello stesso tempo ha sperato che la base sociale del partito si svuotasse dei proletari refrattari  sostituendoli con elettori borghesi in fuga dalla destra berlusconiana.

lunedì 28 agosto 2017

Da Chicago:"I governi rompono troppo le scatole"




Chicago,capitale del neoliberismo ,è normale che si sentono dire queste cose.Per loro dovrebbero comandare solo i grandi colossi bancari e le grandi multinazionali.

Eugene Fama ,premio Nobel per l'economia 2013 e professore all'università di Chicago:

"Draghi sta facendo un buon lavoro ,la Bce ha imboccato la stessa strada percorsa dalla Federal Reserve anni prima e il suo corso  sarà forse un po' piu lungo ,anche per le caratteristiche dei mercati e dell'economia dell'Eurozona".

"Le misure di sostegno alla crescita servono senz'altro,specie all'indomani  di una crisi da cui l'Europa esce assai malconcia.Ma i vostri problemi hanno radici piu profonde"

"In Europa ,specie in alcuni Paesi,le dimensioni del settore privato sono davvero ridotte.C'è troppo Stato ,il governo sono ingombranti.Un recente rapporto parlava  di una presenza del pubblico nelle attività produttive pari a circa il 68% facendo  una media .C'è troppa interferenza e burocrazia e questo non aiuta la crescita sostenibile e dinamica"

"Servono a una semplicazione dal punto di vista burocratico e governi meno ingombranti.A proposito di deregolamentazione Janet Yellen ha ragione a difendere il proprio operato e quello della precedente amministrazione in termini di riforme volte a rafforzare il sistema finanziario.Sono stati fatti importanti migliorie in termini di requisiti di capitale degli istituti di capitale degli istituti bancari americani e questo ha reso piu vigorosa la resilienza del sistema nel suo complesso"

Da La Stampa del 26 agosto 2017-Jackson Hole

domenica 27 agosto 2017

Beniamino Andreatta descritto da Ferruccio De Bortoli




Ferruccio De Bortoli difende con decisione le idee  economiche di Beniamino Andreatta. Interessante la sua descrizione ma meriterebbe altro. Grazie a lui l'talia fu svenduta alla grande finanza internazionale, il debito pubblico all'improvviso si alzò  e ora stiamo pagando un prezzo salatissimo.


Nino Andreatta è sempre stato per noi giornalisti un interlocutore scomodo.Intervistarlo non era facile.Ci si sentiva sempre sotto esame.Gian Antonio Stella ,in un'intervista sul "Corriere" che appare nel bel volume a cura di Mariantonietta Colimberti ed Enrico Letta,scrive "Una gamba buttata sulla scrivania a sinistra,l'altra spericolatamente incrociata a destra,le scarpe numero 43 ben piantate in fronte al cronista."Era sarcastico nel notare i nostri limiti,impietoso nel segnalare gli errori.Tutt'altro che seduttivo, non era un politico storytelling,nè un leader che tentasse di affascinare il pubblico e la platea con una simpatia artefatta, una comunicazione precostruita.Tutto il contrario.Ma la sua intelligenza era contagiosa,colpiva l'articolazione del pensiero,la logica ferrea dei suoi ragionamenti.Non era simpatico, ma lo ammiravamo.
In uno dei tanti difficili weekend della lira agli inizi degli anni ottanta, io all'epoca lavoravo come redattore alla sezione economica del "Corriere" ,chiamammo casa Andreatta.E ci rispose credo il figlio Filippo.Alla domanda "dov'è il ministro?"  la risposta sicura,senza ombra di dubbio fu;"E' a Bruxelles".E il fatto che il ministro del Tesoro fosse partito all'improvviso fece crescere forte in noi il sospetto che l'Italia stesse per svalutare la lira o,come si diceva a quel tempo,chiedere il riallineamento all'interno del Sistema monetario europeo.Preparammo  svariate pagine,sicuri che nel weekend la svalutazione sarebbe stata ufficialmente confermata.La sera tardi arrivò una telefonata,tra l'indispettito e il divertito,dello stesso Andreatta."Scusateci ,non è vero niente,non sono partito per Bruxelles".Rimanemmo di sasso.Un collega disse:"Ma è uno scherzo da prete".Uno piu anziano ci ricordò che non aveva mai conosciuto,da cattolico praticante,un politico democristiano così laico e così coraggioso anche contro la Chiesa.
In quegli anni in cui fummo anche noi travolti dallo scandalo P2 e dal crac del Banco Ambrosiano,rimanemmo ammirati dal discorso che Andreatta fece in parlamento il 2 luglio 1982.Un atto d'accusa contro lo IOR" che in alcune operazioni con il Banco Ambrosiano", sono le parole di Andreatta,"appare assumere la veste di socio di fatto.".Questo coraggio fu pagato con lunghi anni di ostracismo e isolamento anche all'interno del suo partito.E credo che su quell'atteggiamento di esclusione poco ancora si sia scritto e molte responsabilità debbano ancora essere messe in luce.Restiamo,ancora un pò su questo aspetto così forte e coraggioso dell'Andreatta politico.Trovo sia di grande attualità ,e non è l'unico ,tra i tanti interventi raccolti nel volume di "Ariel" ,quello pronunciato a un convegno della sinistra DC, a Lavarone,il 29 agosto 1992,nel quale Andreatta rivolge una preghiera,sulla questione morale,a tutto il mondo cattolico:"Io so che la tradizione della teologia morale è stata ed è molto attenta ai problemi dell'usura della simonia...ben poco si trova sulla corruzione.Lo troviamo nella Bibbia,ma non nella teologia morale."Andreatta ricorda che nel Deuteronomio Dio non chiede la shohad,il dono o se volete la tangente,giudica la causa della vedova e dell'orfano senza lasciarsi corrompere dal loro ricco avversario.Andreatta credeva alla politica come un sacerdotizio laico.In una visione piu calvinista che cattolico-romana.Le eccezioni e le deroghe erano in cedimento al rigore, non una necessità dovuta all'inevitabile mediazione degli interessi."La politica," diceva, "è rischio , è rottura di quel castello  incantato di impotenze che spesso ci avvincono nei loro nodi e nei loro ceppi."Confessa,sopratutto dopo il sequestro e l'uccisione di Moro,tutta la propria intransigenza nei confronti di comportamenti ambigui e ipocriti,anche e sopratutto all'interno del suo partito.Il connubio tra politica e affari,che esploderà con le inchieste di Mani pulite,è all'origine del declino di tutte le virtù repubblicane.Intravede come l'invadenza del sistema dei partiti (lo chiama l'Anonima partite,ma perchè all'epoca c'era l'Anonima sequestri) porterà inevitabilmente alla crisi della democrazia e all'insorgere di movimenti populisti ,come la Lega.Nelle polemiche acerrime con i socialisti,emerge un altro dei grandi temi della malattia italiana;l'occupazione delle istituzioni "come bottino di guerra".La spartizione delle spoglie,in un'interpretazione del tutto peculiare di un principio di alternanza anglosassone.La lottizzazione determina una distruzione dei valori intimi del politico,che appare sempre meno agli elettori un proprio rappresentante e sempre piu l'esponente di una confraternita degli affari del tutto autoreferenziale.Una dura critica era rivolta all'omertà della classe dirigente privata,alla borghesia produttiva,alla pigrizia indolente delle tante corporazioni.La frase che pronuncia dopo il caso Ambrosiano: "Ho dovuto aspettare che un banchiere pendesse da un ponte di Londra:la comunità dei banchieri non aveva saputo cacciarlo prima",quante volte è stata,purtroppo d'attualità,anche in anni in cui Andreotti non aveva voce o era già morto? Ricordo la battuta sferzante sulle architetture assiro-babilonesi di alcuni istituti di credito impegnati a far sfoggio del proprio potere.E quando mi ritrovai all'inaugurazione di una fantasmagorica sede di una Popolare molto celebrata prima del crac,nella zona sud di Milano,non potei che pensare alla battuta di Andreatta.
La lettura di uno scritto di Andreatta apparso sul "Mulino" ormai piu trent'anni fa andrebbe consigliata in una lezione di educazione civica,ammesso che se ne facciano ancora,e in un corso di partito,se ne fanno ancora nonostante tutto.Il dibattito,oggi assai povero e irritante,tra rigore e sviluppo,come se fossero agli antipodi, ne riceverebbe un grande beneficio. Andreatta cita Vanoni il quale dice,siamo nel 1953,che "non è possibile per nessun paese,e tanto meno per un paese povero di capitali come il nostro,fare una politica permanente di disavanzo senza compromettere la stabilità della moneta".Andreatta ricorda Moro ,dal 1963 al 1968,negò ai socialisti riforme prive di copertura .Ma il "praticismo doroteo" diede il via,negli anni settanta,a una lunga stagione di riforme senza copertura,quella sanitaria e quella pensionistica."La nostra generazione",notava Andreatta ,senza avvertire i pericoli,ha preferito allontanare i problemi,ha scelto di costituirsi il suo stato sociale a spese delle generazioni future".Questo passaggio è di grande attualità e ci interroga sulla sostenibilità del nostro welfare,che presto porrà la politica davanti al tema spinoso di non poter garantire un servizio universale in molte delle prestazioni di base.Questa deriva Andreatta l'aveva colta con grande lucidità.

da POTERI FORTI (O QUASI). Ferruccio de Bortoli (La nave di Teseo)

venerdì 25 agosto 2017

Nella dittatura neoliberista serve solo lo schiavo



Il lavoratore,nel neoliberismo,non serve.È un di piu che tuttavia si accetta nel processo transitorio.Lo abbiamo ripetuto tante volte:merchant bank,agenzie di rating,club elitari alla Davos,alla Aspen, alla Commissione Trilaterale o al Bilderberg non hanno mai nascosto la loro allergia per le Costituzioni nazionali,tanto piu quelle con un'impronta socialista.L'impianto costituzionale a difesa del lavoro,è culturalmente troppo lontano dall'agenda di questi nuovi,moderni pensatori. Chiedono riforme e ancora riforme.Pensioni e lavoro sono da smantellare.
I trattati internazionali da loro partoriti offrono gli strumenti per espiantare la piena occupazione,con la pienezza dei diritti:è tutto nero su bianco.Hanno partorito loro i contratti light,le retribuzioni light,il lavoro smart come un passatempo.È figlio della loro cultura il mondo virtuale che essi stessi propinano come unico mondo alle giovani generazioni.Tutto passa dalle app,dalla rete.Ed è un tutto che i cittadini stanno pagando a caro prezzo senza nemmeno accorgersene.Ci stiamo facendo complici di una rivoluzione che subiamo e che capiremo troppo tardi perché abbiamo la testa rivolta verso il basso,perché siamo costantemente connessi a una idea di modernità fasulla.
Il nostro egoismo non si accorge che Amazon ,che le casse automatiche nei supermercati,nelle stazioni e negli aereoporti ,che le app tipo Uber,Foodora e compagnia cantante,sono una falce mortale per molti posti di lavoro che non torneranno piu.Il restare sempre connessi a testa bassa non ci rende piu consapevoli della rivoluzione in corso.A noi va bene comprare i biglietti online,farci portare la spesa o la cena  da runner sottopagati:a noi va bene  perché la velocità delle nostre vite ci assolve.Ma quando poi quello stesso meccanismo  distruggerà  il nostro posto di lavoro? Già,perché la robotizzazione non guarderà in faccia a nessuno.Se una cassa automatica o una macchinetta di biglietteria self service può provocare il prepensionamento del personale di biglietteria,perché un software non dovrebbe mandare a casa una segretaria o addirittura un avvocato o ancora un bancario e un trader? La logica non è la stessa? Si risparmia,costa meno e produce di piu.Che senso ha sbattersi  sindacalmente per salvare i posti di lavoro nei call center quando una voce educata e standart ci darà tutte le risposte che vogliamo?
Per farci stare sereni ,una commissione giuridica del parlamento europeo ha approvato una relazione che definisce i robot persone elettroniche.

giovedì 24 agosto 2017

Le disuguaglianze in Germania..E questo sarebbe un modello da seguire?

FT – Germania: il divario nascosto nel paese più ricco d’Europa

di Henry Tougha - agosto 22, 2017



Finchè la gente non si sforzerà a capire cos'è la società neoliberista, non capirà mai che le diseguaglianze sono uguali in ogni angolo del pianeta.Provate a presentarvi in Germania senza nessun titolo di studio e poi vedrete che vita vi aspetta.

da www.vocidallestero.it

di Stefan Wagstly, 17 agosto 2017

Sopravvivo, ma non vivo” dice Doris, infermiera 71enne in pensione nell’ex città mineraria di Gelsenkirchen in Germania. “Non ho soldi per andare a vedere un balletto, nemmeno 10 euro per il cinema. Ma quello che mi rode di più è non potermi permettere di fare regali ai miei nipoti.

Doris mette in luce una scomoda verità: il fatto che, sebbene Angela Merkel affermi che oggi si vive “nella migliore Germania che sia mai esistita”, molti poveri nel suo paese la pensano diversamente.

Le elezioni parlamentari di settembre potrebbero offrire a queste persone la possibilità di far sentire la propria voce. Martin Schulz, il leader socialdemocratico e principale avversario della cancelliera, sta mettendo il tema della disuguaglianza sociale al centro della propria campagna elettorale. Lo slogan principale dell’SPD recita: “È tempo di maggiore uguaglianza, è tempo per Martin Schulz”.

Porre l’accento sulla disuguaglianza potrebbe sorprendere, dato che il resto del mondo industrializzato guarda con invidia alla performance economica tedesca. La Germania è un paese ricco, con il più elevato reddito pro-capite tra i grandi paesi della UE, davanti a Gran Bretagna, Francia e Italia. La disoccupazione è ai livelli più bassi della UE: il maggior grattacapo degli industriali tedeschi è trovare lavoratori.

Ma per molti tedeschi le disuguaglianze tra ricchi e poveri hanno un peso notevole, come ha evidenziato Schulz. E queste preoccupazioni sono particolarmente forti perché molti tedeschi hanno a lungo creduto di vivere in una società equa come poche altre, dopo che la seconda guerra mondiale aveva spazzato via le vecchie élite e lasciato un paese con meno disparità.

In un recente sondaggio della televisione ARD i votanti hanno indicato la disuguaglianza sociale come il più grande problema del paese dopo la politica di Berlino sui rifugiati. La disoccupazione, un problema cruciale  per gli altri paesi UE, è solo al quinto posto.

Gelsenkirchen sta all’estremo della scala economica della Germania, ben lontana da metropoli ricche come Amburgo, Francoforte e Monaco di Baviera, e dalle centinaia di piccole città industriali che formano la spina dorsale dell’economia del paese.

Come in molte altre città povere i problemi non sono immediatamente evidenti: con l’aiuto dei fondi forniti dal governo centrale Gelsenkirchen ha costruito un centro commerciale moderno, una rinomata sala di concerti e uno stadio di calcio di livello internazionale per la squadra Schalke 04, che gioca nella Bundesliga.

I residenti che passeggiano per le strade nelle giornate di sole non sembrerebbero fuori luogo in una località di villeggiatura, con T-shirt, jeans e scarpe da ginnastica. Come dice Annette Berge, capo dei servizi sociali della città: “Si vede la povertà a Gelsenkirchen? No, perché i servizi di assistenza sociale non sono così miseri che la gente per strada debba apparire povera. Si assicurano che i loro figli possano vestirsi dignitosamente. Ma senza posti di lavoro non possono permettersi nient’altro”.

Molti vicini di Doris a Gelsenkirchen sono sulla stessa barca. Colpiti dal declino del carbone, che un tempo la rese ricca, la città è oggi tra le più povere della Germania. Il tasso di disoccupazione l’anno scorso era al 14,7 percento, il più elevato di qualsiasi grande città o borgo, e ben al di sopra del 5,5 percento, che è il livello medio nazionale. I redditi delle famiglie sono tra i più bassi, e così le condizioni di salute, perfino tra i bambini più piccoli.

Queste situazioni stanno diventando oggetto di dibattito politico in Germania. Marcel Fratzscher, capo del centro di ricerca economica DIW e consigliere dell’SPD, dice: “L’economia sta andando bene. La grande preoccupazione è per quelli che vengono lasciati indietro”.

I conservatori che sostengono la Merkel non sono d’accordo su questo punto. Loro ammettono la necessità di assistere specifici gruppi svantaggiati, come i pensionati poveri o i disoccupati di lungo periodo, ma non vedono un problema generale di disuguaglianza. Michael Hüther, direttore dell’ Institute for Economic Research, dice: “Rispetto ad altri paesi, alle crisi e agli altri cambiamenti nell’economia mondiale, la Germania non è in una brutta posizione. Non vediamo la necessità di affrontare il problema della disuguaglianza in quanto tale”.

Tuttavia, questa settimana in una intervista su YouTube con molti giovani presentatori, la Merkel ha ammesso che la disuguaglianza sta diventando un problema politico. “Veramentemolte persone ne sono preoccupate”, ha detto.


Ma quanta disuguaglianza c’è in Germania? E come è cambiata nei 12 anni del governo Merkel? I dati suggeriscono che dal 1990, anno della riunificazione, ad oggi, in Germania le disparità sono realmente aumentate. Ma negli ultimi cinque anni alcune disuguaglianze sono diminuite grazie alla crescita della produzione, dei posti di lavoro e dei salari.

In termini di redditi delle famiglie, che forse è l’indicatore principale della disuguaglianza generale, la Germania è vicina alla media europea. Ma in termini di ricchezza la Germania è significativamente più disuguale rispetto agli altri paesi, con le famiglie più ricche che controllano una quota della ricchezza più ampia rispetto agli altri paesi dell’Europa occidentale. Il 40 percento dei tedeschi più poveri non possiede praticamente alcun bene patrimoniale, nemmeno dei risparmi in banca.

Per quanto riguarda i redditi, il divario tra il 10 percento dei più poveri e quello dei più ricchi ha iniziato ad allargarsi dalla metà degli anni ’90. Accade in larga misura per le stesse ragioni degli altri paesi del mondo sviluppato: globalizzazione e perdita di posti di lavoro tramite cambiamenti tecnologici.

Dopo un periodo di iniziale stagnazione dopo la riunificazione, la Germania è tornata a crescere grazie a un boom delle esportazioni combinato con una moderazione salariale da parte dei sindacati, e col pacchetto Hartz IV per il mercato del lavoro e le riforme dell’assistenza sociale, che hanno spinto sempre più disoccupati al lavoro.

Gli effetti economici complessivi sono stati molto ampi, riportando la Germania alla testa della UE e cementando il sostegno a favore della Merkel, che è giunta al potere nel 2005. Le riforme Hartz IV erano state comunque ereditate dal governo precedente dei socialdemocratici di Gerhard Schröder.

Ma se la disoccupazione è diminuita, le persone a reddito basso guadagnano comparativamente sempre meno rispetto ai lavoratori ben pagati. Negli ultimi cinque anni questo divario si è leggermente ristretto, perché i sindacati hanno ottenuto qualche aumento e l’introduzione di un salario minimo per legge, nel 2015, ha contribuito a sostenere i redditi.

Un ruolo importante nel ridurre la disoccupazione e aumentare il numero degli occupati al livello record di 44 milioni ha avuto l’espansione dei “mini” job, posti di lavoro part-time deregolamentati, che sono passati da 4,1 milioni nel 2002 a oltre 7,5 milioni quest’anno. I loro sostenitori dicono che hanno contribuito a creare opportunità di lavoro, ad esempio per madri con figli piccoli, studenti e pensionati. Ma i critici affermano che questi mini-job hanno spesso rimpiazzato posti di lavoro a tempo pieno, specialmente nei settori della ristorazione e della vendita al dettaglio. Il sindacato DGB dice che, anziché aprire la strada a posti di lavoro permanenti, i mini-job sono diventati per i lavoratori un vicolo cieco.

Essendo consapevole di quante famiglie oggi vivano dei mini-job, Schulz sta guardando al problema con una certa attenzione. L’impegno principale della sua campagna contro la disuguaglianza è quello di alzare le tasse sui redditi più alti per finanziare sgravi fiscali sui redditi medio-bassi. La Merkel ha contrattaccato offrendo sgravi fiscali a tutti, finanziandoli coi surplus di bilancio.

Ci vorrebbe un cambiamento molto più drastico sui redditi per contrastare una causa ancora più grande di disuguaglianza in Germania, ossia la distribuzione della ricchezza tra ricchi e poveri, che è straordinariamente iniqua. Se il paese non ha quell’abbondanza di miliardari che si trovano, ad esempio, nel Regno Unito, ha però una pletora di milionari, spesso concentrati nelle famiglie che possiedono industrie medio-grandi.

Fratzscher, il consigliere dell’SPD, ha detto: “Il 10 percento dei più ricchi ha una grossa concentrazione di ricchezze, spesso in termini di mezzi di produzione, e questa concentrazione cresce generazione dopo generazione. Il 40 percento dei più poveri invece non possiede nulla”.

Ci sono tre fattori all’opera, in questo. Primo punto, solo il 45 percento dei tedeschi possiede la casa nella quale vive. Tutti gli altri sono in affitto, specialmente nelle grandi città, dove le proprietà immobiliari hanno il valore più elevato. Il fatto che non ci fossero molti speculatori ha fatto in modo che i prezzi restassero abbastanza stabili per decenni, ma si sono rapidamente alzati nelle grandi città dopo la crisi finanziaria globale del 2008. Questo ha ulteriormente ampliato il divario tra gli abbienti e i nullatenenti. Se il mercato offre comunque alloggi a prezzi accessibili, scoraggia i proprietari a investire in ciò che altrove è un modo comune per mettere da parte della ricchezza.

Secondo punto, le pensioni di stato sono generose con quelli che, a differenza di Doris a Gelsenkirchen, sono stati impiegati a tempo pieno per la maggior parte della loro vita lavorativa. I ricchi si garantiscono una pensione con i fondi privati, ma il tedesco medio non se lo può permettere. In teoria le pensioni pubbliche dovrebbero essere un modo altrettanto sicuro delle pensioni private per garantirsi un reddito in età avanzata, al pari delle pensioni private negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Ma l’investimento manca di flessibilità. Per esempio, è impossibile andare in pensione prima e ottenere un riscatto dell’intera somma, che potrebbe essere usata per avviare un’attività produttiva.

Infine, l’imposta di successione in Germania favorisce i proprietari di impresa. Le regole permettono un’esenzione dalla tassa di successione sulle ricchezze investite in attività produttive, purché gli eredi si impegnino a mantenere i posti di lavoro. Un effetto collaterale di questo approccio pro-imprese è che i ricchi tedeschi sono incoraggiati a diventare sempre più ricchi tenendo i soldi nelle attività avviate dalla famiglia anziché, come spesso fanno le loro controparti non-tedesche, spenderli in altro come beni di lusso o opere d’arte.

La coalizione conservatori-SPD guidata dalla Merkel lo scorso anno ha avuto l’opportunità di rivedere radicalmente la legge, dopo che la Corte Costituzionale aveva stabilito che i vantaggi accordati ai proprietari di impresa erano sproporzionatamente favorevoli. Ma il governo si è limitato a correzioni minori, e ci sono state poche proteste nell’opinione pubblica, ad eccezione dell’estrema sinistra.

Una seria riforma dell’imposta di successione non è nel programma di Schulz. Molti tedeschi condividono l’idea di Hüther, l’economista pro-imprese, che dice: “Non vedo un problema di disuguaglianza… perché i proprietari di piccole imprese sono vincolati al mantenimento dei posti di lavoro a beneficio della comunità, in cambio di uno sgravio fiscale”.

La disuguaglianza nella distribuzione di ricchezza e redditi aumenta la disuguaglianza sociale. Le scuole tedesche reggono bene il confronto con le loro controparti europee nei test internazionali PISA condotti dall’OCSE nei paesi industrializzati sui livelli di istruzione raggiunti. Ma fanno peggio che negli altri paesi se si considera il divario tra i bambini di famiglie ricche e quelli di famiglie povere. Nel 2015 la condizione economica di uno studente spiegava il 16 percento delle differenze nel successo scolastico in Germania, rispetto al 13 percento della media OCSE. Si tratta comunque di un miglioramento rispetto al 20 percento del 2006.

Allo stesso modo, nella salute c’è un profondo divario tra i ricchi e i poveri, che sembra essere più ampio in Germania che nella media dei paesi UE. In Germania il divario tra ricchi e poveri in termini di come percepiscono la propria salute è più ampio che in tutti i paesi OCSE, ad eccezione di quattro.

A queste disuguaglianze si somma un divario regionale che persiste tuttora. Sebbene dopo la riunificazione del 1990 la Germania est abbia fatto progressi,  i redditi rimangono più bassi di un terzo rispetto ai livelli della Germania ovest. I giovani hanno smesso di emigrare a frotte, ma il resto della popolazione sta invecchiando più rapidamente che nell’ovest, perché gli immigrati più raramente si recano nella parte est del paese. Con il 24 percento della popolazione over-65, la Germania est sarebbe, se fosse uno stato indipendente, il più anziano del mondo.

Ad ogni modo, come esemplificato dalla città di Gelsenkirchen, le sacche di deprivazione e povertà non si limitano alle regioni dell’est. “I ricchi se ne vanno dai quartieri poveri, e persone povere affluiscono”, dice Dieter Heisig, pastore protestante che ha prestato servizio nella città per più di 30 anni. “Non vorrei dover dire che abbiamo dei ghetti, qui in Germania, però li abbiamo”.

mercoledì 23 agosto 2017

Presto avremo una nuova classe di persone... la classe inutile...




E' esattamente la classe che vuole creare il Movimento 5 Stelle...

Molti mestieri potrebbero sparire nel giro di pochi anni.Man mano che l'intelligenza artificiale supererà l'essere umano  in tutte le cose che fa ,prenderà il suo posto anche nel lavoro.Probabilmente nasceranno nuove professioni,per esempio quella di designer di mondi virtuali.E anche se riuscissero  in qualche modo a reciclarsi ,la velocità del progresso è tale che nel giro di altri dieci anni dovranno inventarsi un nuovo lavoro.Il problema fondamentale non è creare nuovi mestieri,ma creare nuovi mestieri che gli esseri umani siano in grado di fare meglio degli algoritmi.Di conseguenza,entro il 2050  emergerà una nuova classe di persone:la classe inutile.Persone non solo disoccupate ,ma inoccupabili.
La stessa tecnologia che rende l'essere umano inutile potrebbe rendere possibile mantenere le masse inoccupabili attraverso il reddito minimo.Il vero problema,a quel punto,sarà tenere le masse occupate e appagate.Le persone devono essere impegnate in attività che abbiano un senso,altrimenti impazziscono.Cosa farà tutto il giorno la classe inutile?
Una risposta potrebbe essere "giocherà ai videogiochi".Le persone economiche superflue trascorreranno sempre piu tempo all'interno di mondi virtuali ridimensionali capaci di dargli molte piu emozioni ,molto piu coinvolgenti del "mondo reale".Se ci pensiamo bene,è una soluzione antichissima.Da migliaia di anni miliardi di persone trovano un significato nei giochi di realtà virtuale,che in passato si chiamavano "religioni".Cos'altro è la religione se non una grande partita virtuale giocata da milioni di persone?
L'idea di trovare un significato nella vita giocando alla realtà virtuale,ovviamente,non riguarda solo le religioni.Anche il consumismo è un gioco di realtà virtuale.Si guadagnano punti comprando  un'auto nuova,scegliendo prodotti costosi e andando in vacanza all'estero ,e chi ha piu punti degli altri racconta a se stesso di aver vinto la partita.Qualcuno obiettera' che alle persone le macchine e le vacanze piacciono davvero.
In Israele c'è un segmento della società che può essere considerato una specie di laboratorio su come vivere una vita appagante in un mondo post-lavoro.Una percentuale significativa dei maschi ebrei ultraortodossi  non lavora mai,ma passa tutta la vita a studiare le  sacre scritture e a svolgere riti religiosi.Queste persone,però,non muoiono di fame,un po' perché spesso le mogli lavorano ,e soprattutto perché lo stato li mantiene con generosi sussidi.Anche se di solito vivono in povertà,grazie all'aiuto dello stato riescono a far fronte alle necessità fondamentali della vita.È un esempio di reddito minimo.Anche se sono poveri e non lavorano mai, in tutti i sondaggi questi maschi ebrei ultraortodossi fanno registrare livelli di soddisfazione piu alti rispetto alla media della società israeliana .Negli studi internazionali Israele è quasi sempre nei primi posti ,anche grazie al contributo di questi "giocatori profondi" disoccupati.
Non c"e bisogno di arrivare fino Israele per avere un esempio del mondo postlavoro.Se avete a casa un figlio adolescente appassionato di videogiochi potete fare l'esperimento da soli.Dategli un sussidio minimo di Coca Cola e pizza,smettete di controllarlo e non chiedetegli di lavorare.L'esito piu probabile è che resterà nella sua stanza per giorni,incollato allo schermo.Non farà i compiti né aiuterà a casa nella sua stanza per giorni,incollato allo schermo.Non farà i compiti né aiuterà a casa,salterà la scuola,i pasti e le docce e non andrà piu a dormire.Ma difficilmente si annoiera'  o soffrirà per mancanza  di obiettivi.Almeno non a breve termine.
In ogni caso la fine del lavoro non comporterà necessariamente una perdita di senso ,perché il senso della vita nasce dall'immaginazione ,piu che dal lavoro.Il lavoro è fondamentale solo per certe ideologie e in certi stili di vita.I signorotti di campagna nell'Inghilterra del settecento,gli ebrei ultraortodossi e i bambini di tutte le culture e le epoche trovavano  enorme interesse e significato nella vita anche lavorare.

YUVAL NOAH HARARI -The Guardian

martedì 22 agosto 2017

La scarsa eticità dell'industria farmaceutica



Esagerando in certi atteggiamenti che di etico non hanno nulla,le industrie farmaceutiche hanno gettato al vento quell'aureola di sacralità che le circondava.Da tempo altro non sono che aziende industriali e commerciali come qualunque altra,e, come qualunque altra ,mirano a fare lucro ,cosa assolutamente ineccepibile.Quando,però il lucro viene dalla salute, una certa delicatezza,per non dire altro,dovrebbe essere d'obbligo.I fatti dicono, invece, che disturbi fisici di piccola o nessuna portata sono trasformati in problemi medici da affrontare con poderose (e costose) armi spiantate,e che sono proposti,in maniera che a volte trascende nella vera e propria intimidazione ricattatoria come quella messa in atto nei confronti dei genitori  di neonati ,mezzi preventivi e terapeutici esaltandone le proprietà benefiche e facendone i rischi.
Ormai celeberrima l'intervista del 1976 rilasciata alla rivista "Fortune" da Henry Gadsen,il direttore del gigante farmaceutica Merck ,poco prima di andarsene in pensione. Gadsen si lamentava del fatto che si producessero medicinali solo per i malati (eravamo nel 1976) quando il suo sogno era trattare farmacologicamemte anche i sani,acquisendo ,cosi, il mondo intero come cliente potenziale.Il 2 settembre 2009 il New York Times pubblicò in prima pagina un articolo in cui raccontava di come alcune industrie farmaceutiche che stessero lavorando sul cancro ,malattia fino a quel momento largamente ignorata,per cavare quattrini a chi di cancro stava morendo.Disse testualmente:" Recenti scoperte scientifiche hanno suggerito nuovi obiettivi da attaccare da parte dei ricercatori nel settore dei farmaci anticancro.E mentre le industrie farmaceutiche vedono diminuire i profitti da colonne portanti come il Lipitor ,i prezzi alti che possono arrivare dai farmaci anticancro sono diventati un'attrazione irresistibile".
Non si può nascondere come la stragrande maggioranza dei medici impegnati nei tipi di ricerche di cui sopra e, in verità,nella grandissima maggioranza delle ricerche in campo medico  sia in evidente conflitto d'interessi,ricevendo i finanziamenti proprio dalle industrie farmaceutiche.In poche parole,se si vuole continuare a mantenere un laboratorio,se si vuole continuare ad andare a congressi  (con qualche svago ammesso),se si vuole continuare a pubblicare articoli ,se su vuole fare carriera,non si deve scontentare chi ci mette i quattrini.
È altrettanto un fatto che l'arrivo di un farmaco è preparato con tecniche  di mercato del tutto  identiche a quelle di qualunque altro prodotto e che i medici  dal cui ambulatori si esce con una ricetta fatte di tante.voci sono i piu coccolati da chi può aiutarli sia economicamente sia in termini di una visibilità che porta a fare a carriera e,come effetto collaterale,denaro.
Insomma,tanti malati o presunti tali uguale a tanti quattrini e,rapidamente il sogno di Gadsen si sta avverando.

Da VACCINI SI O NO? -Stefano Montanari e Antonietta Gatti (Macro Edizioni)

lunedì 21 agosto 2017

Versare 8.000 euro ad una cooperativa per guadagnare 150 euro al mese...



Ennesimo esempio che dimostra che l'Italia è il paese piu ipocrita del mondo, una Costituzione bella  sulla carta ma irrealizzabile. ovrebbe garantire dignità al lavoratore e invece tutti i giorni saltano fuori storie come queste.E la gente cosa fa? Invece di unirsi accetta questi lavori ,la schiavitù e poi si lamenta.APATIA


Pagare per lavorare.Oltre 8.000 euro da versare al datore di lavoro per riceverne 150 al mese. La vicenda risale al 2016 ma ha prodotto i suoi sconcertanti effetti soltanto poche settimane fa,quando è approdata al Servizio vertenze legali dalla Camera del lavoro di Milano.Una donna di 52 anni ,con la necessità di integrare un reddito familiare tutt'altro che pingue,in maggio trova lavoro presso la Cooperativa Morelli:dovrà occuparsi delle pulizie in una boutique in via della Spiga.Si tratta soltanto di sette ore alla settimana,quanto basta per mettere insieme poco piu di 150 euro al mese.Meglio di niente,e poi lascia tempo libero per cercare qualcos'altro. Cosi  la signora accetta,anzi firma un contratto,addirittura un'assunzione a tempo indeterminato.
Il rapporto di lavoro,però,si interrompe dopo sei mesi,in ottobre 2016,alla scadenza dell'appalto per le pulizie nella boutique.Ma è soltanto nel luglio scorso che la signora riceve la sorpresa:una lettera formale della cooperativa che le ricorda,anzi le sollecita il saldo  della "quota sociale" ,sottoscritta ,ricorda la lettera ,all'atto dell'assunzione: 8.250 euro..A riprova della correttezza formale dell'operazione,la cooperativa precisa anche che, per effetto di una riduzione del capitale sociale,la somma  si è nel frattempo ridotta a 6.904.66 euro,che,al fine di agevolare il versamento potranno essere versati a rate,previa però formale richiesta indirizzata al consiglio di amministrazione.E nell'ultimo paragrafo il monito: la signora dovrà fare positivo riscontro entro 15 giorni altrimenti  la società alla via giudiziaria con aggravio di costi a suo carico.

Da Il Corriere della sera del 21 agosto 2017.Giampiero Rossi.

domenica 20 agosto 2017

I bunkers sotterranei degli uomini di Silicon Valley e Wall Street

Risultati immagini per steve huffman


Steve Huffman, cofondatore e amministratore delegato di Reddit,un sito di notizie e intrattenimento che vale seicento milioni di dollari,è stato miope fino al novembre del 2015,quando ha deciso di sottoporsi a un intervento con il laser.Non lo ha fatto per comodità o per una questione estetica,ma per un motivo di cui di solito non parla: con una vista migliore spera di avere piu probabilità di sopravvivere a una catastrofe naturale o causata dagli esseri umani."Se finisse il mondo, o anche se solo scopiasse una grave crisi,mettersi  le lenti a contatto sarebbe una grande rottura di palle",mi ha detto."E io,senza quelle,sono fottuto.Huffman,che ha 33 anni e vive a San Francisco ,ha grandi occhi azzurri, folti capelli biondi sabbia e un'aria d'irriquieta curiosità.Quando frequentava l'università della Virginia gli piaceva partecipate alle gare di ballo e hackerare per scherzo il sito del suo  compagno di stanza. Quello  che gli fa paura non è un pericolo specifico,un terremoto causato dalla figlia di Sant'Andrea , una pandemia o una bomba atomica.Piuttosto  è spaventato dalle conseguenze di un "momentaneo collasso del governo e delle istituzioni", per usare le sue parole." Ho due motociclette,un pò di armi,munizioni,roba da mangiare.Immagino che potrei stare  al sicuro in casa mia per un bel po di tempo".
Il survivalismo ,l'addestramento alla sopravvivenza in vista del crollo della civiltà,evoca immagini precise: persone che vivono nel boschi e portano capelli di stagnola, folle isteriche,predicatori religiosi che annunciano la fine del mondo. Ma negli ultimi anni è arrivato anche a New York e nella Silicon Valley,tra manager delle aziende tecnologie ,gestori di fondi d'investimento e altri rappresentanti dell'èlite economica nella primavera del 2016,mentre la campagna elettorale per le presidenziali statunitensi rivelava le divisioni che sempre  il piu avvelenato l'America ,Antonio Garcia Martinez ,un ex manager di Facebook  di 40 anni che vive a San Francisco, ha comprato due ettari di terreno boscoso su un'isola  del Pacifico nordoccidentale e ci ha portato generatori pannelli solari e tante munizioni "quando la società perde di vista i suoi miti fondativi, sprofonda   nel caos,afferma  Garcia,che ha scritto Chaos Monkeys,un caustico racconto dei suoi anni nella Silicon Valley.Garcia voleva un rifugio lontano dalle che un uomo da solo posa in qualche modo resistere  alle folle scatenate",dice."ma non è così,ci vuole una milizia.Servono moltissime cose per sopravvivere all'apocalisse".Quando ho cominciato a parlare ai suoi colleghi del suo "piccolo progetto" anche loro  "sono usciti allo scoperto" e gli hanno raccontato di come ci stavano preparando."Chi vuole conosce bene il Paese capisce che in questo momento stiamo camminando sull'orlo del baratro.
Nei loro gruppi su Facebook ,ricchi survivalisti si scambiano consigli su maschere antigas,bunker e posti dove si può mettere al sicuro dagli effetti del cambiamento climatico.Uno di loro,che dirige un fondo d'investimento,mi dice " ho un elicottero con il motore sempre acceso,e ho un bunker sotteraneo con un sistema di filtraggio dell'aria.Dice che questi preparativi probabilmente lo collocano nella fascia piu "estrema" dei survivalisti".Ma aggiunge: "molti dei miei amici stanno comprando armi,motociclette e monete d'oro.Ormai non è piu una cosa insolita".
Tim Chang,che ha 44 anni e dirige il fondo d'investimento Mayfield,racconta: "nella Silicon Valley siamo in tanti.Ci troviamo a cena per parlare di finanza e di come stanno preparando.Le idee sono tante,dall'acquisto di Bitcoin e criptovalute alla possibilità di ottenere un secondo passaporto  o di comprare case vacanze in paesi che potrebbero essere rifugi sicuri.Sarò sincero: sto investendo nel settore immobiliare per  assicurarmi una rendita,ma anche per avere posti alternativi dove andare".Lui e la moglie,che lavora nel settore della tecnologia hanno le valige pronte per sè e per la figlia di 4 anni."Immagino sempre  scene di terrore",dice Chiang "se per caso scopiasse una guerra civile o ci fosse un gigantesco terremoto che spacca in due la California,vogliamo essere pronti".

Quando Marvin Liao,un ex dirigente di Yahoo che oggi è socio del fondo d'investimento 500 start up,ha cominciato a pensare a come prepararsi,ha deciso che le due riserve di acqua e viveri non erano sufficienti."E se qualcuno me le portasse via? Si è chiesto.Dice che non ha pistole e fucili,ma ha altre armi,e per proteggere la figlia e la moglie ha imparato a tirare con l'arco.
Per qualcuno è solo un gioco della "confraternita dei programmatori",una sorta di film di fantascienza nel mondo reale; per altri, come Huffman,è una preoccupazione che viene da lontano."tutto è cominciato quando ho visto il film Deep Impact,spiega.Nel film, uscito nel 1988,una cometa sta per schiantarsi nell'oceano atlantico e tutti devono salvarsi dallo tsunami che ne seguirà.Tutti cercano di andarsene e rimangono bloccati nel traffico.Si da il caso che passano su quel tratto di strada pensavo: devo procurarmi  una motocicletta perchè altrimenti sono fregato".
Huffman dice che in caso di catastrofe cercherebbe di formare una comunità:"stare con gli altri è la cosa migliore.Ho anche la convinzione un pò egocentrica di essere un buon leader.Probabilmente al momento buono sarei io il capo,comunque non uno schiavo".Da qualche anno è sempre piu preoccupato dell'instabilità politica degli Stati Uniti e dal rischio di gravi disordini."Se crollassero le istituzioni,la gente perderebbe la bussola,temo".Nei blog dei sovranisti questa situazione viene chiamata without rule of law ,cioè la "fine dello stato di diritto".Huffman è ormai convinto che la società si regga su un consenso molto fragile: "confidiamo nel fatto che il nostro paese funzioni,che abbiano una moneta forte, che la transizione  dei poteri avvenga in modo pacifico.Siamo convinti che tutte queste cose che ci stanno a cuore funzionino perchè ci crediamo.Penso che abbiamo una buona capacità di resistenza,ne abbiamo passate tante,e sicuramente tante ne passeremo ancora".
Mentre trasformava Reddit in uno dei siti piu visitati del mondo,Huffman si è reso conto che la tecnologia modifica i rapporti tra le persone,in meglio o in peggio.Ha visto come i social network possono ingigantire le paure della gente.E' piu facile farsi prendere dal panico quando si è tutti insieme",dice,sottolineando che "internet rende piu facile questo stare insieme",ma avverte anche le persone dei possibili rischi.Molto prima che la crisi economica finisse sulle pagine dei giornali,i primi sintomi apparvero  nei commenti degli utenti di Reddit."Le persone cominciano a parlare dei mutui.Erano preoccupate per i debiti degli studenti.Per i debiti in generale.Molti dicevano: "E' troppo bello per essere vero.C'è qualcosa che non mi convince", racconta Huffman,e aggiunge:"Forse in quei commenti c'era anche qualche falso allarme,ma in generale erano un buon termometro del sentimento popolare.Se questo edificio basato sulla fiducia sta per crollare,vedremo le prime crepe sui social network".
Come è possibile che la paura dell'apocalisse sia nata proprio nella Silicon Valley,un posto che è diventato il simbolo, quasi lo stereotipo,dell'incrollabile fiducia nella capacità dell'uomo di cambiare il mondo in meglio? In realtà i due impulsi non sono così in contraddizione tra loro.
La tecnologia premia la capacità d'immaginare futuri completamente diversi, spiega Roy Bahat ,che dirige la Bloomberg Beta,un fondo d'investimento  di San Francesco."Quando lo fai,di solito proietti le tue fantasie all'infinito e questo ti porta a concepire utopie e distopie", può ispirare idee estremamente ottimistiche ,i tentativi di congelare i cadaveri nella speranza che un giorno la scienza li possa resuscitare oppure scenari catastrofici.Chang,l'investitore che ha le valigie sempre pronte,mi ha detto:"In questo momento oscillo tra l'ottimismo e il terrore puro".
Negli ultimi il survivalismo è entrato nella cultura di massa.Nel 2012 il canale del National Geographic ha lanciato Doomsday preppers,un reality show su un gruppo di persone che si preparano alla fine del mondo.La prima puntata  è stata vista da piu di 4 milioni  di telespettatori e, alla fine della prima stagione,era il programma piu popolare della storia del canale tv.Da un sondaggio commissionato sempre dal National Geographic è emerso che il 40% degli statunitensi è convinto che accumulare provviste o costruirsi un rifugio a prova di bomba sia un investimento migliore che accantonare fondi per la pensione.

EVAN OSNOS -The New Yorker



venerdì 18 agosto 2017

JOBY WARRICK"Le forze del Califfato si spostano dall'Iraq"



Stamattina ho letto quasi tutti i quotidiani e come sempre non mi aspettavo granchè.Niente di nuovo.
Nessuno ha voluto rischiare ,tutti la stessa opinione.
Questi attentati li organizza la CIA, quella stessa CIA che qualche mese fa ha avvisato Barcellona che con molte probabilità ci sarebbe stato un attentato proprio in quel posto.Tanto per cambiare il responsabile era già noto alle forze dell'ordine ma nessuno l'ha tenuto d'occhio anzi, gli hanno permesso di noleggiare un furgoncino.
E poi :come mai Grecia, Italia e Portogallo non subiscono attentati? Perchè la loro polizia è piu brava? Ma per carità...non siamo stati capaci di catturare Igor a Budrio...

"L'Isis al momento sta impegnando molte forze per difendere i possedimenti residuali del "Califfato" in Siria e Iraq.Non è solo una questione di vendetta per le ultime ,devastanti sconfitte militari sul campo,come avvenuto a Mosul.Una volta morto il Califfato ,lo Stato Islamico concentrerà tutte le sue forze per compiere attacchi in Europa.E diventerà dunque una vera internazionale del terrore".

"La Spagna è un obiettivo da diverso tempo.Ma di recente lo Stato Islamico l'ha citata molto spesso nei suoi materiali di propaganda,nelle ultime settimane soprattutto sulla chat Telegram:per l'impegno in Iraq,ma anche nell'ambito  del sogno del Califfato e del mito di Al Andalus,il nome che i musulmani diedero alla penisola iberica quando la conquistarono nel VIII secolo"

"Il metodo del camion sulla folla è quello piu usato dall'Isis perché è il piu facile da realizzare,soprattutto in questo momento in cui lo Stato islamico è in grossa difficoltà.Proprio a metà luglio ,i jihadisti hanno condiviso nei loro canali Internet ,istruzioni estremamente precise su come compiere un attacco con un camion o un furgone,molto piu dettagliate che in passato.Le nostre fonti di intelligence ci dicono che i jihadisti pensano anche a attacchi chimici,ma ora non hanno le risorse per compierli"'

"Oggi il rischio del ritorno dei foreign fighter da Siria e Iraq è piu basso che in passato :da sei mesi le intelligence europee collaborano molto di piu tra loro e questo ha chiuso tante notte.Ma allo stesso tempo è molto probabile che ci siano diverse cellule dormienti,in Spagna e in Europa che stanno aspettando il momento buono per attaccare"

Da La Repubblica del 18 agosto 2017- Antonella Guerrera

giovedì 17 agosto 2017

Tra disoccupati e lavoratori schiavi, in Italia si arriva al 30%



Giusto pubblicare questi dati perchè chi lavora da schiavo non vive bene e non si può permettere una vita tranquilla.Questa è la società neoliberista in cui viviamo.
Poi mettiamoci anche il rincoglionimento dell'italiano negli ultimi 30-35 anni cresciuto a pane e spazzatura che considera essenziali scemenze come l'andare in vacanza, al ristorante quasi tutti i sabati e il calcio.

Fra due anni, Mario Draghi terminerà il suo mandato alla Bce lasciando al suo successore un bel patrimonio di frasi celebri.Tutti ricordano  Whatever it takes,e per un'ottima ragione;affermando il 26 luglio 2012 la volontà della Bce di intervenire sui mercati a qualunque costo,Draghi invertì la tendenza dello spread,che stava crescendo nonostante l'Italia fosse stata "salvata" da Monti  per decreto nel dicembre 2011.
Bastò la parola.Poi,col tempo,non bastò piu.Il 22 gennaio 2015,Draghi annunciò che sarebbero partito il quantitative easing (QE),l'incubo degli economisti rigorosi:60 miliardi di euro sarebbero stati messi in circolo ogni mese in cambio di titoli detenuti dalle banche.Il decollo dell'inflazione,che Draghi auspicava e i rigorosi temevano,non ci fu (lo avevamo anticipato su queste colonne il 31 dicembre 2014),tant'è che il QE pare sia destinato a continuare.

Al posto dell'inflazione ,abbiamo avuto un'altra frase celebre:"Ci sono forze che congiurano a tener bassa l'inflazione (Francoforte,4 febbraio 2016).Spiazzati dall'elegante scelta lessicale,i beceri social media cianciarono di un Draghi complottista.Fu un peccato,perchè cosi si perse il senso epocale di quella affermazione:Draghi confessava che la moneta non causa i prezzi.Restava da capire cosa li causasse.In fondo le cose stavano andando meglio, ci veniva detto ,l'economa riparte,la disoccupazione scende.Hai visto la Spagna? Hai visto l'Irlanda? Ma allora perchè nonostante questi miracoli i prezzi languono?
Finalmente,nel maggio scorso, è arrivato l'ennesimo "contrordine compagni!": nel Bollettino n.3 dell'11 maggio 2017,la Bce ci informa che la disoccupazione nell'Eurozona non è bassa,tutt'altro! I dati ufficiali la sottostimano: tenendo conto non solo dei disoccupati (persone che cercano lavoro) ,ma anche  degli scoraggiati (persone che non cercano piu lavoro  ma vorrebbero un lavoro a tempo pieno ma hanno ottenuto solo un part time),la disoccupazione media dell'Eurozona passerebbe dal 9,5% al 18%.E che c'entra questa storia con l'inflazione? Il fatto è che:"Le risorse inutilizzate gravano sulla dinamica dei prezzi e dei salari".Tradotto: i prezzi non dipendono da questa moneta si stampa  (come dicono  neoliberisti), ma dalla disoccupazione (come dicono i keynesiani). Se fuori dalla porta c'è un esercito di persone disposte a lavorare a meno,sarà difficile spuntare un salario dignitoso.Con salari bassi l'imprenditore prima è contento,perchè abbassa i prezzi e paga poco il lavoratore ,e poi chiude,perchè smette di fatturare:se i lavoratori non hanno soldi in tasca,chi compra i beni prodotti (nonostante i prezzi bassi)?
Si chiama "crisi di domanda interna" ,e non si risolve quando lo Stato "stampa" moneta ma quando la spende per investimenti (per esempio ricostruendo nelle zone terremotate).Quest'ultima cosa non si può fare,perchè l'Europa si oppone:c'è il pareggio di bilancio e poi aiutare gli imprenditori terremotati è violare la concorrenza!
Intanto,Draghi stampa... Vi chiederete:quella che la disoccupazione ufficiale è sottostimata è una novità?  Assolutamente no. Negli Stati Uniti,per esempio,vengono pubblicate da tempo 6 misure del tasso di disoccupazione,l'ultima delle quali,U6,tiene conto di scoraggiati e sottoccupati.I dati che vedete sono stati ottenuti con calcoli analoghi.Per una volta abbiamo la triste soddisfazione di arrivare primi;nel 2016 il nostro U6 è, se pure di poco,superiore perfino a quello della Grecia, e questo per la fortissima incidenza di scoraggiati.Si spiega così l'avanzata del cosidetto populismo ,e la batosta del Pd alle ultime elezioni.

da IL FATTO QUOTIDIANO del 17 agosto 2017.Articolo (non completo) di Alberto Bagnai



mercoledì 16 agosto 2017

Come la finanza ha instupidito il 95% degli esseri umani



Le tre ossessioni degli americani e purtroppo dopo il 1989 anche degli europei,tecnologia,fitness e finanza,hanno potuto finalmente convergere in un'unica app, FitCoin,che consente agli utenti di monetizzare i loro allenamenti in palestra.Il meccanismo è semplice:integrandosi con dispositivi indossabili che tracciano le nostre piu banali attività quotidiane,l'applicazione converte il battito cardiaco in maniera digitale.I fondatori di FitCoin sperano che,proprio come il fratello maggiore Bitcoin,questa valuta possa essere impiegata per acquistare prodotti dedicati da partner come Adidas e permettere di alleggerire i premi delle.assicurazioni.
FitCoin è ovviamente esposta al rischio di fallimento,ma il principio su cui si basa è comunque indicativo di una piu ampia trasformazione della vita sociale in un'epoca ,come la nostra,di connessione permanente e mercificazione istantanea:ciò che prima veniva fatto per piacere o puro e semplice conformismo alle norme sociali ora è saldamente veicolato da una logica di mercato.La spinta precedente non scompare ,ma diventa secondaria rispetto all'incentivo economico.
La capacità di misurare tutte le nostre attività da remoto sta creando nuove opportunità di speculazione,dato che ora chiunque,dalle compagnie assicurative ai governi,può inventarsi astuti stratagemmi per capire il prezioso comportamento di un consumatore che insegue la prospettiva di soldi facili.Il risultato è che perfino le piu banali attività quotidiane ormai vengono ricondotte ai mercati finanziari globali: alla fine scambieremo derivati che collegano il diritto di ricevere servizi medici specifici alla nostra condizione fisica.Ecco come il fitness e la salute sono stati gradualmente inglobati nel regno del denaro e della finanza.
In un'epoca in cui valori come la solidarietà,l'uguaglianza e la diversità sono sotto costante attacco,la capacità di includere piu informazioni nel nostro processo decisionale sta solo peggiorando le cose.L'ignoranza può in realtà essere una benedizione,specialmente se sulla sponda della conoscenza ci attende l'imperativo dell'efficienza,della competitività e del reddito.In assenza di altri progetti radicali capaci di sfidare lo status quo,l'ignoranza,o meglio,una consapevole volontà di non sapere,è un potente antidoto contro le spinte a dare ad ogni cosa un prezzo,che stanno trasformando i cittadini in consumatori.
La ragione per cui le favole che ci raccontano gli imprenditori hi-tech americani suonano cosi gradevoli è che presentano sempre la conoscenza come qualcosa di apolitico,che esiste al di là delle lotte tra cittadini e governi,o tra cittadini e aziende.

martedì 15 agosto 2017

LUCIANO VIOLANTE:"Sinistra distante dal popolo"




Violante ha detto sicuramente cose giuste ma andatevi a rileggere le dichiarazioni degli anni passati, erano ben diverse da quelle di oggi.

A SINISTRA E' STATO SOSTITUITO IL MIO DELL'OPERAIO CON LA FIGURA DEL MIGRANTE?

L'internazionalismo ,l'attenzione agli ultimi,sono sempre stati valori della sinistra.Il punto è che a volte lo stare da questa parte è dentro un involucro ideologico che non si cura della praticabilità delle scelte che si fanno nè delle conseguenze

SI E' PERSA LA CONSAPEVOLEZZA DI CERTI MECCANISMI SOCIALI?

Nel mondo contemporaneo è in corso una scomposizione e ricomposizione di valori.La sinistra è una categoria ideologica;esistono le sinistre.Ma è tutta la sinistra che ha perso il contatto col popolo.Negli Usa,Trump ha parlato alla maggioranza messa ai margini,mentre la Clinton si preoccupava di ciò che era ben educato dire.A sinistra insomma si è confuso il politicamente corretto con il politicamente praticabile,la politica con l'estetica"

E QUESTO VALE ANCHE PER IL TEMA DELL'IMMIGRAZIONE?

Non esiste un valore assoluto dell'accoglienza.Anche il Papa ha detto di accogliere finchè è possibile.Salvare vite umane e basta ,"accogliere e basta"...va benissimo tutto,ma bisogna vedere bene il contesto generale.Se per esempio viene fuori che le Ong, oggettivamente,anche non per loro volontà,rischiano di essere una catena del traffico,è chiaro che la cosa non va bene".

MA QUESTE SINISTRE SONO PROPRIO INCONCILIABILI TRA LORO?

Il realismo è incompatibile con l'utopia.E l'utopia gioca la partita dell'estremismo ideologico.Un'inutile verginità ,che poi vuol dire sterilità".

PERO' ANCHE ALL'INTERNO DELLO STESSO PD CI SONO STATE TENSIONI ,TRA I MINISTRI MINNITI E DELRIO.

Le differenze di posizioni sono inevitabili.Il vero  problema è trovare un punto di conciliazione,che in quel caso si è trovato.Se avessi dovuto scegliere,io avrei scelto la linea di Minniti,perchè oltre all'accoglienza  è importante definire una politica della partenza.

OLTRE ALL'ADERENZA CON IL POPOLO ,LA SINISTRA HA PERSO ANCHE I SUOI VOTI?

I blocchi sociali di una volta si sono scomposti perchè è cambiato il modo di produrre.Non c'è più l'operaio-massa.La sinistra ,ma non solo,ha difficoltà di raccordo con pezzi della società.Tant'è che oggi uno dei punti di riferimento è il rancore.E questa società vota in prevalenza Movimento 5 Stelle e Lega.Francamente non si può imputare a nessun partito di non avere radicamento sociale, ma semplicemente perchè  non si sa dove mettere le radici ,in questo mondo frammentato"

C'E' STATA UNA MUTAZIONE CULTURALE DELLA SINISTRA?

A mio avviso il punto di partenza è la caduta del muro di Berlino.Il problema di fondo che si sono poste le forze di sinistra allora è stato cercare di capire quale fosse il capitalismo buono e quale quello cattivo.Tutto questo sforzo ha comportato un allontanamento dai grande problemi sociali tipici della sinistra".

da QUOTIDIANO NAZIONE del 14 agosto 2017-Intervista a Luciano Violante di Giorgio Caccamo


lunedì 14 agosto 2017

I minibot di Claudio Borghi



La soluzione proposta dalla Lega per bocca di Claudio Borghi,il responsabile economico,è quella dei minibot.Di che si tratta? In pratica una moneta parallela e provvisoria per facilitare l'uscita in sicurezza dall'euro.
I minibot sono la soluzione piu semplice,l'uovo di Colombo ,per mettere in circolo la futura moneta. Nell'eurozona non è infatti possibile stampare moneta senza l'autorizzazione della Bce .Ma nulla viene detto circa il taglio minimo che può avere il debito pubblico.Borghi quindi propone l'emissione il debito pubblico in piccolo taglio,utilizzabile per pagare le tasse.Si mettono cioè in circolo,distribuendo a chi già attende invano soldi dallo Stato ,minibot di piccolo taglio che abbiano l'aspetto di banconote. Minibot da 5,10,20,50,100,200 e 500 euro senza interessi e al portatore ,emessi direttamente dal Tesoro.Verrebbe quindi emesso un quantitativo analogo all'ammontare attuale di cartamoneta; infatti i crediti che lo Stato deve saldare e l'importo facciale delle banconote in euro attualmente in circolazione,sono valori praticamente comparabili.I minibot sarebbero liberamente negoziabili ed avrebbero un valore uguale all'euro.Borghi fa in proposito l'esempio dei gettoni telefonici,Erano utili a telefonare,e valevano 200 lire.E ricorderanno tutti che venivano di fatto usati come moneta.I minibot potrebbero essere usati per pagare le tasse o la benzina,ad esempio.Con i minibot,in caso di uscita dall'euro,non ci sarebbero problemi di chiusura degli sportelli:Perchè quella sarebbe la nostra nuova moneta di fatto già circolante.E non si tratterebbe neppure di fare maggiore spesa pubblica.Verrebbe semplicemente compiuto un atto di giustizia nei confronti dei creditori.Pensate ad esempio ai tanti imprenditori che avanzano soldi dallo Stato per fatture non saldate o per l'iva a credito.Verrebbero immediatamente  pagati con i minibot.E neppure il debito aumenterebbe.

Pezzo di articolo di Paolo Becchi presa da Libero di lunedi 14 agosto 2017



domenica 13 agosto 2017

Quello che non ti dicono sulla droga




Nel rapporto 2016,l'Unodc spiega che "i sequestri di anfetamine riportati in Medio Oriente negli ultimi anni indicano dinamiche di traffico,contenute principalmente all'interno della regione".A partire dal 2013 si ritiene che il Libano abbia ceduto il primato nella produzione proprio alla Siria.Proprio quell'anno sul confine Libano centrale-Siria meridionale sono state sequestrate 12,3 milioni di compresse di Captagon.
E' l'inizio del 2014.Varcare quella frontiera per entrare in una guerra che va avanti dal 2011,può essere piu o meno facile.E spesso tocca farlo illegalmente dal Libano,dalla Turchia o dall'Iraq,se l'obiettivo è entrare nelle aree non piu controllate dal regime di Assad.Si passa di notte,al buio,strisciando a terra e col rischio che guardie di frontiera o combattenti di vedetta sparino nel percepire anche solo un minimo movimento.In alternativa ci sono i valichi di montagna.Qualunque sia la scelta,c'è da affidarsi agli uomini dei gruppi armati ribelli,che rappresentano l'ipotesi migliore nel folle contesto di guerra.O,al contrario,la peggiore se ci si rivolge a criminali o trafficanti di uomini senza scrupoli.Stavolta è facile:la frontiera si attraversa legalmente,passaporto alla mano.A separare la capitale libanese Beirut,da quella siriana Damasco ci sono 90 km di autostrada ben asfaltata ma pieni di posti blocco delle forze di sicurezza all'inizio libanesi, poi siriane.Quella trafficata strada di grande comunicazione,ogni mattina è percorsa da centinaia di pendolari siriani che si recano a Beirut o in altre città libanesi per lavorare,sopratutto nel settore edile,per fare ritorno in patria la sera.Dopo Beirut,una sessantina di km prima di arrivare al confine siriano,quell'autostrada,taglia a metà la valle della Bekaa.Si tratta di una striscia di terra delimitata ai due lati dal Monte Libano e dalle montagne dell'Anti-Libano,in cui vi nascono due fiumi:l'Oronte (Asi), che scorre in direzione nord verso la Siria,e il Leonte,che scende verso sud per poi piegare a ovest verso il Mar Mediterraneo.Quella lingua di terra lunga circa 120 km (per 16 di larghezza) ,come tutte le zone cuscinetto,è oggetto di traffici piu o meno legali.Grazie al suo clima mediterraneo,con inverni umili e tiepidi ed estati molto calde e secche,cui si aggiungono le precipitazioni limitate sopratutto nella parte nord, da tempo viene sfruttata per la coltivazione della marijuana ,adoperata per la produzione di hashish,e anche da papavero da oppio.Il traffico di queste sostanze,finanzia da tempo Hezbollah ,il Partito di Dio,gruppo politico e militare sciita libanese fondato nel giugno del 1982,durante il conflitto del Libano meridionale (1982-2000).Lo sceicco  Mohammed Yazbek ,leader spirituale di Hezbollah nella valle della Bekaa e membro del Supremo Consiglio della Shura,ha diffuso una apposita fatua che permette la produzione e la vendita di compresse contraffatte di Captagon,a condizione che il loro uso non coinvolga la comunità sciita.In pratica sono lecite solo per l'esportazione,utile a finanziare Hezbollah stesso.Analoghi decreti religiosi sono stati emessi dalla Malesia all'Egitto,passando per il Brunei."Le prime attrezzature per la produzione di Captagon sarebbero state fornite  al Partito di Dio nel 2006,alla fine della seconda guerra del Libano ,dalle Guardie della Rivoluzione iraniane".
L'agenzia dell'Onu sulla droga e il crimine colloca il boom,con grandi quantità di pasticche di anfetamine con il marchio Captagon sequestrate in Medio Oriente,nel periodo marzo 2014 -novembre 2015".In quel mese sono stati inseriti gli ultimi dati presenti nel più recente rapporto annuale dell'Onu disponibile, quello 2016,nel quale si legge anche che "mentre la maggior parte di questo traffico d compresse di Captagon si ritiene sia avvenuto all'interno del Medio Oriente,grandi quantità sarebbero  state inviate dal Libano e dalla Siria a nazioni esterne alla regione,come il Sudan e la Turcha.Anche se il Libano è l'unico Paese del Medio Oriente ad aver segnalato tra il 2009 e il 2014 la scoperta di laboratori clandestini  per la produzione di anfetamine,la disponibilità dei precursori chimici e l'esistenza di regioni in alcuni di questi Paesi nelle quali il controllo governativo è limitato ,è un fattore di rischio".Soltanto nel 2014,l'Internal security forces (Isf) libanese ha sequestrato nel Paese dei cedri 55 milioni di pillole,rispetto alle 12,3 dell'anno precedente e alle appena mezzo milione del 2013.Prima dello scoppio della guerra civile siriana e della comparsa sul terreno del Daesh,non erano mai avvenute confische di questa portata.



venerdì 11 agosto 2017

Matteo Salvini"Sono amico e fratello di Israele".Per Paolo Becchi niente di grave



Ogni tanto mando messaggi privati a Paolo Becchi su Twitter.Ormai è evidente a tutti che il professore genovese dopo essere stato un grillino , è diventato leghista e difende Salvini ovunque, su Libero, sui social.
Paolo Becchi mi è simpatico, subito pensavo ad una "voce fuori dal coro" ma in realtà sta dimostrando il contrario.
La mia risposta è stata chiara.
Vi ricordate quando Paolo Becchi fece il discorso di fine anno sul canale di Claudio Messora e si vestì da massone? Pensavo ad uno scherzo ma ora  qualche dubbio ce l'ho...

giovedì 10 agosto 2017

I motivi perché gli Usa fanno guerre da 16 anni...David Parenzo leggi e impara



I cittadini sembrano accettare queste guerre in quanto risposta del governo all’11 settembre. Il che è anche peggio, dato che Iraq, Libia, Siria, Yemen, Afghanistan ed Iran (non ancora attaccato ma minacciato e sanzionato) non hanno nulla a che fare col 9/11. Ma questi paesi sono musulmani, e il regime Bush e i media presstitute sono riusciti ad associare l’11 settembre con gli islamici in generale.

Ci sono tre ragioni per cui Washington (non l’America ma Washington, che non riflette l’America) fa guerra in Siria. La prima ha a che fare con i profitti del complesso militare.

Quest’ultimo è una combinazione di potenti interessi privati e governativi che necessitano di una minaccia per giustificare un budget che supera il PIL di molti paesi. La guerra svolge questo compito, e per essa si stanziano enormi somme pagate dai contribuenti, che sono vent’anni che vedono salire i propri debiti.

La seconda ragione ha a che fare con l’ideologia neocon dell’egemonia mondiale americana. Secondo i neoconservatori, che sono tutto tranne che conservatori, il crollo del comunismo e del socialismo significa che la Storia ha scelto il “capitalismo democratico”, che non è né democratico né capitalistico, come il sistema socioeconomico-politico mondiale: è dunque responsabilità di Washington imporre l’americanismo in tutto il mondo. Paesi come la Russia, la Cina, la Siria e l’Iran, che respingono l’egemonia americana, devono essere destabilizzati in quanto ostacoli all’unilateralismo yankee.

La terza ragione ha a che fare col fatto che Israele ha bisogno delle risorse idriche del Libano meridionale. Due volte Israele ha inviato l’esercito ad occupare quella regione e per due volte è stato cacciato dagli Hezbollah, milizia sostenuta da Siria e Iran.

Per dirla tutta, Gerusalemme sta usando l’America per eliminare i governi siriano e iraniano, che forniscono sostegno militare ed economico agli Hezbollah. Se i fornitori di Hezbollah venissero eliminati dagli americani, gli israeliani potrebbero occupare il sud del Libano, proprio come hanno fatto con la Palestina e parti della Siria.

Ecco i fatti: per 16 anni l’insopportabile popolo americano ha consentito al governo corrotto di Washington di buttare trilioni di dollari necessari a livello nazionale, ma assegnati ai profitti del complesso militare, al servizio dei neocon e di Israele.

La democrazia americana è chiaramente una farsa. Serve tutti, tranne gli americani.

Quali saranno le probabili conseguenze?

Il best case scenario è povertà per tutti, il peggiore è l’armageddon nucleare.

Washington ignora totalmente alcuni fatti incontrovertibili.

L’interesse di Israele a rovesciare Siria ed Iran è totalmente incompatibile con l’interesse russo di impedire l’invasione del jihadismo nel proprio paese ed in Asia centrale. Di conseguenza, Israele ha messo gli U.S.A. in diretto conflitto militare con Putin.

Gli interessi finanziari del military/security complex americano di circondare la Russia con siti missilistici sono incompatibili con la sovranità di quel paese, così come lo è l’enfasi neocon sull’egemonia mondiale statunitense.

Trump non controlla Washington. Il complesso citato (vedasi il discorso di Eisenhower), la lobby israeliana ed i neocon sì. Questi tre gruppi sovrastano il popolo americano, privo di voce in capitolo.

Tutti i parlamentari che hanno parlato male di Israele sono stati sconfitti nella loro campagna di rielezione. Questo è il motivo per cui se Israele vuole qualcosa, questa passa all’unanimità al Congresso. Come pubblicamente dichiarato dall’ammiraglio Tom Moorer, capo delle operazioni navali e chairman dei Joint Chiefs of Staff: “Nessun presidente americano può andar contro Israele”. Israele ottiene ciò che vuole, a prescindere dalle conseguenze per l’America.


mercoledì 9 agosto 2017

Manipolazione consapevole e intelligente in una società democratica



La manipolazione consapevole e intelligente,delle opinioni e delle abitudini delle masse svolge un ruolo importante in una società democratica,coloro i quali padroneggiano questo dispositivo sociale costituiscono un potere invisibile che dirige veramente il paese.
Siamo in gran parte governati da uomini di cui ignoriamo tutto ,ma che sono in grado di plasmare la nostra mentalità,orientare i nostri gusti,suggerirci cosa pensare.Questa è la logica conseguenza di come è organizzata la nostra società democratica basata sulla cooperazione del maggior numero di persone ,necessaria affinché possiamo convivere in un mondo il cui funzionamento è ben oliato.
Molto spesso i nostri capi invisibili non conoscono  l'identità dagli altri membri di quell'esecutivo ristretto di cui fanno parte.Ci governano in virtù della loro autorità naturale,della loro capacità di formulare le idee che ci servono e della posizione che occupano nella struttura sociale o ai nostri valori morali,di fatto siamo dominati da un piccolo numero di persone ,un'infima parte di  milioni di abitanti ,capaci di comprendere i processi mentali sociali delle masse.Sono loro che tirano le fila,controllano l'opinione pubblica,sfruttano le vecchie forze sociali esistenti,inventano altri modi per organizzare il mondo e guidarlo.
In teoria ciascuno ha le sue idee per quanto concerne la vita pubblica e quella privata ,in pratica se tutti i cittadini dovessero studiare per proprio conto tutto ciò che riguarda le informazioni astratte di ordine economico,politico e morale che entrano in gioco quando si affronta anche il minimo argomento,si renderebbero ben presto conto di non poter giungere a nessuna conclusione.
Se osserviamo la società nel suo insieme ,dobbiamo riconoscere che la nuova propaganda serve,piu spesso di quanto non si voglia ammettere, a circoscrivere le aspirazioni delle masse e realizzarle.Affinché un desiderio di riforma si traduca.nei fatti,non basta sia condiviso da molte persone,esse devono esprimerlo tanto chiaramente da imporlo con forza di legislatore.