Anglotedesco

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venerdì 29 settembre 2017

Terrorismo anglosaudita,quello che la tv e giornali non dicono...



Negli ambienti ai massimi livelli del governo americano è ben nota l'esistenza di una struttura gerarchica anglosaudita che controlla Al Qaida e tutti gli altri gruppi del fronte jihadista,per giunta ormai da decenni.Per rendersi conto dello strapotere della monarchia saudita,basti pensare agli stretti rapporti che ha sempre intrattenuto con la famiglia Bush.Le amministrazioni succedutesi negli Stati Uniti hanno fatto di tutto per coprire il tradimento anglosaudita ,diventando così complici delle atrocità costate la vita a decine di migliaia di persone,e indirettamente a qualche milione in piu.Atrocità che hanno anche fornito agli americani la scusa per instaurare  un tirannico Stato di polizia dall'11 settembre 2001 in poi.
I Fratelli musulmani,Al Qaida ,i talebani e l'Isis sono creazioni anglosaudite.Non potrebbero sopravvivere senza l'appoggio economico.e di intelligence ,le armi e i narcodollari riciclati nel Golfo Persico,"I protagonisti della globalizzazione economica sono le aziende multinazionali,e ora entrano in scena le multinazionali del terrore,che possono ignorare bellamente le frontiere degli Stati sovrani.È questo il vero problema con i cosiddetti gruppi terroristici islamici: gli anglosauditi li dirigono come se fossero un esercito internazionale,con l'obiettivo di distruggere gli Stati-nazione e terrorizzare la popolazione per costringerla ad abbracciare la confessione wahhabita.
Il pericolo piu grande scaturisce dall'abolizione del principio di sovranità nazionale,con lo scoppio di guerre di religione in tutta l'Eurasia ,in Africa in generale e in quella subsahariana in particolare,dove questi gruppi wahhabiti stanno destabilizzando  attivamente i governi.Se ci riusciranno ,cio potrebbe condurre allo scontro diretto con la Russia e la Cina,nonché alla spaventosa ipotesi di un conflitto nucleare globale.E non si pensi neppure per un momento che gli strateghi di Londra e Washington non ne siano consapevoli.
Negli ultimi 50 anni ,l'Arabia Saudita è stata il Paese che piu ha concorso a spingere il mondo sull'orlo della guerra atomica.Oggi ,costituisce in primo luogo il punto nevralgico di controllo e dispiegamento del terrore wahhabita in tutto il pianeta;inoltre,è il centro da cui miliardi di petrodollari vengono sviati verso i conti della City; in terzo luogo,è uno Stato di polizia sotto il tallone wahhabita;infine,è il principale Stato militarizzato e primo acquirente di armi da difesa nel Terzo Mondo.

giovedì 28 settembre 2017

Cosa ne pensa il Financial Times di Davide Casaleggio



Sintesi di un lungo articolo scritto dalla coppia d giornalisti del Financial Times,James Politi e Hannah Roberts

Casaleggio,un consulente commerciale di 41 anni poco carismatico e appassionato di sport estremi ,ha potuto organizzare un evento cosi prestigioso perché si è piazzato all'incrocio tra internet e la politica nella terza economia dell'eurozona.È il presidente dell'Associazione Rousseau,che gestisce una piattaforma internet pionieristica progettata per introdurre la democrazia diretta del Movimento 5 stelle (M5s) con primarie online ,fare sondaggi tra gli iscritti sulle scelte politiche e raccogliere donazioni.Questo fa di Casaleggio il custode e la forza principale dietro all'M5s, il partito fondato nel 2009 dal comico Beppe Grillo che aspira ad avere la maggioranza nel parlamento italiano alle prossime elezioni politiche.
Casaleggio ha una piccola azienda con sede a Milano che gestisce anche il blog di Grillo,lo strumento principale del movimento per comunicare con gli elettori italiani.I suoi sostenitori lo considerano un pioniere che usa gli strumenti di internet per dare piu voce in capitolo ai cittadini e mettere fine agli accordi segreti tra i politici.
Il complicato intreccio tra ruolo pubblico e privato di Casaleggio ha portato a un punto cruciale una serie di interrogativi sulle responsabilità e i potenziali conflitti di interesse all'interno dei cinquestelle.Chi lo critica si chiede se è giusto che una sola persona abbia un ruolo cosi importante,anche se non ricopre nessuna carica ufficiale nel movimento ,e se sia giusto che la sua azienda sia al centro delle attività del movimento.
Data la sua riservatezza,si sa molto poco delle idee politiche di Casaleggio e delle scelte che potrebbe imporre se il movimento dovesse andare al governo.In passato non ha escluso l'idea di usare la tecnologia per manipolare 'opinione pubblica,una prospettiva che riecheggia il percorso semiautoritario che si è impegnato a esorcizzare nel filmato di Ivrea.In un libro intitolato TU SEI RETE ,Casaleggio ha scritto che le persone ,come "colonie di formiche" potrebbero  essere facilmente condizionate tramite la diffusione di messaggi semplici.

 Dalla morte di suo padre è stato molto  piu di questo.Ha avuto voce in capitolo su quasi tutte le piu importanti decisioni dei cinquestelle degli ultimi mesi,compreso il fallito tentativo di cambiare alleanze all'interno del parlamento europeo.È andato spesso a Roma per incontrare Grillo e altri personaggi chiave del movimento,tra cui Virginia Raggi ,la discussa sindaca della capitale italiana.Se il movimento dovesse vincere le elezioni,magari alleandosi con altri partiti populisti,non è chiaro chi prenderebbe le decisioni ,e sulla base di quali interessi.Non esiste un meccanismo formale che consente agli iscritti di contestare la leadership di Casaleggio:in tandem con Grillo ha un potere praticamente illimitato.
L'ascesa di Davide Casaleggio all'interno del movimento non è stata accolta con entusiasmo da tutta la base.C'è una fazione piu radicale che non ritiene particolarmente utile la sua entrata in scena e non concorda con lui sulla scelta di  Di Maio che rappresenta l'ala piu moderata del partito."Da quando è morto Gianroberto l'intero movimento si è trasformato in una campagna per far eleggere Di Maio", lamenta un militante romano.
I risultati poco brillanti riportati nei sondaggi e le divisioni interne,a cui si aggiunge la deludente amministrazione della capitale,stanno provocando molti dubbi tra gli iscritti al movimento.Dubbi che spingono a insistere su una maggiore democrazia interna.

James Politi e Hannah Roberts


mercoledì 27 settembre 2017

Per Keynes era sbagliato puntare sulla svalutazione interna



Secondo Keynes ,erano da considerarsi  approcci sbagliati tutte le soluzioni estreme al problema dell'equilibrio tra importazioni ed esportazioni,tra cui l'idea che il tasso di cambio liberamente fluttuante avrebbe trovato da sé un punto di equilibrio", come anche l'uso intenzionale di deprezzamenti del tasso di cambio liberamente  fluttuante avrebbe trovato da sé un punto di equilibrio,come anche l'uso intenzionale  di deprezzamenti del tasso di cambio e,peggio ancora,di deprezzamenti competitivi del tasso di cambio, vale a dire le cosidette guerre valutarie.Altrettanto errato per Keynes era puntare sulla svalutazione interna,cioè l'uso della deflazione,e peggio ancora di deflazioni competitive,per forzare un aggiustamento dei livelli dei salari e dei prezzi ,al fine di spingere o di attrarre il commercio verso nuovi canali.
L'idea che i cambi flessibili siano la soluzione ideale ha affascinato molti economisti ,di diverse scuole di pensiero.Un grande keynesiano come Nicholas Kaldor ne fu un convinto sostenitore fino agli anni Settanta.Dopo,di fronte  al disastro procurato  dalla fine del sistema di Bretton Woods,cambiò radicalmente idea.Ma sono in genere i liberisti i piu convinti assertori dell'idea che i tassi di cambio,lasciati alla libera contrattazione sui mercati valutari,siano capaci di equilibrare la bilancia commerciale,se non altro nel lungo periodo.L'idea è basata sull'assunto che i tassi di cambio riflettano i cambiamenti nell'economia reale e nel mercato  dei beni o,come dicono gli economisti," seguano i fondamentali ".La sfera finanziaria non conta,o almeno non è la forza determinante.Convinzioni,queste,appena scosse dal fatto che i tassi di cambio appaiono molto piu volatili delle variazioni dei prezzi interni e dall'evidenza  che dopo la fine del sistema di Bretton Woods nel 1971 gli squilibri commerciali si sono ingigantiti  invece che ridursi.
Per gli studiosi non neoclassici ,come per Keynes,il libero mercato delle valute non è affatto un elemento di stabilizzazione e di riequilibrio,per gli stessi motivi per cui la deregolamentazione finanziaria è fonte di instabilità non solo nella sfera finanziaria,ma anche nell'economia reale.
A partire dal 1941,Keynes si trovò a immaginare,come consigliere del Ministero del Tesoro e poi come capo delegazione britannico alla conferenza di Bretton Woods,un sistema monetario internazionale che perseguisse contemporaneamente due obiettivi: la stabilità dei cambi e le politiche espansive di gestione della domanda.Il suo punto di.partenza era che in un sistema di cambi fissi tutto l'aggiustamento è sulle spalle del debitore.Quando un paese importa piu merci di quanto ne esporti (in valore),questo implica che tali importazioni vengano finanziate da un afflusso di capitali (prestiti) dai paesi esportatori.Di norma i prestiti vengono rinnovati alla scadenza e ne vengono concessi altri.Non c'è quindi un limite prestabilito all' entità dell'indebitamento estero.
Il problema,per come la vedeva Keynes,è che i paesi in avanzo hanno sempre la possibilità di "tesoreggiare" i loro surplus e non sono in alcun modo obbligati a continuare a finanziare i deficit altrui.Né sono obbligati ad aiutare i paesi debitori a difendere il cambio di fronte alle pressioni speculative dei mercati,che normalmente tendono a vincere.Il modo di risolvere il problema prospettato da Keynes è il seguente:una banca centrale internazionale che emette una moneta internazionale,usata per gli scambi commerciali tra paesi.In questo modo ,ai paesi  in surplus viene tolta la possibilità di smettere di finanziare i deficit e imporre il rientro improvviso ai paesi debitori.Al contrario,essi sono costretti a reciclare i surplus.

martedì 26 settembre 2017

Rane bollite,ecco cosa sono la stragrande maggioranza degli esseri umani



Immaginate un pentolone di acqua in cui venga messa una rana.L'acqua è fresca e l'animale vi può sguazzare tranquillo.A sua insaputa ,però, viene accesa la fiamma sotto il pentolone e l'acqua diventa per gradi tiepida.La rana non si accorge del cambiamento di stato e qualora anche se ne rendesse conto ci starebbe bene; inizierebbe poi a soffrire ma preferirebbe affrontare con passività il tepore.Una mano esterna però,che la rana non può vedere,continuerebbe ad alzare la temperatura portando infine a ebollizione la pentola:l'animale a quel punto avrebbe le zampe intorpidite,sarebbe stremato dal caldo e non avrebbe la forza di reagire.Non sarebbe piu in grado di saltare fuori e fuggire.Non avrebbe così piu scampo.
La povera creatura non si è accorta di nulla e ha affrontato con passività la fine.Anzi,ha nuotato di buon grado nel pentolone finché non è stato tardi.Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell'acqua a una temperatura elevata avrebbe dato un forte colpo di zampa,sarebbe balzata  subito fuori verso la libertà e scampando così alla morte.
È stata invece accompagnata dolcemente verso il suo triste destino:è finita bollita per gradi.

NOAM CHOMSKY

Sacrosanto anche quello che scrive l'ottima Enrica Perucchietti:

"I foschi presagi annunciati per il futuro,anziché suscitare delle reazioni e delle misure preventive, non fanno altro che preparare psicologicamente il popolo ad accettare condizioni di vita perfino drammatiche ,contrarie al proprio interesse.Le Cassandre che profetizzano il peggio verranno additate e allontanate dal corpo sociale con violenza da coloro che avrebbero invece dovuto ascoltarle e vigilare sul benessere sociale.
La saturazione di informazioni da parte dei Media opprime e confonde i cervelli che non riescono piu a discernere,a pensare in modo critico.
Secondo Chomsky ,per far accettare una misura inizialmente inaccettabile,basta applicarla gradualmente,col contagocce,per un po' di anni consecutivi,esattamente come si è portata a ebollizione l'acqua nel pentolone per gradi.
Questo è quello che è accaduto negli ultimi decenni,quando abbiamo accettato passivamente (Anglotedesco no) condizioni socio economiche inaccettabili ,privatizzazioni,precarietà,flessibilità,disoccupazione,lo smantellamento dello stato sociale,l'approvazione di Fiscal Compact e Mes ecc,cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati di colpo in una sola volta.

lunedì 25 settembre 2017

GIULIO SAPELLI:"Con la vittoria della Merkel ci sarà piu austerità...




Viviamo in una società capitalista, dove ci sono cittadini di serie A e di serie D, anche in Germania.L'estrema destra è stata votata dai cittadini di serie D, quelli che vivono con i minijob da 450 euro al mese e che grazie al loro sudore che la Germania cresce. Lo stipendio però non cresce... 

da LIBERO del 25 settembre 2017-Intervista al professor Giulio Sapelli di Alberto Busacca

PROFESSOR SAPELLI,PERCHE' IL SUO GIUDIZIO E' COSI' NEGATIVO?

Perchè questa vittoria è il segno di una grande stabilità della vita politica europea e porterà a un'intensificazione dell'austerity.Una notizia terribile per chi vorrebbe un'Europa diversa.

SECONDO ALCUNI OSSERVATORI LA MERKEL ESCE DA QUESTE ELEZIONI UN PO' INDEBOLITA.E' VERO?

Sia l'Spd che la Cdu sono indeboliti.Una volta,insieme avevano il 70% ,ora raggiungono circa il 50.La crisi riguarda sopratutto i socialdemocratici.Avevano iniziato a criticare l'austerità,ma poi con le sconfitte enormi che hanno subito hanno dovuto tirare il freno.

SCHULZ NON E' BASTATO A RILANCIARE IL PARTITO.

Schulz è un candidato non all'altezza,non  caso viene dal parlamento europeo.Ma le difficoltà dell'Spd sono un problema anche per la Cdu.

LA MERKEL POTREBBE ANCHE PROVARE A GOVERNARE SENZA SOCIALDEMOCRATICI,ALLEANDOSI CON VERDI E LIBERALI.PER L'ITALIA SAREBBE MEGLIO O PEGGIO?

Bisognerà vedere bene i numeri ,molto dipende dal risultati dei liberali.Comunque  per noi non cambia nulla.

INTANTO,PERO', IN GERMANIA CRESCE LA DESTRA...

Alternative fur Deutschland è il miglior alleato della Merkel.Ora la cancelliera potrà dire:"Visto? Senza austerità la destra crescerà ancora.

E ALLA BCE COSA SUCCEDERA'?

 Draghi ha fallito il suo obiettivo.Ha comprato tanto ma l'inflazione resta sotto il 2%.La crisi arriverà anche in Germania ed è concreto il rischio di avviarsi verso una decrescita tutt'altro che felice.

EPPURE IN ITALIA C'E' CHI FESTEGGERA' LA VITTORIA DELLA MERKEL...

Certo, siamo a un livello di arretratezza culturale che festeggeranno tutti,come dopo che Macron ha battuto la Le Pen.E' una catastrofe vera,lo ripeto, ma qui saranno tutti perchè le destre sono state fermate".

domenica 24 settembre 2017

Le schiavitù dei lavoratori di Ryanair.Il governo però ti dice che è aumentata l'occupazione




Spesso critico Corrado Formigli soprattutto quando parla di guerre, però quando nel suo Piazzapulita ci sono queste testimonianze...tanto di cappello.
Cosa ti ripetono sempre i rappresentanti del governo e tutti i parlamentari del Pd? sono stati creati tanti nuovi posti di lavoro ma mai ti dicono che il lavoro oggi è soprattutto schiavitù come gli assistenti di Ryanair.
Più avanti invece pubblicherò io delle testimonianze di "lavoratori" che lavorano gratis sperando che prima o poi vengano pagati...

Qui il VIDEO

venerdì 22 settembre 2017

VACCINI.Sui giornali pubblicare solo interviste a Burioni e mai a Montanari



Io 41enne e altri miei coetanei non ci siamo mai vaccinati, abbiamo passato tutte le malattie infettive e nessuno è morto.Come mai? Il motivo è sempre il solito, in questo mondo neoliberista ogni cosa deve andare nella direzione che faccia gli interessi dei  colossi bancari e delle grandi multinazionali sopratutto farmaceutiche.Questi infami sono riusciti a provocare malattie dove ti obbligano a vaccinarti, un business enorme.
E' verissimo invece che quelli appena vaccinati,contagiano gli altri, lo dicono fonti credibili ,andatevi a leggere i miei post precedenti sui vaccini.


Intervista a Roberto Burioni di Michele Bocci (La Repubblica ,21 settembre 2017)

SI ASPETTAVA NUMERI DEL GENERE?

"Ho avuto sensazione che il vento fosse cambiato.Non tanto perchè sono calate le offese online,segno di frustrazione,nei confronti miei o di altri.E che fino a un pò di tempo fa chiunque poteva dire quello che gli pareva senza che ci fossero reazioni.Adesso chi dice sciocchezze viene subito etichettato da altre persone,ce reagiscono.E questo non è solo utile per i vaccini ma per tutta la scienza".

E' SERVITO IL SUO IMPEGNO PER CONVINCERE LE PERSONE?

"Si diceva che su internet c sono bolle  impenetrabili di no-vax.Ci siamo impegnati in tanti, non solo io ma anche altri scienziati come Lo Palco, Costarizza,Silvestri oppure le mamme di "Io vaccino",per fare buona informazione online,sostenendo cose scientificamente inappuntabili.Forse,e dico forse,tutto questo è stato utile".

E LA LEGGE PER L'OBBLIGO A SCUOLA?

E' stata  un rande passo avanti,intanto  perchè ha fatto capire da che parte sta lo Stato.Cioè da quella della scienza e non della stregoneria"

NELLA NORMA C'E' QUALCOSA DI SBAGLIATO?

"Il grosso errore è stato quello di aver scambiato ,nelle scuole elementari e medie,una sanzione con l'obbligo.Ai nidi e alle materne senza vaccino non si entra,da 6 a 16 anni invece si paga una multa e si frequenta.Questo non va bene, si dà un segnale negativo.E poi nella legge mancano provvedimenti anche per il personale sanitario.Nonostante tutto questo,è stata un grande passo avanti.

SE LE COPERTURE DOVESSERO SALIRE, CI SARA' ANCORA BISOGNO DELL'OBBLIGO?

"Non è detto.Io ora sono favorevole all'obbligo ma spero che un giorno non sia piu necessario.Perchè vuol dire che saremmo arrivati a coperture del 98% come nei Paesi piu virtuosi".

E IL SUO IMPEGNO A FAVORE DELLA VACCINAZIONE SI STA RIDUCENDO?

"Per ora no.Ogni giorno un antivaccinista si sveglia e scrive una sciocchezza su internet.E io devo smentirla.Ce ne sono sempre di nuove,come quella recente che chi è vaccinato è contagioso.Non è vero.

QUESTI SONO I NUMERI PUBBLICATI SEMPRE SU REPUBBLICA

12% 

Lo scetticismo verso i vaccini diminuisce al crescere del titolo di studio.I contrari  sono al 12% tra i meno istruiti,il 4% tra i laureati.

90%

Gli italiani piu alfabetizzati ,anche sul piano scientifico condividono al 90% la necessità di vaccinare i bambini.


27%

Appena il 27% dei laureati crede che i vaccini servano solo ad arricchire i produttori,contro il 51% di chi ha la licenza elementare.


30%

La percentuale di chi crede che la scelta spetti al singolo scenda al crescere del titolo di studi:lo pensa il 30% dei laureati.



giovedì 21 settembre 2017

In California e Gran Bretagna servono migranti...



La Central valley,in California,produce piu della metà della frutta e verdura consumata negli Stati Uniti ,e alimenta un settore da 47 miliardi di dollari all'anno."Ma le aziende fanno sempre piu fatica a stare al passo con la domanda perché non c'è manodopera sufficiente,e in molti campi della regione la frutta e la verdura stanno marcendo",scrive il Los Angeles Times."Gli imprenditori stanno investendo sull'automazione ,ma per il momento l'unica strada è fare ancora piu affidamento sui lavoratori stagionali messicani,che attualmente formano già il 90% della manodopera nel settore"'

Dopo il referendum sull'uscita dall'Unione europea,votato nel giugno del 2016 ,nel Regno Unito è molto piu difficile reperire manodopera in alcuni settori,soprattutto in quello agricolo ,scrive il Financial Times.
Quest'anno la Barfoots ,un'azienda che produce ortaggi,ha 60 lavoratori in meno.Finora,spiega il quotidiano,l'offerta di lavoro era stata soddisfatta dagli studenti e dai braccianti dell'Europa dell'est,che "ora però preferiscono spostarsi in Germania o in Francia".Così,per trattenere i lavoratori la Barfoots ha deciso di aumentare i salari e di migliorare le strutture che ospitano i braccianti.

mercoledì 20 settembre 2017

Il futuro del capitalismo secondo Rutger Bregman



È ancora difficile immaginare una società del futuro in cui il lavoro salariato non sia l'alfa e l'omega della mostra esistenza.Ma l'incapacità di immaginare un mondo in cui le cose sono diverse è prova di scarsa fantasia ,non dell'impossibilita'  del cambiamento.Negli anni cinquanta non prevedavamo che l'avvento dei frigoriferi,degli aspirapolvere e,soprattutto,delle lavatrici avrebbe aiutato le donne a entrare nel mercato del lavoro in quantità record ,eppure è successo.
Comunque la tecnologia non decide da sola il corso della storia.Alla fine siamo noi umani a scegliere come vogliamo plasmare il nostro destino.La disuguaglianza radicale che si sta profilando negli Stati Uniti non è la nostra unica opzione.L'alternativa è che a un certo punto di questo secolo si respinga il dogma di dover lavorare per vivere.Piu ricca diventa una società,meno efficace sarà il mercato del lavoro nella distribuzione della prosperità.Se vogliamo tenerci stretti i benefici della tecnologia,alla fine ci resta una sola scelta,ed è la redistribuzione.Redistribuzione massiccia.
Redistribuzione di soldi (reddito minimo),di tempo (settimana di lavoro piu corta), di imposte (sul capitale invece che sul lavoro) e ovviamente di robot.
Non molto tempo fa, l'economista francese Thomas Piketty,ha fatto scalpore con la sua affermazione che se continuiamo lungo questa strada presto ritorneremo alla società rentier della Gilded Age,l'ultimo trentennio dell'Ottocento negli Stati Uniti.Allora quelli che possedevano il capitale (azioni,case,macchinari) godevano di uno standart di vita assai piu alto di chi si limitava a sgobbare.Per secoli il rendimento del capitale è stato attorno al 4-5% mentre la crescita economica arrancava sotto il 2% annuo.In mancanza di un ritorno della forte crescita inclusiva  (abbastanza improbabile) o di una Terza guerra mondiale (speriamo di no),la disparità potrebbe evolvere di nuovo verso proporzioni spaventose.

RUTGER BREGMAN -Utopia per realisti (Serie Bianca Feltrinelli)

martedì 19 settembre 2017

Paragone lo sai che il Movimento 5 Stelle parla spesso con la Trilateral Italia?



La settimana scorsa il parlamentare del Movimento 5 Stelle Nicola Morra ha condotto un convegno sulle FAKE NEWS dove era presente anche Gianluigi Paragone.Ad un certo punto l'ex direttore della Padania (da non dimenticarlo) parla di Monica Maggioni e della Trilateral.Peccato che il Movimento alla quale lui sta chiaramente leccando i piedi , non si tira mai indietro quando c'è da parlare con i membri della commissione Trilaterale tanto che nell'ultimo grande evento organizzato dai grillini ,cioè ad Ivrea la scorsa primavera, fu invitato Magri.
Il boss del Movimento ,Davide Casaleggio, non ha nessuna intenzione di combattere contro questa società neoliberista comandata da grandi banche e multinazionali.


Si sente  "un indipendente " nel M5S ,come accadeva negli anni 70' quando personalità varie trovavano ospitalità nei partiti ,specie nel Pci."Un tempo li avremmo chiamati così" dice di sè Gianluigi Paragone,giornalista,già conduttore della Gabbia su La7 ed ex direttore della Padania.Venerdi prossimo sarà sul palco di  Italia 5 Stelle,la kermesse del M5S a Rimini porterà in scena ,con la sua band, gli "Skassakasta" lo spettacolo basato sul suo libro "Gang Bank",poi condurrà la trasmissione.

DA QUANDO E' DIVENTATO GRILLINO?

"Io vado dove mi fanno parlare liberamente.Non è un endorsement il mio,sarei andato anche dal Pd se avessero avuto il coraggio di farmi parlare del mio libro e della questione banche".

CON L'M5S,PERO' C'E' UN FEELING SPECIALE.

"Hanno riconosciuto il mio lavoro.Già quando ero in Rai,a Grillo era piaciuto il mio modo di utilizzare il registro musicale per parlare di politica.Stavolta ,mi hanno offerto anche la conduzione.E' sempre successo:anche le convention dell'Ulivo erano presentate da giornalisti Rai".

E NON TEME DI ESSERE "TARGATO" COME FILO -GRILLINO?

"Tanto mi hanno targato lo stesso"

da LA REPUBBLICA del 18 settembre 2107


lunedì 18 settembre 2017

11/9,CHI CREDE ALLA VERSIONE UFFICIALE.Avvocato Alan Dershowitz



Questo avvocato tira fuori l'assurda storia dei terroristi armati di taglierino che è già stata ridicolizzata da esperti indipendenti e fa nomi di persone che non c'entrano nulla.
Patetico.


Qualche "chicca" dal suo libro TERRORISMO


Ormai le armi di distruzione di massa o di "sterminio" permettono ai terroristi di  "potenziare" le capacità distruttive dei loro effettivi,come è stato dimostrato dai fatti dell'11 settembre 2001 ,in cui un gruppo relativamente piccolo di individui altamente addestrati,armati di semplici taglierini e pronti a rinunciare alla loro vita ,è stato in grado di impiegare jet di linea come armi per commettere una strage di enormi proporzioni.




Alcune settimane prima dell'11 settembre 2001, il Servizio per l'immigrazione e la naturalizzazione trattenne Zacarias Moussaoui dopo che alcuni istruttori di volo riferirono di alcune frasi sospette da lui pronunciate mentre prendeva lezioni in anticipo con notevoli quantità di denaro contante.Il governo decise di non chiedere un mandato per fare indagini nel suo computer.Ora,immaginiamo che gli agenti lo avessero fatto e avessero quindi scoperto che Moussaoui faceva parte di un piano volto a distruggere grandi edifici affollati di gente,ma senza ottenere maggiori dettagli.Mettiamo che lo avessero interrogato,gli avessero garantito l'immunità da ogni procedimento e gli avessero offerto una grossa ricompensa in denaro e la possibilità di assumere una nuova identità.Ma lui si fosse rifiutato di parlare.Quindi gli agenti lo avrebbero minacciato,cercando di coglierlo in fallo ed impiegando ogni tecnica legale a loro disposizione.Immaginiamo che lui si fosse rifiutato ancora di rivelare alcunché.

Un tale sistema di controllo dovrebbe essere coordinato con un sistema di sicurezza degli aereoporti,sia all'interno sia all'esterno del paese.Deve anche essere coordinato,benché questo sia molto difficile,con gli altri mezzi di attraversamento delle frontiere e di spostamento all'interno del nostro territorio.Tale coordinamento richiede sofisticati  collegamenti informatici tra tutti gli enti competenti ,per evitare il difetto di comunicazione che può avere permesso ad alcuni dei terroristi dell'11 settembre di entrare e soggiornare nel nostro paese.Il 3 giugno 2000,Mohamed Atta entrò negli Stati Uniti ,ma vi ritornò una settimana dopo.Gli fu permesso di rientrare nel paese perché una verifica al computer indicò che stava per essergli rilasciato il visto per studenti per il quale aveva fatto richiesta.

domenica 17 settembre 2017

La storia di un lavoratore schiavo in Giappone




Sul lavoro precario in Giappone avevo già pubblicato un post la settimana scorsa, la storia di Jo Matsubara fa parte sempre dello stesso articolo,splendido, di Alana Semuels di The Atlantic. Del Giappone pensavo di sapere tutto e invece...


Jo Matsubara si  è laureato alla Rikkyo,una prestigiosa università privata giapponese.Matsubara ,che viene da una famiglia di operai,pensava di aver realizzato il sogno della sua vita quando,dopo essersi laureato,è stato assunto alla Daiwa House,un'impresa edile giapponese.
L'azienda prometteva un ambiente di lavora ideale, ma Matsubara si è subito accorto che non era così.Ufficialmente la giornata di lavoro finiva alle sette di sera,ma quasi tutti i giorni lo costringevano a lavorare fino a notte fonda.I dipendenti erano obbligati a scollegarsi dal sistema informatico alle 19, anche se stavano ancora lavorando ,e l'azienda dava a tutti una iPad in modo che potessero scollegarsi anche se erano fuori dall'ufficio per delle riunioni.Chi non lo faceva riceveva una telefonata dell'azienda che gli ordinava di scollegarsi e di continuare a lavorare."Il tempo che passi effettivamente a lavorare non ha nessuna relazione con quello registrato dal sistema",dice Matsubara.Lui praticamente non aveva tempo libero e il martedi e il mercoledi,che in teoria erano giorni liberi,era obbligato a frequentare un corso per prendere il certificato da agente immobiliare.Con quei ritmi avere una vita sociale e frequentare altre persone era impossibile.Le uniche occasioni in cui si avvicinava a una donna era quando il suo capo lo trascinava nei locali con le hostess (una sorta di escort) e poi gli faceva pagare il conto.
Dopo un anno gli orari e lo stress hanno cominciato a farsi sentire.Matsubara aveva problemi a dormire e sentiva le voci.Le sue aspettative sul posto fisso erano cosi distanti dalla realtà che è caduto in depressione.E' stato portanto varie volte al pronto soccorso in ambulanza perchè non riusciva a respirare.Alla fine gli è venuto un esaurimento nervoso.L'azienda l'ha costretto a dimettersi e gli ha fatto restituire i soldi che aveva risparmiato alloggiando in un dormitoio aziendale.Oggi Matsubara vive grazie all'assistenza sociale."La mia vita,che filava liscia e ordinata,è stata distrutta dalla Daiwa House",dice.Delle 800 persone che sono entrate con lui,600 hanno lasciato.
Ovviamente il Giappone non è l'unico paese dove i lavoratori denunciano maltrattamenti e sfruttamento da parte delle aziende.E non è nemmeno l'unico dove negli ultimi anni c'è stato un aumento di lavoratori temporanei.Ci sono però diversi aspetti che differenziano il Giappone dagli Stati Uniti e dagli altri paesi ricchi.
Il primo è che nella società giapponese il posto fisso è ancora considerato un valore importante.Chi non riesce a trovare un lavoro stabile,indipendentemente dalla qualifica,viene stigmatizzato piu di quanto  accada in altri paesi."Se una persona non ha un lavoro si tende a colpevolizzarla", dice Nishida.La seconda differenza è che in Giappone il lavoro duro e gli orari lunghi sono generalmente accettati e andarsene a casa prima del proprio capo è considerata maleducazione.Chi si lamenta degli orari di lavoro non riceve molta comprensione da amici e familiari ,e ancora meno dal governo.Infine,il Giappone è un paese in cui i sindacati sono deboli e spesso preferiscono collaborare con le aziende e per tutelare i posti di lavoro già esistenti invece che battersi anche per gli altri lavoratori."Qui i sindacati sono al servizio delle aziende,non sono efficaci",spiega Konno.
Il governo del primo ministro Shinzò Abe si è occupato dell'aumento del precariato in Giappone,ma alcuni sostengono che non è stato fatto abbastanza.Una missione per la riforma del lavoro istituita dal governo ha proposto di fissare a cento ore al mese il tetto massimo degli straordinari che le imprese possono imporre ai lavoratori.
Quest'anno ,per la prima volta,il governo ha pubblicato una lista di piu di 300 aziende che hanno violato le leggi sul lavoro,sperando che denunciarle pubblicamente servisse come deterrente.Nel complesso,però,il governo Abe è incline a fare gli interessi delle imprese e contrario a una regolamentazione,e secondo Kingston poche delle sue riforme hanno portato cambiamenti sostanziali.
Da anni i governi giapponesi promettono di risolvere il problema del calo del tasso di natalità.Quasi tutti gli sforzi sono stati rivolti ad aiutare le donne a trovare un miglior equilibrio tra lavoro e famiglia,che sicuramente è una questione importante.Ma non è l'unica:se è vero che gli uomini in Giappone hanno sempre avuto piu potere economico e sociale rispetto alle donne, anche loro hanno bisogno di trovare stabilità in un'economia che sta cambiando.



venerdì 15 settembre 2017

18 trilioni di dollari per salvare le banche e Mario Giordano se la prende con i parlamentari




La colpa di questo omicidio sociale va imputata in primo luogo ai finanzieri e ai banchieri,che hanno tratto profitto persino dalla crisi da essi stessi provocata.

JOSEPH STIGLITZ:

"Esiste un chiaro legame tra la crescente finanziarizzazione delle economie del mondo e la crescita delle diseguaglianze".Ma complici delle banche sono stati ai tanti economisti che affermavano che i mercati si autoregolano,fornendo in tal modo il cosiddetto sostegno intellettuale al movimento per la deregolamentazione".
Altre cause possono essere individuate nella libera  dinamica del mercato,nella disoccupazione tecnologica ,nella globalizzazione,nel declino dei sindacati  che un tempo rappresentavano il 30% dei lavoratori americani mentre oggi ne rappresentano appena il 12%."Tuttavia,continua Stiglitz, buona parte del motivo  per cui abbiamo cosi tanta disuguaglianza è che il primo 1% vuole che sia cosi".E lo ottiene tramite una politica fiscale favorevole,tramite l'applicazione lassista delle regole antitrust,ma soprattutto tramite  "la manipolazione del sistema finanziario,consentita da una modificazione delle regole comprata e pagata dall'industria finanziaria stessa:uno dei suoi migliori investimenti in assoluto".Il governo ha prestato alle banche denaro a tasso zero  e ha offerto loro delle condizioni molto vantaggiose mentre i regolamentatori chiudevano gli occhi davanti alla mancanza di trasparenza e ai conflitti  di interesse.Di fronte alla crisi del 2008 gli Stati Uniti e l'Unione europea hanno impegnato almeno 18 trilioni di dollari per salvare gli enti finanziari "troppo grandi per lasciarli fallire".
Ma questo soccorso alle banche è continuato,cosi come le banche hanno continuato ,cosi come le banche hanno continuato a elevare spudoratamente gli stipendi dei loro top manager.Tra il 2007 e il 2013,secondo i dati resi noti per la prima volta dall'Eurostat,i governi dell'Unione hanno concesso alle banche aiuti pari a 688 miliardi.La sola Germania ne ha concessi 247,seguita dalla Gran Bretagna con 165.
E voi cosa fate? Vi fare intontire dalla voce da gallina di Mario Giordano che urla contro la Casta.

giovedì 14 settembre 2017

JAMIE DIMON:"Il Bitcoin è utile ai criminali e a chi nasconde il denaro"




Se uno dei responsabili del crollo della Lehman Brothers si mette a dare del criminale a qualcuno, siamo messi bene.Jamie Dimon ,in una intercettazione telefonica diceva di non essere preoccupato per quello che sta per accadere...la piu grande crisi della storia dell'umanità...

"Il bitcoin è una truffa e finirà per saltare in aria".Lo ha affermato martedi sera il ceo di Jp Morgan,Jamie Dimon,durante una conferenza organizzata da Barclays, sottolineando  che la criptovalute possono essere utili ai criminali o a chi sta cercando di nascondere del denaro.E come ciliegina sulla torta ha aggiunto:"Se avessi un trader che opera in bitcoin,lo licenzierei in un secondo".Dopo le dichiarazioni di Dimon il bitcoin martedi è sceso in pochi minuti da 4.242 e 4.069 dollari.E dopo un breve tentativo di rimbalzo ieri è sceso fino a 3.766 dollari, tornando sotto quota 4.000 per la prima volta dal 22 agosto.
Bitcoin colpito e affondato insomma ,il numero uno di Jp Morgan sarà soddisfatto.Ma i precedenti non depongono a suo favore.Dimon è da sempre un denigratore  di bitcoin.
"Dubito che Dimon abbia un impatto",ha affermato Adam Back,ceo di Blockstream."Il Bitcoin reagisce solo alla Cina.Io continuo a comprare a ogni ribasso per le voci sulla Cina che mette al bando il bitcoin e ogni volta la variazione è minore".

Da Milano Finanza del 14 settembre 2017.Marcello Bussi

mercoledì 13 settembre 2017

Il Brasile continua a svendere i gioiellini di Stato



Il 95% degli italiani sono troppo impegnati ad occuparsi del Grande Fratello Vip,delle condizioni di salute di Valentino Rossi o di sentire cosa ha detto Tiziano Crudeli dopo le 4-sberle prese dal Milan domenica scorsa dalla Lazio.Se gli chiedi su come va il mondo e sul modello economico  che ci comanda,non sono interessati perché la spazzatura è la migliore soluzione per i problemi.
Ormai per ridurre i debiti e accontentare i grandi colossi bancari ,bisogna svendere i gioiellini di Stato.Qui sotto parlo del Brasile ma anche noi in Italia e in Europa sappiamo cosa vuol dire.Perdita dei posti di lavoro,del potere di acquisto,aumento dei prezzi dei servizi essenziali.

Messo alle strette dalle difficoltà politiche e dall'aumento del debito pubblico,il governo brasiliano ha annunciato una serie di misure economiche che piacciono ai mercati e fanno infuriare l'opposizione di sinistra .L'esecutivo del presidente Michel Temer metterà in atto il piu grande programma di privatizzazioni degli ultimi vent'anni,per fare cassa e diminuire il deficit.Piu di cinquanta proprietà dello stato,tra cui la Eletrobras,la compagnia elettrica piu grande dell'America Latina,saranno vendute o affidate in gestione ai privati.
Fuori dal programma annunciato restano il gigante petrolifero Petrobras e il settore bancario pubblico.Per ora mancano i dettagli del piano e una stima complessiva dei possibili guadagni."Il pacchetto di  Temer prevede la privatizzazione di una decina di aereoporti ,reti fognarie ed elettriche e della zecca di Stato",spiega Alexander Galvao ,professore della fondazione Dom Cabral."È destinato a cambiare la struttura dell'economia nazionale nei prossimi due anni".Alcune delle proprietà messe in vendita hanno un forte valore simbolico,come l'Eletrobras,creata nel 1996 all'apice della politica di sviluppo statale del presidente Getulio Vargas.
Il programma di Temer prevede che le riforme del mercato del lavoro e del sistema pensionistico,ha riscontrato una forte opposizione in parlamento ed è stato ridimensionato.Inoltre molti  deputati hanno venduto caro il voto che,il 3 agosto ,ha bloccato alla camera la denuncia presentata dal procuratore generale della repubblica Rodrigo Janot ,che accusa Temer di aver ricevuto delle tangenti.Per salvarsi, Temer di aver ricevuto delle tangenti.Per salvarsi,Temer  ha fatto concessioni economiche alle regioni,facendo cosi aumentare la spesa pubblica e obbligando il governo ad abbassare l'obiettivo del deficit per quest'anno.Il programma di privatizzazioni punta a ottenere fondi per alleggerire il debito pubblico e a far ripartire un'economia che nel 2017 dovrebbe crescere solo dello 0,5%.
In Brasile l'ultima grande ondata di privatizzazioni risale al primo mandato  di Fernando Henrique Cardoso,presidente del Brasile dal 1995 al 2003.Cardoso privatizzo' 80 compagnie statali,tra cui il gigante minerario Vale do Rio Doce e la Telebras,che aveva il monopolio delle telecomunicazioni.Anche allora   il governo cercava di contenere l'aumento del debito pubblico.
Quando Luiz Inacio Lula da Silva arrivo' al governo,nel 2003,le privatizzazioni si fermarono e i governi del Pt si limitarono a offrire ai privati delle concessioni temporanee ,soprattutto per autostrade e centrali idroelettriche.Roussef ha proseguito su questa strada e, poco prima di essere destituita,ha annunciato un programma per dare  in concessione ai privati porti,aereoporti e ferrovie,prevedendo di incassare piu di 50 miliardi di euro.Ma poi il programma è stato abbandonato.

martedì 12 settembre 2017

FERRUCCIO DE BORTOLI:"Monti sbagliò ad entrare in politica"




Impossibile che in questo mondo comandato dall'elitè finanziaria, dai grandi colossi bancari, Mario Monti prima o poi non abboccasse alla politica...


Mario Monti sbaglio' nell'accettare di "salire in politica" e di dare vita a Scelta civica con l'improbabile alleanza con Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini.Non ne parlammo all'epoca.I rapporti erano freddi.Non ricevetti nessuna amichevole richiesta di parere,com'era accaduto in altri passaggi importanti della sua vita professionale.Cosa che mi lusingava non poco.Sono convinto,comunque,che la sua avventata scelta politica sia stata fatta piu per senso del dovere che per vanità.La dimensione politica,anche negli anni in cui ha svolto con risultati e prestigio la carica di commissario europeo,gli è sempre stata estranea.Non si attaglia al suo carattere.Un economista conosciuto,rettore e poi presidente della Bocconi,è abituato alla gentilezza,al rispetto,persino a forme ipocrite di venerazione.E,non deve essere stato facile per una persona educata come lui,e con una rilevante  self consciousness (la definizione non è mia ,ma di Napolitano,parlando in privato del senatore a vita da lui nominato),scoprire a settant'anni che la politica è, nella celebre definizione di Rino Formica "sangue e merda".Non c'è riconoscenza ,né rispetto.Chiunque ,incontrandoti per strada,ti può tirare un ceffone e tu devi pure sorridere.Monti non ha sorriso .Ha abbandonato troppo presto,non senza irriconoscenza,  i molti che lo avevano seguito nella sua avventura politica.Ma oggi non merita l'isolamento cui è stato condannato anche dalla spregiudicatezza di chi aveva giurato  sulle virtù dell'"Agenda Monti".E votato le sue leggi,tra cui la piu importante quella sulle pensioni di Elsa Fornero ,e ora pensa che tutti i guai del paese derivino dai pochi mesi a Palazzo Chigi dell'economista col loden.Non esageriamo.

lunedì 11 settembre 2017

In Australia risarcimento per i migranti



Questo è davvero un Paese straordinario.Entra solo chi ha il permesso ma se sei straniero in regola e subisci un danno,vieni risarcito.
Tutto il contrario l'Italia.Paese senza regole certe,esattamente come sognavano quei sessantottini che ancora comandano.

Un tribunale dello stato  di Victoria ha ordinato il pagamento di un risarcimento di 70 milioni di dollari ai profughi e ai richiedenti asilo detenuti illegalmente nel centro di identificazione gestito dal governo australiano sull'isola di Manus, nel territorio di Papua Nuova Guinea.Il centro è noto per la violenza e per la brutali condizioni di detenzione.Ls somma dovrà essere distribuita tra gli immigrati che hanno già lasciato l'isola e quelli che sono ancora detenuti entro il mese di ottobre, quando è prevista la chiusura della struttura.L'accordo è stato siglato da piu del 70 % dei 1.923 migranti che avevano intentato la class action contro il governo australiano.

FONTE: The Age

domenica 10 settembre 2017

Quello che non ti dicono sulle prove missilistiche della Corea Del Nord




Ogni tanto salta fuori qualche sito libero e onesto...


Lunedì scorso, la RPDC ha lanciato un missile balistico Hwasong-12 su Hokkaido. Il missile è atterrato nelle acque oltre l’isola, non provocando danni.
I media hanno immediatamente condannato la prova come un “atto audace e provocatorio”, una prova del disprezzo del Nord contro le risoluzioni ONU e contro “i suoi vicini”. Trump ha duramente criticato i test dicendo:
“Azioni minacciose e destabilizzanti non fanno altro che aumentare l’isolamento del regime nordcoreano, nella regione e nel mondo. A questo punto, tutte le opzioni sono sul tavolo”.
Quel che i media non hanno menzionato è che nelle ultime tre settimane Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti hanno compiuto grandi esercitazioni militari ad Hokkaido ed in Corea del Sud. Questi giochi di guerra, inutilmente provocatori, vogliono simulare un’invasione della Corea del Nord ed un conseguente regime change (leggi: uccidere). Kim Jong-un ha ripetutamente chiesto agli americani di porre fine a questi esercizi militari, ma gli altri hanno rifiutato. Gli Stati Uniti si riservano il diritto di minacciare chiunque, in qualunque momento ed in qualsiasi luogo, anche in casa altrui. È quel che li rende eccezionali. Leggete questo estratto da un articolo di Fox News:
“Più di 3.500 truppe americane e giapponesi hanno dato inizio ad un esercizio militare congiunto contro l’eventualità di una Nord Corea ancor più minacciosa. L’esercitazione, nota come Northern Viper 17, avrà luogo ad Hokkaido, la principale isola settentrionale del Giappone, e durerà fino al 28 agosto…”.
“Stiamo migliorando la nostra preparazione non solo in àmbito aereo, ma anche come team di supporto logistico”, ha dichiarato in un comunicato il colonnello R. Scott Jobe, comandante della 35esima Fighter Wing. “Siamo in posizione privilegiata in caso di bisogno e questo esercizio ci preparerà nel caso in cui si verifichi effettivamente uno scenario di conflitto” (“Truppe giapponesi ed americane iniziano un’esercitazione militare congiunta stante la minaccia della Corea del Nord”, Fox News).
Il test missilistico di lunedì (che ha sorvolato l’isola di Hokkaido) è stato condotto poche ore dopo la fine dei giochi di guerra. Il messaggio era chiaro: il Nord non verrà pubblicamente umiliato senza risposta. Invece di mostrare debolezza, la Corea ha dimostrato di esser pronta a difendersi contro l’aggressione straniera. In altre parole, il test NON è stato un “atto audace e provocatorio” (come i media hanno affermato), ma una risposta modesta e ben ponderata da parte di un paese che ha vissuto 64 anni di prepotenze, sanzioni, demonizzazioni e sconvolgimenti da Washington. Il Nord ha risposto perché le azioni del governo americano richiedevano una risposta. Fine della storia.
E lo stesso vale per i tre missili balistici a corto raggio che il Nord ha testato la scorsa settimana (due dei quali apparentemente sono scomparsi poco dopo il lancio). Questi test sono stati una risposta alle tre settimane di esercitazioni militari in Sud Corea che hanno coinvolto 75.000 truppe di combattimento, accompagnate da centinaia di carri armati, mezzi da sbarco, una flottiglia navale al completo e sorvoli di squadroni di combattenti e bombardieri strategici. Il Nord avrebbe dovuto restare con le mani in mano mentre questa mostruosa esibizione di forza bruta militare avveniva proprio sotto il suo naso???
Ovviamente no. Immaginate se la Russia avesse intrapreso un’operazione simile al di là del confine in Messico, e la sua flotta avesse condotto esercizi “live fire” 5 km fuori della baia di San Francisco. Quale pensate sarebbe stata la reazione di Trump?
Avrebbe spazzato via quelle navi in un battibaleno, no?
Perché dunque il doppio standard quando si tratta di Corea del Nord?
La NK dovrebbe essere applaudita per aver dimostrato di non esser intimidita. Kim sa che qualsiasi scontro con gli Stati Uniti finirebbe male, ma ciononostante non si è fatto mettere all’angolo dai bulli della Casa Bianca. Bravo, Kim.
A proposito, la risposta di Trump ai test missilistici di lunedì è stata a malapena riportata dai media mainstream. Ecco cos’è successo due giorni dopo:
Mercoledì, un gruppo americano di fighter F-35B ed F-15 e di bombardieri B-1B ha condotto operazioni militari su un campo d’esercitazioni ad est di Seoul. I B-1B, che sono bombardieri nucleari a bassa quota, hanno sganciato le loro bombe sul sito e poi sono ritornate alla loro base. Lo spettacolino era un messaggio per Pyongyang: Washington non è contenta dei test dei suoi missili balistici ed è disposta ad usare armi nucleari in caso di bisogno.
D.C. è dunque disposta a bombardare il Nord se non riga dritto?
Sembra proprio così, ma chi lo sa davvero? In ogni caso Kim non ha altra scelta che restare sulle proprie posizioni. Se mostra qualche segno di debolezza, sa che finirà come Saddam e Gheddafi. E questo, naturalmente, è ciò che guida la retorica aggressiva del dittatore; il Nord vuole evitare lo scenario di Gheddafi a tutti i costi. E comunque, il motivo per cui Kim ha minacciato di lanciare missili nelle acque che circondano Guam è perché Guam è la casa della base aerea militare di Anderson, il punto di origine dei bombardieri con capacità nucleare B-1B che da qualche tempo compiono pericolosi sorvoli della penisola coreana. Il Nord sente di dover rispondere a quella minaccia.
Non sarebbe d’aiuto se i media accennassero a questo fatto? Oppure si confa maggiormente alla loro agenda far sembrare che Kim stia dando di matto, abbaiando ai “totalmente innocenti” Stati Uniti, un paese che cerca solo di preservare la pace ovunque va?
Ma per favore!
È così difficile trovare qualcosa nei media che non rifletta la parzialità e l’ostilità di Washington. A sorpresa, c’era un articolo abbastanza decente su CBS News la scorsa settimana, scritto da un ex agente dell’intelligence occidentale con decenni di esperienza in Asia. È l’unico articolo che ho trovato che spiega con precisione cosa stia realmente accadendo aldilà della propaganda. Ecco qua:
“Prima dell’inaugurazione di Trump, la Corea ha fatto sapere di essere disposta a dare alla nuova amministrazione americana il tempo per rivedere la propria politica e fare meglio di Obama. L’unica cosa era che se gli Stati Uniti fossero andati avanti con i loro esercizi congiunti con la Corea del Sud, il Nord avrebbe fortemente reagito.
Gli americani li hanno fatti e quindi i nordcoreani hanno reagito.
Ci sono stati degli abboccamenti nel dietro le quinte, ma non si è riusciti a farli decollare. In aprile, Kim ha lanciato nuovi missili come avvertimento, senza alcun effetto. Il regime ha lanciato i nuovi sistemi, uno dopo l’altro. L’approccio di Washington non è tuttavia cambiato”. (“Analisi: il punto di vista di Pyongyang sulla crisi Corea del Nord-U.S.A.”, CBS News).
Okay, quindi adesso sappiamo la verità: il Nord ha fatto del proprio meglio ma senza risultati, soprattutto perché Washington non vuole negoziare, preferirebbe minacciare (Russia e Cina), aumentare l’embargo e minacciare la guerra. Questa è la soluzione di Trump. Ecco di più dallo stesso pezzo:
“Il 4 luglio, dopo il primo lancio di ICBM della Corea andato a buon fine, Kim ha fatto sapere che il Nord è disposto a mettere “da parte” i programmi nucleari e missilistici se gli americani cambiassero il proprio approccio.
Gli Stati Uniti non l’hanno fatto, quindi il Nord ha lanciato un altro ICBM, un palese segnale. Tuttavia, altri bombardieri B-1 hanno sorvolato la penisola ed il Consiglio di Sicurezza ONU ha approvato nuove sanzioni” (CBS News).
Quindi il Nord era pronto a negoziare, ma gli U.S.A. no. Kim probabilmente ha sentito dire che Trump era un buon negoziatore ed ha pensato di poterci trovare qualche accordo. Ma non è accaduto. Trump si è rivelato una bufala più grande di Obama, il che non è cosa da poco. Non solo si rifiuta di negoziare, ma fa anche minacce bellicose quasi ogni giorno. Questo non è ciò che il Nord si aspettava. Loro si aspettavano un leader “non interventista”, aperto ad un compromesso.
La situazione attuale ha lasciato Kim senza molte opzioni. Può terminare il proprio programma missilistico, o aumentare la frequenza dei test e sperare che questi aprano la strada ai negoziati. Evidentemente ha scelto quest’ultima opzione.
Ha fatto una cattiva scelta?
Forse.
È una scelta razionale?
Sì.
Il Nord sta scommettendo che i propri programmi nucleari saranno preziose carte da giocare nei futuri negoziati con gli Stati Uniti. Non vuole bombardare la west coast. Sarebbe ridicolo! Non farebbe raggiungere alcun obiettivo. Quel che vogliono è salvaguardare il regime, procurarsi garanzie di sicurezza da Washington, sollevare l’embargo, normalizzare i rapporti con il Sud, cacciare gli americani dagli affari politici della penisola e (speriamo) porre fine all’irritante invasione yankee che dura da 64 anni.
In pratica: il Nord è pronto. Vuole negoziati. Vuole porre fine alla guerra. Vuole mettersi alle spalle tutto questo incubo e continuare con la propria vita. Ma Washington non glielo permette perché a lei lo status quo piace. Vuole essere permanententemente presente in Corea del Sud, per poter circondare Russia e Cina con i sistemi missilistici ed ampliare la propria presa geopolitica portando il mondo più vicino all’armageddon nucleare.
Questo è ciò che vuole e per questo continuerà ad esserci crisi nella penisola.
Mike Whitney
Fonte: www.counterpunch.org

venerdì 8 settembre 2017

VACCINI.Qualche voce fuori dal coro



Nel 1998 l'ente americano Centers for Disease Prevention and Control (CDC) scriveva candidamente che gli studi indipendenti atti a certificare la sicurezza dei vaccini non esistono.Questo in una lettera inviata il 23 settembre 1998 dal dottor Croft Woodruff alla mailing list Vaccine Information and Awareness.Su certezze queste si basa l'informazione medica corrente.
Continuando in tema di perplessità,che una frazione tutt'altro che trascurabile della sperimentazione farmaceutica sia fasulla è uno strano segreto: strano perché lo conoscono tutti coloro che operano nel settore.

THE LANCET una delle piu prestigiose riviste mediche ,pubblicò nell'aprile 2015, a firma di Richard Horton,il suo redattore capo,un articolo sulle pubblicazioni mediche che varrebbe la pena di essere imparato a memoria e recitato come memento prima di menzionare i risultati di questo o di quella o di quella sperimentazione:

"Tantissimo di ciò che viene pubblicato è sbagliato.Io non ho il permesso di dire chi ha pronunciato questa affermazione perché ci era stato chiesto di osservare le regole fi Chatham House.Ci fu pure chiesto di non fare fotografie delle diapositive.Coloro che lavoravano per enti governativi implorarono che i loro commenti restassero anonimi dal momento che le elezioni britanniche in arrivo significano per loro vivere in "purdah" (termine indiano usato in inglese per significare il periodo pre-elettorale in cui chi lavora per lo stato non può rilasciare dichiarazioni), uno stato agghiacciante di restrizioni nella libertà di parola imposto a chiunque sia pagato dallo Stato.Perché la preoccupazione paranoica per la segretezza e l'anonimato?
Perché questo simposio sulla riproducibilità e l'affidabilità della ricerca e l'affidabilità della ricerca biomedica tenuto a Londra presso il Welcome Trust la settimana scorsa ha toccato uno degli argomenti piu delicati della scienza oggi: l'idea che qualcosa sia fondamentalmente andato male con una delle nostre piu grandi creazioni umane.E poco piu avanti molta della letteratura scientifica,forse la metà,può semplicemente essere falsa .L'articolo continua descrivendo il perché delle falsità in campo medico ,elencando una serie di motivi tra cui il conflitto d'interessi che inevitabilmente va a verificarsi per la dipendenza economica che l'industria farmaceutica fa gravare su chi fa ricerca e ne pubblica i risultati,una ricerca -continua Horton- in cui i dati vengono adattati alle teorie da sostenere e afferma pure che le riviste mediche respingono articoli che,invece,raccontano le cose come stanno.L'articolo si conclude con la buona notizia è che la scienza (medica) sta cominciando a prendere sul serio i suoi peggior difetti.La cattiva notizia è che nessuno è pronto a fare il primo passo per ripulire il sistema".

Ma Horton non è certo da solo.La dottoressa Marcia Angell,per molti anni capo del NEW ENGLAND MEDICAL JOURNAL,un'altra rivista medica di enorme prestigio scriveva :"È semplice:non si può piu credere alla gran parte della ricerca clinica che viene pubblicata né fidarsi del giudizio dei medici di fiducia o di linee guida mediche autorevoli.Io non mi rallegro di questa conclusione cui sono arrivata lentamente e con riluttanza dopo i miei due decenni come direttrice del New England Journal of Medicine".
"Spesso le riviste mediche o le industrie farmaceutiche che pagano la ricerca omettono i risultati negativi di un nuovo farmaco o di una nuova procedura che possono dimostrare piu danno che utilità è invece ciò che pubblica SCIENCE.

Da VACCINI SI O NO? Stefano Montanari e Antonietta M. Gatti (Macro Edizioni).

giovedì 7 settembre 2017

In Giappone i contratti irregolari o temporanei sono il 37,5%



Ammetto che prima di leggere questo stupendo articolo di Alanna Semuels, non sapevo di questa percentuale.Ormai la dittatura neoliberista ,che è il vero cancro del pianeta, non risparmia nessuno e tra le sue armi piu devastanti c'è la precarietà.
Sempre in questo articolo c'è la storia di un ragazzo giapponese supersfruttato da una grande multinazionale.Quel pezzo lo pubblicherò nei prossimi giorni.

In Giappone la popolazione è in calo.Per la prima volta da quando è in calo.Per la prima volta da quando è cominciato il censimento delle nascite piu di un secolo fa,nel 2016 ,sono nati meno di un milione di bambini e la popolazione è scesa di 300.000 unità.Tutti danno la colpa ai giovani,accusati di non fare abbastanza sesso,e alle donne  che,si dice, preferiscono la carriera al matrimonio e alla famiglia.
Ma c'è un'altra spiegazione,molto piu semplice,che vale anche per gli Usa:il tasso di natalità sta scendendo perché l'economia crea meno opportunità per i giovani ,e soprattutto per gli uomini.In Giappone ,dove l'uomo è ancora considerato quello che porta a casa il pane e mantiene la famiglia,la carenza di buoni posti di lavoro rischia di dar vita a una classe di uomini che si sposano e non fanno figli perché sanno (e lo sanno anche le loro potenziali partner) che non possono permetterselo.
"I problemi legati al genere sono abbastanza in linea con trend in tutto il mondo: per gli uomini la situazione è diventata piu difficile",dice Anne Allison ,che insegna antropologia culturale alla Duke university e ha curato una recente raccolta di saggi intitolata Japan : the precarius future:"Il tasso di natalità è sceso ed è sceso anche il numero di coppie che si formano.La gente dice che il motivo principale è l'insicurezza economica".
Può sembrare un fenomeno sorprendente in un paese come il Giappone,dove l'economia sta andando bene e il tasso di disoccupazione è inferiore al 3%.In realtà,la diminuzione delle opportunità economiche nasce da una tendenza generalizzata a livello mondiale : l'aumento dell'occupazione precaria.Fin dal secondo dopoguerra,il Giappone è stato caratterizzato da un alto di "impieghi regolari",secondo la definizione degli studiosi del mercato del lavoro:gli uomini cominciavano la carriera in aziende che garantivano ottimi benefit e scatti salariali  regolari con l'idea che lavorando sodo avrebbero conservato il posto fino alla pensione.
Oggi invece,spiega Jeff Kingston,professore della Temple university di Tokyo e autore di diversi libri sul Giappone,circa il 40% della forza lavoro giapponese è "irregolare" : due giapponesi su cinque non lavorano in aziende che assicurano il posto fisso a vita ma si arrangiano tra occupazioni temporanee e part time, con stipendi bassi e benefit inesistenti (e nelle statistiche del governo,questi lavoratori temporanei risultano come occupati).Solo il 20% dei lavoratori precari riesce a passare prima o poi al posto fisso.Secondo Kingston,tra il 1995 e il 2008 il numero dei lavoratori regolari giapponesi è sceso di 3,8 milioni,mentre quello dei precari è aumentato di 7,6 milioni.




I lavoratori precari giapponesi  sono chiamati anche freeter,incrocio  tra l'inglese freelance  e il tedesco arbeiter (lavoratore).Kingston spiega   che il boom del precariato in Giappone è cominciato negli anni 90' ,quando il governo ha approvato la riforma della legge sul lavoro per favorire l'impiego di lavoratori temporanei e a contratto reclutati attraverso società intermediarie.Quando la globalizzazione ha costretto le imprese a tagliare i costi,le aziende si sono affidate sempre di piu al lavoro temporaneo,una tendenza che si è intensificata  durante la grande recessione dalla metà degli anni novanta.
Oggi in Giappone anche un "buon" impiego può essere spietato.Chi ha la fortuna di averne uno magari guadagna abbastanza per mantenere la famiglia,ma spesso non ha il tempo per avere una vita sociale o per fare qualsiasi cosa a parte lavorare,dormire e mangiare.I livelli di stress sono talmente alti che molti crollano.

Alanna Semuels-The Atlantic

mercoledì 6 settembre 2017

La sperimentazione sui vaccini è insufficiente



Che molta sperimentazione sui vaccini  sia insufficiente è fatto noto.Queste sperimentazioni hanno bisogno di grandi numeri e di tempi lunghi.Supponendo che,statisticamente,un vaccino induca un effetto collaterale importante o perfino la morte di un soggetto su 5000 o 10.000 persone (sarebbe un fatto grave) è ovvio che,se la sperimentazione è condotta come si fa spesso su poche migliaia di persone,e a volte non molte centinaia fino ad essere poche decine,non si otterranno risultati statisticamente significativi.I tempi lunghi,di fatto parecchi anni,sono indispensabili a causa dei tempi che la Biologia pretende per il verificarsi di una malattia e per le oscillazioni che ogni malattia presenta nel suo manifestarsi.All'atto dell'entrata in commercio del vaccino contro l'epatite B i due produttori,la Merck, Sharp & Dohmr e la Smithkline Beecham,presentarono sperimentazioni nei bambini di età inferiore ai 10 anni durate rispettivamente 5 e 4 giorni.Chi chiede che studi  randomizzati  seri siano eseguiti  sui vaccini si sente regolarmente rispondere che questi studi sono eticamente condannabili.Perché,infatti ,negare per un certo tempo la possibilità di essere vaccinati? È evidente che quella domanda data a mo' di risposta implica la certezza che il vaccino sia efficace e privo di effetti deleteri,cioè proprio quanto si deve dimostrare.Cosi si mettono in commercio prodotti di cui ,piaccia o no,non si sa niente.A titolo d'esempio,per il vaccino contro il papillomavirus studi un po piu accurati come raccomandati dal Vaccine Safety Commitee, Division of Health Promotion and Disease Prevention saranno disponibili solo nel 2020,ad una quindicina.di anni dall'inizio della distribuzione del prodotto.Quei quindici anni sono un tempo accettabile per la Biologia ma non per il business,e oggi il business vince a mani basse.

Da VACCINI SI O NO? Stefano Montanari e Antonietta M. Gatti (Macro Edizioni)

martedì 5 settembre 2017

GIOVANNI FAVIA:"Nel 2007 Di Battista votava Veltroni e sognava di fare il tronista"




Mi ricordo il Giovanni Favia del 2012 ancora grillino.Andai in provincia di Reggio Emilia in un famoso locale di quelle parti chiamato FUORI ORARIO, dovevo chiedere a Giulia Innocenzi perchè non mandarono in onda il servizio sulla MMT a Rimini. Favia  ebbe una discussione con la bella Giulia difendendo Grillo con i denti e il video lo trovate sul mio canale Youtube.
Dieci anni fa ci fu il V-DAY a Bologna che lanciò il Movimento 5 Stelle.Dieci anni di battaglie contro il finto potere,mentre con quello che sta distruggendo il ceto medio-basso,poco o nulla,basta rileggere le dichiarazioni di Di Maio a Cernobbio domenica 3 settembre .



da IL RESTO DEL CARLINO del 4 settembre 2017-Intervista a Giovanni Favia di Federico Del Prete

FAVIA DIECI ANNI FA LEI ERA IN PIAZZA?

Certamente.Ero iscritto da poco, ma quel giorno rappresentò la svolta per cui decisi di impegnarmi in prima persona.

PERCHE'?

In piazza Maggiore si percepiva sopratutto un sentimento di speranza,una voglia di riscatto in contrapposizione a un quadro politico chiuso,che aveva stancato e rassegnato un'intera generazione,la mia.

E LA POLITICA?

Quella arrivò dopo.All'inizio nessuno ci pensava, nemmeno io.Come potevi immaginare che un comico avrebbe mai potuto dare vita a un partito? Noi volevamo solo alzare la testa e gridare contro ciò che ci indignava.

POCHI MESI DOPO,PERO',SIEDEVA IN CONSIGLIO COMUNALE.

Ci venne la voglia di provarci,ma non fu così scontato:facemmo mille assemblee,con altrettante spaccature e discussioni di alto livello.Era un'epoca pionieristica: le porte erano aperte a tutti,entravano dei matti, ma anche grandi personalità che volevano lavorare per ricostruire la società civile italiana.

SEMBRA PARLARNE CON NOSTALGIA.

Se ci penso, mi si stampa in volto un bel sorriso.Eravamo un movimento spontaneo,disorganizzato e libero.Era il nostro bello,tutto da volontari.Oggi non è rimasto nulla.

BEH, IL MOVIMENTO 5 STELLE RISCHIA DI ESSERE IL PRIMO PARTITO ITALIANO.

Ma non c'entra nulla con quell'inizio.All'epoca Di Battista votava Veltroni e sognava di fare il tronista,mentre Di Maio militava nella destra studentesca.Gente che aveva bene in testa cosa voleva fare, che è arrivata quando i Cinque Stelle sono diventati piu grandi.Purtroppo alle persone pensanti,Grillo ha preferito i leccapiedi obbedienti e in questi anni non è stato creato nulla, solo una melassa contraddittoria e cinica caccia di voti.


lunedì 4 settembre 2017

Grazie all'intervento degli Usa (e alleati) c'è stato l'impoverimento dell'Iraq



La popolazione irachena non imputava la sua povertà al regime di Saddam ma all'Occidente.Il ceto medio,inizialmente forte, fu completamente distrutto e ridotto in povertà dalle sanzioni,soprattutto per effetto dell'inflazione galoppante.Pochi anni dopo in Iraq era rimasto solo un ristretto ceto di benestanti che gravitava attorno al regime,mentre il restante 90-95% della popolazione viveva alla giornata.Solo nei territori curdi,al Nord,la situazione era meno drammatica.Con l'appoggio dell'Occidente,che tra l'altro istituì una zona con divieto di sorvolo ai caccia iracheni ,i curdi iniziarono allora un percorso verso l'autonomia e l'indipendenza di fatto.
All'epoca ,a Baghdad,era frequente incontrare conducenti di taxi con indosso un logoro abito Armani o Hugo Boss,ex  docenti universitari o dirigenti per i quali una volta le vacanze in Svizzera erano la normalità e che ora provavano in qualche modo a mantenere a galla sé stessi e la famiglia.Il tasso di alfabetizzazione ,nel 1989 ancora pari al 95%,il piu elevato nel mondo arabo,nel 2000 era sceso di oltre la metà.Il sistema sanitario,prima tra i migliori al mondo,era ormai a pezzi e il tasso di mortalità infantile si era trasformato nel giro di dieci anni da uno dei piu bassi a uno dei piu alti del mondo.Questo impoverimento della popolazione irachena provocato intenzionalmente,in particolare dagli Usa e dalla Gran Bretagna,rientra nei crimini meno conosciuti o, per meglio dire,riconosciuti della politica occidentale dopo la Seconda guerra mondiale.E una delle cause essenziali che hanno portato in Iraq al crollo dei valori di civiltà e dello Stato stesso.Questo crollo è stato seguito,pochi anni e un'altra guerra piu tardi,dal regime di terrore delle milizie ,prima tra tutte lo Stato Islamico.
Il 12 maggio 1996 il conduttore del popolare programma giornalistico americano 60 Minutes chiese alla segreteria di Stato Madeleine Albright:"Pare che in Iraq siano morti finora mezzo milione di bambini.Un numero piu alto di quello dei bambini morti a Hiroshima.Ne vale la pena? .Rispose Madeleine Albright:"Penso che sia una scelta molto ardua ma il prezzo...crediamo che ne valga la pena".Due anni dopo,a un evento tenutosi a Cleveland,nell'Ohio,dichiarò:"Scommetto che ci preoccupiamo piu noi del popolo iracheno di Saddam Hussein".E inoltre:"Se ricorriamo alla forza,lo facciamo perché noi siamo l'America! Siamo il Paese indispensabile.Siamo orgogliosi e sicuri di noi,siamo piu lungimiranti".
Era lecito ritenere che con la liberazione del Kuwait,nel febbraio 1991,fosse venuto meno il fondamento della risoluzione 661 e che quindi si sarebbero risolte anche le sanzioni.Ragionare cosi però vorrebbe dire sottovalutare l'impero.Alla vigilia della guerra in Kuwait ,perfettamente in linea con la dottrina Carter del 1980,il presidente Bush senior aveva dichiarato:L'accesso al petrolio del Golfo Persico e la sicurezza dei principali Paesi della regione,nostri alleati,sono decisivi per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti (...).Gli Stati Uniti persisteranno  nel difendere i propri interessi vitali nella regione,se serve con la forza militare,contro ogni potenza i cui interessi danneggiano i nostri".L'attacco all'area di servizio Kuwait divenne perciò l'inizio della fine per il dominio di Saddam.Una prepotenza del genere esigeva una risposta,a prescindere dalle perdite.Allo stesso tempo la condotta americana rivolgeva un monito inequivocabile agli altri detentori di potere della regione:non vi mettete contro di noi.

domenica 3 settembre 2017

IL SOCIOLOGO DANIEL COLOMBO:"La minaccia è piu per le donne musulmane che per le italiane"




Emergenza stupri. Questi amici miei è il modello di società americana portato in Europa, abbiamo un esercito di zombi. Anni fa il regista Romero fece il film ZOMBIE per descrivere la società americana,oggi lo si può fare per descrivere quella mondiale.
Dire che la maggior parti degli stupri è opera degli stranieri è comodo,sappiamo che non tutte le donne hanno il coraggio di denunciare sopratutto in quelle zone d'Italia dove la criminalità è molto diffusa.

da IL RESTO DEL CARLINO-QUOTIDIANO NAZIONALE del 2 settembre 2017.Intervista al sociologo Asher Daniel Colombo di Alessandro Belardetti

PEROFESSOR ASHER DANIEL COLOMBO,PERCHE'  LA COMPONENTE STRANIERA IN ITALIA E' DEL 9-10%,E LA LORO INCIDENZA SUI REATI SESSUALI ARRIVA AL 30-40%?

Bisogna permettere che nelle violenze sessuali ,spiega il docente di Sociologia generale all'università di Bologna,oltre il 50% dei casi non viene denunciato.Sicuramente la percentuale è alta,la spiegazione è che gli stupri avvengono nel proprio gruppo di riferimento ,in famiglia,tra partner o ex partner.Dunque gli stranieri ne commettono di piu sulle straniere.Non è un caso che,in rapporto, le donne immigrate subiscano piu violenze di tipo sessuale rispetto alle italiane.Anche nel dramma di Rimini la vittima è straniera.


TRA LE VIOLENZE NON DENUNCIATE,IN CHE MISURA STIMA IL RAPPORTO TRA AGUZZINI ITALIANI E STRANIERI?

Difficile dirlo,ma nel sommerso è piu faticoso fare emergere stupri ai danni di  straniere:sono la fascia piu debole e hanno molti motivi per non denunciare.Il sommerso,di solito, è piu alto tra gli stranieri.


ROMENI,ALBANESI E MAROCCHINI SONO STATISTICAMENTE AL VERTICE TRA GLI AUTORI DEI CRIMINI DI GENERE:NELLA LORO CULTURA LA DONNA E' VISTA COME INFERIORE ALL'UOMO?

Sono in testa a questa pessima classifica perchè sono le popolazioni straniere piu presenti sul nostro territorio.L'Albania ,rispetto alla Romania,è un caso a parte avendo una forte componente musulmana e i valori domestici influenzano la propensione alla violenza.

L'ASSENZA,O QUASI, DI DENUNCE DI STRANIERE HA LEGAMI CON IL TERRORE DELLA DONNA,SPESSO MUSULMANE,DEI PROPRI AGUZZINI?


Non è solo paura degli uomini,ma anche timore per i figli.Forse per quanto riguarda immigrati provenienti da nazioni dove le donne vengono  segregate,le vittime straniere denunciano meno rispetto alle italiane,che negli ultimi tempi hanno compiuto progressi in questo senso.Ma molto è ancora da fare.


L'ONDATA DI MIGRANTI MUSULMANI DALL'AFRICA RAPPRESENTA UNA MINACCIA PER LE DONNE IN ITALIA?

La minaccia è piu per le donne musulmane che per le italiane.Chi emigra non è uguale a chi resta nel proprio Paese,perchè potenzialmente è piu propenso al cambiamento.L'immigrazione ci porta persone piu orientate all'avvicinamento alla cultura del Paese di approdo.


LA CONDIZIONE DI SOTTOMISSIONE DELLE DONNE IN CERTE CULTURE RENDE DIFFICILE PER GLI STRANIERI COMPRENDERE I LIMITI INVESTIGATIVI DI UN ABUSO SESSUALE?

In alcuni casi gli stranieri faticano a vedere uno stupro o una violenza  sessuale come un reato,come un comportamento ingiusto e socialmente disapprovato.


IL MOVENTE DI UNO STUPRO CAMBIA DA CULTURA A CULTURA?

La motivazione latente è la stessa tra italiani e stranieri:non solo trarre vantaggio in termini di piacere ma sottomettere la vittima e imporre il proprio volere con la forza.La prevaricazione sessuale è legata a un fenomeno di contrasto dell'emancipazione femminile.La violenza sulle donne è un problema grave,ma riguarda i maschi in generale.


venerdì 1 settembre 2017

L'inchiesta del New York Times su Giulio Regeni



Una sintesi del lunghissimo articolo scritto da Declan Walsh sul New York Times magazine

Nel 2005 ,quando Regeni tornò al Cairo,si pensava che per gli stranieri le regole fossero diverse.Era vero che qualcuno di loro era finito nei guai.All'inizio di quell'anno ,il giornalista australiano Peter Greste ,di Al Jazeera ,era stato liberato dopo tredici mesi di prigione  per "danni alla sicurezza nazionale".Uno studente francese era stato espulso  per aver intervistato alcuni militanti per la democrazia.I referenti accademici di Regeni gli avevano consigliato di evitare i contatti con i Fratelli musulmani."La situazione qui non è facile ",aveva scritto Regeni in un messaggio a un amico un mese dopo il suo arrivo.Ma nel complesso,come mi ha detto la sua tutor, Regeni era convinto che il suo passaporto lo avrebbe protetto.L'unica paura che aveva era quella di essere rispedito a Cambridge prima di aver completato la sua ricerca.
Una settimana dopo la scomparsa di Regeni,l'ambasciatore italiano al Cairo Maurizio Massari ebbe un presentimento.Folti capelli grigi e fascino discreto,Massari popolare nell'ambiente diplomatico del Cairo.Gli piaceva ospitare studiosi e politici egiziani ,e durante i weekend guardava le partite di calcio con l'ambasciatore statunitense  Robert Stephen Beecroft.Ma ora camminava nervosamente per i lunghi corridoi di marmo dell'ambasciata italiana affacciata sul Nilo.
Dopo la morte di Regeni,Massari cominciò a essere preoccupato per la sicurezza dell'ambasciata.Smise subito di usare la posta elettronica e il telefono per discutere questioni delicate.Per comunicare con Roma usò il vecchio sistema di messaggi in codice su carta.Le autorità italiane   temevano che gli egiziani che lavoravano all'ambasciata trasmettessero informazioni alle loro forze di sicurezza.Notarono  che in un appartamento di fronte all'ambasciata,un buon posto per piazzare un microfono direzionale,le luci erano sempre spente.Massari,ancora traumatizzato dal ricordo delle ferite sul corpo di Regeni ,si isolo' ,evito'  qualsiasi incontro con altri ambasciatori.I suoi rapporti con il governo egiziano si deteriorarono.

L'Italia è uno dei paesi piu vulnerabili dal punto di vista energetico:l'Eni non è solo un colosso da 60 miliardi di euro,con attività in 73 paesi,ma anche un componente essenziale della politica estera italiana.
L'Eni assume da sempre agenti segreti a riposo per la sua divisione di sicurezza interna,dice Andrea Greco,uno degli autori di LO STATO PARALLELO (Chiarelettere),un libro sull'Eni.
"C'è una stretta collaborazione",dice "Probabilmente c'è stata anche sul caso Regeni,ma ho qualche dubbio che avessero gli stessi interessi".Una portavoce dell'Eni dice che l'azienda era inorridita dalla fine di Regeni e che,anche se non era tenuta a farlo,continuava " a seguire la questione molto da vicino" nei suoi rapporti con il governo egiziano.
Dopo mesi di rapporti diplomatici tesi,nel muro del silenzio egiziano si è aperta  una crepa,o almeno così è sembrato.In un suo viaggio a Roma ,a settembre del 2016,il procuratore capo Nabil Sadek ha ammesso pubblicamente che l'Agenzia per la sicurezza nazionale controllava Regeni  perché lo sospettava di spionaggio.In una serie di incontri dei mesi successivi i magistrati egiziani  hanno fornito a quelli italiani i documenti,tabulati telefonici,dichiarazioni dei testimoni e un video ,che dimostrano che Regeni era stato tradito da diverse persone che gli erano vicine.
Muhammad Abdullah,il suo contatto con il sindacato degli ambulanti,era un informatore dell'Agenzia per la sicurezza nazionale.Usando una telecamera nascosta ,aveva filmato la sua conversazione con Regeni sulla borsa di studio di 10.000 sterline .In seguito avrebbe rilasciato una dichiarazione raccontando nei dettagli i suoi incontri con il suo contatto alla sicurezza nazionale,il colonnello Sharif Magdi Ibraahim Abdlaal,che gli aveva promesso una ricompensa appena fosse  stato chiuso il caso Regeni.
L'identità  dell'altra persona che avrebbe tradito Regeni è forse piu sorprendente.Le autorità italiane sono arrivate alla conclusione che durante il mese precedente alla sua scomparsa,il coinquilino di Regeni ,l'avvocato Mohamed el Sayad,aveva consentito agli agenti dell'Agenzia per la sicurezza nazionale di perquisire l'appartamento.E in seguito i tabulati telefonici avrebbero dimostrato che nelle settimane successive Sayad aveva parlato con due funzionari dell'agenzia.
Sayad non ha risposto alle mie richieste di commentare la notizia,ma ho avuto un lungo scambio,su Facebook,con l'altra coinquilina di Giulio,Juliane Schoki,Sayad aveva espresso i suoi sospetti su Regeni poco dopo essersi trasferito nell'appartamento."Penso che Giulio sia una spia",le aveva detto.
Dopo la scomparsa di Giulio aveva cominciato a pensarlo anche lei.I due avevano ipotizzato che lavorasse per il Mossad (una volta  Giulio le aveva detto che aveva una ragazza israeliana ed era stato in Israele).