Anglotedesco

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martedì 31 ottobre 2017

In Germania aumentano i plurioccupati...




Articolo che dovrebbero leggere quelli che si informano solo con quotidiani e tv...

della redazione del FAZ, 17 ottobre 2017

Donna, lavoratrice a tempo parziale, impiegata in ruoli amministrativi, lavori d’ufficio, nei servizi sociali o nella sanità: secondo l’Istituto di ricerca per il mercato del lavoro di Norimberga (IAB) questo è l’identikit del tipico lavoratore tedesco che, oltre all’occupazione principale, svolge un secondo lavoro. Gli individui presi in esame dalla ricerca sono spesso di nazionalità estera, di mezza età e dal loro impiego principale guadagnano in media di meno rispetto a chi può contare su una professione a tempo pieno.

È interessante notare come il numero di persone presenti in questa categoria aumenti di giorno in giorno. Proprio questo venerdì, a seguito di un’interrogazione parlamentare promossa da Die Linke all’Agenzia Federale per il lavoro, è emerso che in Germania la cifra dei lavoratori con più di un’occupazione è aumentata di circa un milione nell’ultimo decennio, fino ad arrivare a 3,2 milioni di persone. Guardando alla dinamica degli ultimi 15 anni, lo IAB restituisce un quadro ancora più preoccupante, con il numero di chi deve far ricorso a due o tre impieghi che si è addirittura raddoppiato dal 2003.

Tendenzialmente, a ritrovarsi in una condizione lavorativa come quella appena descritta sono coloro che percepiscono salari estremamente ridotti dalle loro professioni principali. Secondo lo IAB i pluri-impiegati guadagnerebbero in media 570 euro in meno dalla loro primaria fonte di reddito rispetto a chi ha solo un impiego.  In parte, questa differenza può essere spiegata dal fatto che i dipendenti multipli dedicano meno ore lavorative alla professione principale. Ma questa non è l’unica ragione. A detta di Sabrine Klingler e Enzo Weber, i due autori dello studio, si tratta spesso di lavori mal retribuiti.

Secondo l’istituto l’incremento delle persone costrette a cercarsi un secondo mestiere è stato in parte favorito dall’ottima capacità di assorbimento del mercato del lavoro, alla quale vanno però aggiunti fattori come la scarsa crescita salariale che si protrae da molti anni e il forte aumento dei lavori a tempo parziale.  Tuttavia non si può tralasciare l’impulso significativo dato da “cambiamenti normativi che introducono l’esenzione da imposte e contributi sociali per i dipendenti con occupazioni marginali”.

A detta degli autori dello studio IAB questa esenzione è decisamente critica.

È certamente rimarchevole che l’espansione dell’occupazione venga ricompensata con degli incentivi, se si guarda alla capacità di sostentamento dei lavoratori e all’impasse nelle professioni specializzate questa norma può sembrare in principio efficace. Tuttavia, ad approfittare di questa legge sono anche molti lavoratori ad alto reddito; allo stesso tempo gli autori si mostrano preoccupati per  lo “sviluppo professionale sostenibile” di coloro che sono interessati da questa dinamica, oltre che per la loro pensione. La loro proposta alternativa è quindi quella di incentivare gli impieghi principali, per esempio attraverso minori oneri previdenziali per i lavoratori a basso reddito.



lunedì 30 ottobre 2017

La risposta di Matteo Renzi a Ferruccio De Bortoli




Non mi schiero ne con l'uno ne con l'altro ,sono entrambi a favore dell'Europa e di questa società neoliberista.Quello che mi sento di dire è che è stato uno scontro (via libri) patetico.

Dispiace che la grande stampa italiana,o parte di essa,abbia preferito adottare la politica dello struzzo,nascondendo la testa sotto la sabbia anziché aprire una discussione vera sulla complicata vicenda del  bancario.Si è preferito evitare una riflessione critica sugli ultimi quindici anni,forse perché molti dei gruppi editoriali hanno avuto rapporti decisamente stretti con gli istituti di credito protagonisti di queste vicende.Questa è un'altra delle questioni che potranno agevolmente essere chiarite nei prossimi mesi grazie alla Commissione d inchiesta parlamentare sulle banche.E si è scelto in alcuni casi di guardare il dito mentre il saggio indicava la luna.Questo è stato il caso,emblematico,dell'ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore,Ferruccio de  Bortoli.
Prima di conoscerlo personalmente,consideravo De Bortoli uno straordinario giornalista british style.Lo seguivo elegante in tv,ne divoravo gli editoriali,mi sembrava un modello per quei giovani cronisti che amano il giornalismo d'inchiesta.Mi sono presto reso conto,tuttavia,che non era oro tutto quel che luccicava.E proprio uno come De Bortoli,che dovrebbe essere affezionato a quella straordinaria massima scolpita nel frontespizio del " Guardian" dal 1821 ("Il commento è libero ma i fatti sono sacri"),a volte sceglie invece di anteporre il proprio giudizio alla realtà dei fatti.
In particolar modo capisco di essere finito sul libro nero del direttore quando mi commina l'accusa piu infamante che possa esistere per un ragazzo nato e cresciuto in parrocchia: quella di essere legato ad ambienti segreti,portando con me "uno stantio odore di massoneria".Nella mia famiglia Tina Anselmi e Benigno Zaccagnini erano i modelli politici presentati ai figli,ti immagini parlare di massoneria in casa nostra? Neanche all'asilo mi sono messo mai il grambiulino.
Sentirmi accusato di questo da uno che ha fatto per quasi vent'anni il direttore del  "Sole" e del "Corriere" mi lascia senza parole.Mi sembra difficile negare che storicamente la massoneria abbia avuto maggiore influenza nelle sedi di quei giornali che nelle parrocchie valdarnesi.
Eppure De Bortoli è capace di mettere in prima pagina i presunti finanziamenti di  Banca Etruria al mio birrificio di fiducia (ignorando che io non bevo birra e non conosco l'azienda di cui si parla) e di definirmi  caudillo (che è l'equivalente spagnolo di duce o Fuhrer) ,espressione condita con "maleducato di talento".Che,detto da uno che ti ha appena dato del dittatore,va inteso probabilmente come un complimento.Solo che io,cresciuto leggendo Chesterton ,sono affezionato alla sua frase in cui definisce la democrazia come il governo dei maleducati e l'aristocrazia come il governo degli educati male.Mai stato aristocratico,io.Mi domando come la legittima e doverosa critica possa degenerare nell'ossessione personale ,dalle birre al caudillo,dalla massoneria alla maleducazione.
Nel maggio 2017,per lanciare il suo libro fresco di stampa,il giornalista svela un suo presunto scoop,poi derubricato a "fatto normale" per ammissione stessa dell'autore,secondo cui il ministro Boschi avrebbe richiesto un non meglio precisato impegno all'allora amministratore delegato di Unicredit Ghizzoni per studiare il salvataggio di Banca Etruria e delle altre banche a rischio liquidazione.
Come se non fosse evidente agli addetti ai lavori che tutti gli amministratori delegati delle banche italiane conoscevano perfettamente la difficile situazione di alcune banche popolari su cui da tempo Banca d'Italia e il ministero avevano acceso un particolare riflettore.Chiedere a Ghizzoni di studiare il dossier Banca Etruria sarebbe stato come minimo ridondante visto che era un dossier che stavano studiando tutti,a cominciare da chi in Banca d'Italia ancora nel 2014 immaginava senza troppa lungimeramza  di poter convincere Arezzo ad affidarsi a Banca popolare di Vicenza (che già allora versava in difficoltà molto serie,che oggi sono sotto gli occhi di tutti e a cui si è risposto con un salvataggio da parte dello stato).
Ma il dossier popolari ,il dossier Etruria erano sotto gli occhi di tutti:non c'era certo bisogno che lo dicessero Ghizzoni o Boschi.Eppure De Bortoli, in passato dimostratosi prudente su molte operazioni bancarie dei primi anni duemila,decide che l'incontro tra un ministro e l'amministratore delegato di una delle principali banche del paese,peraltro molto esposta sull'aumento di capitale di Vicenza,sia la notizia intorno alla quale lanciare il proprio libro su quarant'anni di poteri forti.Nessun giornalista osa entrare in contraddittorio con il proprio collega "megadirettore galattico".


da AVANTI-Matteo Renzi (Serie Bianca Feltrinelli)

QUI INVECE C'E IL PEZZO DEL LIBRO DI FERRUCCIO DE BORTOLI

domenica 29 ottobre 2017

Non violare le regole ma cambiare le regole.Magari con l'aiuto del Club Bilderberg.Vero Cappato?



Lo ripeto per l'ennesima volta:il Partito Radicale è pericoloso ed è troppo sottovalutato.Emma Bonino come sappiamo è da sempre legata al potere, amica di George Soros , ha partecipato al club Bilderberg.
Sotto, dopo il pezzo del libro di Marco Cappato, leggete la verità sulle droghe e il perchè in tanti vogliono legalizzarle.
Caro Cappato, vuoi aumentare i posti di lavoro? Bisogna sconfiggere la società neoliberista, staccarsi dalla dittatura di Bruxelles e ritornare alla sovranità monetaria.Ma a queste cose voi radicali siete allergici.


Proporre la legalizzazione di tutte le droghe non vuol dire solo de-criminalizzare un comportamento massicciamente diffuso nella società, ma anche operare un'enorme conversione di investimenti pubblici:tagliare le spese per l'apparato repressivo e reinvestirle nell'affermazione dello Stato di diritto,nel contenimento dei crimini veri, nello smaltimento dei carichi pendenti della giustizia,nel rientro dal carcere nella legalità costituzionale,nella bonifica del mondo della finanza e di ogni settore economico dal riciclaggio di narcodenaro.
La marijuana per uso ricreativo in California vale cinque miliardi di dollari.Questa la cifra che, secondo uno studio sponsorizzato dal governo e citato dal "Los Angeles Times",verrà generata ogni anno grazie all'erosione del sommerso,ai nuovi posti di lavoro al turismo legato al consumo di cannabis ,dopo che l'uso ricreativo della sostanza è stato legalizzato da un referendum lo scorso novembre.
Una nota informativa diffusa dall'Istat nell'autunno 2014 evidenzia come "la componente piu rilevante tra le tre attività illegali ora misurate dai conti nazionali riguarda la commercializzazione di droga,la quale, in termini di valore aggiunto,è valutata bel 2011 in 10,5 miliardi di euro", cioè lo 0,6% del pil 2011.
Il piccolo Uruguay ,primo Paese al mondo a legalizzarla davvero la cannabis (in Olanda è tollerata la vendita da decenni,ma la produzione è ancora clandestina) il governo calcola di sottrarre ai narcotrafficanti 30 milioni di dollari l'anno.
Poter ricondurre al mercato tali attività significa dunque disporre di risorse pubbliche e private ingenti per investire in altro.Il Colorado ha deciso di reinvestre ne sistema educativo.
Lo si può fare nella ricerca scientifica,nell'informazione,nella prevenzione contro i rischi dell'abisso,nella regolazione di un mercato che consenta di sapere almeno cosa si sta consumando,perchè per qualsiasi prodotto legale esistono le differenze di prezzo e qualità,ma esistono anche delle soglie qualitative sotto le quali non si deve poter andare.
Se non esiste un diritto a vendere prodotti alimentari che intossicano chi ha pochi soldi,non deve esistere nemmeno un diritto a intossicare i poveri con droghe di scarsa qualità.Per quanto non sia politicamente corretto  rivendicarlo,anche per droghe deve esistere un diritto del consumatore alla qualità.

da CREDERE DISOBBEDIRE COMBATTERE -Marco Cappato (Rizzoli)

da anglotedesco.blogspot.com 

Il capitalismo è sempre stato intimamente legato alla droga,perché aveva bisogno di capitali veloci e in nero per finanziare lo sfruttamento e la difesa ,nascondendosi dietro la maschera del "libero scambio"."La relazione tra attività bancarie,trasporti e assicurazioni che si formarono attorno al commercio dell'oppio fu una delle caratteristiche  principali dell'epoca.Non solo contribuirono al traffico della droga ,ma diventarono la base di un'infrastruttura commerciale che,in ultima istanza,sostentava una vasta gamma di commerci".
Col passare del tempo,gli stupefacenti resero necessarie altre merci.A partire dal XV secolo fino ad arrivare al XX secolo inoltrato,la terra,il lavoro ,le relazioni fiscali e perfino lo Stato stesso erano tutti finanziati dall'oppio.Tutto questo a partire da una sostanza che per millenni era stata utilizzata quasi esclusivamente a fine medico e che era conosciuta dai medici stessi per le sue proprietà di assuefazione,oltre che venefiche.Quando oggi ci riferiamo ai "narco-Stati",come la Colombia o l'Afghanistan,forse dovremmo ricordarci che il primo "narco-Stato" in assoluto fu gestito e governato da Londra.
Il denaro della droga fa parte dell'economia nordamericana e mondiale.Seguendo il flusso dei capitali mondiali,è stupefacente scoprire la quantità di  guadagni generati annualmente dal commercio della droga è intorno ai 700 miliardi di dollari.Questa cifra comprende eroina,oppio,morfina,marijuana,cocaina,crack e allucinogeni,e costruisce una parte molto importante del sistema bancario attuale,permettendo i "pagamenti mensili" di diverse operazioni finanziarie.
I 700 miliardi di dollari provenienti dalla droga che vengono riciclati e usati in lungo e in largo  nell'economia nordamericana e mondiale vanno a vantaggio di nuovo,dei mercati finanziari ,in particolare di Wall Street.


venerdì 27 ottobre 2017

OLIVER STONE vs PUTIN. Arabia Saudita



VLADIMIR PUTIN:

"Per quanto riguarda,la questione petrolifera,è molto complicata,ma penso che un accordo si possa trovare​ are.E la Russia deve giocare il suo ruolo.Invece per quanto  riguarda le controversie che esistono a livello regionale,per i rapporti tra gruppi di religione diversa,possiamo solo creare le condizioni di contatto tra i paesi di quella regione.Preferiamo astenerci dall'interferire in queste difficili problematiche.Credo stia ai paesi coinvolti trovare una giusta soluzione.Ma ci interessa molto che queste controversie siano superate,perché in questa regione cosi vicina a noi vorremmo vedere stabilità e sviluppo sostenibile.Sono nostri partner e a noi piace avere partner stabili per lavorare agevolmente.E quando lavoriamo con un paese,non vorremmo avere problemi nelle relazioni con gli altri.Abbiamo comunque la libertà di scegliere e,in genere,abbiamo sempre avuto buoni rapporti con tutti questi Stati,rapporti che apprezziamo molto.In pratica,prendiamo atto delle loro controversie ma cerchiamo di mantenerci alle debite distanze.
Noi cerchiamo di mantenere le distanze dalle relazioni esistenti tra gli altri paesi.Gli Stati Uniti,invece, provano sempre a democratizzare gli altri.E non credo che alle monarchie del Golfo Persico la cosa vada a genio.A essere sinceri ,se fossi in loro valuterei bene le prossime mosse degli Stati Uniti.Credo lo stiano già facendo.Una cosa è certa:se sei coerente con il tuo percorso verso la democratizzazione ,è facile capire quale sarà il prossimo passo dopo la Siria,la Libia e l'Egitto.Credo che sarebbe meglio considerare le tradizioni,la storia,le particolarità religiose di questi paesi.È molto difficile prendere delle strutture di governo che funzionano in un luogo e trasferirle in un altro:penso sia meglio trattare con grande rispetto quello che esiste.E anche se desideri sostenere un certo tipo di cambiamento,devi farlo molto delicatamente,senza mai forzare o imporre cose dall'esterno".

È VERO CHE IL PETROLIO È LA CAUSA PRIMARIA DI TUTTO IL CAOS CUI STIAMO ASSISTENDO?

È assolutamente vero che il petrolio è uno degli elementi piu importanti,non solo in questa regione,ma in tutto il mondo.Credo che il mondo passerà a una nuova struttura tecnologica e che le fonti di energia alternative si stiano espandendo.Quando avverrà questo passaggio,il petrolio perderà la sua importanza.Se ricordo bene,uno dei ministri del petrolio saudita una volta ha detto una cosa che mi trova d'accordo,ha detto che l'età della pietra non è finita per mancanza di pietre,ma perché il genere umano è passato a un nuovo livello tecnologico ,a nuovi strumenti produttivi.La stessa cosa succederà con il petrolio.

MARSIGLIO ANCORA

giovedì 26 ottobre 2017

MONSANTO:"Chiudere la bocca a chi dice che il glisofato provoca il cancro"



Il 19 settembre 2012 Gilles-Eric-Seralini,professore di biologia dell'Università di Caen,in Francia,diventò un incubo per la Monsanto.Lo confermano i Monsanto papers,le migliaia di documenti interni della multinazionale statunitense resi pubblici nel corso di un'azione legale avviata contro l'azienda negli Stati Uniti.Queste carte mostrano che alcuni dirigenti della Montsanto s'impegnarono per far sconfessare una ricerca del biologo francese.E ci riuscirono.
Quel giorno Seralini aveva pubblicato sulla rivista Food and Chemical Toxicology uno studio che avrebbe fatto scalpore.Alcuni topi nutriti con un mais transgenico e Roundup (il pesticida della Monsanto a base di glifosato) o solo con Roundup avevano sviluppato dei  tumori enormi.La grande risonanza di questi risultati sui mezzi d'informazione era stata un disastro per l'immagine della Montsanto e dei suoi prodotti ,anche se la ricerca era stata giudicata non concludente dagli ambienti scientifici,compresa l'Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (Iarc) ,legata all'Organizzazione mondiale della sanità.Poi nel novembre del 2013 successe un fatto inedito nella storia dell'editoria scientifica:Food and Chemical Toxicology si scuso' per la pubblicazione della ricerca di Seralini.In altre parole ,la sconfesso'  a posteriori e senza fornire nessuna delle ragioni di solito avanzate per giustificare un provvedimento simile.
Molti studiosi rimasero sconcertati: il lavoro non era stato sconfessato per una frode o un errore involontario,di solito le uniche ragioni che impongono di ritirare una pubblicazione dalla letteratura scientifica.In un editoriale pubblicato nel gennaio del 2014 Wallace Hayes,all'epoca direttore del comitato editoriale di Food and Chemical Toxicology,giustifico' la decisione con il fatto che "nessuna conclusione significativa ha potuto essere tratta da questi dati non convincenti".Lo studio di Seralini è quindi il primo,e finora l'unico, a essere stato eliminato dagli archivi di una rivista scientifica per la sua mancanza di "conclusioni significative"'
Ma Hayes si guardò bene dal dire che era legato alla Montsanto da un contratto di consulenza.Molto noto nel mondo della tossicologia,questo ricercatore dell'Università di Harvard ha trascorso gran parte della sua carriera nell'industria chimica o lavorando per il produttore di sigarette R.J. Reynolds,di cui è anche stato uno dei vicepresidenti.I Monsanto papers rivelano che Hayes era consulente della Montsanto dall'agosto del 2012.La sua missione era costruire una rete di scienziati sudamericani per partecipare a un convegno sul glifosato.La retribuzione era di "400 dollari all'ora",con un limite di 3200 dollari al giorno e 16.000 dollari in totale"'Questo conflitto d'interessi tra la Montsanto e Hayes non è mai stato reso noto."Se fosse vero,sarebbe una vergogna",ha dichiarato a Le Monde José Luis Domingo,professore dell'universita' Rovira i Virgili di Tarragona,in Spagna.Questo tossicologo ha sostituito Hayes alla direzione del comitato editoriale di Food and Chemical Toxicology nel 2016.Nel 2012 fu lui a suggerire di pubblicare lo studio di Serafini.

LE MONDE

martedì 24 ottobre 2017

Il Mossad richiede ottimismo e humour.Alla David Parenzo...



Io non ho le prove, ma non escludo che David Parenzo abbia a che fare con il Mossad.Basta guardare il cambiamento che ha fatto questo uomo nel giro di una decina di anni.Una volta scriveva libri contro le banche e contro l'Europa con Eugenio Benetazzo, adesso, guai a chi gli tocca la finanza e chi mette in discussione la globalizzazione. Prima o poi la verità verrà a galla...

Non basta possedere freddezza e autocontrollo,saper dominare lo stress,essere disponibili al lavoro di gruppo,parlare le lingue e conoscere alla perfezione le nuove tecnologie militari e della comunicazione.alle nuove reclute del Mossad,i dirigenti dell'Istituto addetti alla gestione dellerisorse umane richiedono adesso "ottimismo,senso dell'umorismo e spontaneità",qualità che finora è stato facile riscontrare nelle trasposizioni cinematografiche della figura dell'agente segreto, a partire dal piu famoso e piace di tutti, James Bond,ma meno rari squarci di realtà che di tanto in tanto sono offerti alla pubblica opinione.A rivelare questo ulteriore e per certi versi singolare ampliamento dei requisiti indicati dal Mossad per la formazione del perfetto 007 del terzo Millenio è stato Yedioth Aaronoth,il giornale israeliano di piu ampia circolazione che è andato a spulciare nei bandi di concorso di cui,al pari della Cia e dei srvizi occidentali,si serve anche il servizio di controspionaggio israeliano per infoltire i ranghi.
Ma certo non si può dire che ottimismo ,senso dell'umorismo e spontaneità,qualità che potremmo osare di riassumere in una sola parola, simpatica,siano le caratteristiche umane che ci vengon subito in mente le rare volte in cui le vicende del Mossad raggiunto le prime pagine dei giornali.Efficienza ,ardimento,spietatezza,semmai,hanno contribuito a creare il mito che tuttora circonda l'Istituto per l'Intelligence e le Operazioni Speciali,questo la dizione completa e corretta dal servizio creato da David Ben Gurion,nel 1949 ,cui è stata affidata la sicurezza d'Israele.
Dalla sistematica eliminazionre dei terroristi palestinesi che compirono la strage di Monaco alle Olimpiadi del 1972 (incluso il tragico scambio di persona che l'anno dopo costò la vita a un innocente cameriere marocchino a Lillehammer,in Norvegia) ai continui tentativi di sabotaggio del programma nucleare iraniano (inclusa l'uccisione di alcuni scienziati) ;dalla raccolta di informazioni segrete sul reattore nucleare iracheno di Osirak,poi distrutto da un raid dell'Aviazione israeliana ,alla eliminazione del dirigente di Hamas,Mahmud al Mohbuh, ucciso con iniezione letale nella sua stanza d'albergo a Dubai,operazione alla cui preparazione hanno partecipato nei mesi precedenti decine di agenti,la storia del Mossad parla attraverso le sue piu eclatanti missioni destinate non soltanto a centrare l'obbiettivo assegnato ma anche a suscitare stupore e timore.Ma forse proprio per rendere la sorpresa ancora piu efficace non basta che i nuovi agenti sappiano usare la pistola,o il veleno,ma devono saper strappare il sorriso,essere di battuta facile,comunicare ottimismo.Qualità che è impossibile rintracciare negli identikit di alcuni "operativi" recentemente arrestato in Libano,personaggi libanesi pagati a cottimo per raccogliere e fornire notizie sulle strutture militari del Partito di Dio,Hezbollah.
Difficile dire quale sarà l'esito di questa innovazione introdotta nei criteri di selezione.Di sicuro il Mossad è un'organizzazione capace di rinnovarsi.All'inizio del mese di Ottobre,ben due donne ,Y. e S, sono state promosse capo divisione e ammesse a far parte della cosidetta Rasha,il forum dei Capi Divisione,in poche parole l'alto comando del servizio di controspionaggio.Cosa che non era mai successo prima.

da LA REPUBBLICA di Alberto Stabile

Parlano della crescita ma non della riduzione del potere d'acquisto



Questo è il modello economico in cui viviamo cioè quello neoliberista.Crescit sfruttamento e salari bassi.Potete votare chi volete ma le cose non cambieranno mai.

Il potere d'acquisto delle famiglie,dice l'Istat ,si è ridotto dell'8%.Dietro questo calo ,tuttavia,scopriamo andamenti molto  diversi tra loro:un vero e proprio tonfo per il reddito da lavoro autonomo (meno 15%),e una risicata tenuta per salari e stipendi (meno 1,1).Ma anche quest'ultimo dato,come vedremo,nasconde tragitti assai differenti,persino opposti.Al netto dell'inflazione,ci dice l'Istat ,la retribuzione media dei dipendenti è scesa dai 29.738 euro del 2007 ai 29.419 del 2016.E le cose non sono cambiate un gran che quest'anno.In sostanza,rispetto a dieci anni fa,il dipendente medio italiano con la sua paga si trova a dover rinunciare a beni e servizi per 319 euro.
Anni terribili quelli tra il 2008 e il 2014 per i lavoratori dell'industria e delle costruzioni:900.000 occupati in meno,dice l'Istat ,con una perdita del 13% ,che arriva al 20% se il calcolo si fa suo dipendenti tra il 2007 e il 2016.
Tra il 2007 e il 2016,ci dice l'ultimo rapporto annuale dell'Istat ,il già basso stipendio reale dei dipendenti di alberghi  e ristoranti (25.046 euro lordi) si è ridotto a 24.402 euro: il 2,6% in meno.E cali anche maggiori hanno riguardato il potere di acquisto di chi lavora,nella sanità e nell'assistenza (-8%),nell'istruzione (-10,4%),nel pubblico impiego (-7,9%),nelle attività finanziarie e assicurative (-9,5%),tra facchini,imballatori e addetti alle consegne  (-4,5%).Insomma,piu occupazione povera in cambio di minori salari.
Da una parte abbiamo un'industria manifatturiera che per restare sui mercati esteri ,non potendo piu contare sulla svalutazione monetaria ,contiene i propri salari.Dall'altra abbiamo un terziario povero che giocando sulla precarietà e sul serbatoio ancora forte di disoccupazione,offre retribuzioni ancora piu basse.È ovvio che in queste condizioni,i margini per appesantire le buste paga  delle famiglie siano quasi nulli.

Marco Ruffolo - Repubblica Affari e finanza del 23 ottobre 2017

lunedì 23 ottobre 2017

Troppa importanza al Pil



D'accordissimo con questo pezzo di articolo scritto da Andrea Zhok.Ma purtroppo questo è uno degli strumenti della dittatura neoliberista per tenerci in pugno.

Che il Prodotto Interno lordo (Pil) non sia un affidabile misuratore del benessere è tesi tutt'altro che nuova.Ne troviamo un'eloquente espressione gia nel celebre discorso di Robet Kennedy all'Università del Kansas (1968).E tuttavia,nonostante l'equivalenza tra Pil e benessere sia stata reiteratamente screditata ,la sua influenza sul discorso pubblico e sull'elaborazione di politiche economiche rimane enorme.Non c'è   variabile economica piu compulsivamente invocata per trarne conseguenza politiche.
Il Pil è il  valore totale di mercato di tutti i servizi e beni finali prodotti dall'economia di un paese in un certo lasso di tempo.Concretamente il Pil finisce per essere la misurazione del monte reddituale totale in un'economia.
L'Italia è stato il primo paese ad aver introdotto ufficialmente,dal 2016,un tale indice,il che sarebbe  motivo d'orgoglio,se la sua implementazione non fosse stata imbarazzante.L'indice attuale è determinato da soli quattro parametri (reddito medio,indice di disuguaglianza,tasso di inoccupazione  ed emissioni di CO2) che sono palesemente arbitrari ,non rappresentativi ,e in parte sovrapponibili a quelli già conteggiati dal Pil.Questa scelta lascia presagire l'ennesima ammuina gattopardesca:difficile non pensare che si tratti di parametri scelti per dar intendere che il tema sta a cuore,ma con la garanzia di non disturbare il conducente.

Pezzo di articolo di Andrea Zhok (L'Espressso del 22 ottobre 2017)

domenica 22 ottobre 2017

42enne informatico ucciso dalla nuova droga Pink...pagata in Bitcoin

Risultati immagini per droga pink


I sessantottini saranno contenti,volevano questo: droga libera ,gente rincoglionita ,tutto in favore di quel capitalismo che  non hanno mai combattuto, ma sono sempre stati servi.Hanno molte responsabilità in  questo mondo di zombi e prima o poi spero che paghino.Non serve la violenza ma gente ragionevole che non ha voglia di farsi ingannare da questi falsi rivoluzionari.
Il problema è che ho sentito molte volte dire che le droghe vanno legalizzate per toglierle alle mafie. In questo modo la gente si sentirebbe piu libera... di rovinarsi.
Per quanto riguarda la storia di Mario, c'è da far notare che non aveva problemi economici ,rispondendo a tutti coloro che usano sempre la scusa della crisi.E' uno dei tanti 40-50 enni rincoglioniti negli ultimi 30-35 anni ,apatici, incapaci di reagire e con la testa di pecora.


"Mario aveva dichiarato di aver provato tutte le droghe possibili,anche quelle sperimentali.Gli hanno fatto esami,non veniva trattato col metadone,ma non c'erano tracce di sostanze stupefacenti:a quel punto ci hanno consigliato di rivolgerci a uno psicologo.Il Sert doveva fare test piu approfonditi e avviare un percorso di disintossicazione in clinica.Le istituzioni ci hanno abbandonato,dopo aver sottovalutato il caso e dopo aver commesso negligenze,a mio parere"

"Quello che è successo a Mario non deve accadere piu a nessuno.Lo Stato deve subito classificare questa droga (PINK) ,facile da reperire sul web per chi ha un minimo di competenze.E' anche molto economica come sostanza stupefacente.La Sanità deve aggiornare il proprio protocollo in situazioni del genere:le persone come Mario possono guidare,vedere i figli fare una vita normale; ma in realtà hanno gravi crisi improvvise e la loro personalità è stravolta.E' un terreno grigio sul quale bisogna subito fare luce".

"Mario non era piu amorevole come prima ,era euforico ,parlava molto,era diventato strafottente,faceva discorsi da demente e lavorava moltissimo.Prima invece era molto intelligente ,lo cercavano spesso dall'estero per le sue capacità informatiche.La sua vita si era bruciata.Una volta,non ero in casa,i miei figli (10 e 12 anni) hanno visto mettere le chiavi nella bocca del cane come se fosse una serratura: i ragazzi si sono spaventati,non sono saliti in macchina con lui e hanno fatto chiamare il 118 da un vicino.Ma anche quel giorno gli operatori all'ospedale si sono rifiutati di intervenire:avevo chiesto un Tso.Non è previsto in questi casi,mi hanno risposto".

"Nel giorno del suo quarantesimo compleanno mi ha confessato di essere entrato in contatto con siti psiconauti (domini e forum Internet specializzati nelle droghe chimiche dove un frequentatore descrive così la Pink:continuano  le sensazioni di rilassamento muscolare e mentale ma non l'euforia iniziale che devo dire è durata pochissimo).Mario  aveva scoperto come farsi una canna con la sigaretta elettronica,fumando un deodorante spagnolo.Poi a casa arrivavano per posta moltissime buste  strane e io le nascondevo:ho incominciato a cercarle ovunque,così l'ho messo alle strette e ha ammesso tutto.Gli ho fatto capire che non poteva essere un padre e un marito in quelle condizioni"

"Non mi spiego il perchè Mario avesse iniziato a drogarsi,eravamo una famiglia felice,io e lui  ci amavamo.Ho chiesto aiuto anche alla sua famiglia,perchè da sola non ce la facevo piu.Lui mi diceva: "Io faccio a scopo ricreativo poi la dipendenza  è diventata troppo forte e non riusciva a uscirne.Credo che si drogasse da solo e ne usasse una quantità esagerata: quella sostanza è troppo pesante,pochi la possono reggere.Mario si addormentava all'improvviso a tavola,in piedi per strada,ovunque.Mi sono affidata alle istituzioni ma sono stata tradita"

Queste sono le risposte date dalla moglie di Mario al giornalista del Quotidiano Nazionale Alessandro Belardetti. 20 ottobre 2017

venerdì 20 ottobre 2017

Cambiamento climatico.L'Italia in prima linea...




Con i rischi climatici attuali e potenziali,non possiamo permetterci di attendere inerti un'incertezza che potrebbe rivelarsi come minimo molto problematica.Si tratta quindi,ora, di fare le scelte piu sensate.
Il cambiamento climatico di origine antropica ha un ruolo sull'instabilità di tante regioni del globo e contribuisce all'insorgere di conflitti e al verificarsi di tanti fenomeni migratori.Il sistema mondo in cui viviamo è estremamente complesso e non ci consente di identificare una causa univoca,una sorta di Motore immobile  aristotelico ,per ciò che sta avvenendo.Tuttavia,come abbiamo mostrato,il mutamento del clima globale,con le sue manifestazioni e impatti regionali,appare spesso una causa fondamentale per l'innesco dei problemi,altre volte funge solo da acceleratore o catalizzatore di instabilità gia presenti,altre volte ancora funge da amplificatore che può far deflagrare conflitti e indurre a migrazioni.
In generale,davanti al problema dei cambiamenti climatici,si dice che su ogni nazione incombano fondamentalmente due responsabilità,due fronti d'azione,che ciascun a dovrebbe affrontare secondo le proprie capacità:

-mitigare le proprie emissioni,ovvero contribuire allo sforzo globale che è stato lanciato per risolvere il problema alla radice,e quindi varare una decarbonizzazione dell'economia e un uso piu intelligente del proprio territorio;

-adattarsi,cioè preparare lo stesso territorio interno,e la propria società ed economia,agli impatti dei cambiamenti climatici che comunque,anche nello scenario piu ottimistico ,cresceranno nel medi periodo.

Con l'adattamento del territorio delle città,delle colture eccetera dobbiamo gestire la situazione che già adesso presenta dei danni climatici: nel contempo,con la mitigazione,si deve evitare di giungere a una situazione tale di impatti e danni che non sarebbe piu gestibile efficacemente,in cui potrebbe risultare impossibile adattarsi e da cui dovremmo sicuramente "scappare",piu di quanto non lo facciano i migranti di oggi.
L'Italia non è sola ,e anzi fa parte della cerchia di paesi piu fortunati:avanzati ,socialmente stabili,capaci di gestire il cambiamento al proprio interno,e per molti aspetti solidali nella ricerca di soluzioni che si tenta di condividere entro alcuni "club di responsabilità",come l'Unione europea,l'Ocse-Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico,il G7 e il G20.Un gruppo piu solido,ma non un Eden risparmiato dagli eventi,che avrà le proprie "gatte da pelare" anche sui primi due fronti:mitigare e adattarsi.
Sul fronte della mitigazione,limitiamoci a constatare che,sia pur con sussulti ed esitazioni,la macchina degli stati industrializzati si sta mettendo in moto.Una spinta a questa mobilitazione che induce un po' di ottimismo , a prescindere dai corsi e ricorsi elettorali nei diversi paesi,è che la comunità imprenditoriale ha cambiato opinione: se fino a un po' di tempo fa temeva che decarbonizzare le proprie attività avrebbe iniettato costi aggiuntivi,eroso i profitti,intaccato la competitività,e magari depresso il ciclo economico nel suo complesso,oggi è invece dell'idea che la transizione a un'economia verde rappresenti un'opportunità di espansione e un'ancora di salvezza per un'economia altrimenti votata alla paralisi.
L'Europa rischia di essere divisa in due:a nord zone che diventano sempre piu umide,a sud aree che saranno sempre più secche.Quali problemi all'agricoltura dei paesi mediterranei della costa nord? Sono difficilmente quantificabili,ma sicuramente l'agricoltura non sarà piu così sicura come oggi.Inoltre,le poche precipitazioni dovrebbero cadere in maniera piu violenta,e ciò non è benefico per il nostro territorio italiano,notoriamente franoso.E ancora,le alluvioni.Il Mediterraneo sempre piu caldo già oggi sta fornendo energia e vapore acqueo in eccesso ai sistemi perturbati atmosferici che poi non possono far altro che scaricare questa energia violentemente sul territorio

da EFFETTO SERRA EFFETTO GUERRA ,Grammenos Mastrojeni e Antonello Pasini (Chiarelettere)

giovedì 19 ottobre 2017

In Svizzera 570.000 persone in difficoltà economiche, 8000 solo nel Canton Ticino...



Altro esempio importante di dittatura neoliberista:cittadini di serie A e serie D anche in Svizzera.E purtroppo la stragrande maggioranza ancora non lo ha capito,pensano che andare via dall'Italia, magari con un semplice diploma o poco qualificati,sia sufficiente per vivere meglio.Molti restano delusi,ma se lo vanno a cercare.Teste di pecora!
La Svizzera è un paese ce a livello di leggi è superiore dieci volte l'Italia,ma non basta.

da www.tvsvizzera.it

126 persone ospitate nel 2016, 83 l’anno precedente. Casa AstraLink esterno, a Mendrisio, come si legge sul sito del centro gestito dal Movimento Senta Voce, “si occupa di persone con problemi di alloggio, alloggio precario e senza fissa dimora, di chi vive in grande precarietà, in situazioni a rischio, o attraversa momenti difficili della vita”. 

La struttura di Mendrisio si finanzia principalmente attraverso una raccolta fondi privata. A trovare ospitalità – spiega il direttore Donato di Blasi - sono sia svizzeri sia stranieri che non hanno fissa dimora: lavoratori precari, famiglie sfrattate, tossicodipendenti. Una struttura analoga, Casa Marta, verrà aperta tra due anni a Bellinzona.
La povertà in Ticino è un problema sempre più grande.Nel cantone vivono in assistenza 8'000 persone, 1'200 delle quali hanno un lavoro, ma che comunque non riescono arrivare alla fine del mese senza l’aiuto dello Stato. Questa categoria è in fortissimo aumento (il 200% in più nel 2016 rispetto al 2015). 
Gli ospiti di Casa Astra sfuggono però anche a questa statistica e nella struttura hanno trovato riparo uomini, donne ma anche minorenni che si sono ritrovati, in alcuni casi, a dormire nelle stazioni o nelle cantine dei palazzi. 

mercoledì 18 ottobre 2017

Grazie al globalismo e al neoliberismo, non ci sarà via d'uscita



Articolo sacrosanto di Mejer.Lo farei leggere e rileggere a coloro che pensano che la salvezza sia il Movimento 5 Stelle cioè quelli che ti vogliono  convincere che al globalismo e il neoliberismo bisogna adattarsi o la Lega Nord di quel Salvini  che esalta liberisti come Kurtz.
 I banchieri centrali non hanno mai fatto tanti danni all’economia mondiale quanti ne hanno fatti  in questi ultimi dieci anni. Possiamo anche dire che finora non hanno mai avuto tanto potere per farlo. Se i loro predecessori avessero avuto questo potere … chissà? Comunque, l’economia globale non è mai stata più interconnessa come lo è oggi, soprattutto per effetto dell’avanzamento del globalismo, del neoliberalismo e forse anche della tecnologia.
Ironia della sorte, tutti e tre questi fattori vengono continuamente magnificati come forze del bene. Ma gli standard di vita per molti milioni di persone in Occidente sono scesi – o sono pieni di incertezze – mentre milioni di cinesi ora hanno un livello di vita migliore. Alle persone in occidente hanno detto di guardare a questo come ad uno sviluppo positivo; dopo tutto, permette di comprare prodotti che costano meno di quelli che produrrebbero le industrie nazionali.
Ma insieme al loro posto di lavoro nella produzione, è sparito anche tutto il loro way of life, il loro modello di vita. O, piuttosto, si è nascosto dietro un velo di debiti, tanto da non poter credibilmente negare che circa tre quarti degli americani hanno difficoltà a pagare le bollette. Cosa che sicuramente non succedeva dagli anni ’50 e ’60. In Europa occidentale questo è un po’ meno evidente, o forse è solo in ritardo, ma con il globalismo e il neoliberalismo, che sono ancora le religioni economiche dominanti, non ci sarà via d’uscita.
Che è successo? Beh, NOI non facciamo più le cose. Ecco tutto. Dobbiamo comprare da altri tutte le cose che ci servono. Sempre di più, e di conseguenza non abbiamo nemmeno le competenze per fare altre cose. Siamo diventati dipendenti per la nostra sopravvivenza, da nazioni che stanno dall’altra parte del pianeta. Dipendenti da nazioni che sono interessate solo a venderci le loro cose, se le possiamo pagare. Nazioni che vedono le richieste di salario interno salire e che – dovranno – farci pagare i loro prodotti a prezzi sempre più alti.
E  NOI non avremo altra scelta che pagare. Ma possiamo pagare solo con quello che possiamo prendere in prestito. Come nazioni, come imprese e come individui. Dobbiamo prendere in prestito perché, come nazioni, come società e come individui NOI non facciamo più le cose. È un circolo vizioso con cui la globalizzazione ci ha benedetto. E da cui – ci viene detto – potremo uscire solo se riusciremo a crescere ancora. Cosa che non possiamo fare, perché NOI non facciamo nulla.
Quindi ci affidiamo ai banchieri centrali per gestire la crisi. Perché ci viene detto che LORO sanno come gestirla. Non lo sanno. Ma fingono di saperlo.Però a leggere bene tra le righe, ammettono la loro ignoranza. A Janet Yellen, poche settimane fa, le è scappato di dire che non ha idea del motivo per cui l’inflazione è debole. Mario Draghi ha detto più o meno la stessa cosa. Perché non lo sanno? Perché conoscono solo i modelli attuali, che non vanno più bene, perché non si adattano. E i modelli sono tutti quelli che hanno.
Nel settore bancario centrale i modelli economici sono più importanti del buon senso. La Fed ha almeno un migliaio di Dottorati PhDs sotto contratto. Ma la Yellen, il loro capo, continua a sostenere che “forse” sono sbagliati i modelli che dicono che se cresce l’inflazione aumentano i salari. Non hanno idea del perché i salari non crescano. Perché i modelli dicono che invece dovrebbero crescere. Perché LORO hanno tutti un lavoro – i 1000 dottoroni ben pagati. E questo è tutto quello che hanno da dire. Dicono che il fatto che i salari non aumentano è un mistero.
Io dico che quelli per cui questo è un mistero non sono le persone giuste per fare il lavoro che fanno. Se si esportano milioni di posti di lavoro in Asia, si sposta anche il potere negoziale dei lavoratori e li si spingere a fare dei lavori di merda e senza nessun benefit, e allora c’è solo un risultato possibile. E questo risultato non include né inflazione, né crescita dei salari. L’unico risultato possibile, invece, è una erosione continua delle economie.
Il mantra globalista afferma che riempiremo lo spazio che perdono le nostre economie offrendo  posti di lavoro migliori, nel settore dei servizi e nel settore della conoscenza. Ma la realtà non segue il mantra. La maggior parte dei nuovi posti di lavoro non sono sicuramente “migliori”. E mentre aspettiamo di vedere questi posti di lavoro migliori, salutiamo i clienti di Wal-Mart, vediamo che i robot cominciano a prendersi cura di quel poco che ci rimane della nostra capacità produttiva e i servizi pronta consegna eliminano dagli scaffali anche quello che restava nei nostri magazzini di mattoni e di calce. Sì, questo significa che stiamo perdendo anche i lavori “di minor qualità”.
Nel frattempo, i cinesi che ora fanno i nostri vecchi lavori, sono stati capaci di farli grazie ad una folle quantità di inquinamento prodotto. E come se non fosse abbastanza, recentemente, solo per mantenere in vita il loro nuovo magico paradiso produttivo, sono stati costretti a prendere in prestito tanto quanto abbiamo preso in prestito noi – a livello statale, a livello di governo locale e ora anche a livello individuale.
In Cina, le funzioni del credito sono come gli oppiacei in America. Milioni di persone che non erano mai entrate in contatto con le cose – e avrebbero continuato a viver bene anche se non ci fossero mai entrate in contatto – ora sono state agganciate. Ma sono stati agganciati anche i governi locali, che hanno creato un sistema bancario ombra che minaccerà presto Pechino, ma per i cittadini, questo, è un fenomeno relativamente nuovo.
E si vede gente che dice cose come: “se non compri un appartamento oggi, non te lo potrai mai più permettere” oppure … ” una persona senza un appartamento non ha futuro a Shenzhen”. Sappiamo tutti che è sbagliato, ma i cinesi sono gente che ha visto solo che i prezzi dei beni salgono e che non ha mai pensato che esistono delle città fantasma e che ha pochi altri modi per parcheggiare i soldi che si guadagna, grazie al lavoro importato dagli Stati Uniti e dall’Europa.
Pensano, senza avere mai dubbi, che i loro salari continueranno a crescere, proprio come il “valore” degli appartamenti. E’ gente che non ha mai visto i prezzi scendere. Ma se NOI dobbiamo prendere soldi in prestito per permetterci di comprare i prodotti che (i cinesi) fanno per ripagare i soldi che hanno preso in prestito per comprare i loro appartamenti, … allora siamo tutti in difficoltà, siamo tutti in mezzo ai guai.
E allora è la stessa globalizzazione ad essere in difficoltà. I beneficiari assoluti, i proprietari della globalizzazione saranno in mezzo ai guai. Anche se lo saranno non prima di essersi pappati la maggior parte dei frutti del nostro lavoro. Che cosa ci farete poi, con tutti i vostri miliardi quando il tipo di società che avevate conosciuto quando siete cresciuti, saranno state sradicate dal processo stesso che vi ha permesso di fare quei miliardi? Da qualche parte però, quei miliardi dovranno andare!
Se quei 1000 dottoroni vogliono studiare un nuovo modello, potrebbero cominciare da qui.
La globalizzazione provoca molti problemi. Il fatto che il lavoro scompaia dalle società – in modo che i cittadini di queste società possano però acquistare gli stessi prodotti per pochi centesimi di meno, se vengono in Cina – è un grande problema. Ma il problema principale della globalizzazione è quello finanziario: i soldi svaniscono continuamente dalle società, che devono indebitarsi sempre più per non regredire. La globalizzazione, come qualsiasi tipo di centralizzazione, fa questo: chiede soldi lontano, li chiede alle “periferie”.
Il modello di Wal-Mart, McDonald’s, Starbucks ha già portato via lavoro, negozi e soldi incalcolabili dalle nostre società, ma non abbiamo ancora visto nulla. L’avvento di Internet farà prendere gli steroidi a quel modello, ma perché bisogna lasciare che un gruppo di capitalisti- avventurieri di Silicon Valley gestisca certi affari, come Uber o Airbnb, anche nel posto in cui viviamo noi, quando noi potemmo farlo benissimo e utilizzare i profitti di questi affari per migliorare la nostra comunità, invece di lasciarla diventare più povera?
Vedo che nel Regno Unito, Jeremy Corbyn, ci aveva già pensato, e aveva fatto bene. La Gran Bretagna può diventare la prima grande vittima del lato oscuro della centralizzazione e, dopo essere uscita dall’organizzazione che l’appoggia – l’Unione europea – l’idea di Corbyn di creare una cooperativa locale per sostituire Uber è proprio il modo di pensare di cui avrà bisogno. Ma perché devi accentrare tanti soldi e tanta capacità produttiva e poi lasciare tutto nel posto in cui si vive? Non si riuscirà mai a correre abbastanza velocemente, e non si deve farlo.
Questo è il succo del dibattito sulla centralizzazione dell’Impero Romano. Anche se i Romani non spingevano mai le loro periferie a smettere di produrre i beni essenziali, però chiedevano di versare a Roma una parte. Il loro problema era che, verso la fine dell’Impero, la quota-parte che richiedevano – con la forza – divenne sempre più grande. Fino a che le periferie non si ribellarono – anche loro con forza -.
Il club delle Banche Centrali del mondo presto avrà delle nuove leadership. La Yellen potrebbe andar via, così come Kuroda in Giappone e Zhou in Cina; la BCE e Mario Draghi – della Goldman – cambieranno un po’ più tardi. Ma non c’è nessun segnale che le religioni economiche a cui aderiscono tutti, saranno sostituite,  così si andrà avanti con la centralizzazione, e se non dovesse funzionare, imporranno ancora più centralizzazione.
Come finiranno i giochi in questo processo è dolorosamente ovvio già dall’inizio. La centralizzazione alimenta forze centrali, siano esse governative, militari o commerciali, pagate con i frutti del lavoro delle popolazioni locali, delle periferie. Questo è un processo che, sempre ed inevitabilmente, andrà a sbattere contro un muro, perché sono troppi i frutti di quel lavoro che vengono tolti. Troppo è il peso di quei frutti che continuano a scorrere verso il centro, sia verso la Silicon Valley, sia verso Wall Street o sia verso Roma Antica. Non c’è nessuna differenza.
Ci sono cose che si possono tranquillamente centralizzare (come le trattative di pace), ma non si possono centralizzare beni essenziali come il cibo, la cassa, i trasporti, l’acqua, l’abbigliamento. Hanno un costo troppo alto a livello locale per essere centralizzati. Oppure tutti e ovunque finiremo per romperci l’osso del collo solo per sopravvivere.
E’ molto facile, forse perché nessuno ci fa caso.
 RAUL ILARGI MEIJER

martedì 17 ottobre 2017

BLOOMBERG:"All'Italia non serve tornare alla lira..."



L'Italia non fa investimenti perchè ha il pareggio di bilancio in Costituzione.Se spendi in alcuni settori, togli soldi in altri ecc ecc.
Sono da sempre contrario alla moneta unica ma uscendo dall'euro non esci dalla dittatura neoliberista, dalla società dove esistono o cittadini di serie A o di serie D, dalla globalizzazione.


Siamo talmente abituati alle brutte notizie economiche in arrivo dall'Italia che pochi hanno notato che la terza economia dell'eurozona sembra tornata sulla retta via.Questa crescita ha portato nuovi posti di lavoro ,ma ha anche un significato piu profondo per il futuro dell'eurozona:si sta sgretolando il dogma,diffuso tra gli euroscettici ,che l'euro sia un ostacolo per le esportazioni italiane.Il governo italiano ha rivisto al rialzo le sue previsioni di crescita per il 2017,portandole dall'1,1 % di aprile all'1,5%. Secondo le previsioni,l'economia italiana crescerà con un ritmo simile nei prossimi due anni:un miglioramento rispetto alle attese di cinque mesi fa.La ragione principale di questa crescita sono le esportazioni.Il ministero dell'economia ora prevede che aumenteranno del 4,8% rispetto al 2016,mentre ad aprile aveva previsto un aumento del 3,7%.
La ripresa e il commercio mondiale hanno un ruolo importante,ma c'è dell'altro.L'economia italiana si sta specializzando in alcuni settori,come i prodotti farmaceutici,che non soffrono per la concorrenza cinese.Inoltre c'è una maggiore concentrazione su prodotti come bevande e specialità alimentari ,in.cui l'Italia ha una buona reputazione,a prescindere dai prezzi.Infine l'Italia è competitiva perché gli stipendi e i prezzi stanno crescendo piu lentamente rispetto ad altri paesi europei.
La nuova competitività dell'Italia è importante anche per la stabilità dell'eurozona.Prima dell'euro il modello economico italiano si affidava alla svalutazione competitiva ,stampando piu lire per rendere piu economiche le esportazioni,favorendo la vendita di prodotti e servizi all'estero a spese di una maggiore inflazione.I partiti euroscettici ,come la Lega Nord e il Movimento 5 stelle ,sostengono che con la lira si ritroverebbe la competitività.L'esperienza degli ultimi due anni,però,ha reso questa tesi molto piu difficile da sostenere.
Il problema della nuova strategia italiana è che potrebbe non durare a lungo.I ricercatori della Banca d'Italia sottolineano che la crescita ridotta degli stipendi e la qualità non possono risolvere tutti i problemi in assenza di una ripresa della produttività italiana negli ultimi 25 anni è stata  molto scarsa e anche se la ripresa sta contribuendo ad aumentare i posti di lavoro i miglioramenti della produttività restano limitati.
Per essere piu produttiva l'Italia dovrebbe aumentare i livelli d'investimento.L'anno scorso il governo ha adottato una serie di sgravi fiscali per le aziende che acquistano nuovi macchinari.La risposta iniziale è stata deludente:nei primi mesi del 2017 gli investimenti nelle attrezzature e in ricerca e sviluppo sono calati rispetto al 2006.Tuttavia uno studio piu recente dalla Banca d'Italia,relativo al secondo trimestre dell'anno,mostra che è tornata la carica vitale:piu di un terzo delle aziende coinvolte nel sondaggio ha dichiarato di voler aumentare gli investimenti rispetto al 2016 e solo il 15% intende ridurli.Per questo il governo italiano dovrebbe confermare gli sgravi fiscali,perché potrebbero rivelarsi piu efficaci ora che la ripresa è in corso.
Ma le imprese italiane hanno bisogno di qualcosa di piu degli sgravi fiscali per ritrovare la fiducia e la voglia di investire.Il World economic forum ha inserito l'Italia al 43esimo posto nella sua classifica della competitività,evidenziando problemi relativi alla qualità dell'istruzione,del lavoro e dei mercati finanziari.I partiti dovrebbero trovare soluzioni a questi problemi e respingere il vecchio ritornello secondo cui l'Italia ha bisogno di una lira svalutata e non di un euro forte.L'Italia non ha bisogno di uscire dall'eurozona per crescere.La sua prosperità nelle mani dei suoi leader.

Ferdinando Giugliano.Bloomberg

lunedì 16 ottobre 2017

In Germania quanti ultrasettantenni vanno a distribuire i giornali per sopravvivere



Esattamente quello che si sta facendo in Italia e che venerdi ha portato nelle piazze italiane migliaia di giovani che non ne possono piu dell'alternanza scuola-lavoro che li rende schiavi.
Purtroppo questa è la dittatura neoliberista: schiavitù e salari bassi.


In Germania per molti giovani il ricorso ai minijob si è prolungato assai piu del breve periodo di ingresso nel mercato del lavoro,diventando fisiologico soprattutto per la componente femminile (un 70% sono donne), e l'istituto è stato utilizzato anche da altre fasce d'età,compresi gli anziani in pensione (sono numerosi gli ultrasettantenni che distribuiscono giornali,riempiono gli scaffali dei supermercati e sbrigano altri mestieri poco attraenti per incrementare le proprie pensioni).
Nel decennio successivo l'istituto ha subito piccole variazioni (una leggera limatura verso l'altro della retribuzione massima) e una crescita vertiginosa nel numero degli utilizzatori,piu che triplicati rispetto ai primi anni,tanto che si valuta che oggi rappresentino circa il 20% del mercato del lavoro (4,9 milioni di minijobbers puri e 2,7 milioni di nebenjobbers,che uniscono a un lavoro a tempo determinato o indeterminato anche un minijob) impiegati non solo nei settori piu marginali.
Si può aggiungere che in Germania solo un terzo delle persone comprese nella fascia d'età tra i 30 e i 40 anni è laureato (una percentuale inferiore alla media Ocse), e che quando il governo ha tentato di incoraggiare le iscrizioni all'universita' ,ha generato le resistenze delle imprese manifatturiere,preoccupate dal declino delle immatricolazioni al sistema apprendistato,che oggi rappresenta il principale canale di passaggio scuola-lavoro.
Il sistema  bancario tedesco è tra i piu fragili in Europa,nonostante le enormi risorse versate in questi anni dal governo.

Marco Revelli-Populismo 2.0 (Giulio Einaudi editore)

domenica 15 ottobre 2017

Se Goldman Sachs consiglia di scommettere sulla prossima crisi...


Goldman Sachs è molto più credibile dei giornali e televisioni che in questi giorni ci stanno massacrando di Rosatellum e di chi fa opposizione a questa legge anticostituzionale,mi dispiace che qualche giornalista indipendente stia perdendo tempo per questa cretinata.
Comunque leggete bene l'articolo e preparatevi, il bello deve ancora arrivare...


Poco più di dieci anni fa, mentre S&P raggiungeva livelli record e c’era la fila attorno ai manager di hedge fund, desiderosi di mettere i soldi altrui in investimenti ultra-rischiosi, Goldman ebbe un’illuminazione: creare prodotti che avessero un’enorme convessità, cioè che promettessero un po’ di crescita (come alcuni basis points in rendimento) o un calo illimitato, collegarli ai peggiori asset possibili e venderli agli idioti in cerca di profitti (raccogliendo una commissione di transazione), facendo profitti enormi una volta che tutto fosse andato in rovina. Gli strumenti, ovviamente, erano CDO, e non molto tempo dopo che Goldman ne vendette una gran quantità, il sistema finanziario è crollato ed ha avuto bisogno di un multitrilionario salvataggio da cui il mondo non ha ancora recuperato.
Dieci anni dopo, Goldman lo sta facendo di nuovo, solo che, al posto dei mutui subprime, stavolta si è concentrata sulle banche europee quasi insolventi.
E proprio come prima dell’ultima crisi, GS sta ancora una volta offrendo ai propri clienti la possibilità di trarre vantaggio dall’imminente crollo, o, come la mette Bloomberg, “meno di un decennio dopo l’ultima crisi bancaria, Goldman Sachs e JPMorgan stanno offrendo agli investitori un nuovo modo per scommettere sulla prossima”.
L’operazione in questione è un total return swap, un prodotto con elevata alta leva, simile ad un CDS, ma con sottili differenze. Prende infatti di mira i titoli Tier 1 o AT1 o “buffer” rilasciati dalle banche europee, di solito sono i primi ad essere cancellati quando c’è anche un modesto evento di insolvenza (vedasi Banco Popular), per non parlare di una vera e propria crisi finanziaria.
GS e JPM stanno offrendo agli investitori di scommettere a favore o contro obbligazioni bancarie ad alto rischio, che i regolatori finanziari possono cancellare se un prestatore è in difficoltà. Secondo Max Ruscher, direttore di indici di credito della sede londinese di IHS Markit Ltd., che amministra i parametri di riferimento cui gli swap sono collegati, anche altre banche sperano di unirsi alla festa ed iniziare a fare operazioni sui contratti TRS.
Perché ora? Spiega Bloomberg:
    In un momento in cui i mercati finanziari corrono da un record all’altro, il mondo si getta a capofitto verso gli investment returns.
Proprio come per i CDS, il valore mobiliare sottostante a questi mercati è il debito, in questo caso i bond addizionali Tier 1, o AT1, che le banche hanno iniziato ad emettere dopo la crisi del debito europeo. Essendo stati creati per impedire che i contribuenti pagassero i bailout ai governi – ed essendo perciò il primo strumento ad essere salvato internamente alla banca (di solito assieme al patrimonio netto) – danno alti rendimenti. E proprio come i CDO dieci anni fa, nell’epoca attuale di tassi di interesse quasi nulli, sono diventati ricercati dagli investitori di debito di tutto il mondo, diventando un mercato da 150 miliardi di dollari: secondo l’indice di Bank of America, il rendimento medio sul debito AT1 è di circa il 4,8%, circa 10 volte di più rispetto a quello delle obbligazioni bancarie senior.
La buona notizia per Goldman è che, per motivi di hedging o prop trading che sia, i TRS sono richiestissimi:
    “Alcuni partecipanti stanno cercando di ottenere un’esposizione verso una data classe di asset, mentre altri sono in posizioni di hedging”, dice un report sul sito di IHS Markit. “Da un lato del commercio di TRS, l’acquirente dell’indice anticipa che il rendimento totale dello stesso salirà. Il venditore dall’altra parte assume la visione opposta”.
Ma se tutto quel che il TRS fa è ripagare in caso di default tecnico, perché semplicemente non comprare CDS per coprire l’esposizione AT1 (o per vendere totalmente allo scoperto)? La risposta è che le banche possono saltare i pagamenti delle cedole sulle obbligazioni senza attivare un default di CDS.
Avevano dunque bisogno di qualcosa di nuovo, ed è qui che nasce il TRS di Goldman. Per quanto riguarda le similarità col CDS, i total-return swaps permettono agli investitori di fare hedging su un AT1 singolo o su una pluralità di essi, e gli operatori possono ottenere guadagni amplificati – o potenzialmente massicce perdite – senza dover possedere le note sottostanti o impegnare grosse quantità di garanzie.
La buona notizia – per i clienti GS – è che ora possono iniziare a fare un hedging molto, molto economico, con quasi nessun negative carry prima della prossima crisi. E proprio come prima dell’ultima, GS è lieta di fare da intermediario, in questo caso di swap legati ad un indice iBoxx di bank-capital notes denominate in dollari ed un insieme di obbligazioni simili in euro. I due indici includono AT1 emessi da finanziatori come Banco Santander SA, Deutsche Bank AG ed HSBC Holdings Plc. In altre parole, dovessero alcune delle banche più grandi d’Europa soffrire di un'”inaspettata” crisi, chi venderà allo scoperto il prodotto se la caverà, proprio come un bandito.
Proprio come Lehman.
Spiegando la necessità del TRS, Manav Gupta, co-capo del commercio europeo dei flussi di credito a Goldman, che ha confermato a Bloomberg che la banca sta facendo da intermediario per tali prodotti, ha dichiarato che gli swap sugli indici delle obbligazioni bank-capital “saranno un’aggiunta molto preziosa agli strumenti che i nostri clienti usano per gestire il rischio e per esporsi ampiamente sul mercato AT1”. Similmente, anche un portavoce JPM ha confermato che la banca sta offrendo swap su indici iBoxx. Anche altri sono saliti a bordo: Deutsche Bank ha iniziato lo scorso mese a commercializzare TRS riferiti agli indici Bloomberg Barclays e prevede di scambiare con parametri iBoxx. Il che è ironico: il payoff più grande al TRS arriverebbe se DB soffrisse un’altra crisi di liquidità, o di solvibilità, ed i propri AT1 venissero cancellati.
La domanda viene automatica: i trader DB scommetteranno contro la propria banca? Naturalmente, se avessero ragione, non ci sarerebbero middle o back office a raccogliere i fondi.
Per quanto riguarda le altre banche, ora che Goldman e JPM hanno nuovamente annunciato che è “aperta la stagione” di caccia, farebbero bene ad aspettarsi una crisi, prima quelle europee, poi le altre.
Fonte: www.zerohedge.com