Anglotedesco

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domenica 1 ottobre 2017

La storia del debito pubblico in Europa




Non tutta però perchè ci vorrebbero 10 ore...

Nel 1700 in due città molto lontane tra loro ,Londra e Parigi avvennero quasi contemporaneamente due crisi che si possono definire gemelle ,poiché accumunate  dalle stesse cause e dal medesimo svolgimento.La bolla della Compagnia dei Mari del Sud,infatti, seguì di pochi mesi quella della Compagnia del Mississippi fu uno sbaglio,originato da un meccanismo finanziario di cui si perse il controllo.La crisi dei Mari del Sud,invece,fu una truffa,poiché macchiata  sin dall'inizio da uno schema volutamente fraudolento.All'origine di tutto,come detto,v'era la penuria di monete.In Inghilterra,nel 1640,l'unico luogo ritenuto sicuro ove depositarle era la Zecca reale,all'epoca con sede tra le mura della torre di Londra.L'istituzione non si rivelò poi così sicura,poiché re Carlo I s'impadroni' di 130.000 sterline depositate  dai risparmiatori per pagare i suoi debiti.In fondo erano debiti pubblici.Il termine era stato coniato da Michael de l'Hospital nel 1561:" Il debito del re è debito di tutti! Quindi è pubblico".Dopo trent'anni il successore Carlo  II,non trovò piu nessun risparmiatore disposto a prestare denaro alla Corona per finanziare le guerre in Europa ,visti i precedenti.Il problema fu in parte risolto nel 1694 con la lotteria.
Nel 1711 Robert Harley ,ministero del Tesoro,annunciò che oltre 9 milioni di sterline del debito pubblico non erano coperti dal futuro gettito di entrate,quindi si rischiava il default.Pochi mesi dopo apparve la soluzione:incorporare  questi debiti in una società per azioni denominata  South Sea Company ,la Compagnia dei Mari del Sud.La società fu fondata dallo stesso Harley insieme a un certo John Blunt,di professione scrivano comunale,descritto come un personaggio alquanto viscido:"Teneva un libro di preghiere nella mano destra e un modulo di sottoscrizione dei titoli della compagnia nella sinistra,senza mai permettere che la mano destra venisse a conoscenza di quanto stava facendo la sinistra.
La pace di Utrecht del 1714 confermò la concessione del commercio degli schiavi all'Inghilterra,ma ben poco per quanto riguardava i traffici commerciali.L' Inghilterra era,infatti,autorizzata a inviare in Sud  America una sola nave all'anno,e il 25% dei profitti era riservato alla Spagna.Meglio di nulla,ma poco.Di conseguenza le azioni della compagnia viaggiavano sotto il prezzo di emissione,e la Corona era anche in ritardo nel pagamento degli interessi del debito acquisito: un disastro.La svolta fu l'avvento al trono di re Giorgio I,che decise con un colpo di teatro di risolvere definitivamente il problema del debito pubblico: la conversione totale in azioni della South Sea Company.Tale operazione tecnicamente complessa,data la presenza di diverse tipologie di strumenti rappresentativi del debito,avveniva in modo facoltativo.In ogni caso la compagnia accettava una remunerazione inferiore a quella facciale ,impegnandosi anzi a finanziare la Corona a fondo perduto,cioè senza rimborso,per un ammontare di tre milioni di sterline.
Per mettere ordine,ma anche per togliere una fastidiosa concorrenza alla Compagnia dei Mari del Sud ,il parlamento emano' un decreto,passato alla storia come Bubble Act,che impediva la costituzione di nuove società per azioni.Avendo via libera,le azioni passarono nel giro di pochi mesi dal valore iniziale di cento a oltre mille sterline nell'estate del 1720.

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