Anglotedesco

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giovedì 30 novembre 2017

David Parenzo senti quello che dice il nipote di Mandela su Israele...






Il nipote di Nelson Mandela afferma che i palestinesi stanno sperimantando il “peggiore regime di apartheid ” e che il silenzio verso i crimini di Israele è vergognoso.
“Gli insediamenti dei coloni ebrei che ho visto in Cisgiordania mi hanno fatto ricordare di quello che stavamo soffrendo in Sud Africa, perchè anche noi laggiù  eravamo circondati da molti insediamenti e non ci era permesso di muoverci liberamente da un posto all’altro“. Questo ha dichiarato il Martedì Mandla Mandela, nel corso di una conferenza stampa congiunta con il primo ministro palestinese Rami Hamdalá.
Il nipote del rivoluzionario sudafricano antiapartheid Nelson Mandela, ha aggiunto che i palestinesi vengono espulsi dalle lorto terre e questa è “una grave violazione dei diritti umani”.
Inoltre Mandela ha condannato il silenzio internazionale verso i crimini del regime di Israele  dicendo che “il mondo si è seduto osservando i crimini del regime di apartheid di Israele senza reagire, questa è una completa disgrazia e un qualche cosa di vergognoso”.
Mandela è uno dei patrocinatori del movimento Boicot, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) ed ha esortato nel seguire ad appoggiare questo movimento ed a troncare le relazioni del Sudafrica con Israele.
Allo stesso modo Mandela ha sottolineato che si riunirà soltanto con le autorità della Palestina e non dialogherà con le autorità israeliane. Mandela tiene previsto di riunirsi con il presidente dell’Autorità palestinese Mahmud Abás.
La maggior parte della comunità internazionale considera che gli insediamenti israeliani sono illegali perchè i territori furono conquistati da Israele nella guerra del 1967, per questo sono soggetti alla Convenzione di Ginevra, che proibisce la realizzazione di insediamenti dell’occupante nei territori occupati.
Nonostante questo, il regime israeliano continua con la sue attività di costruzione di insediamenti nei territori palestinesi occupati in flagrante violazione del diritto internazionale e sfidando la risoluzione 2334 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (CSNU).
FONTE:Hispan Tv

TRADUZIONE: Luciano Lago (www.controinformazione.com)

mercoledì 29 novembre 2017

Gli attentati terroristici in Europa sono la risposta ad altri specifici atti di guerra



I giornalisti televisivi non si preoccupano tanto di riflettere sulla guerra,quanto di mettere in scena lo spettacolo del terrore e commentarlo ,limitandosi a raccontare quello che tutti quanti vediamo sullo schermo.Il filosofo si interroga invece sull'origine di questa guerra.Quali sono le parti in causa? Quali le loro ragioni? A questo punto,siamo obbligati a uscire dal respiro corto del tempo dei giornalisti,che vive di emozioni,e a entrare nel respiro lungo del tempo dei filosofi,che vive di riflessione.Quanto avviene in Europa  sono sicuramente atti di guerra,ma è altrettanto vero che si tratta di una risposta ad altri specifici atti di guerra,atti che hanno preso il via un quarto di secolo fa ,quando il clan di Bush e i suoi alleati hanno deciso di distruggere l'Iraq di Suddam Hussein e dichiarare guerra a Paesi musulmani come l'Afghanistan,il Mali.Questi Paesi non rappresentavano assolutamente una minaccia per gli occidentali ,prima che decidessimo che non avevano alcun diritto alla propria sovranità e che quindi non potevano scegliere di instaurare in casa propria il regime che preferivano.

E' una guerra che l'Islam politico porta avanti con la stessa intelligenza degli occidentali,semplicemente lo fa con meno armi o,comunque, con armi diverse dalle nostre:coltelli al posto di portaerei,kalashnikov da cinquecento euro al posto di aerei stealth da milioni di dollari.Gli islamici hanno i loro teologi,i loro ideologi,i loro strateghi ,i loro esperti tattici,i loro informatici ,i loro banchieri e i loro intendenti militari.E hanno i loro soldati,agguerriti e determinati ,invisibili ma presenti ovunque sul pianeta.Il Califfato ha dichiarato le proprie intenzioni.La nostra è una negazione colpevole.Se continuiamo a rifiutare loro il diritto di proclamarsi Stato Islamico,insistendo nel definirli con la sigla politicamente corretta di Daesh , se continuiamo a considerarli come  barbari ,se continuiamo a qualificarli come terroristi ,se continuiamo a fare tutto questo,non faremo altro che sminuire sotto ogni punto di vista la loro vera natura,che invece non va affatto svilita.
Sarà vero che con i loro kalashnikov e i loro coltelli uccidono innocenti,ma è vero che gli occidentali si comportano allo stesso modo,su scala maggiore,sganciando sopra i villaggi bombe che uccidono donne,bambini e anziani,persone che non hanno altra colpa se non quella di abitare in un Paese associato all'asse del male.

martedì 28 novembre 2017

La Polonia investirà ulteriori 120 miliardi di euro in assistenza sanitaria





In una rara dimostrazione di unità di un giorno nel Parlamento polacco, 436 su 460 legislatori nella camera bassa hanno approvato un aumento della spesa sanitaria, con ulteriori 119 miliardi di euro nei prossimi 10 anni. Il progetto è stato presentato dal governo e solo un deputato ha votato contro e uno si è astenuto, riferisce Dnevnik . 

Secondo il testo approvato dell'anno prossimo, il 4,77% del PIL sarà destinato all'assistenza sanitaria, nel 2020 questa quota supererà il 5% e nel 2024 raggiungerà il 5,8% del PIL. 

Il ministro della salute Konstantin Rajivil ha dichiarato che il governo di Varsavia si è impegnato nel prossimo decennio nel settore a investire ulteriori 500 miliardi di zloty e la spesa sanitaria per raggiungere il più alto nella
storia moderna del paese. 

ALTRO CHE TAGLI! Ma la Polonia è nazifascista....



lunedì 27 novembre 2017

Perché non si parla mai del pareggio di bilancio inserito in Costituzione?



L'inserimento in Costituzione del pareggio di bilancio mediante la modifica dell'articolo 81 è stato deliberato dal Parlamento il 18 aprile 2012;nonostante ,va rilevato,che lo stesso Trattato in questione definisse tale azione come preferenziale ,non obbligatoria.I trattati sulla stabilità,patto fiscale compreso ,e sull'istituzione del Meccanismo di stabilità,sono stati tutte e due convertì in legge dalla Camera il 20 luglio del 2012,pochi giorni dopo l'analoga delibera del Senato.
C'è da chiedersi se qualcuno tra i parlamentari italiani che lo hanno approvato avesse la vaga idea di quale perdita di sovranità economica e politica ciò abbia comportato ,ovvero quale ferita rappresenti per la democrazia.
I bilanci pubblici ,compreso per alcuni aspetti quello della Bce,hanno sofferto prima di un calo delle entrate,a causa dei vantaggi fiscali  concessi dai governi ai contribuenti più ricchi e alle imprese negli ultimi 20 anni.
Il debito pubblico aggregato dei Paesi Ue è aumentato di circa 20 punti in tre anni,passando dal 60 all'80% del Pil.Il Patto politico-fiscale è stato firmato da tutti i capi di Stato e di governo democraticamente eletti.Tuttavia le conseguenze dei suoi dispositivi sulla Costituzione e sul processo democratico dei Paesi interessati sono di tale straordinaria portata che tali dispositivi avrebbero dovuti essere sottoposti a consultazione popolare.Per conto la discussione pubblica è stata volutamente accantonata ,e i Parlamenti hanno approvato il trattato in poche ore,meno di quante si impiegano di solito  al fine di modificare,il regolamento della pesca della sogliola nel Mediterraneo.

Troppo impegnati a parlare di gossip politico.

domenica 26 novembre 2017

Il racconto dei dipendenti di Amazon di Piacenza




C'è stato questo sciopero dei lavoratori ,o meglio schiavi, dell'Amazon di Castel San Giovanni (prov di Piacenza) dalle 6 di venerdì 24 novembre alle 6 del 25.Ho preso dal quotidiano di Piacenza,La Libertà, il racconto dei dipendenti che hanno partecipato allo sciopero.
A breve sempre su questo blog , pubblicherò il "metodo" ASTRO ITALIA l'azienda di materassi di Guanzate provincia di Como.Anche qui ne sentirete delle belle!


"I manager ti parlano,fanno finta di ascoltare e ti promettono che troveranno una soluzione,ma poi non cambia mai nulla".C'è un solo motivo che ricorre sempre ascoltando le voci dei tanti giovani lavoratori fermi davanti ai cancelli di Amazon:la frustrazione di chi lamenta di non riuscire a farsi ascoltare.L'esatto opposto di quanto afferma l'azienda,che sostiene invece di essere sempre disposta al dialogo e al contatto diretto con i dipendenti.Un modo come un altro ,quest'ultimo secondo molti,per dire che non gradisce le trattative sindacali."Abbiamo staccato tutte alle 5,15 stamattina e siamo subito venute qui" dicono un gruppo di ragazze,tutte ventenni,reduci dal turno di notte."."Quando mi hanno proposto il contratto a tempo indeterminato ,dice la 25enne Andrea, ho dovuto per forza accettare di fare il turno di notte,ma non è giusto"."Facciamo sei notti si sette,dice la 21enne Elisabeth,per 1300 euro al mese.Io ho già chiesto tante volte di cambiare perché non ce la faccio più.Una volta sono anche svenuta.I capi mi hanno vista ma non interessa niente a nessuno.Mi tocca prendere le pastiglie perché con gli orari sballati non riesco a dormire"."E poi,prosegue, come si fa a chiedere alle signore di una certa età di raggiungere lo stesso target di noi giovani? E' ovvio che non ce la fanno.A volte le aiuto perché mi dispiace vederle così"."Io da un anno e tre mesi lavoro solo di notte,aggiunge Giuseppe che di anni ne ha 30,continuo a chiedere di cambiarmi turno.I manager fanno finta di ascoltarmi,diocono si e poi non cambia mai nulla". Valerio ha 35 anni e da 5 anni e mezzo lavora ad Amazon."Oggi, dice, siamo qui fuori anche per i lavoratori a tempo determinato che non se la sono sentita di scioperare perché sono più ricattabili di noi.Chiediamo una turnazione migliore,che abbasserebbe tra l'altro il rischio di malattie professionale,piu rispetto per noi lavoratori e turni meno massacranti".

venerdì 24 novembre 2017

La Russia non vuole legalizzare i Bitcoin



Подробнее: https://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&hl=it&ie=UTF8&prev=_t&rurl=translate.google.it&sl=auto&sp=nmt4&tl=it&u=https://www.newsru.com/finance/20nov2017/nobitcoin.html&usg=ALkJrhiZ3arxMpSY8PJZHO0vTDphs13EVA#0_8_4445_8029_265_177687734





Il capo del Ministero delle comunicazioni e dei mass media della Federazione Russa Nikolai Nikiforov, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha definito i bitcoin "una specie di progetto straniero", che non sarà mai legalizzato nel nostro paese, ha riferito l'agenzia di stampa Interfax .
"I bitcoin sono una sorta di progetto straniero per l'uso della tecnologia di blocco, la legislazione russa non considererà mai i bitcoin come entità legale nella giurisdizione della Federazione russa, ma l'uso della tecnologia di blocco è del tutto possibile", ha affermato.
L'altro giorno il viceministro delle finanze Alexei Moiseyev ha affermato che le autorità russe non prevedono di vietare le transazioni sulla vendita e l'acquisto di persone fisiche con la criptovaluta in operazioni organizzate ai sensi della legge in materia.
Allo stesso tempo, ha chiarito che non si suppone che consenta ai russi di "comprare e vendere bitcoin come investimento nel loro portafoglio". Secondo lui, le transazioni all'interno della ICO saranno regolate in un modo diverso, saranno risolte in Russia. Ha anche ricordato che le regole del regolamento della ICO saranno preparate nel quadro delle precedenti istruzioni del presidente russo.
L'attrazione dei fondi attraverso il collocamento iniziale di Crypto-currency (Initial Coin Offering, ICO) come mezzo per raccogliere capitali da quest'anno è molto popolare in tutto il mondo. Solo nel III trimestre, secondo il quotidiano The Wall Street Journal, le aziende hanno attratto un record di 1,32 miliardi di dollari.
Moiseyev in agosto ha annunciato una proposta per consentire l'acquisto e la vendita della valuta degli investitori qualificati, anche in borsa. Quindi il Ministero delle Finanze si è offerto di rendere possibili tali operazioni solo nello scambio. La Banca Centrale ha riferito in settembre che riteneva prematuro ammettere la cripto-valuta alla circolazione nelle negoziazioni organizzate nella Federazione Russa, tenendo conto degli alti rischi di questo strumento.
L'11 ottobre, la questione della criptovaluta è stata discussa in un incontro con il presidente russo Vladimir Putin. Durante questo incontro, il capo dello stato ha riconosciuto che le cripto-valute del mondo stanno guadagnando popolarità, diventando un mezzo di pagamento a pieno titolo, ma ha affermato che questa sfera comporta gravi rischi, compresi quelli relativi al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo.
Secondo lui, "prima di tutto, questa è la possibilità di riciclare il capitale ricevuto con mezzi criminali, evitando le tasse e finanziando persino il terrorismo, e, naturalmente, la diffusione di schemi fraudolenti, di cui i cittadini ordinari possono certamente essere vittime".
Il ministro delle finanze Anton Siluanov ha affermato che il governo russo intende regolamentare in modo legislativo l'emissione e la circolazione della cripto-valuta nel paese.Il dipartimento finanziario propone di registrare i minatori in criptovaluta. Inoltre, la Banca centrale è favorevole a limitare l'attività dei siti in cui è possibile acquisire una valuta criptata.
La banca centrale, da parte sua, non supporta lo sviluppo delle criptovalute come mezzo di pagamento e ritiene inopportuno legalizzarle sulla borsa russa. Inoltre, la Banca centrale insieme all'Ufficio del procuratore generale ha chiesto la chiusura dell'accesso a siti esterni che offrono ai clienti l'acquisto di derivati ​​per criptovalute.
Insieme al Ministero delle Comunicazioni, la Banca centrale prepara una bozza di legge che consentirà all'autorità di regolamentazione di rendere i siti Web delle organizzazioni che conducono transazioni finanziarie illegali su Internet un elenco di divieti. Dopo l'incontro, Putin ha pubblicato un elenco di istruzioni per il governo e la Banca centrale.

L'entusiasmo per le criptovalute in Russia è cresciuto da quando il presidente Putin ha incontrato a giugno 2017 Vitaly Buterin, creatore di Ethereum (etere), la seconda criptovaluta dopo bitcoin. Secondo il primo vice primo ministro Igor Shuvalov, Putin è completamente "malato" con l' economia digitale.

giovedì 23 novembre 2017

Il ministero dell'Ecuador ha chiesto ad Assange di astenersi da dichiarazioni sulla Catalogna



Il Ministero degli Affari Esteri (MFA) dell'Ecuador, che concede asilo al fondatore del sito web di WikiLeaks, Julian Assange, gli ha chiesto di non rilasciare dichiarazioni che potrebbero danneggiare le relazioni di questo paese latinoamericano con altri stati. La dichiarazione corrispondente è pubblicata sul sito web MFA.

In particolare, ad Assange viene chiesto di non parlare degli eventi connessi alla dichiarazione di indipendenza della Catalogna. A Quito, non condividono la posizione del fondatore di WikiLeaks su questo tema e temono che le sue dichiarazioni possano danneggiare l'amicizia con Madrid, afferma il comunicato.

"Le autorità dell'Ecuador hanno nuovamente richiamato l'attenzione di Assange sul suo impegno a non rilasciare dichiarazioni e a non intraprendere azioni che potrebbero influire sulle relazioni internazionali dell'Ecuador, in particolare con la Spagna, un paese con il quale siamo uniti da legami stabili, sia storici che culturali, basato sul rispetto reciproco, l'amicizia e la cooperazione bilaterale, da parte sua, Assange ha ufficialmente promesso che la sua condotta sarà conforme alla volontà dello stato ecuadoriano ", si legge nella dichiarazione.

VITTORINO ANDREOLI:"Siamo al delirio dell'Io"




Euro si euro no, sovranità monetaria ecc ecc,tutti argomenti importanti ma poi andiamo a vedere com'è l'essere umano oggi e sei costretto a ragionare in un altro modo.Abbiamo avuto un progresso della tecnologia ma un regresso dell'essere umano.Gente di 40-50 anni mai cresciuta che pretende di vivere fino a 60 come un ragazzino di 20.A mio avviso i veri motivi  sono:

L'eccessivo benessere che ha tolto le motivazioni alla gente, le ha rese apatiche prive di orgoglio.Il 68' con i loro slogan "tutti diritti e niente doveri" "voglio tutto" "godimento illimitato"  sono i responsabili di queste gregge umano.

"Noi tutti siamo frustrati.La frustrazione è un sentimento,un mal di essere che avvertiamo sul lavoro e a contatto con gli altri che deriva da insicurezza e paura.Anche le persone piu ricche sono frustrate.Paura e insicurezza vogliono dire anche violenza.La diagnosi è chiara:stiamo regredendo all'uomo pulsionale,all'animità,al selvaggio.Abbiamo faticato per creare freni inibitori,sostenuti da leggi e punizioni,che ora stanno scomparendo.Voglio una moto,non ce l'ho,la rubo.Voglio quella donna,la seguo,le salto addosso.Si inseguono pulsioni e istinto.Si è arrivati a questo punto perchè sono caduti tutti i principi.Oggi, ad esempio,il termine ladro è flessibile,è uno che ha dei bisogni.E se si parla di coerenza le persone ti ridono in faccia ma credo nel cambiamento del singolo.Credo che una persona che vive male,domani possa vivere meglio".

"C'è l'identità individuale,quella di genere e quella sociale,ovvero del ruolo.Ma se uno si dice maschio al 100% ,c'è sempre qualcuno pronto a dire che in lui c'è un pò di femminilità.E cosi per la donna:deve saper dire di no.In un certo senso bisogna adattarsi alla società.E poi c'è il "Super io",qui siamo al delirio dell'io.Non c'è piu l'altro,ci sono solo io.Oggi nessuno vuole essere normale.Eppure la psichiatria scientifica può aiutare il singolo a vivere meglio".

"Siamo tutti malati di potere.I politici,i ricchi che sono sempre di meno e sempre piu ricchi.Al crollo si ha attaccato un prezzo.Perfino la povertà è malata di denaro .E il ricco cosa vuole? Che io ami il denaro e che mi inginocchi di fronte al potere.E' la maniera per garantire a quelli che hanno tanto di continuare ad essere visti come potenti"

da LIBERO del 20 novembre 2017.

mercoledì 22 novembre 2017

In Germania il 50% dei postini sono precari



QUELLO CHE I GIORNALAI ITALIANI NON TI DICONO...

"Circa la metà degli autisti che trasportano lettere e pacchetti per la Deutsche Post,le poste tedesche,non sono dipendenti del gruppo", scrive la Suddeutsche Zeitung.Almeno tremila di loro.lavorano per aziende "partner" ,spesso con sede in paesi dell'Europa dell'est,e sono pagati con le tariffe locali,nettamente piu basse di quelle tedesche.Il polacco Tomasz Mazur,per esempio,vive per tre settimane al mese nel piccolo furgone con cui trasporta lettere e pacchetti da Berlino in altre zone della Germania.Per questo lavoro guadagna 850 euro al mese,"neanche la metà di quanto riceverebbe se fosse assunto direttamente dalla Deutsche Post ,e comunque meno del minimo salariale stabilito dalla legge tedesca".Il suo collega ceco Jiri Novak lavora per un altro partner delle poste e guadagna circa 550 euro  al mese."Finora la Deutsche Post ha respinto ogni responsabilità per questi salari bassi,sostenendo che è compito dei suoi partner pagare adeguatamente i lavoratori".Ora,però,Novak si è rivolto al tribunale di Bonn,sostenendo che la Deutsche Post deve versargli la differenza tra il suo stipendio e quello che dovrebbe ricevere in base alle leggi tedesche.Se il tribunale gli darà ragione,la Deutsche Post potrebbe essere costretta a risarcire centinaia di lavoratori che si trovano nelle stesse condizioni.

martedì 21 novembre 2017

MATT TAIBBI:"Gli americani sono annoiati,pazzi,insicuri e amano rilassarsi sparando"



Con 59 morti e 527 feriti,Las Vegas sale al primo posto tra le peggiori stragi da arma da fuoco nella Storia moderna americana.L'elenco non comprende il massacro di St.Louis nel 1917 e di  nel 1873 ,ma quelli non valgono perché allora le vittime furono tutte nere.Dopo eventi come questo Donald Trump sembra un sintomo relativamente poco indicativo della manifesta ,e sempre piu drammatica,malattia che affigge il Paese.È stata la 338esima sparatoria di massa nei primi 273  del 2017:negli Stati Uniti non c'è giorno in cui qualcuno non uccida quattro o piu persone.

Il piccolo e sporco segreto che sta dietro è che,mentre i parlamentari di entrambi gli schieramenti possono conquistare voti attraverso il supporto (a parole) verso il controllo delle armi,gli elettori contrari alla diffusione non li puliscono se non sono coerenti fino alla fine.George W.Bush è un classico esempio di politico che ha tenuto il piede in due scarpe.Ha espresso dichiarazioni estremamente caute sull'impegno a firmare un'estensione al bando che Bill Clinton aveva posto sulle armi da assalto,in caso fosse passato al Congresso.Ma poi, sorpresone,quel documento non è mai arrivato sulla sua scrivania ,e la legge è defunta nel 2004.
Ai politici va spesso di lusso,perché anche quando sono chiamati  a tenere fieri discorsi sul tema in pubblico ,al Congresso  ci sono  quasi sempre abbastanza colleghi convertiti alla causa pro-armi da fare in modo che i voti dei contrari non portino a nessun risultato.
L'argomento della lotta alla dittatura,questa scusa finale della lobby delle armi,è ovviamente una stronzata .Le persone comprano armi militari per prepararsi all'annessione del Paese da parte di un non meglio precisato Nuovo Ordine mondiale.Gli americani sono solo annoiati,pazzi e insicuri ,e amano rilassarsi sparando alle bottiglie o a sagome di Kim Jong-un oppure,con grande regolarità,sulle folle di persone innocenti.

lunedì 20 novembre 2017

Quando attacchi la Russia, non sono mai fake news...



Finian Cunningham lo seguo da tanti anni, una mente libera che dice rosso quando è rosso e blu quando è blu infischiandosene dei soliti discorsi da parrocchiani.
La dittatura neoliberista sta facendo danni  superiori al nazifascismo e al comunismo e nonostante tutto il pericolo numero uno del pianeta è la Russia di Putin.Però le scemenze sulla Russia non sono mai fake news...

Il sistema Capitalista è da tempo entrato in crisi per le sue contraddizioni ed i leaders occidentali tentano di incolpare la Russia.
Nuove cifre pubblicate questa settimana circa un’oscena disuguaglianza sociale riscontrata nelle più avanzate società occidentali mostrano come il sistema economico capitalista sia diventato più che mai profondamente disfunzionale.
Sicuramente, il funzionamento depravato del sistema rappresenta la più grande minaccia per le società e per la sicurezza internazionale. Tuttavia, i leader occidentali sono invece preoccupati di altre minacce inesistenti, come ad esempio quella della Russia.
Prendi ad esempio il primo ministro britannico Theresa May che questa settimana stava parlando a un banchetto elegante a Londra. Ha detto ai partecipanti che si intrattenevano sorseggiando vini costosi, che “la Russia sta minacciando l’ordine internazionale da cui dipendiamo”. Senza fornire uno straccio di prova, la leader britannica è arrivata ad affermare che la Russia stava interferendo nelle democrazie occidentali per “seminare discordia”.
Il caso del discorso sconnesso della Theresa May è un classico caso di studio su ciò che gli scienziati comportamentali chiamano “attività di spostamento” – cioè, quando gli animali si trovano in uno stato di pericolo spesso reagiscono mostrando comportamenti insoliti o facendo strani rumori.
Infatti, la May e altri leader politici occidentali stanno affrontando un pericolo per il loro ordine mondiale, anche se non vogliono ammetterlo apertamente come tale. Questo pericolo deriva dai livelli esplosivi di disuguaglianza sociale e di povertà creatisi all’interno delle società occidentali per effetto delle politiche neoliberiste , quelle che producono rabbia, risentimento, malcontento e disillusione tra crescenti masse di cittadini. Di fronte all’imminente, prossimo collasso dei loro sistemi di governo, i leader occidentali come la May cercano di autoassolversi scaricando colpe alla Russia, vista come una minaccia destabilizzante.
Questa settimana la Banca europea Credit Suisse ha pubblicato cifre statistiche che dimostrano inconfutabilmente che il divario di ricchezza tra ricchi e poveri si è accresciuto fino a raggiungere livelli ancora più grotteschi e assurdi. Secondo la banca, l’1% più ricco del mondo ora possiede la stessa ricchezza corrispondente alla metà della popolazione dell’intero pianeta. Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna sono tra i primi paesi per numero di residenti multimilionari, mentre queste due nazioni sono emerse tra le più diseguali del mondo.
I dati che spiegano come il sistema capitalista sia diventato disfunzionale continuano a pervenire. È impossibile ignorare la realtà di un sistema in profondo disfacimento, eppure i politici britannici e statunitensi in particolare – oltre a notevoli eccezioni come Jeremy Corbyn e Bernie Sanders – hanno l’audacia di voler bloccare l’emergere di questa realtà e di inseguire risibili fantasmi . (L’esercizio ha perfettamente senso come un penoso tentativo di occultare la realtà).
La scorsa settimana, un rapporto dell’Istituto di Studi Politici (ISP) con sede negli Stati Uniti ha rilevato che soltanto tre degli uomini più ricchi d’America – Bill Gates, Jeff Bezos e Warren Buffett – possiedono lo stesso livello di ricchezza corrispondente alla metà più povera dell’intera popolazione degli Stati Uniti. Questo significa che, il valore monetario combinato di questi tre individui – calcolato in 250 miliardi di dollari – è equivalente a quello posseduto da 160 milioni di cittadini comuni.
Inoltre, lo studio stima che, se l’Amministrazione Trump sosterrà i suoi piani fiscali proposti, il divario tra l’élite straricca e la stragrande maggioranza dei cittadini comuni è destinato ad allargarsi ulteriormente. Questo e altri studi hanno rilevato che oltre l’80% dei benefici fiscali dellla legge di bilancio proposta da Trump andrà ad arricchire maggiormente quella elite che rappresenta l’1% della società.
Tutti i governi occidentali, non soltanto quelli della May o di Trump, hanno diretto negli ultimi decenni una tendenza consolidata della politica economica diretta sottrarre ricchezza dalla maggioranza dei ceti sociali a favore di una ristretta élite. Il carico fiscale si è spostato inesorabilmente dai ricchi ai lavoratori comuni, salariati e autonomi, che in aggiunta hanno dovuto fare i conti con salari decrescenti, precarietà lavorativa, oltre al deterioramento dei servizi pubblici, per effetto di tagli e privatizzazioni, come anche in generale il “welfare state”.
Riferirsi agli Stati Uniti o alla Gran Bretagna come “democrazie” è un termine divenuto ormai decisamente improprio. Sono queste, a tutti gli effetti pratici, delle plutocrazie; società gestite da elite plurimilionarie e per livelli di minoranze oscenamente ricche.
Gli economisti intelligenti, come gli autori dell’ISP citati sopra, comprendono che lo stato delle cose è insostenibile. Moralmente, e anche da un punto di vista economico empirico, la distorsione della ricchezza all’interno delle società occidentali ed anche a livello internazionale sta portando verso un disastro sociale e politico.
Su questa osservazione, dobbiamo riconoscere il lavoro pioneristico di Karl Marx e Friedrich Engels che più di 150 anni fa identificò il principale fallimento del capitalismo come la polarizzazione della ricchezza tra pochi in contrasto con la stragrande maggioranza. La mancanza di potere di consumo tra le masse a causa della cronica povertà indotta dal capitalismo comporterebbe il collasso finale del sistema. Sicuramente, abbiamo raggiunto quel punto nella storia ora, quando una manciata di individui possiede la stessa ricchezza di metà del pianeta.
La disuguaglianza, la povertà e la negazione di un’esistenza dignitosa alla maggioranza della gente risalta come la condanna del capitalismo e la sua organizzazione della società basata sul profitto privato. La sofferenza umana, le avversità, l’austerità e il potenziale paralizzante che scaturiscono da questa condizione e rappresentano la crisi del nostro tempo. Eppure, al posto di avviare un serio dibattito pubblico e di una lotta per superare questa crisi, siamo costretti, dalle nostre élite politiche, a concentrarsi su problemi falsi, persino surreali ( la Russia, i diritti delle coppie gay, il Gender, l’antifascismo, ecc..).
La politica americana si è paralizzata su un interminabile litigio della élite dominante sul presunto fatto che la Russia si sia intromessa nelle elezioni presidenziali e afferma che i media russi continuano a interferire nella democrazia americana. Naturalmente, i mezzi di informazione controllati dalle corporation statunitensi, che sono parte integrante della plutocrazia, danno credibilità a questo circo. Idem i media controllati dalle società europee.
Poi abbiamo il presidente Donald Trump in un giro per il mondo che si adopera per rimproverare ed opprimere altre nazioni incitando a spendere di più per l’acquisto di merci americane e per smettere di imbrogliare la presunta generosità americana per il commercio. Trump è anche pronto a iniziare una guerra nucleare con la Corea del Nord perché quest’ultima è accusata di essere una minaccia per la pace globale – sulla base del fatto che il paese sta costruendo delle difese militari. Lo stessa cosa per l’Iran. Trump vorrebbe condannare l’Iran come una minaccia per la pace in Medio Oriente e preavverte di un possibile conflitto (aggressione) contro questo paese.
Questa è la stessa peculiarità di ridicola distrazione attuata da Theresa May, la prima in Gran Bretagna che questa settimana ha criticato aspramente la Russia per “aver minacciato l’ordine mondiale dal quale tutti noi dipendiamo”. Con “noi” lei si riferisce in realtà alle élite, non alla massa di lavoratori comuni sofferenti ed alle loro famiglie.
May e Trump stanno indulgendo nella “gestione della percezione” sconfinando nell’assurdità. O più rozzamente, nel lavaggio del cervello.
In che modo la Corea del Nord o l’Iran possono essere credibilmente presentate come minacce globali quandogli americani e gli inglesi stanno sostenendo un blocco genocida e il massacro aereo nello Yemen?La completa disconnessione nella realtà è la testimonianza del pernicioso sistema di manipolazione del pensiero che la stragrande maggioranza dei cittadini è obbligata a subire.
La più grande operazione disconnessione dalla realtà è il tentativo di occultare la disuguaglianza oscena di ricchezza e delle risorse che il capitalismo ha generato nel 21 ° secolo. Quella mostruosa disfunzione è anche causalmente correlata al motivo per cui gli Stati Uniti e i loro alleati occidentali, come la Gran Bretagna, stanno spingendo belligeranza e guerre in tutto il pianeta. Fa tutto parte della loro negazione elitaria della realtà. La realtà che il capitalismo è la più grande minaccia per il futuro dell’umanità.
Dobbiamo permettere che queste élite politiche mentalmente carenti e ingannevoli ed i loro media prezzolati seguitino a dettare assurdità? Oppure la massa della gente farà finalmente la cosa giusta e li spazzerà via?
ARTICOLO DI FINIAN CUNNINGHAM


domenica 19 novembre 2017

Anche per la LISTA DEL POPOLO l'euro non si tocca




Seguirò con curiosità questa Lista del Popolo o PASSO DEL CAVALLO della coppia Antonio Ingroia-Giulietto Chiesa.Ho seguito la conferenza stampa e le dichiarazione che hanno rilasciato al canale di Byoblu e come al solito Giulietto Chiesa mette come principale nemico per la gente in difficoltà la NATO.E' un problema senza dubbio, ma non si può pretendere di cambiare l'Europa e non toccare l'euro.La moneta unica è l'arma piu micidiale che la dittatura europea sta usando per schiavizzare gli stati membri e loro non la vogliono distruggere.Mi sa tanto che sarà il solito partitino che parte con grandi ambizioni ma che al potere gli può fare solo il solletico...
Qui sotto invece pubblico un pezzo di un articolo di una ventina di anni fa, e per evitare i soliti commenti banali, non dico chi lo scrisse.Comunque se avete letto i quotidiani questa settimana, avrete sicuramente capito di chi sto parlando.


Il Romano Prodi di Madrid fa solo ricordare con nostalgia i grandi salamelecchi che il vecchio Giovanni Giolitti riservava a Roma all'ambasciatore di Spagna.A chi gli chiedeva ragione di tanta ostentata cortesia ,il presidente liberale rispondeva che non si trattava di cortesia,ma di gratitudine : "Senza la Spagna noi saremmo l'ultima nazione d'Europa".Tuttavia ,nonostante i guai a catena che sono stati combinati negli ultimi anni della incredibile vicenda italica,c'è la tradizionale vitalità dell'impresa italiana,che deve essere agevolata senza infastidirla eccessivamente con un fisco spesso vessatorio,ma che ancor piu spesso è solo un cane che abbia senza mordere,dal cinismo di una cultura "privatizzante" ,i cui guasti sono perfettamente sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono vederli,dalle pulsioni  monetariste e sui cambi,che agevolano sono la politica franco-tedesca.
Già lo scorso anno Francia e Germania ,mentre l'Italia si rotolava in mezzo ai proclami deliranti e agli accessi delle campagne di criminalizzazione della politica e di giustizialismo forcaiolo,hanno stretto un patto bilaterale, riservato e assai impegnativo,non solo per i contraenti,ma anche per i partner in tutte altre faccende affaccendati.Il primo patto non scritto tra Francia e Germania è quello di truccare i bilanci.Non vengono computati,per esempio in Germania ,nel bilancio pubblico nazionale enormi voci passive che vengono lasciate  a carico di organi locali ed agenzie nazionali.
Sarebbe come dire che in Italia un eventuale  debito nella Regione Lombardia non sarebbe contabilizzato  nel deficit dello Stato,ma solo della Regione.Il secondo patto riguarda lo sconto politico che la Germania concede alla Francia.In altri termini una serie di misure bilaterali attenueranno l'impatto di Maastricht,ma questo sconto non sarà concesso e forse non è possibile concederlo all'Italia.Anzi, per la regola aurea del commercio,secondo la quale lo sconto alto a un cliente viene saldato da un conto rigoroso,se non piu alto,all'Italia viene imposto di entrare entro l'anno nello Sme con una lira valutata verso l'alto.
La valutazione alta della lira bloccherà in qualche modo le esportazioni,a beneficio di Francia e Germania,e renderà sicuri i rendiconti del debito italiano,togliendo l'incertezza del cambio.
L'idea di costringere l'Italia a grandi e impossibili sacrifici per entrare nella batteria di testa dell'unione monetaria e quindi,come dichiarato dal ministro Carlo Azeglio Ciampi a Dublino il 21 settembre scorso ,soddisfare i criteri di Maastricht entro il 1997 piuttosto che entro il 1998 ,appare come minimo azzardata,per piu di una ragione.Una di queste è proprio il mercato.Germania e Francia sono il primo e il secondo partner commerciale dell'Italia ,come l'Italia lo è per loro.A interessi così radicati ,non si può rispondere con indifferenza.Una pausa su Maastricht sarebbe necessaria.Un po come accade con i grandi debitori delle banche,alla fine i piu preoccupati sono i banchieri.Ma la pausa di riflessione su Maastricht presuppone l'esistenza di un disegno politico,della politica tout court,che si è persa nei meandri asfittici del colpo di stato postmoderno ,con tutte le violenze e le ingiustizie che lo hanno accompagnato.

venerdì 17 novembre 2017

I senzatetto in Germania sono in aumento del 150%.Infatti è un modello da seguire



La società neoliberista in cui viviamo, crescita si...ma non del benessere della gente...

dal Corriere della Sera del 17 novembre 2017

I senzatetto in Germania sono aumentati del 150% negli ultimi due anni,passando dai 335.000 del 2014 agli 860.000 dell'anno passato.Sono questi i dati diffuso dall'ufficio federale del lavoro e delle politiche abitative per i senza casa (Bagw).Secondo le stime i senzatetto saranno 1,2 milioni entro il 2018.Tra questi si contano sia le persone senza casa,sia i migranti legali che non vivono nei centri di accoglienza.Secondo  l'analisi dell'ufficio federale la ragione dell'aggravarsi della situazione abitativa deriva dal fatto che gli affitti sono aumentati mentre sono diminuite le opportunità per chi non ha disponiblità economica.In Germania gli indigenti vengono sostenuti dallo Stato con un sussidio mensile minimo di disoccupazione.Questo sussidio dovrebbe garantire uno standart di vita minimo e un'abitazione.

giovedì 16 novembre 2017

Le operazioni offshore spesso sono necessarie?



Dopo i Panama papers ,la stessa cerchia giornalistica riunita nella poco trasparente sigla Internazional consortium of investigative journalists (Ici) è tornata con i Paradise papers.Il messaggio trasmesso con queste nuove rivelazioni è molto chiaro:le operazioni offshore sono una cosa sporca che serve al riciclaggio di denaro,alla corruzione e all'evasione fiscale.
Per evitare ogni fraintendimento è bene chiarire che le operazioni offshore possono essere usate effettivamente per il riciclaggio del denaro e la corruzione.Se il fondo sovrano di un paese africano è gestito in Svizzera in modo da avvantaggiare l'elite politica di quello stato,è giusto sollevare dubbi sulla legalità di certe operazioni.Ma è bene tener presente una cosa: operazioni che tradizionalmente appartengono al campo dei segreti aziendali possono diventare accidentalmente di pubblico dominio ad essere considerate illegittime  dall'opinione pubblica anche se perfettamente legali.Per questo chi realizza operazioni offshore fa bene a sottoporsi al "test dei giornalisti" : in caso di necessità sarei in grado di spiegare in modo comprensibile il senso di un'operazione a un giornalista a difenderla? Dal momento che la maggior parte delle aziende si pone questa domanda e teme rischi per la sua immagine,l'uso delle operazioni offshore è diminuito drasticamente negli ultimi dieci anni.Il realtà,il fatto che certi strumenti siano impiegati per scopi illegali non vuol dire che siano in sé una cosa cattiva.I giornalisti che scrivono di alcuni casi sospetti finiscono per demonizzare pubblicamente tutte le operazioni offshore è diminuito drasticamente negli ultimi dieci anni.In realtà,il fatto che certi strumenti siano impiegati per scopi illegali non vuol dire che siano in sé una cosa cattiva.I giornalisti che scrivono di alcuni casi sospetti finiscono per demonizzare pubblicamente tutte le operazioni offshore,anche se queste trovano la loro giustificazione in un mondo sempre piu globalizzato e spesso sono perfino obbligatorie.Dei milioni di documenti pubblicati in questi anni,finora pochissimi hanno portato all'accertamento di un'operazione offshore sono la semplice espressione della natura internazionale di un affare o la conseguenza di alcuni problemi nei paesi coinvolti.Per esempio,dato che in Svizzera le regole attuali rendono poco conveniente e complicato concedere prestiti a investitori internazionali,i gruppi svizzeri si rivolgono altrove.Oppure:visto che dovrebbero pagare tasse molto alte sugli utili,le aziende statunitensi non riportano nel loro paese i profitti.O ancora:se diversi  partner internazionali che collaborano a un progetto hanno dei dubbi sullo stato di diritto di un paese,le operazioni fatte attraverso un territorio soggetto al diritto britannico possono essere una saggia misura precauzionale.Infine ,nei posti in cui ci sono spesso estorsioni la protezione della sfera privata è un interesse legittimo,che può essere limitato solo se diventa uno strumento per commettere dei reati.
Il furto di milioni di dati riguardanti affari privati e segreti aziendali,e il loro uso da parte dei giornalisti,non è affatto una situazione ideale.In un mondo globalizzato le operazioni offshore sono a volte necessarie e altre volte la conseguenza di comportamenti sbagliati,ma quasi mai sono la causa di questi comportamenti.Perciò è sbagliato demonizzare a priori chi cerca protezione dall'arbitrio delle autorità,dalla burocrazia invadente,da una tassazione eccessiva o semplicemente vuole difendere la sfera privata.È sbagliato criminalizzare i posti che cercano di attirare investitori attraverso agevolazioni fiscali,appigliandosi solo ad alcuni esempi di evidente abuso.Non bisogna farsi ingannare dagli autonominati difensori della trasparenza,che sostengono argomenti nei migliore dei casi ingenui.Nel mondo c'è ancora bisogno di una concorrenza basata sul fisco,della protezione della sfera privata e,si,anche delle operazioni offshore.

PETER A.FISCHER della rivista svizzera NEUE ZURCHER ZEITUNG

mercoledì 15 novembre 2017

La Brexit potrebbe portare vantaggi sia all'Italia che alla Gran Bretagna



Interessanti,solo che nessuna televisione o quotidiano ha il coraggio di pubblicare o di ospitare chi considera la Brexit una grande opportunità per tutti.La Repubblica affari e finanza lo potete tranquillamente trovare sui treni di tutta Italia ogni lunedi perché a pochi interessa.

"La partita piu grande è quella che si gioca intorno all'Euroclearing,che semplificando  al massimo è la cassa di compensazione di tutti gli scambi in strumenti finanziari derivati definiti nella valuta unica europea.Oggi la gestione è in mano alla London Stock Exchange ,che è proprietaria  della Borsa Italiana.Dunque sarebbe anche interesse degli inglesi,nel momento in cui perdono la sede,che la stessa finisca a Milano e non in un altro paese.Il piano seguirebbe una logica economica:Londra mercato finanziario globale ,Milano regionale,in una logica di complementarita' in contrapposizione all'ottica che sembra piu predatoria di Parigi e Francoforte.Le condizioni per battere la concorrenza ci sono tutte,ma dobbiamo anche considerare che gli altri Paesi non stanno a guardare.In Germania ci contano e come italiani dobbiamo essere bravi ad agire sul piano diplomatico,ad esempio ricordando che l'Eurozona è già alle prese con l'enorme surplus commerciale tedesco,che si aggira intorno al 9% del Pil nazionale,tre punti sopra il tetto fissato dai trattati europei.Conquistare questa piattaforma aggraverebbe gli squilibri".

"Euroclearing aggiungerebbe all'Italia ,visto che le ricadute non possono essere limitate solo alla città ospitante ,circa 20 miliardi di nuova ricchezza all'anno (l'1,25% del Pil) ,porterebbe 11.000 nuovi posti di lavoro e un gettito fiscale aggiuntivo per 9 miliardi di euro".

"L'attrattivita' di un Paese si gioca a piu livelli: c'è la diplomazia dei governi e c'è l'immagine che viene proiettata all'esterno.L'azione di Select Milano è stato fondamentale per approvare la flat tax sui grandi percettori di redditi che spostano la residenza in Italia sulla nuova legge per l'attrazione dei cervelli e per altre riforme in corso.Ora siamo impegnati nel chiedere l'abolizione della Tobin Tax,imposta sugli scambi finanziari che genera pochi spiccioli per le casse dello Stato,ma sta affossando gli scambi sui listini italiani".

Da La Repubblica Affari e finanza del 13 novembre 2017.Le risposte del fondatore SELECT MILANO Bepi Pezzulli alle domande di Luigi dell'Olio

martedì 14 novembre 2017

La secolare alleanza sauditi-wahhabiti.Quello che i grandi esperti di guerre non ti dicono...




Negli ultimi 50 anni ,l'Arabia Saudita è stata elemento chiave nella propagazione del radicalismo in Medio Oriente.I sauditi hanno finanziato ogni organizzazione terroristica paesi  del pianeta,nonchè la creazione di migliaia di moschee,madrase ed enti religiosi in molti Paesi non islamici per penetrare a fondo negli Stati del benessere dell'Europa occidentale.
Una delle sette piu rigide e reazionarie dell'islam è wahhabita ,nata dagli insegnamenti di Muhammad ibn Abd al-Wahhah,un fondamentalista vissuto nel Settecento e proveniente dalle regioni interne all'Arabia Saudita.E' la setta sunnita che domina ufficialmente quel Paese,che ha per unica costituzione il Corano.Predica una forma arcaica di puritanesimo che propugna il rifiuto della ragione e di qualsiasi  interpretazione nazionale del significato del libro sacro dell'islam e della predicazione del profeta Maometto.
Come afferma l'ex ambasciatore degli Stati Uniti in Costarica,Curtin Winsor Jr, "il proselitismo wahhabita non si limita al mondo islamico" e la sua penetrazione "è piu profonda nei Paesi del welfare dell'Europa occidentale,dove un tasso di disoccupazione cronicamente elevato ha determinato la formazione di vasti gruppi di giovani musulmani abili al lavoro che vivono perennemente a spese dello Stato,rinunciando alla propria dignità.
Gli autori degli attentati alla metropolitana  di Londra del 2005 erano pachistani nati in Gran Bretagna,arruolati in loco e addestrati all'uso di esplosivi durante i soggiorni in Pakistan.L'olandese di origine marocchine che nel 2004 uccise il cineasta olandese Theo Van Gogh era a sua volta frutto dell'indrottinamento wahhabita.
"Il progetto di diffusione delle madrase è in fase avanzata  anche in Asia meridionale.Come indicano rapporti del 2004,l'ambasciata saudita di Nuova Delhi ha fatto pressioni sul ministero per lo Sviluppo delle risorse umane e sulla Commissione per le minoranze dell'India per la creazione di nuove scuole coraniche nel Paese ,mentre la famiglia reale saudita ha approvato finanziamenti per la costruzione di 4.500 madrase in Bangladesh,Nepal,India e Sri Lanka,per un totale di 35 miliardi di dollari,allo scopo di promuovere un'istruzione moderna e liberale fondata sui valori islamici.
Si tratta di un progetto macchiato di sangue e con tutti i requisiti per poter scatenare una guerra."Non è finanziato interamente dai petrodollari sauditi;gran parte del denaro arriva dalla produzione di oppio ed eroina,i cui proventi sono riciclati con la complicità di banche offshore"E non stupisce che il 90% di queste banche si trovi in ex colonie britanniche.
Naturalmente gli Stati Uniti sanno da sempre che i sauditi,pur con tutte le loro pose da casa regnante filoccidentale,sono al potere grazie a una secolare alleanza con i fanatici wahhabiti.Ce lo conferma Stuart Levey,ex sottosegretario al Tesoro,in un'intervista rilasciata a ABC News l'11 settembre 2007;"Se con uno schioccar di dita potessi tagliare i fondi a un Paese,sceglierei l'Arabia Saudita".
Molti pensano che quando Obama ha stretto la mano al nuovo re saudita Salman in occasione della sua ascesa al trono,"gli Stati Uniti hanno formalizzato la loro quiescenza verso le politiche dell'Arabia Saudita,che finanzia Al Qaida ,e gli stessi terroristi dell'11 settembre,concorre a diffondere in tutto il mondo una religione intollerante e sostiene l'escalation di violenza globale in nome di Dio"


lunedì 13 novembre 2017

La NATO vuole che ci prepariamo alla guerra.I giornalai però parlano di Italia-Svezia e Spada



Prima o poi mi auguro che salti fuori un Julian Assange (e altri di  Wikileaks) italiano che riesca a penetrare nella casella di posta elettronica di questi cosidetti giornalisti per scoprire con esattezza chi c'è dietro di loro,chi gli ordina di fare questa informazione di merda , 24 ore su 24 parlando sempre delle solite cose cioè Spada e di Italia-Svezia e mettendo da parte l'economia, la finanza e quello che ci chiede la NATO.

di Massimo Mazzucco
La NATO ci chiede di rinforzare i ponti e le strade, per permettere il passaggio di carri armati e mezzi pesanti in caso di una guerra contro la Russia.
Già due settimane fa la portavoce della NATO, Oana Lungescu, aveva dichiarato che la Nato intende creare due nuove centrali di comando in Europa, perché “la capacità di dispiegare velocemente le forze dell’alleanza è importante per la difesa collettiva della Nato”.
Ieri è stato lo stesso segretario della NATO, Stoltemberg, nell’incontro con i ministri della difesa alleati, a chiarire meglio questo concetto: “Una centrale di comando – ha dichiarato – riguarderà l’Atlantico, e servirà a rinforzare le nostre capacità di proteggere le vie del mare, che sono di fondamentale importanza per l’alleanza transatlantica. Dobbiamo essere in grado di spostare eserciti e truppe attraverso l’Atlantico, dal Nord America verso l’Europa. Ci sarà poi una seconda centrale di comando, responsabile degli spostamenti delle truppe all’interno dell’Europa, cosa che è ovviamente altrettanto importante”.
“Dobbiamo anche assicurarci – ha aggiunto Stoltemberg – che le strade e i ponti siano abbastanza robusti da reggere il passaggio dei nostri veicoli più grossi, e che le reti ferroviarie possano supportare un rapido spostamento dei carri armati e dei mezzi pesanti. La NATO ha dei requisiti militari rispetto alle infrastrutture civili, e queste vanno aggiornate per essere sicuri che le attuali necessità militari siano garantite. Ma questo non è un lavoro che la NATO può svolgere da sola.
Si richiede uno stretto coordinamento con i governi nazionali e con l’industria privata. Anche l’unione europea gioca in questo caso un ruolo importante. Quindi la NATO e l’unione europea devono continuare a lavorare spalla a spalla su questo argomento di vitale importanza.”
E sempre due settimane fa, la portavoce NATO aveva dichiarato: “Gli alleati stanno modificando le leggi nazionali per permettere agli equipaggiamenti militari di transitare più rapidamente attraverso le frontiere, e stanno lavorando per rafforzare le infrastrutture nazionali.”
A noi però nessuno ha detto niente. Come mai?
Fonte: Luogo Comune

domenica 12 novembre 2017

CHI NON VUOLE AMMETTERE CHE LA GERMANIA E' PREPOTENTE.Veronica De Romanis




Basta leggere il  suo curriculum che trovate sul motore di ricerca online e capisci perchè Veronica De Romanis scrive queste falsità.
Il problema è che la stragrande maggioranza crede alla storia che noi ma anche la Grecia, e gli altri Piigs, abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità.In realtà i debiti pubblici sono aumentati per colpa delle banche e non dei cittadini o stati. E poi che problema c'è? Il Giappone ha il debito al 235% e di tagli non ne fanno e non c'è il livello di povertà che c'è qui.


"L' austerità è imposta dalla Germania", questa la conclusione quasi unanime dopo cinque anni di una crisi,la piu grave dal dopoguerra,che stenta a volgere verso una soluzione.La maggioranza degli esponenti politici accusano il governo di Berlino di aver costretto l'Europa al rigore,ossia ,a politiche di bilancio restrittive volte unicamente a rispettare vincoli anacronistici ed inutili.Nell'accusare la Germania,c'è chi si è spinto  oltre.Per l'ex ministro dell'Economia greco,Yannis Varoufakis,ad esempio,non c'è stata solo imposizione,ma anche accanimento.In particolare verso il suo paese."La Germania",sostiene, "ha messo la Grecia sotto l'acqua",come in un "Waterboarding finanziario", che ha obbligato i cittadini a vivere nel "terrore permanente di essere asfissiati".Secondo Varoufakis i tedeschi avrebbero imposto l'austerita ai paesi debitori con l'unico scopo di umiliarli,agli altri ,invece,con quello di affossarli per continuare a primeggiare all'interno dell'unione.
Ma perché mai la Germania,il primo paese esportatore d'Europa,dovrebbe trarre vantaggio da partner commerciali indeboliti? E perché dovrebbe avere interesse a far parte di un'area monetaria  in cui gli Stati in difficoltà non sono messi nelle condizioni di poter risolvere i loro problemi? In effetti,non è facile trovare una spiegazione razionale a questi interrogativi.C'è,quindi, da chiedersi se l' austerità imposta dalla Germania" non sia piuttosto uno slogan usato dai populisti europei per guadagnare consenso,e,nel caso di chi ha governato,per nascondere la propria incapacità a risolvere problemi interni.
Quando un paese ha vissuto per molto tempo al di sopra dei propri mezzi,ad imporre l'austerità,ossia la correzzione di politiche fiscali  squilibrate,ci pensano, inanzitutto,i mercati.Continuare con altro debito non è una strada percorribile.

da IL PREGIUDIZIO UNIVERSALE (Laterza editori)

venerdì 10 novembre 2017

La Russia e le Ong straniere



Molte ong russe ricevono finanziamenti dall'estero.Gli interessati dalla normativa,però, si dichiarano indignati.Finora nessuna organizzazione si è registrata come agente estero, ma nel frattempo le autorità hanno iniziato a svolgere i controlli e il procuratore ha fatto visita,oltre che alle ong russe,anche alla fondazione Konrad Adenauer a San Pietroburgo,vicina  alla CDU (il partito di Angela Merkel) e alla fondazione Friedrich Elbert di Mosca ,il suo corrispettivo socialdemocratico.
L'acceso dibattito sul ruolo delle organizzazioni umanitarie straniere in Russia non è certo una novità.La visione dell'Occidente ricorda in realtà i tentativi missionari della Chiesa  cattolica in Africa nel secondo scorso.Le organizzazioni umanitarie non farebbero altro che il bene,si preoccuperebbero dei bambini in difficoltà,porterebbero avanti la battaglia contro l'Aids e salvaguarderebbero la natura.Sono una sorta di missionari.Allo stesso tempo,illustrano l'economia sociale di mercato,si battono per la libertà di stampa e aiutano a trasformare la democrazia guidata di Putin in una società civile di stampo occidentale.L'Occidente come progetto universale,da realizzare ovunque o comunque.Una battaglia per vincere la quale vengono stanziate ogni anno cifre nell'ordine di miliardi di dollari.
Gli Stati Uniti finanziano da tempo,con chiari fini strategici,ong russe come Golos ,che nel corso delle elezioni del 2011 e del 2012 ha mobilitato osservatori elettorali e diffuso una serie di notizie fasulle.Golos non agisce da sola.Centinaia di ong organizzano seminari sulla disobbedienza civile o le tecniche di comunicazione alternativa per gli oppositori.Washington sostiene azioni legali contro ingiustizie reali o presunte.Sono queste le ragioni che hanno spinto il governo russo ad approvare la legge sulla registrazione delle organizzazioni umanitarie sponsorizzate dai paesi esteri.
La normativa interessa anche Memorial,la piu importante ong russa,che riceve gran parte delle donazioni dall'estero,dalla fondazione Heinrich Boll per esempio, o da quella del miliardario americano George Soros.L'associazione fu fondata nel 1989 dal dissidente e premio Nobel per la pace Andrej Sacharov,allo scopo di restaurare la memoria delle  vittime della repressione sovietica.Da allora,però,sotto questa insegna imperversano diversi gruppi che agiscono in nome dei diritti umani,circostanza che ha spinto il ministro della Giustizia a cercare di sciogliere del tutto l'organizzazione.Le autorità persero la causa davanti alla corte costituzionale russa,e adesso Memorial cerca di trovare piu finanziamenti in patria.
A partire dal 1992 ,l'USAID ha investito 2,7 miliardi di dollari in progetti in Russia.Negli anni passati quel denaro è servito a rimpinguare,ben piu che le casse della sanità pubblica,quelle di oltre cinquanta ong "che si impegnano a favore della democrazia,dei diritti umani e di una piu stabile società civile" afferma Victoria Nuland,portavoce del Dipartimento di stato americano,il 18 settembre 2012, nel corso di una conferenza stampa dell'USAID."Certo,l'USAID non è piu fisicamente presente in Russia ,ma continueremo a promuovere la democrazia,i diritti umani e lo sviluppo della società civile russa".Infine il  Dipartimento di stato comunica i nomi degli eredi dell'agenzia:il National Democratic Institute(NDI) ,l'International Republican Institute (IRI) e il National Endowment for Democrazy (NED).